Articoli con tag “us air force

Chickenhawk

redtailedhawk

Chickenhawk e’, fra le altre cose, il termine colloquiale affibbiato a tre specie di falchi Nordamericani: Cooper’s Hawk (Accipiter cooperii), Sharp-shinned Hawk (Accipiter striatus) e Red-tailed Hawk (Buteo jamaicensis). L’esemplare che vedete nella foto appartiene a quest’ultima specie e pare proprio che abbia trovato di suo gradimento la winglet di un C-17 Globemaster III del 436th Airlift Wing (Dover AFB) 🙂 (Foto scattata il 17 Dicembre 2013 da  Greg L. Davis (USAF)


[Video] Bell YH-12 (Model 48A) Helicopter

Sabato ho caricato su YouTube questo interessante video promozionale sul Bell Model 48A (1946), un elicottero sperimentale della Bell Aircraft meglio conosciuto in ambito militare come YR-12 o YH-12.  Figo il pozzetto con il verricello 🙂 Ulteriori informazioni qui: http://www.aviastar.org/helicopters_eng/bell_48.php


Lima 85, improbabili dogfight e bizzarrie dalla “twilight zone” laotiana

12 Gennaio 1968 – A bordo di un elicottero disarmato Bell UH-1D Huey dell’Air America, il meccanico di bordo Glenn Woods apre il fuoco con il suo AK-47 contro uno dei 4 biplani Antonov An-2 Colt dell’aviazione Nordvietnamita reduci da un attacco a Lima 85, una piccola ma vitale stazione  radar/TACAN posizionata in vetta ad una montagna nel Laos, a circa una ventina di chilometri a ovest del confine con il Vietnam del Nord.

Il pomeriggio di quel 12 gennaio, Woods, assieme al Capitano Theodore H. Moore, pilota dello Huey, stavano trasportando un carico di munizioni destinato alla minuscola guarnigione di Lima 85. Un volo di routine come tanti, almeno fino a poco prima della fase finale di avvicinamento. Fu proprio nell’ultimo tratto di volo che Moore e Woods assistettero ad una scena che aveva dell’incredibile: due grossi biplani di colore verde con le stelle rosse stavano  bombardando Lima 85, mentre una seconda coppia di aerei gemelli osservava la scena a distanza.

Sembrava di essere nella Prima Guerra Mondiale” – avrebbe in seguito ricordato l’equipaggio.

Con grande prontezza e risolutezza, Moore punto’ il muso dell’elicottero verso la formazione di aerei, nel frattempo allontanatisi a tutta birra. Una volta raggiunti i due Colt, Moore posiziono’ il suo Huey a distanza di tiro utile, mentre Woods, appollaiato alle spalle del pilota,  inizio’ a fare fuoco con il suo Kalashnikov dal portellone sinistro. Dopo alcune raffiche dirette verso il cockpit, uno dei Colt perse il controllo e ando’ a schiantarsi su una cresta a ovest del confine nordvietnamita. Galvanizzati dall’impresa, Moore e Woods decisero allora di occuparsi anche dell’altro Antonov che aveva preso parte all’attacco. Stessa tattica, medesimo risultato: il secondo Colt fini’ dritto contro un rilievo, appena tre miglia dopo essere stato colpito dall’AK-47 di Moore. L’insolito combattimento aereo duro’ in totale una ventina di minuti a velocita’ inferiori ai 100 nodi.

Americanate da blockbuster hollywoodiano, qualcuno dira’. In effetti, l’episodio di Lima 85 viene ancora oggi ricordato come uno dei piu’ bizzarri e improbabili nella storia degli abbattimenti aerei. Non solo fu la prima vittoria aerea della CIA, ma anche il primo  abbattimento di un aereo da parte di un elicottero!

Il bilancio dell’attacco nordvietnamita a Lima 85 fu tutto sommato modesto: nonostante i difensori avessero lamentato quattro caduti (tutti Hmong al soldo della CIA), sia il radar che l’apparato TACAN non subirono danni. Qualche ora dopo l’abbattimento dei due Colt, un team di mercenari Meo guidato da uomini dell’Agenzia fu inviato nei rispettivi crash sites: in entrambi casi i relitti presentavano numerosi fori di proiettile.

