Articoli con tag “air cavalry

Organigramma Air Cavalry Troop (1968-73)

Ho ritrovato questo vecchio organigramma realizzato qualche anno fa per un mio vecchio sito ora offline. Esso mostra l’organizzazione dell’Air Cavalry Troop dell’U.S. Army dal 1968 al 1973 (anno del ritiro degli ultimi elementi di cavalleria aerea). Alle divisioni aeromobili, come la 1st Cavalry Division, erano assegnate tre troops organizzate in uno squadrone (come l’1-9th), mentre gli ACR (Armored Cavalry Regiment) disponevano di una singola troop.

aircavtroop_table

[ CLICK TO ENLARGE ]


[NEW VIDEO] 1-9th Cavalry Vietnam War Music Video (“Fools to the City”)

Video musicale montato domenica scorsa e caricato ieri su YouTube. “Fools to the City”. Perche’, come cantavano i Foghat: “I ain’t no country boy, I’m just a homesick man, air pollution here I come!”. Riprese effettuate in buona parte al campo base del 1° Squadrone, 9° Cavalleria nei primi anni ’70.


Cavalry Charge

cavalrycharge

E come direbbe Toby Keith:
Whiskey for my men, and beer for my horses!” 🙂


Equipaggi Affiatiati

gunspeluche

pigletscrews

AH-64D
Compagnia B, 4-227th Attack Reconnaissance Battalion (ARB)
Air Cav


1st Air Cavalry Brigade

cavbde

1stacb

Foto di gruppo della 1st Air Cavalry Brigade (1st Cavalry Division) e di mezzi e uomini dell’Esercito Iracheno. In senso orario da sx: AH-64 Apache; CH-47F Chinook; UH-1H Huey (Iraq); UAV MQ-1C Grey Eagle; Bell 206B (Iraq); UH-60 MEDEVAC; Mil-Mi-17 Hip (Iraq). Completa il tutto un secondo UAV, l’RQ-7 Shadow (al centro), e un carro iracheno T-72. Foto US Army del 2009.

Creata ufficialmente nel Settembre 1984 come Combat Aviation Brigade, 1st Cavalry Division, l’attuale 1st Air Cavalry Brigade traccia le sue origini nel 1963, con l’attivazione della 11st Air Assault Division (Test), un’unita’ sperimentale che due anni dopo avrebbe dato vita (assieme ad asset della  2nd Infantry Division)  alla famosa 1st Cavalry Division (Airmobile) che prese parte alla lunga Guerra del Vietnam.

222598_420420321371904_1350735155_n

Lt Col John B. Stockton, uno dei padri spirituali della Cavalleria Aerea, qui ritratto in sella di fronte al suo Huey. Stockton fu comandante del 3/17th Air Cavalry durante i test con l’11a Divisione di Assalto Aereo (1963-65). Il 3/17th venne poi ridesignato 1/9th Air Cavalry “Headhunters” (1965) e assegnato alla 1a Divisione di Cavalleria Aeromobile prima della partenza per il Vietnam. Stockton, fra le altre cose, fu colui che riporto’ il copricapo Stetson nella Cavalleria.

Le due immagini in basso sono invece recentissime. Non piu’ di una settimana fa. Notare che nel frattempo all’MQ-1C sono stati aggiunti i piloni subalari per gli HellFire 🙂

ac22

12453_10151441850394615_143866114_n

Questo genere di foto vengono definite legacy, ovvero sottolineano il legame fra il presente e il passato di unita’ e specialita’. In questo caso le roots vengono rappresentate da cavalli e uomini dell’Horse Cavalry Detachment (HCD), un’unita’ dimostrativa e di rappresentanza della 1a Divisione di Cavalleria creata nel 1972 per preservare la storia e le tradizioni della U.S. Cavalry durante l’epoca della Frontiera. (Photos: US Army)

hcd

La tradizionale carica dell’Horse Cavalry Detachment. Fra i compiti dell’HCD c’e’ anche quello di rappresentare la Cavalleria sia durante cerimonie militari ufficiali, sia nel corso di feste, parate e fiere di contea (Photo: (US Army). In basso l’emblema della 1st Air Cavalry Brigade

