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Huey 61-0697 – Then and Now

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Photo by  Gerald Lawrance. Scanned by Tony Clarke.

19 Maggio 1962 – Open Day a Wethersfield – Questo HU-1B-BF, matricola 61-0697 (c/n 277) porta i colori della 3a Divisione Corazzata “Spearhead”, come si puo’ evincere dall’emblema divisionale dipinto sul portellone scorrevole sinistro. All’epoca il reparto di volo di questa importante grande unita’ corazzata era la 503rd Aviation Company, attivata nel 1958 a seguito del consolidamento di una dozzina di piccoli reparti di aviazione (sezioni) assegnati alla divisione in oggetto. In quel periodo la 503rd operava a Fliegerhorst Kaserne, nella cittadina di Hanau, a Est di Francoforte (Germania Occidentale). Nel 1963 la 503d Avn. Co. venne elevata a rango di battaglione.

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L’HU-1B mostrato nella foto e’ stato probabilmente uno dei primi Huey consegnati agli “Speadheaders“. Fino ad allora la compagnia 503 era composta principalmente da aerei ed elicotteri leggeri come gli L-19 (O-1) Bird Dog, L-20 (U-6) Beaver, L-23 (U-8) Seminole e H-13 Sioux, anche se in quegli anni stavano arrivando altri aeromobili quali l’elicottero pesante l’H-37 Mojave, i gia’ detti Huey e i caratteristici OV-1 Mohawk del plotone ASTA (Aerial Surveillance & Target Acquisition). Aerei ed elicotteri della 3rd AD operavano in un’area notoriamente calda e in caso di guerra avrebbero avuto il compito di appoggiare i reparti terrestri incaricati di difendere il famigerato Corridoio di Fulda (meglio noto come Fulda Gap) dall’avanzata delle imponenti forze corazzate e meccanizzate del Patto di Varsavia.

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La “Spearhead”, gia’ veterana della Seconda Guerra Mondiale, rimase di stanza in Germania Occidentale dal 1956 fino allo scioglimento avvenuto nel 1992, circa un anno dopo aver preso parte all’Operazione Desert Storm (1991).

Non so per quanto tempo lo Huey 697 rimase con la 3rd AD, ma e’ possibile che negli anni successivi sia stato inviato in Vietnam, sebbene non saprei onestamente dire con quale/i unita’.

Un indizio sul suo probabile impiego nel Sud Est Asiatico si potrebbe spiegare dal seguente fatto: il 0697 e’ sopravvissuto integro sino ai giorni nostri ed e’ attualmente esposto in una pseudo livrea ‘Nam al Lansing Veterans Memorial, sito nella zona nordorientale del Lansing Municipal Airport, a Lansing, un villaggio a circa 34 km a Sud di Chicago (Illinois).

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La foto e’ stata scattata dall’utente Flickr Rick Drew il 25 Gennaio 2013.

Il restauro mi sembra piuttosto approssimativo: il colore non e’ corretto, cosi’ come il font di codici e il nome della forza armata (UNITED STATES ARMY ndr). Nella parte anteriore della carlinga e’ dipinto il soprannome “RICE PADDY DADDY” (gia’ visto su altri elicotteri in Vietnam), ed e’ possibile riconoscere l’emblema della 1st Cavalry Division (Airmobile), cosi’ come tre croci rosse allineate a mo di tacche. Tanto per gradire, in coda, e’ presente pure un asso di picche (Ace of Spades) con una “V” al centro.

E’ interessante notare che dal lato sinistro ha una livrea hi-viz, priva pero’ di scritta ARMY in bianco (come l’esemplare della 3rd AD) e con la coccarda di dimensioni non conformi.

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In attesa di ulteriori scoperte, vi auguro un buon weekend!


M21/MAMEE Armament Subystem

Oggi vado ad aggiungere una nuova scheda alla sezione armamenti per elicotteri. Questa volta vi parlero’ di un sistema d’arma familiare a molti piloti o ex piloti di Huey dell’Esercito Italiano: l‘M21/MAMEE.

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Negli anni ’60 e ’70 la  Emerson Electric Company di St. Louis (Missouri) fu una delle aziende piu’ attive nel settore degli armamenti per elicotteri. Dopo aver sviluppato per l’UH-1 i sottosistemi d’arma M6 (quattro mitragliatrici M60 binate) e M16 (quattro M60 + lanciarazzi a 7 tubi da 70mm), la Emerson decise di passare alle ben piu’ efficaci gatling. Il primo complesso nato dal nuovo corso fu il sottosistema M21, composto da una coppia di General Electric M134 Minigun su supporti flessibili e due lanciarazzi da 70mm a sette tubi. L’M21 ebbe largo impiego durante la Guerra del Vietnam e venne inoltre esportato in numerosi paesi.