Le sorprese non finirono comunque li. Uno dei relitti dell’Antonov fu prima esaminato sul posto e infine trasportato nella capitale Vientiane con un CH-47. Fra gli equipaggiamenti rinvenuti dentro il Colt c’era la preziosissima black box dell’identificatore IFF (Identification Friend or Foe). La cosa interessante e’ che questa apparecchiatura era la stessa imbarcata a bordo dei MiG-21. Dopo essere stato accuratamente esaminato, gli scienziati USAF ricorsero al reverse engineering per carpirne i segreti. Quel fortunato ritrovamento consenti’ in seguito alle forze USA di apprendere i movimenti dei MiG-21 Nordisti con considerevole anticipo.

L’attacco fu reso noto alla stampa, ma data la natura segreta di Lima 85, le autorita’ statunitensi rilasciarono informazioni false sulla reale localita’ dove si consumarono i fatti.

Per la cronaca, l’armamento degli An-2 consisteva in lanciarazzi subalari da 57mm (presumibilmente UV-32-57) e bombe da mortaio da 120mm lanciate manualmente attraverso il pavimento dell’aereo.

Lima Eighty-Five

A proposito di Lima Site 85 (LS-85): in cosa consisteva esattamente? E perche’ i Nordvietnamiti erano interessati a metterla a tacere per sempre?

LS-85 era un piccolo avamposto radar per l’assistenza alla navigazione aerea costruito sulla vetta del monte Phou Pha Thi (2200 metri), sito a poco piu’ di 250 km a ovest della capitale Hanoi. Esso fu costruito allo scopo di dirigere con precisione gli attacchi aerei dell’aviazione USA contro il Laos settentrionale e il Vietnam del Nord. Gli equipaggi dei cacciabombardieri lo chiamavano Channel 97 (dal numero della frequenza radar), mentre piu’ in generale era noto come North Station, visto che si trattava dell’installazione statunitense piu’ a Nord posta in territorio “amico”. Vale la pena di far notare che LS-85 fu eretta contro il parere di molti ufficiali e funzionari civili, in quanto non sarebbe stato possibile difenderla  in caso di attacchi nemici di una certa entita’. Purtroppo coloro che dirigevano la guerra aerea nel Sud Est Asiatico ignorarono ogni consiglio e raccomandazione.

L’importanza di Lima Site 85 era essenzialmente legata a due fattori:

A) era l’unica postazione di questo tipo nel Laos;

B) all’epoca la quasi totalita’ dei caccia e degli aerei d’attacco statunitensi non possedevano capacita’ ognitempo. Per esempio durante la stagione monsonica le pessime condimeteo consentivano ai cacciabombardieri americani di colpire il Nord solo per pochi giorni al mese.

Prima di erigere LS-85, l’US Air Force operava con altre stazioni simili nel Vietnam del Sud e Thailandia. Sfortunatamente nessuna di queste riusciva a coprire le zone piu’ settentrionali.

Il core di LS-85 era costituto un apparato TACAN (Canale 97) per la radionavigazione tattica e sopratutto dall’AN/TSQ-81, un sofisticato radar I-band ad inseguimento automatico con antenna parabolica da 2,5 metri che operava ad una frequenza compresa fra gli 8500 e i 9600 MHz. La portata di questo gioiellino andava dai 150 a oltre 300 km a seconda della modalita’ di tracking (skin oppure beacon).