240px-USA_-_1st_Cavalry_Aviation_Brigade

E concludiamo con la sempreverde Garry Owen 🙂

282702_420810491332887_279365696_n


Air Cav Convoy Escort – 1970-2010

Fra i compiti piu’ preziosi dell’Air Cavalry c’e’ anche quello della scorta convogli, da sempre fra i bersagli piu’ ghiotti per il nemico. La presenza costante degli elicotteri leggeri da osservazione e scorta armata contribuisce infatti a ridurre le probabilita’ di finire vittime di un’imboscata, o quanto meno di limitarne i danni. In basso, due foto scattate a 40 anni di distanza l’una dall’altra. Cambiano le macchine, ma la mission e lo spirito restano i medesimi. Onore, dunque, a questi moderni cavalieri del cielo! 🙂

1970 – Due OH-6A LOacH (Cayuse) armati di Miniguns scortano un convoglio americano nei pressi di Can Tho, Repubblica del Vietnam. Il convoglio era diretto al campo delle Forze Speciali di Ba-Xoi, che nel marzo del 1970 fu brutalmente assediato dalle forze comuniste. Il 7/1 Air Cav forni’ in quell’occasione supporto aereo diurno e notturno (grazie agli Huey flare ship). Introdotto nel 1967, l’OH-6 e’ stato il primo elicottero espressamente concepito per compiti Scout. (Photo: US Army)

2010 – Un OH-58D Kiowa Warrior dell’US Army scorta un convoglio guidato dall’Esercito Australiano diretto verso l’aeroporto di Kandahar, Afghanistan. Qui l’OH-58D e’ armato con un lanciarazzi da 70mm e una coppia di missili HellFire (in luogo della solita HMG da 12,7). Il Kiowa Warrior, versione armata dell’OH-58D AHIP, e’ entrato in servizio nell’US Army nei primi anni novanta e da allora ha partecipato a gran parte delle operazioni militari USA fuori dai confini nazionali. Fra Afghanistan e Iraq, il KW e’ stato l’aeromobile che ha collezionato piu’ combat hours fra tutti quelli schierati dalla coalizione, a testimonianza dell’intensa attivita’ dei reparti di Cavalleria Aerea (Photo: Copyright Department of Defense/Commonwealth of Australia)


Three on a Match for Luck – il riposo dei Cavalieri dell’Aria

Tre soldati della 1a Divisione di Cavalleria Aeromobile immortalati durante una pausa sigaretta al ritorno da una missione. Notare la inusuale Colt Commando Model 639 (?) con canna da 11.5 pollici del primo soldato.  Fire Support Base Bravo, Repubblica del Vietnam, Sabato 11 Luglio 1970 (Photo: AP Wirephoto)


The Big White Whale

Un quintetto di suggestive foto scattate il 27 Febbraio 2010 a Eielson AFB, Alaska. Le immagini mostrano le operazioni di carico di dieci elicotteri OH-58D Kiowa Warrior all’interno di un aereo da trasporto pesante Antonov An-124 della Volga-Dnepr Airlines, una compagnia aerea russa specializzata nei trasporti eccezionali che opera con An-124 e Il-76TD. I dieci elicotteri, appartenenti al 6th Squadron, 17th Cavalry Regiment, 16th CAB, dovevano essere aviotrasportati al National Training Center di Fort Irwin per prendere parte ad esercitazioni militari nel deserto californiano (Photos by Brian Schlumbohm / Fort Wainwright PAO).

[ click to enlarge ]

[ click to enlarge ]

[ click to enlarge ]

[ click to enlarge ]


[Docs] Storia dei motocicli nell’US Army 1917-77; I Centauri dell’Air Cavalry + varie ed eventuali

Un documento di 90 paginette che prende in esame l’impiego della motocicletta nell’Esercito degli Stati Uniti dal 1917 al 1977, ossia dalla Prima Guerra Mondiale al Post-Vietnam. Molto interessante!