L’M21/MAMEE (Meyer Ammunition Module, Emerson Electric) e’ un derivato dell’M21. L’unica differenza rilevante risiede nel tipo di contenitore delle munizioni. Mentre nell’M21 queste ultime sono alloggiate in un complesso di cassette interconnesse fra loro posizionato dentro la cabina, nel MAMEE i colpi si trovano in una coppia di pod cilindrici esterni montati direttamente sopra i supporti dell’M21 stesso.

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I supporti del sottosistema  M21 sono noti come Mount Multiarmament, XM156 (disegno in basso).

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Qui di seguito sono riportate le caratteristiche del pod:

Lunghezza: 1420 mm
Diametro: 280mm
Capacita’: 3000 colpi calibro 7,62 NATO
Peso vuoto: 27.2 kg
Peso carico: 113 kg

Quindi ogni Huey imbarca un totale di 6000 colpi.

L’intero sistema – lanciarazzi esclusi – pesa circa 256 kg a vuoto e 558 carico.

Il supporto flessibile di ogni Minigun assicura un angolo di traversa interno di 12° ed esterno di 70°. L’elevazione e depressione sono invece rispettivamente +15° e -90°. Ecco una tabella esplicativa con gli angoli di fuoco:

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Minigun, lato destro e sinistro. Quest’arma fu sviluppata dalla divisione armamenti della multinazionale General Electric nella prima meta’ degli anni ’60. Pur con le ovvie differenze, si tratta nell’essenza di una versione in scala ridotta calibro 7,62 NATO del cannone aeronautico M61A1 Vulcan da 20mm. La cadenza di tiro e’ disponibile in due modalita’: 2000 o 4000 colpi al minuto, anche se potrebbe agevolmente arrivare fino a 6000.  L’arma e’ azionata elettricamente mediante un motore da 28 volt a corrente continua (DC). La portata pratica massima e’ attorno ai 1000 metri.

Qui di seguito le dimensioni e i pesi:

– Lunghezza: 801mm
– Lunghezza canna : 559mm
– Peso dell’arma completa di motore e feeder/delinker: 30 kg

Nell’US Army la Minigun e’ designata M134, mentre nell’US Air Force GAU-2/A. La General Electric ha cessato di produrre quest’arma nella prima meta’ degli anni Settanta dopo averne costruite oltre 10 mila.

La Minigun oggi viene prodotta dalla Dillon Aero, una societa’ dell’Arizona che commercializza una variante rivista e migliorata nota come M134D. Entrambi i modelli sono attualmente in uso nell’Esercito Italiano a bordo degli elicotteri AB 205, AB 206 (GE) e NH90 (Dillon Aero).

LANCIARAZZI

L’M21/MAMEE e’ compatibile con vari modelli di lanciarazzi: l’M157, L’M158 e l’M260, tutti e tre a sette tubi, e l’M200 e l’M261 a 19 tubi (questi ultimi raramente  montati assieme alle Minigun per ragioni di peso).

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Nella tabella in alto potete vedere le tre razziere piu’ diffuse fra gli anni ’60 e gli anni ’80. Da notare che l’M157 e l’M200 sono stati in seguito sostituiti rispettivamente dai dall’ M260 e dall’M261 (esteriormente identici ai predecessori, salvo alcune differenze in termini di peso, costruzione e caratteristiche).

Gli M157, M158 e M200 sono nati per sparare razzi tipo Mk. 4/40 FFAR (Folding-Fin Aerial Rocket) da 2,75 pollici (70mm), nell’USAF conosciuti anche come Mighty Mouse. Il Mk 4 nacque in origine come arma aria-aria, ma a partire dalla seconda meta’ degli anni cinquanta esso fu gradualmente abbandonato a favore dei missili come il Falcon e il Sidewinder. In seguito la Marina e l’Esercito USA lo rielaborarono come arma aria-superficie, sviluppando un gran numero di testate e spolette.

Ogni razzo si compone da tre parti principali: il motore Mark 40,  la testata e la spoletta. Al motore a razzo possono essere abbinate testate di vario tipo: ad alto esplosivo (M151), HEAT/HEDP (M247), al fosforo bianco (M156), con flechettes (WDU-4/A), submunizioni (XM80 e 99), illuminanti (M257) e cosi’ via. Ad ogni testata e’ associata una spoletta, che puo’ essere “ad impatto” (es. M423), oppure “airburst” (M442) o “proximity airburst” (M429).