Le apparecchiature erano alloggiate in uno shelter di lamiera, mentre l’antenna radar si trovava all’esterno, in cima ad una robusta struttura di acciaio realizzata ad hoc, al pari del gia’ citato shelter. Installazioni come il TSQ-81 erano note anche come Radar Bomb Directing Central, ovvero centrale radar per la direzione dei bombardamenti. [1]

La funzione principale del TSQ-81 era dirigere gli aerei verso gli obiettivi da colpire. L’hardware principale all’interno dello shelter si componeva di un calcolatore a valvole e di una tavola plotter, che disegnava automaticamente le mappe che determinavano con precisione dove l’aereo si trovava in relazione al bersaglio da colpire. Il computer calcolava altitudine, velocita’ del velivolo, variazioni dell’elevazione del terreno e altri parametri, tenendo conto della balistica del tipo di bombe trasportate dagli aerei (che andavano dalle vecchie GP della IIGM alle piu’ moderne e affusolate Mk 82). I dati venivano poi comunicati via radio all’equipaggio dall’operatore radar, cosi’ come le eventuali correzioni e persino quando gli ordigni dovevano essere sganciati.

Inaugurata nella tarda estate del 1966 come “semplice” stazione TACAN, nel novembre 1967 fu aggiornata attraverso l’installazione del summenzionato TSQ-81.  La gestione del complesso era affidata ad una quindicina di avieri dell’USAF, di cui dodici assegnati al TSQ-81 e un paio al TACAN.

A causa della neutralita’ del Laos, il governo americano non poteva impiegare operativamente personale militare stanziato in quel paese (si vedano gli accordi di Ginevra del 1962), cosi’ gli uomini dovettero essere reclutati in qualita’ di impiegati e tecnici della Lockheed. Si trattava ovviamente di una pura formalita’, in quanto per gli uomini non cambiava assolutamente niente, salvo per il fatto che dovevano indossare abiti borghesi al posto delle solite uniformi da fatica. Il personale statunitense era fornito dal  1st Mobile Communications Group (basato a Udorn RTAF, Thailandia) e dal 20th Special Operation Squadron.

La difesa di Lima 85 era assicurata da circa 1000 mercenari Hmong, guidati da due uomini della CIA. Di questi mille, 200 erano posizionati lungo la  cresta della montagna, mentre i restanti 800 operavano a valle, rinforzati da un ulteriore battaglione della Polizia di Confine Thailandese.

Lima Otto-Cinque, mi ricevi? Siete circondati – ripeto – siete circondati

Sin dal principio la postazione si era rivelata una vera e propria spina nel fianco per i nordvietnamiti. Non solo Lima 85 contribuiva a rendere piu’ efficaci e distruttivi gli attacchi aerei americani, ma controllava ogni movimento aereo dell’aviazione del Vietnam del Nord. Basti sapere che nel Febbraio 1968 la sola Lima 85 diresse 27 missioni di attacco contro il Nord, pari al 55% del totale delle missioni.

Non stupisce, dunque, la caparbieta’ dei comunisti nel metterla a tacere.

Nonostante l’attacco del 12 gennaio falli’ miseramente, i Nordvietnamiti nei mesi precedenti si erano preparati per compiere un audace raid impiegando come forza di punta un’unita’ scelta di sabotatori. Ogni dettaglio fu calcolato con straordinaria precisione al fine di evitare un ulteriore e inaccettabile fallimento.

L’intelligence americana ne era al corrente, tanto che un memorandum del 28 febbraio 1968 diretto al Segretario di Stato USA Dean Rusk avvertiva:

Enemy Threat. The enemy is undoubtedly aware of the importance of the site as a radar-navigational installation and of the US presence there. The site was bombed unsuccessfully by North Vietnamese aircraft on January 12./3/ Since then, the enemy has been completing elaborate preparations, including the building of roads, to make a ground assault upon the site. Ambassador Sullivan believes that this will take place within two weeks.

In realta’ anche gli uomini di Lima 85 erano da giorni in possesso di informazioni dettagliate sull’imminente attacco. Il 18 Febbraio un’unita’ di mercenari Hmong in perlustrazione incappo’ in avanguardie esplorative dell’artiglieria Nordvietnamita. Dopo un breve scontro a fuoco in cui gli Hmong ebbero la meglio, questi ultimi ispezionarono accuratamente i cadaveri, trovando mappe, piani e quaderni contenenti informazioni sugli obiettivi da colpire e persino sulla consistenza della forza da attacco.  Il piano prevedeva l’impiego di un plotone di commandos  nordvietnamiti, appoggiato da tre battaglioni dell’NVA, piu’ un quarto battaglione del Pathet Lao. Forza stimata: 3000 uomini.