Use and Testing of the Motorcycle by the US Army April 1917 to February 1977
By Fry, Jerry R, Major, US Army
Fort Leavenworth, Kansas, 1977

[ DOWNLOAD ]
4,09 MB // 90 pp // PDF

****************************************************************

Qui sotto invece abbiamo un trafiletto sulle pattuglie motocicliste esploranti elitrasportate, un concetto sperimentato durante gli anni settanta da alcune unita’ di cavalleria, fra cui la 6th Cavalry Brigade (Air Combat) presa in esame in questo articoletto. All’epoca il 4th Squadron, 9th Cavalry ebbe di rinforzo un plotone di 36 Scout equipaggiati con motociclette da cross. Gli Scout erano degli 11D, ossia Armor Intelligence Specialist (MOS soppressa nel 1977 e ridenominata 19D o Cavalry Scout).

[ CLICK TO ENLARGE ]

3-7cavmoto

Scouts del 3-5 Cavalry, 9th Infantry Division (Motorized) ritratti a bordo di motociclette Kawasaki di fronte ad un elicottero d’attacco AH-1S Cobra (1985)

hueymoto

Esercitazioni in Germania Occidentale

Vale la pena di ricordare che gia’ nel 1940 il 6th Cavalry ebbe modo di sperimentare le motociclette in compiti di ricognizione. Cio’ avvenne durante le grandi manovre in Louisiana del 1940-41. Per l’occasione fu creata una Troop di 40 uomini equipaggiata con 41 motociclette con sidecar. I primi test da parte della US Cavalry risalgono comunque al 1916, da prima della famosa spedizione contro Pancho Villa, come peraltro riporta il seguente articolo tratto da Popular Science dell’ottobre di quell’anno:

Durante la Guerra del Vietnam ci furono anche i Nam’s Angels, un piccolo reparto sperimentale da ricognizione del 3d Battalion, 22nd Infantry (25th ID) equipaggiato con motociclette da ricognizione Honda 175cc.


The LOH-FAC Tactical Fighter Team (1970)

Articolo sulla sinergia fra unita’ Scout ad ala rotante e FAC ad ala fissa per la localizzazione e direzione degli attacchi aerei.

[ CLICK TO ENLARGE ]

[ CLICK TO ENLARGE ]


[Video] Death from Above: An Khe Army Airfield, 1st Air Cav, FAC and other stories (Vietnam 1960’s)

La frenetica attivita’ della base di An Khe, quartiergenerale della 1st Cavalry Division (Airmobile) durante la guerra del Vietnam.

L’enorme compound di An Khe – anche noto come Golf Course – ospitava l’intera divisione con i suoi 400 e passa aerei ed elicotteri, piu’ numerose altre unita’ di Army e USAF, fra cui distaccamenti di FAC e aerei cargo. Nel filmato vengono mostrati i principali elicotteri in dotazione all’US Army di quel periodo (Huey, Chinook, Sioux, LOacH, Cobra, Skycrane), oltre a numerosi aerei, come i trasporti C-7, C-123 e C-130, i FAC O-1, nonche’ i Mohawk da sorveglianza e attacco. Insomma, Airmobility all’ennesima potenza!

Durante la seconda meta’ degli anni sessanta An Khe Army Airfield era noto per essere l’eliporto piu’ trafficato del mondo, con centinaia di aeromobili che schizzavano da una parte all’altra dalla mattina alla sera.


[Video] OH-58D: The Ultimate Air Warrior

Nuovo video online! In questo filmato ho voluto sottolineare lo stretto rapporto che lega gli equipaggi dei Kiowa Warriors alle truppe di terra e lo spirito di corpo che anima gli uomini e le donne dei reparti di Air Cavalry.

Come al solito, buona visione 🙂


[Video] Experimental Sky Cav (forerunner of the Air Cavalry) – SAGEBRUSH maneuvers (1955)

I precursori della cavalleria dell’aria

Altro nuovo video caricato. In questa breve clip vediamo in azione la Sky Cav, oggi  ricordata come l’antesignana della moderna Air Cavalry.

Siamo nel dicembre 1955, in Louisiana, durante le imponenti manovre interarmi Sagebrush (oltre 140 mila uomini mobilitati!).