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Data la varieta’ di testate, ogni razzo ha peso e dimensioni lievemente differenti. Un Mk 4 con testata M151, per fare un esempio, ha una lunghezza di 138 cm e un peso di 10,4 kg.

I razzi da 70mm hanno una portata massima teorica attorno agli 8 km, ma nei fatti quella pratica non oltrepassa i 2-3 km, che possono scendere fino a 500/1000 m in caso di pinpoint target o piu’ in generale se si vuole ottenere un apprezzabile grado di precisione. Essendo armi a traettoria balistica, i razzi Mk 4 sono privi di qualsivoglia sistema di guida e di conseguenza la precisione diminuisce con la distanza (e nemmeno di poco). Quest’ultimo fattore va tenuto in considerazione sopratutto quando si opera in presenza di truppe amiche nell’area di operazioni al fine di evitare spiacevoli casi di blue on blue (fuoco amico).

L’area d’impatto della salva di razzi e’ subordinata alla distanza e alla ripidita’ dell’angolo d’attacco. Tanto maggiore sara’ quest’ultimo, tanto piu’ i razzi raggiungeranno terra in modo raggruppato e preciso. Il gunner solitamente lancia due razzi per volta (uno per lanciatore), ma se necessario e’ possibile scaricare l’intera dotazione razzi (14 nel caso del’M21) in un’unica salva.

Per quanto riguarda invece la letalita’, una tipica testata HE a frammentazione ha un casualty radius attorno ai 50/60 metri.

A partire dagli anni ottanta questa generazione di razzi e’ stata progressivamente soppiantata dalla serie Hydra 70, basata sul piu’ performante motore a razzo Mk 66. La compatibilita’ con le precedenti testate resta in ogni caso garantita.

CONGEGNI DI MIRA

I congegni di mira dell’M21/MAMEE sono gli stessi dell’M21 base, ossia un mirino reflex tipo M60 per i lanciarazzi, piu’ una sighting station M6 per il puntamento e il controllo delle due Minigun.

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Nella tabella
A sinistra, il mirino reflex M60; a destra, la sighting station M6.

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Un’immagine della sighting station M6 in posizione estesa.

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Ecco come si presentano i due congegni di mira M6 e M60 nel cockpit di un UH-1. L’M60 e’ qui in posizione ripiegata.
(Art by Steve Noon/Osprey Publishing)

panelcockpitweapIntervallometro, Pannello Armamenti e maniglia per lo sgancio manuale d’emergenza dei carichi bellici (jettison handle)

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M21/MAMEE dell’Aviazione dell’Esercito Italiano (Aves) a bordo di un AB 205. Questa Minigun monta il cosiddetto bullet trap, una sorta di cappuccio di sicurezza blindato che viene applicato durante le operazioni di manutenzione, hot-gun clearing, o in tutte quelle occasioni in cui la mitragliatrice potrebbe essere armata, ma non in uso. Il lanciarazzi e’ l’anziano M158A1, sviluppato nei primi anni Sessanta e impiegato nel lungo conflitto in Vietnam. L’Esercito Italiano e’ uno degli ultimi utenti ad usare l’M21/MAMEE e l’unico a montarlo nei Model 205. Le forze armate USA hanno radiato l’M21 negli anni ottanta (all’epoca era in servizio nella sola Guardia Nazionale).

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M21 MAMEE: complesso dx su carrello
(SOURCE)

M21MAMEE2Vista frontale.

m21mogAB 205 dell’Aves con M21/MAMEE in volo sopra Mogadiscio, in Somalia.

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In questa foto, scattata in Vietnam, e’ possibile vedere il sottosistema M21 originale, privo dunque del pod cilindrico e con il nastro munizioni che porta al contenitore dentro la cabina.


[VIDEO] Helicopters – and why they’re important (NATO Review)

Despite often being expensive, high maintenance and tricky to operate, armed forces know they need helicopters. Whether it’s getting troops in, or the wounded out, helicopters are often the ‘go to’ choice. NATO Review looks at nations’ ongoing need for helicopters — and what they’re doing to make it easier to use them together.