Una volta esaminato tutto il materiale catturato, la situazione fu discussa con il comando di Udorn, una base aerea dell’aviazione reale thailandese che ospitava reparti USAF, nonche’ il centro di comando della CIA per le operazioni militari nel Laos. Dopo aver valutato alcune proposte, i comandanti decisero che l’opzione migliore sarebbe stata quella di distruggere e infine abbandonare Lima 85. Gli occupanti, dopo aver minato le principali strutture, non stavano aspettando altro che il via libera dai pezzi grossi della CIA e del MACV. A Washington pero’ l’idea di far saltare tutto in aria non piacque per nulla. Praticamente tutti si opposero ai piani elaborati da Udorn: dal Presidente ai Capi di Stato Maggiore Riuniti, sino a Langley. L’ordine fu quello di tenere Lima 85 a ogni costo. Washington si rifiuto’ di cambiare idea persino quando Theodore Shackley, capo della stazione CIA nel Laos, avverti’ con un cablogramma che, a seguito di informazioni ottenute da pattuglie da ricognizione inviate in zona, Lima non avrebbe tenuto oltre il 10 Marzo.

L’attacco finale, come previsto, si materializzo’ meno di due settimane piu’ tardi (il 10 marzo, esattamente come aveva previsto Shackley). Come se non bastasse, le condizioni meteo erano pessime, con pioggia insistenti e intense attivita’ elettriche.

I difensori nei giorni precedenti tentarono con ogni mezzo di arginare il build up nemico. Ad esempio, fra il 20 e il 29 Febbraio gli uomini di Lima 85 diressero qualcosa come 342 attacchi aerei in un raggio di trenta chilometri attorno all’avamposto. Tutto pero’ fu inutile: nella notte fra il 10 e l’11 marzo, i quattro battaglioni dell’Esercito Nordvietnamita e del Pathet Lao attuarono un feroce assalto frontale alle pendici e attorno la montagna. In realta’ questa fu una manovra diversiva per permettere al plotone di Commandos del 41° Battaglione di Forze Speciali di scalare la ripida montagna e prendere possesso della vetta a quota 2200 metri (la scalata, per la cronaca, inizio’ alle 8 e 40 di sera). L’espediente funziono’ alla perfezione visto che gli uomini di Lima 85 furono completamente colti di sorpresa. Secondo Alex, un Hmong sopravvissuto, alcuni commandos sarebbero penetrati furtivamente nel centro di comando, uccidendo gli uomini al suo interno. Questo in effetti spiegherebbe perche’ nessuno fece saltare gli equipaggiamenti piu’ sensibili. La battaglia in cima alla montagna fu breve ma intensa. Gli  Hmong opposero resistenza ma vennero rapidamente sopraffatti, mentre agli americani sopravvissuti non rimase che fare fagotto il piu’ rapidamente possibile. Terminato lo scontro, il 41° battaglione prese finalmente possesso della cima.

Nel corso delle azioni a Lima 85 perirono 12 avieri dell’US Air Force (11 nell’attacco e uno durante l’evacuazione) e 42 fra guardie di frontiera thailandesi e mercenari Hmong. Alcuni americani (agenti della CIA e tecnici) riuscirono a fuggire e a nascondersi in grotte lungo il massiccio montuoso ed in seguito furono tratti in salvo da elicotteri dell’Air America appoggiati da cacciabombardieri. L’aviazione USA era infatti riluttante a fare intervenire i piu’ potenti Jolly Green Giant perche’ temeva che l’eventuale perdita di uno di questi avrebbe portato a serie ripercussioni sul piano politico in merito alla presenza di forze da combattimento statunitensi nel Laos. Inizialmente gli americani contemplarono la strada della ricattura, ma alla fine optarono per la distruzione attraverso attacchi aerei. Il compito fu affidato ad equipaggi di A-1 Skyraider, che avevano semplicemente ricevuto l’ordine di fare tabula rasa. Gli attacchi via aria proseguirono per altri sette giorni, anche dopo che il 41° Battaglione abbandono’ completamente l’area (14 Marzo). Lima 85 scomparve definitivamente dalle cartine il 19 marzo, quando l’ultimo Skyraider compi’ la sortita finale.