La “Cavalleria del Cielo” nacque ufficialmente il 1 Giugno 1955 come 82nd Airborne Reconnaissance Troop (Provisional). La Troop Sky Cav era composta da elicotteri da osservazione e trasporto, carri leggeri e fanteria elitrasportata di rinforzo.

L’esercitazione Sagebrush costitui’ la prima, reale occasione per mettere alla prova questo nuovo concetto.

A dispetto delle incognite rimaste irrisolte (specialmente a livello organizzativo), l’esperimento si era rivelato un successo e convinse piu’ di un alto ufficiale della validita’ del concetto di Sky Cavalry:

Da “History of Army Aviation” – pagina 73

Overall, the Army regarded Sagebrush as a huge success. During the exercise, the Sky Cav made at least four leaps behind enemy line and gathered information otherwise unavailable. Sky Cav aircraft operated from improvised landing fields. The results also pointed toward needed changes in organization. Overall, though, Army observer believed that only the equipment available limited capabilities. Moreover, the nuclear battlefield meant that commanders needed an organization capable of executing all of the basic roles of the Sky Cav.

Ovviamente, non potevano mancare le polemiche da parte dell’US Air Force, sempre pronta ad agitare il cartellino rosso nei confronti dell’Army.

La questione verra’ affrontata nel prossimo post!


[Article] Let’s Use Helicopter Cavalry

Un simpatico e visionario articolo, a meta’ strada fra sci-fi e realta’, sul concetto di light air cavalry. Da Mechanix Illustrated dell’Aprile 1956.


[Video] OH-58D Kiowa Warrior in VCAS (Very Close Air Support)

I was born my papa’s son
A wanderin’ eye and a smokin’ gun


[Video] Air Cavalry: Early LOacH & Cobra in Vietnam (1967-68)

Un po’ di cavalleria aerea… quella vera, pura, vintage, della guerra del Vietnam. Nel filmato vengono mostrati i primi OH-6A LOacH e AH-1G HueyCobra consegnati ai reparti di Air Cav. Il primo era costruito dalla Hughes (Culver City, California), mentre il secondo dalla Bell Helicopter (Fort Worth, Texas). Questi due modelli, avanzatissimi per l’epoca, giunsero nel Sud Est Asiatico per sostituire i modelli da osservazione OH-13 e 23 (entrambi a pistoni) e da attacco UH-1 (gunship).

Notare il volto sorridente dei soldati: e’ arrivato babbo natale con i nuovi giocattoli! 😉


Welcome to the new Cavalry!

We will ride into battle, and this will be our horse!


click to enlarge


click to enlarge


click to enlarge


click to enlarge


click to enlarge

Reparti della 1st Cavalry Division in esercitazione nel 1975
(Photo credit: US Army)

Dopo essere ritornata dal Vietnam (1971-72), la 1st Cavalry si trasformo’ da unita’ aeromobile a TRICAP, ossia a tripla capacita’. Il nocciolo della nuova divisione era costituito da tre brigate di manovra: una corazzata, una di fanteria meccanizzata e una terza di fanteria aeromobile. Il concetto TRICAP, nato sotto gli auspici del Generale Westmoreland, apparentemente non ebbe molto successo, tanto che nel febbraio 1975 la divisione venne nuovamente riorganizzata, questa volta come unita’ pesante  corazzata.


Le Donut Dollies della Cavalleria dell’Aria

Sei graziose Donut Dollies posano vicino (e dentro) ad un elicottero LOaCH dei “Cacciatori di Teste” (1/9th Air Cav, 1st Cavalry Division) – Photo source: www.1cda.org

… e rimanendo in tema di DD epoca Vietnam, ecco a voi un altro esempio notevole:

Il soldato Vaughn Banting (C/2/12 Infantry) con una donut dolly. Camp Husky, Repubblica del Vietnam (photo source)


[Video] Kiowa Warrior: Angels on our shoulders

Video tributo dedicato all’aeromobile piu’ terrestre del mondo: il Bell OH-58D Kiowa Warrior.