Helicopter vs Airliner

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Quel bus volante e’ spacciato! 😉

Immagine scattata al 50th Paris International Air Show di Le Bourget a Parigi a giugno scorso
(Photo: Eric Feferberg/Getty Images)


[Ad] U.S. Army Recruitment Poster (1990)

In passato molti lettori mi hanno richiesto il poster full-size che vedete in basso. Pare infatti che in rete si trovi solo in formato francobollo. Non sono un gran patito di materiale di reclutamento, ma lei e’ una bella figliola… e guardate che labbra perfette!

Il manifesto fa parte della famosa campagna Be All You Can Be, lo slogan creato nel 1980 da E. N. J. Carter della celeberrima agenzia N. W. Ayer & Son (New York) e adottato nello stesso anno dall’esercito USA. “Be All You Can Be” ebbe cosi’ successo che fu usato nelle campagne  marketing dell’US Army fino al 2001.

La signorina indossa un elmetto di volo Gentex SPH-4 (seconda variante Mod), distribuito per la prima volta agli aviatori dell’esercito durante gli ultimi anni della Guerra del Vietnam e rimpiazzato a partire dal 1995 dall’HGU-56/P.

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Per la cronaca, la prima donna pilota di elicotteri dell’US Army fu Sally D. Murphy, graduata alla Scuola di Volo dell’US Army di Fort Rucker, Alabama il 4 Giugno 1974.

Sally D.Murphy Flies Military HelicopterMurphy fotografata dentro a uno Huey il 9 Agosto 1974
(Photo: Corbis)

La prima donna pilota di elicotteri in assoluto fu invece la tedesca Hanna Reitsch, che ottenne la licenza addirittura nel 1938!

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Chinook superhero!

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Scusate… oggi e’ la giornata delle minchiate, haha 🙂


L’Esercito Italiano riceve il suo primo elicottero NH 90 in configurazione FOC

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Il primo NH 90 TTH in configurazione FOC (Final Operational Capability) per l’Esercito Italiano è stato consegnato ufficialmente presso lo stabilimento dell’AgustaWestland di Venezia/Tessera, alla presenza del generale Giangiacomo Calligaris, comandante dell’Aviazione dell’Esercito, e del generale Francesco Langella di ARMAEREO. L’Aviazione dell’Esercito ricevette il suo primo elicottero multiruolo NH 90 il 21 dicembre 2007. La consegna appena avvenuta porta a 21 il numero di NH 90 TTH all’Esercito, su un ordine complessivo per 60 esemplari. I cinque elicotteri di questo tipo attualmente schierati in Afghanistan hanno accumulato 470 ore di volo in quell’impegnativo teatro di operazioni.

Lo stabilimento dell’AgustaWestland all’aeroporto Venezia/Tessera (ex Aeronavali), con una superficie di 24.000 m2, ospita la linea di assemblaggio finale dei 160 NH 90 finora ordinati dalle Forze Armate italiane (60 esemplari per l’Esercito e 56 per la Marina), Paesi Bassi (20), Norvegia (14) e Portogallo (10). Il sito di Venezia/Tessera svolge un ruolo centrale nel programma NH 90 per tutti i clienti affidati all’AgustaWestland. Vi si svolgono attività di manutenzione, fornitura di parti di ricambio, servizi ingegneristici, aggiornamenti a modifiche, così come il futuro sviluppo di nuove configurazioni dell’elicottero.

La versione TTH (Tactical Transport Helicopter) dell’NH 90, elicottero da 11 tonnellate, è dedicata al trasporto tattico in tutti gli ambienti operativi, anche di notte. Grazie alla sua flessibilità, l’elicottero può anche effettuare il trasporto di carichi interni ed esterni ed effettuare missioni di elisbarco, operazioni speciali, ricerca e soccorso ed evacuazione di feriti.

Il programma dell’elicottero medio bimotore NH 90 è gestito dal consorzio internazionale NH Industries, con partecipazione dell’Eurocopter (62.5%), dell’AgustaWestland (32%) e della Stork Fokker (5.5%). E’ il più grande programma elicotteristico mai intrapreso in Europa, con ordini fermi – ad oggi – per 529 esemplari destinati a 19 forze armate di 14 paesi: Francia, Germania, Italia, Paesi bassi, Portogallo, Finlandia, Norvegia, Svezia, Grecia, Oman, Australia, Nuova Zelanda, Spagna e Belgio. Più di 140 NH 90 sono già stati consegnati a 13 nazioni. Per ora, essi hanno totalizzato circa 40.000 ore di volo.

Nella foto, il 21° NH90 consegnato all’AvEs.

(Fonte: AgustaWestland, Cascina Costa, Varese – 2 maggio 2013)