etc

 La storia di Lima 85 rimase sepolta dal segreto militare per molto tempo. Fu solo negli anni ottanta che vennero alla luce i primi dettagli e le prime indiscrezioni. Ai famigliari delle vittime furono ovviamente raccontate frottole per coprire quello che era realmente accaduto. Ad esempio, alla famiglia di Etchberger fu detto che egli era morto in un banale incidente aereo. I famigliari seppero la verita’ solo nel 1982, anche se dovettero attendere altri 28 anni prima di vedere un qualche tangibile riconoscimento ufficiale da parte del Governo USA. Come si dice in questi casi: meglio tardi che mai.

Qui di seguito la lista dei caduti e dei sopravvissuti

CADUTI

Lt. Col. Clarence F. Blanton
MSgt. James H. Calfee
TSgt. Melvin A. Holland
SSgt. Herbert A. Kirk
SSgt. Henry G. Gish
SSgt. Willis R. Hall
SSgt. James W. Davis
SSgt. David S. Price
TSgt. Donald K. Springsteadah
SSgt. Don F. Worley
CMSgt. Richard L. Etchberger
TSgt. Patrick L. Shannon

Nota: solo il corpo di Etchberger fu recuperato e rimpatriato. Le salme degli altri undici caduti rimasero per sempre a Lima 85. Nel 2002 alcuni membri reduci del 41st Special Forces Battalion Nordvietnamita riferirono agli investigatori del  Joint POW/MIA Accounting Command (JPAC) che dovettero gettare i cadaveri dalla montagna perche’ era impossibile seppellirli a causa del terreno roccioso. Fra il 1994 e il 2004 gli americani inviarono alcune squadre di investigazione nella speranza di trovare resti umani. Fino ad oggi i resti recuperati hanno portato all’identificazione del Tsgt. Shannon (2007), del Lt. Col Blanton (2012) e di un terzo uomo, Donald Westbrook, un capitano pilota di Skyraider che fu abbattuto nel 1968 mentre era alla ricerca di possibili sopravvissuti.

SOPRAVVISSUTI

Capt. Stanley J. Sliz
SSgt. John Daniel
SSgt. Bill Husband
SSgt. Jack Starling
Sgt. Roger Huffman
Howard Freeman (CIA)
John Spence (CIA).

UH-1D dell’Air America ripresi al campo di volo di Long Tieng, nel Laos.  (Pic: Air America Assn).

L’ubicazione di Lima Site 85, presso la localita’ di Phou Pha Thi, nel Laos Nord-Orientale. Notare la vicinanza con la ex-roccaforte francese di Dien Bien Phu.

[1] E’ interessante notare che il TSQ-81 era in sostanza una versione scomponibile ed elitrasportabile dell’MSQ-77, altresi noto come Radar Bomb Scoring (RBS), ovvero un sistema radar concepito per addestrare gli equipaggi del Strategic Air Command (SAC) durante i bombardamenti strategici simulati per misurarne l’efficacia e prevedere l’impatto delle bombe (si veda a questo proposito l’attivita’ del 1st Combat Evaluation Group).

In questa pagina potete approfondire la parte dedicata alla modifica dell’MSQ-77: http://limasite85.us/designTSQ-81.htm

Ulteriori Links

http://limasite85.us/



Stallion Ride

Slingload di un Humvee da parte di un CH-53 Super Stallion dell’US Marine Corps durante esercitazioni tenute alla Joint Base di McGuire-Dix-Lakehurst (New Jersey) il 10 Maggio 2012 (US Air Force photo).