Ho realizzato questo slideshow per evidenziare lo stretto rapporto che intercorre fra i piloti dei Kiowa e i soldati a terra.  In barba alle armi stand-off, ai droni e alla caccia, che ormai vede il nemico solo sottoforma di puntino luminoso nell’MFD 🙂

Notare lo spezzone della scorta al convoglio in Iraq. Ass kickin’.

cia’Z

PS: per chi se lo chiedesse il pezzo e’ “Get There” di Robert Randolph & the Family Band.
PS2: un bel FANCULO formato gigante a WMG, che mi ha costretto a caricare il video su Viddler per i soliti cagosi problemi di copyright su YT.


Cavalieri di terra e di aria


click to enlarge
(1600 x 1050 px)


click to enlarge
(1600 x 1050 px)

M60 e Cobra ripresi durante esercitazioni militari condotte nel 1974.
Photo credit: US Army/DoD.


Prove generali di cavalleria aerea


click to enlarge

La foto mostra la 7292nd Aerial Combat Reconnaissance Company (ACR) ripresa durante le manovre tenute presso la base di Fort Rucker (Alabama) nel settembre del 1960. Questa unita’ era l’erede del plotone sperimentale elicotteri armati Sky Cavalry (abbreviato Sky Cav), formato dal Colonnello Jay D. Vanderpool a meta’ degli anni cinquanta. (photo: Ralph Morse)


Sky Warrior per l’Air Cavalry


Sky Warrior ripreso durante il decollo a Camp Taji, Iraq. Si noti lo scudo giallo e nero dell’Air Cavalry – Click to enlarge (Photo by Sgt. Travis Zielinski)


La 1st Air Cavalry brigade della 1st Cavalry Division dell’US Army ha recentemente ricevuto i primi droni  MQ-1C Sky Warrior, versione multiruolo avanzata del Predator.

Le macchine in questione appartengono al Quick Reaction Capability 1 (QRC1), una piccola unita’ di 16 uomini aggregata alla Prima Brigata di Cavalleria Aerea del First Team. Questi soldati, provenienti dal Unmanned Aircraft Systems Training Battalion (aka 1st Bn, 210th Avn) di Fort Huachuca, Arizona, hanno il compito di testare e valutare l’MQ-1C in ogni suo aspetto (funzionale, tecnico e operazionale), compreso l’impiego in missioni operative a supporto delle forze di terra.

Se il programma avra’ successo, dal prossimo anno ogni brigata d’aviazione dell’US Army avra’ in dotazioni questi mezzi. A livello divisionale, s’intende.

Una delle principali differenze rispetto agli MQ-1 dell’Air Force e’ che i nuovi Sky Warrior dell’esercito vengono condotti da personale sito in teatro invece che da basi in territorio americano. Fra l’altro, diversamente dai cugini dell’aviazione, la conduzione di queste macchine e’ riservata non solo agli ufficiali, ma anche a warrant officers, NCO e specialisti.

Il “core” dell’MQ-1C e’ il Northrop Grumman AN/ZPY-1 STARLite, un piccolo ma efficiente radar tattico ad apertura sintetica  (SAR) in banda KU accoppiato ad un sistema di localizzazione di bersagli terrestri in movimento (GMTI o Ground Moving Target Indicator).

Ignota al momento la portata massima, sia per quanto riguarda il SAR che il GMTI, ma si ritiene che sia superiore al Lynx della General Atomics (80 e 23 km rispettivamente). Gli unici dati confermati riguardano il peso, meno di 30 kg; il volume occupato, circa 34 cm³ e la potenza assorbita, ossia 750 watt.

Lo stesso tipo di radar e’ previsto anche per l’UAS ad ala rotante MQ-8B Fire Scout.


Antenna del STARlite (Northrop Grumman photo)


Immagine elaborata dal radar STARlite (Northrop Grumman photo)


STARlite in modalita’ “strip” (Northrop Grumman photo)


STARlite in modalita’ “spot”. Questa funzione consente di ottenere immagini in alta risoluzione su specifiche porzioni di terreno (Northrop Grumman photo)


GMTI in funzione – click to enlarge (Northrop Grumman photo)

Lo Sky Warrior e’ inoltre equipaggiato con il famoso (e osannato) Raytheon AN/AAS-52 Multi-Spectral Targeting System (immagine sotto), un sistema multispettro di localizzazione e designazione bersagli. Il sensore in questione e’ una torretta rotante posta sotto il muso dell’MQ-1C contenente un FLIR di ultima generazione, una videocamera elettro-ottica e a raggi infrarossi per la sorveglianza ed un sistema di designazione TL (Tracking & Laser).

