AH-129D e I Millemila Musi del Mangusta

Stamattina un lettore del blog (grazie Maia!) mi ha segnalato che lo scorso settembre al 3° Rgt. Sost. AVES “AQUILA” e’ stato collaudato con successo il primo AH-129D retrofittato dall’AVES. Di questa variante del Mangusta ne avevo gia’ parlato QUI un paio di anni fa. Ecco la foto, tratta dal sito dall’Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito:

ah129d

Ulteriori informazioni potete trovarle cliccando sul seguente link:
http://www.anae.it/tutte-le-notizie/160-positivo-il-collaudo-della129-in-retrofit-ah-129d

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E mentre leggevo la news, mi sono detto: perche’ non fare una retrospettiva sulle “facciotte” del Mangusta?

millamilamusi129

TIPO 1:  “early nose” completamente liscio e con alloggiamento per il visore TOW, ma senza visore TOW! (Status: sperimentale)

TIPO 2: musetto con visore Hughes M65 per il puntamento e la guida del missile controcarro filoguidato statunitense BGM-71 TOW. L’M65 nacque negli anni settanta per equipaggiare gli AH-1Q TOWCobra (la prima variante con capacita’ c/c) e in Italia fu montato per la prima volta sugli A-109 TOW, con cui l’Esercito Italiano familiarizzo’ con i TOW elilanciati a partire dal Giugno 1976. Esso equipaggio’ anche i primi A-129 sperimentali e di pre-serie. Notare l’alloggiamento vuoto per il PNVS (Pilot Night Vision System), che poi non e’ altro che l’apparato di visione notturna del pilota. (Status: sperimentale)

TIPO 3: musetto “Scarrafone” con il puntatore M65 e il PNVS/FLIR in posizione posticcia. Non bello a vedersi, eh? Sembra un enorme brufolo. (Status: sperimentale)

TIPO 4: Questo e’ il musetto definitivo adottato per gli esemplari operativi destinati all’Esercito Italiano (consegne al CALE a partire dal 1990). Il “vecchio” M65 e’ stato sostituito dal sistema di puntamento svedese SAAB HeliTOW. Nella foto mostrata (scattata in Somalia nel 1993) e’ visibile l’alloggiamento per il PNVS, che qui e’ tuttavia vuoto.

TIPO 5: qui abbiamo il musetto completo di HeliTOW e PNVS!

TIPO 6: muso sperimentale Agusta con “guanciotte pacioccose”, cannone gatling Breda/Martin Marietta TM-197B da 20mm (arma sviluppata negli anni ’60 per l’AH-1J SeaCobra) e PNVS. Le “guanciotte” contenevano i colpi del gatling, ma non sono mai state installate sugli esemplari dell’Esercito Italiano. Il cannone inizialmente era a disposizione solo sulla variante da esportazione A-129 International, presentata nel 1992 e motorizzata da due potenti e moderni turboalberi T800. (Status: sperimentale)

TIPO 7: muso dell’A-129C CBT. La CBT e’ il nome della variante multiruolo standard con cannone adottata dall’Aviazione dell’Esercito Italiano e consegnata a partire dal 2002.

TIPO 8: “Mamma li Turchi!” – ecco il muso del TAI/AgustaWestland T129, versione Italo-Turca dell’A-129 con motori T800. Questo modello e’ stato sviluppato appositamente per l’Esercito Turco (Primo volo: 2009). Come potete vedere, il SAAB HeliTOW e il PNVS originali sono stati sostituiti da un nuovo sistema integrato dotato di FLIR, TV, telemetro e puntatore laser, l’ASELFLIR 300-T della Aselsan Turca.

TIPO 9: ed ecco che siamo arrivati all’ultima “faccia” del caro Mangusta: quella dell’AH-129D (Standard G19), o ARH-129D, presentato nel 2011. La variante “D” fa a meno dell’HeliTOW, sostituito in questo caso dalla torretta optronica israeliana Rafael TOPLITE III.

Ricapitolando: le prime tre configurazioni erano sperimentali e dunque mai adottate sugli esemplari operativi consegnati all’EI. La 4a, la 5a e la 7a sono le stesse, cambia solo la presenza o meno del PNVS e del cannone (ora retrofittato a tutti gli esemplari). La 6a e’ sperimentale dell’Agusta destinata all’International; l’8a e’ turca, mentre la 9a e’ da retrofittare in futuro a tutti gli esemplari EI.

*   *   *

E gia’ che ci sono non posso che fare presente ai lettori che lo scorso 15 Settembre il Mangusta ha compiuto ben 30 anni! Essi’, l’A-129 compi’ il primo volo il 15 Settembre 1983.