[Video] M16 Assault Rifle Training Film (U.S. Air Force, 1967)


U.S. Air Force recruiting commercial (1989)

Dopo quel mega spottone patinato di “Top Gun”, anche l’U.S. Air Force dovette un po’ rivedere il concetto di propaganda audiovisiva. Questo che vedete e’ a mio parere uno degli spot piu’ cool fra quelli apparsi nella seconda meta’ degli anni ottanta. Giovine in jeans, t-shirt e Ray-Ban, muscle car d’annata, caccia da mach 2 e il suggestivo e arido Ovest a fare da sfondo… cos’altro c’e’ di piu’ yankee?

Aim high. Air Force.

Indeed.


X-29 & T-38


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A Edwards AFB nel 1985 (photo: Paul Reynolds/AF)


[Docs] Historical Development Summary of Automatic Cannon Caliber Ammunition: 20-30 Millimiter

Documento pubblicato dall’Air Force Armament Laboratory dedicato interamente alle munizioni per cannoni automatici da 20-30mm. Vengono prese in esame praticamente tutte le munizioni: tradizionali, esplosive, perforanti, caseless, con alette stabilizzatrici, di plastica, telescopiche, senza rinculo e altro ancora (vedere l’indice in basso).

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Autore: Dale M. Davis, Munitions Division
Air Force Armament Laboratory, Eglin Air Force Base, Florida (USA)

[ DOWNLOAD ]
(premi il tasto destro del mouse e poi salva il file)
PDF – 10 mb

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L’indice

 


[Cutaway] Republic XF-103 Thunderwarrior


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Dopo secoli di ricerche e studi matti e disperatissimi, finalmente sono riuscito a trovare lo spaccato (a risoluzione decente) di questo bizzarro caccia che mai oltrepasso’ lo stadio di mock-up.


Fulcrum and Vipers


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Formazione composta da un MiG-29 della Luftwaffe e una coppia di F-16C dell’U.S. Air Force. Aviano, Pordenone, 1995 (Photo: Senior Airman Tana R. Hamilton, USAF)


Afghan Sunset


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28 Aprile 2010 – Un convertiplano CV-22 Osprey dell’8th Special Operations Squadron (Hurlburt Field, Florida) ripreso durante una missione notturna in Afghanistan. (U.S. Army photo)


RIP Jimmy Dean (1928-2010)

Un altro grande Texano che lascia questa valle di lacrime.

Grazie per la musica…

… e per i tuoi ottimi salsicciotti.

sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre panze.

Big John
Big John

Ev’ry mornin’ at the mine you could see him arrive
He stood six foot six and weighed two forty five
Kinda broad at the shoulder and narrow at the hip
And everybody knew, ya didn’t give no lip to Big John

(Big John, Big John)
Big Bad John
(Big John)

Nobody seemed to know where John called home
He just drifted into town and stayed all alone
He didn’t say much, he kinda quiet and shy
And if you spoke at all, he just said, “Hi” to Big John

Somebody said he came from New Orleans
Where he got in a fight over a Cajun Queen
And a crashin’ blow from a huge right hand
Sent a Louisiana fellow to the Promised Land, Big John

(Big John, Big John)
Big Bad John
(Big John)

Then came the day at the bottom of the mine
When a timber cracked and men started cryin’
Miners were prayin’ and hearts beat fast
And everybody thought that they’d breathed their last, ‘cept John

Through the dust and the smoke of this man made hell
Walked a giant of a man that the miners knew well
[ Jimmy Dean Lyrics are found on http://www.songlyrics.com ]
Grabbed a saggin’ timber, gave out with a groan
And like a giant Oak tree, he just stood there alone, Big John

(Big John, Big John)
Big Bad John
(Big John)

And with all of his strength he gave a mighty shove
Then a miner yelled out, “There’s a light up above”
And twenty men scrambled from a would-be grave
Now there’s only one left down there to save, Big John

With jacks and timbers they started back down
Then came that rumble way down in the ground
And then smoke and gas belched out of that mine
Everybody knew it was the end of the line for Big John

(Big John, Big John)
Big Bad John
(Big John)

Now they never reopened that worthless pit
They just placed a marble stand in front of it
These few words are written on that stand
At the bottom of this mine lies a big, big man, Big John

(Big John, Big John)
Big Bad John
(Big John)

(Big John)
Big Bad John

http://jimmydean.com/ – buon appetito!