Con l’AN/AAS-52 lo Sky Warrior ha inoltre la possibilita’ di illuminare i bersagli per conto di altri aeromobili. Questa funzionalita’ consente  di servirsi di molti tipi di armi aviolanciate: dagli HellFire degli Apache, alle JDAM di F/A-18 e F-16.

Lo Sky Warrior e’ dotato anche di quattro hardpoints in cui e’ possibile montare missili AGM-114 HellFire, Stinger oppure mini-bombe guidate GBU-44/B Viper Strike da 20 kg. Quest’ultima e’ stata pensata per ridurre o azzerare gli effetti collaterali grazie al CEP inferiore al metro. Insomma l’arma ideale per le cosidette dirty little wars.


GBU-44/B Viper Strike

CARATTERISTICHE GENERALI

MQ-1C Sky Warrior

* Costruttore: General Atomics, San Diego, California (USA)
* Apertura Alare: 17 metri
* Lunghezza: 8 metri
* Altezza: 2,1 metri
* Peso max al decollo: 1451 kg
* Apparato propulsivo: 1 Thielert Centurion 1.7 da 135 HP (100 kW)
* Velocita’ massima: 135 nodi (155 mph; 250 km/h)
* Tangenza operativa: 29,000 piedi (8,840 m)



Photo by Sgt. Travis Zielinski


Prototipo dell’MQ-1C in volo sopra gli Stati Uniti continentali


M3P, la “nuova” mitragliatrice del Kiowa Warrior

kiowawarrior_m3p

A seguito delle operazioni militari in Afghanistan e Iraq, l’elicottero scout/recon Kiowa Warrior e’ balzato agli onori della cronaca per essere diventato l’aeromobile da appoggio tattico ravvicinato piu’ richiesto dai comandanti di terra. Piccolo, agile, e caratterizzato da un favorevole rapporto costo-efficacia, questo elicottero e’ spesso e volentieri il primo mezzo aereo a venire in soccorso delle unita’ terrestri. Si parla sovente (giustamente) di A-10  e Apache, e invece ci si dimentica che sono i pesi piuma come il Kiowa Warrior a dare per primi man forte ai soldati in difficolta’. E state pur certi che gli impavidi aviatori dell’Air Cavalry faranno di tutto pur di portare a termine la loro missione 😉

Dicevo, pur mancando della potenza di fuoco e delle doti di sopravvivenza degli elicotteri d’attacco, l’OH-58D si e’ rivelato una valida piattaforma per le piccole esigenze di tutti i giorni. Tre paia di occhi (pilota, copilota + MMS), dopotutto, fanno sempre comodo.

Perfettamente in grado di trasportare missili HellFire e Stinger, il carico bellico tipico del Kiowa Warrior e’ pero’ costituito da armi non guidate, e nella fattispecie di un lanciarazzi M260 a sette colpi da 2,75 pollici (70mm) ed una mitragliatrice pesante calibro .50. Per circa due decenni la XM296 e’ stata la mitragliatrice standard dell’OH-58D, ma a quanto pare l’esercito USA si sta apprestando a radiarla definitivamente. Quest’arma, ennesima declinazione della celeberrima Browning M2/M3, e’ attualmente in corso di sostituzione con il modello FN M3P, anch’esso imparentato, indovinate un po’… con la  Ma-Deuce!

Al fine di risparmiare sui costi d’acquisizione, gran parte delle armi in oggetto sono state ottenute a seguito della recente dismissione di una parte dei sistemi contraerei ruotati AN/TWQ-1 Avenger (foto in basso), che come armamento secondario montano proprio una M3P.

Fino ad oggi circa 800 di queste armisono state prelevate dagli Avenger e immagazzinate in attesa di un loro utilizzo.