7 Risposte

  1. mib

    Solo a me non convince appieno sto elicottero? Va bene, riconosco che è piccolo, agile ed economico di un Apache, piu recente di un Cobra, dallo sviluppo piu veloce di un Tiger (che a tutt’oggi non ho ancora ben capito se è operativo o è ancora un perenne prototipo), però tutte queste versioni, perlopiù purtroppo sperimentali, la sola Turchia come cliente straniero e la mantenuta ridicola segretezza nel divulgare pubblicamente il mezzo, da parte dell’esercito italiano, di sicuro non me llo fa vedere di buon occhio.
    E tutto solo perchè l’italia è così industrialmente orgogliosa da non voler comprare un prodotto estero (ad esempio il Tiger) e costruirsi invece un prodotto nazionale, infischiandosene se è meglio o peggio della concorrenza. E’ stato così anche per i G.222, G.91, i “Macchini”, l’AMX, i Piaggio PD.808 e P.166, tutti aerei che, se pur apprezzzati, non hanno mai sfondato con esportazioni significative.
    Per fortuna l’italia siè rifatta con gli elicotteri, Mangusta a parte che, praticamente, è stato un flop commerciale, anche se non tecnico

    ottobre 4, 2013 alle 12:39 pm

    • Aleks

      Fondamentalmente le varianti del Mangusta che sono state in dotazione all’EI sono due: la A129A e la A129C CBT. La maggioranza dei musetti che ho rappresentato appartengono ad esemplari sperimentali o da esportazione. La standardizzazione in questo senso e’ chiara: ad esempio l’HeliTOW e il PNVS sono in uso nell’EI dai primi anni ’90. (ho appena scritto una nota aggiuntiva🙂

      Riguardo alle esportazioni: il Macchi MB 326 e il Macchi 339 sono stati rispettivamente venduti a 13 e 10 nazioni. Il G-222/C-27 mi pare abbia avuto un discreto successo sino ad ora (17 nazioni). Certo, non si tratta di numeri enormi, ma bisogna anche arrangiarsi a trovare a chi vendere in un mercato ipercompetitivo e “tangentaro”. E i clienti italiani non sono quasi mai rappresentati da grandi forze aeree. Sull’AMX e e G.91 (specie Y), stendiamo invece un velo pietoso…🙂

      Ora vediamo con l’M-346, ma la presenza del “gemello” Yak-130 non ci da certo una mano!

      ottobre 4, 2013 alle 12:54 pm

  2. maia

    Occasione da nn perdere questo dibattito.Quando si dice avere una politica estera con i contro c….(lo specchio di quella interna).piccola puntina d orgoglio nazionale lavorando nel settore (civile) aeronautico ho l opportunità di confrontarmi con macchine nazionali e non, vi dico che i nostri progetti sono fatti molto ma molto bene sotto ogni aspetto volatvo passatemi il termine e manutentivo…Grande Aleks per la tempestiva risposta corredata da immagini sul mooooonguse

    ottobre 4, 2013 alle 4:42 pm

  3. GORGO

    Il Mangusta avrebbe meritato un maggiore successo, senza dubbio. Purtroppo la politica gioca sempre un ruolo massiccio in vendite di questo tipo, senza contare che gli elicotteri d’attacco puri sono una nicchia d’eccellenza di cui pochi possono permettersi di dotarsi. Nonostante un mercato limitato, ci sono un sacco di concorrenti, alcuni dei quali con un background operativo e politico decisamente pesanti. Considerando il numero di esemplari prodotti, in rapporto ai costi di sviluppo, anche il Tiger si può considerare un flop. Specie alla luce dei massicci tagli applicati da parte tedesca al proprio ordine. E una molteplicità di varianti e sotto-versioni imbarazzanti. Dal punto di vista operativo… solo da quest’anno sono stati consegnati in Europa esemplari operativi in grado di usare armi guidate. Mentre i poveri Gazelle facevano il grosso del lavoro nelle operazioni più recenti (ad esclusione dell’Afghanistan).
    Probabilmente con l’influsso turco conn il T-129 qualcosa potremmo (potrebbero) riuscire a vendere, specie in qualche paese musulmano, tipo Pakistan.

    ottobre 4, 2013 alle 6:02 pm

    • Aleks

      E’ una nicchia, si, ma guarda un po’ in quanti paesi del terzo mondo (e non) e’ finito ad esempio l’Hind…🙂

      La cosa che fa rabbia e’ che il Mangusta ha debuttato quando c’erano solo gli USA e l’URSS a proporre elicotteri d’attacco. Ci poteva certamente andare un po’ meglio in ambito export.

      Il Tigre ha avuto un periodo di sviluppo piuttosto lunghetto e quasi 20 anni dopo il primo volo il sistema GIAT 30 continuava a dare rogne (cosa che ci fa sorridere visto che l’Agusta ha montato con successo l’M197 nella cellula di una macchina che non aveva previsto alcuna arma fissa a bordo) tant’e’ che la Germania si e’ rifiutato di montarlo sugli esemplari dell’Heeresfliegertruppe. Certo, molti problemi di dentizione sono stati superati, ma la gestione ha lasciato a desiderare (come molti altri programmi militari hi-tech del resto).

      Il T-129 ha due problemi in Pakistan: i motori americani (che pongono limiti sull’export)… e gli americani stessi🙂 che sono decenni che vendono armi a quel paese e che quindi partono avvantaggiati. Speriamo bene, ma personalmente non ci conto molto.

      Ad ogni modo sono problemi dei Turchi, visto che tutto il “pacchetto” Mangusta e’ stato venduto a loro, con diritti di vendita worldwide (ad eccezione ovviamente di Italia e UK).

      ottobre 4, 2013 alle 7:15 pm

  4. GORGO

    L’M-197 è una gran arma, ormai bene a punto ,mi ricordo che persino su di un Hind era stata installata! Mi pare nell’ambito di un programma di upgrade proposto alla Polonia. E’ stata una scelta saggia, soprattutto al posto della cal. 50 aeronautica originariamente prevista per la variante scout.

    ottobre 4, 2013 alle 8:22 pm

  5. Pingback: AW129 Mangusta - Militarypedia

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