Foto che mi fanno impazzire

[ CLICK TO ENLARGE ]
(photo credit: J. R. Eyerman/LIFE)

Ecco quella che io definisco una formazione cazzuta. L’immagine e’ stata scattata nel 1956 sopra le coste della Florida che si affacciano sul Golfo del Messico.

Qui di seguito, invece, trovate la lista di tutti e 22 aerei ritratti nella foto. Sono riuscito ad identificarli tutti eccetto il numero 18. Ad una rapida occhiata sembrerebbe una sorta di bombardiere medio della 2a GM o qualcosa di simile… suggerimenti?

Mistero risolto: era il B-45 Tornado… da oggi vi autorizzo a darmi del rincoglionito 🙂

Grazie Norbert!

1. Lockheed F-94C Starfire
2. Northrop F-89H Scorpion
3. North American QF-80A (versione drone/traino bersagli dell’F-80)
4. North American T-33
5. Republic F-84F Thunderstreak
6. North American F-86H Sabre
7. North American F-100A Super Sabre
8. Convair F-102A Delta Dagger (uno short tail appartenente ai lotti iniziali)
9. Republic RF-84F Thunderflash
10. Republic F-84G Thunderjet
11. North American F-86D Sabre Dog
12. Boeing B-52 Stratofortress
13. Convair C-131 Samaritan (versione da trasporto militare dell’airliner CV-240)
14. Fairchild C-119 Flying Boxcar
15. Douglas C-124 Globemaster II
16. Martin B-57 Canberra (designazione US dell’English Electric Canberra)
17. Douglas B-66 Destroyer
18. North American B-45 Tornado
19. Lockheed RC-121C (designazione iniziale dell’EC-121)
20. Boeing KC-97 Stratotanker (si, condivide il nickname con il KC-135)
21. Boeing B-47 Stratojet
22. Convair B-36 Peacemaker


Partito l’X-37B

Liscio come l’olio o, come direbbe Adam Faith, It’s all right!

e intanto Russia Today s’interroga:

Ne vedremo delle belle finche’ brillano le stelle.

E vai di Ray Conniff…


X-37B OTB: partenza fissata per mercoledi’ 21

…se quella cazzo di nube islandese non raggiunge anche la coste della Florida 😀


U.S. Air Force photo

Per ulteriori informazioni: http://www.af.mil/news/story.asp?id=123199790


C-27J Spartan U.S. Army e risposte veloci

Un bordello di gente mi chiede che fine abbiano fatto i C-27J dell’esercito americano. Detto, fatto: ecco le prime foto del nuovo Spartan con le insegne dell’US Army Aviation:


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– (USAF/DoD photo)


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– (US Army/DoD photo)


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– (photo source)

Very low profile, vero? Sembra uno di quei dannati cargo a pistoni della defunta Air America… anzi, quelli erano piu’ variopinti, lol.

Mi manca la vecchia livrea Olive Green lucidata a specchio e con le insegne hi-viz.

L’Esemplare ritratto e’ il  07-27011 consegnato il 15 Ottobre 2008.

Poi che altro… ah, si, mi hanno anche chiesto perche’ gli americani vent’anni fa presero i C-27A e quali sono le differenze con il G.222.

In poche parole, a meta’ degli anni ottanta l’Air Force stava cercando un aereo cargo complementare al C-130 in grado di operare da piste piu’ corte di 3500 piedi (poco piu’ di 1 km), anche e sopratutto non pavimentate.

Il requisito, denominato Rapid Response Intra-Theater Airlifter, proveniva dal Southern Command (USSOUTHCOM), che presiede alle attività militari statunitensi nei Caraibi, l’America Centrale e Latina.

Gran parte delle piste d’atterraggio in Sud America erano infatti precluse all’Hercules. Secondo gli studi USAF dell’epoca, l’Herk poteva servirsi solo dei 10% dei campi d’aviazione sudamericani. L’abilita’ del G.222 di raggiungere i punti piu’ remoti e inaccessibili ad altri aerei da trasporto colpi’ l’Air Force a tal punto che ne ordino’ una decina da dispiegare presso Howard AFB, a Panama (nel 1999 passata sotto controllo panamense).

L’aereo inoltre doveva essere pressurizzato e con un autonomia superiore a 2776 km.

Riguardo alle differenze fra “Gigio” e “Spartan”


Il G.222 del grande Giuseppe Gabrielli era superbo per quanto concerne cellula e qualita’ aeronautiche, meno per dotazioni e cura costruttiva. La colpa, ci tengo a dirlo, non era pero’ del  progettista, bensi’ di quei  ricchioni mentecatti che facevano di tutto per risparmiare il centesimo. A buon intenditor… 😉

Dicevo… quando nel 1990 gli ianqui (Southern Command) ricevettero i primi C-27A (designazione USAF del G.222-710), la Chrysler Technologies Airborne Systems, Inc., ovvero la societa’ che acquisto’ i 222 dall’Alenia per conto dell’Aeronautica USA, dovette compiere alcuni lavori di modifica per rendere le macchine originali maggiormente idonee ai compiti assegnatigli.

Fra le modifiche piu’ rilevanti si segnalano: upgrade del cockpit e della postazione del loadmaster; aggiunta di una piattaforma di navigazione della Litton, TACAN AN/ARN-154, apparato VHF/UHF/HF per comunicazioni cifrate, cockpit voice recorder, EBL (Emergency Beacon Locator), data recorder, GPWS (Ground Proximity Warning System), e apparato IFF (Identification Friend or Foe).

Le mansioni dei C-27A andavano da quelli tradizionali di trasporto di uomini e materiali, fino al supporto alle operazioni antidroga e delle Special Forces (e piu’ nel dettaglio del 7th SFG). Fra i compiti piu’ inusuali svolti dal C-27A c’e’ stato anche l’intervento a sostegno del contingente multinazionale MOMEP (Military Observer Mission to Ecuador and Peru) delle Nazioni Unite.

Una tipica missione prevedeva il decollo con 4,5 t di carico da una pista non pavimentata di circa 1000 metri con ISA +15C; volo di circa 400 km, di cui la meta’ a 10 mila piedi e l’altra meta’ a 300 (Air Ground Level, ovviamente). Seguiva atterraggio in una pista non pavimentata di 550 metri, consegna di cose e/o persone e ritorno alla base di partenza.


[Poster] F-105G Thunderchief


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(2550 x 1000 px)

Art di Keith Fretwell da Aerei Militari


Destroyer Development Type


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–  (source Koku Fan -1996)


A-7 Vulcan Armament System


Ghibli over Afghanistan


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(1600×1200 px)

AMX “Ghibli” dell’Aeronautica Militare Italiana mentre si rifornisce in volo da un KC-10 Extender dell’US Air Force. Afghanistan, 7 Dicembre 2009 (USAF photo by Staff Sgt. Michael B. Keller)

Approfitto di questo post per augurare Buone Feste a tutti i militari italiani impegnati fuori dai confini nazionali. Con tutta la merda sparsa in giro da politici e politicanti da accatto, almeno c’e’ gente come voi a rappresentare con un po’ di dignita’ l’Italia all’estero (niente retorica, lo penso davvero).

Di nuovo auguri e mi raccomando: riportate a casa la pellaccia! 😉


[Cutaway] North American XB-70 Valkyrie


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[Cutaway] Lockheed C-130H Hercules


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[Cutaway] Northrop XB-35


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Cutaway: Northrop Aircraft, 1943


Heritage Flight: Flying Fortress & Stratofortress

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Photo: U.S. Air Force