Le differenze fra i due modelli? Innanzitutto e’ necessario segnalare che la M3P si e’ rivelata nel complesso molto piu’ affidabile della XM296. Quest’ultima, infatti, si era fatta una cattiva nomea, tanto che ultimamente gli equipaggi dei Kiowa l’avevano soprannominata “one-shot wonder“. L’adozione della M3P ha inoltre portato ad una notevole riduzione dei pesi. Il sistema completo (arma, supporto e munizioni)  supera di poco i 118 kg (261 lbs), contro i 153 kg (338 lbs) dell’XM296, che fra l’altro e’ penalizzato da un’ingombrante pod a gabbia.

A questo proposito va detto che l’M3P non necessita di alcun pod, in quanto l’arma va montata direttamente sull’Universal Weapons Pylon (UWP) attraverso un semplice e leggero supporto appositamente realizzato dal Maintenance Operations Procedures and Prototype (MOPP) dell’AMCOM, sito nell’Arsenale di Redstone (Alabama).

Incrementato anche il volume di fuoco, che passa dai 750 colpi al minuto della XM296 ai 1100 della M3P. Inalterata invece la capacita’ di munizioni imbarcata, pari a 500 colpi, sistemati nel solito contenitore esterno posto sul lato sinistro dell’elicottero, immediatamente alle spalle del cockpit.

Infine, va sottolineato che il nuovo sistema ha ridotto drasticamente non solo le vibrazioni, ma anche il rumore prodotto, che secondo le dichiarazioni del MOPP e’ ora inferiore del 48 percento.

L’Esercito USA ha in programma di dotare tutti i Kiowa Warrior con la nuova arma, al pari della Tennessee Army National Guard.

Caratteristiche

M3P
Costruttore: FN Herstal
Calibro: 12.7×99 mm
Numero di canne: 1
Lunghezza: 1650mm
Peso: dai 29 ai 35 kg, a seconda della canna montata
Cadenza di tiro: 900-1,100 rds/min
Velocita’ alla bocca: 850-920 m/s , a seconda del munizionamento

Qui sotto un paio di foto della M3P

https://sobchak.files.wordpress.com/2009/09/m3pkiowa.jpg

https://sobchak.files.wordpress.com/2009/09/m3p3.jpg

https://sobchak.files.wordpress.com/2009/09/m3p.jpg

https://sobchak.files.wordpress.com/2009/09/kiowam3p2.jpg

xm296_550
Il vecchio ed ingombrante sistema XM296. Notare il pod a gabbia e il contenitore delle munizioni calibro .50.


Ubicazione della M3P a bordo dell’Avenger


Italia: prove tecniche di Air Cavalry

Su di un vecchio floppy disk del 1999 ho trovato questo interessante articolo tratto da Rivista di Cavalleria a firma Generale Luigi Caligaris. Buona lettura.

Operazioni generali dell’US Army Aviation nell’ambito della propria riforma l’Esercito ha deciso di dare vita a una sua Cavalleria dell’Aria sulla scia dell’Air Cavalry americana che ha avuto il suo battesimo di fuoco in Vietnam ed è stata ulteriormente collaudata con successo nella guerra del Golfo. E’ probabilmente una buona idea ma non è per l’esercito italiano un idea nuova. Infatti, fra il 1971 e il 1972, il Comando dell’allora V Corpo d’Armata, su sollecitazione dello Stato Maggiore dell’Esercito, incaricò l’allora Gruppo Squadroni Guide di sperimentare il modello Air Cavalry in previsione della sua possibile adozione in chiave permanente. L’esperimento fu impostato sulla base della Regolamentazione americana e interessò tutto il Gr. Sqd e il V REUG (Reparto Elicotteri Uso Generale del V Corpo d’Armata) con l’occasionale concorso del IV REUG del IV Corpo d’Armata alpino. Alle Guide fu data carta bianca, restando fermo l’obbligo di partecipare anche alle altre attività addestrative divisionali.

Carta bianca volle anche dire, istruzioni zero, soldi zero, indennità zero, equipaggiamento speciale zero; indennità di missione, zero. Tanto per fare un esempio, il maglione a collo alto degli alpini indispensabile per le esercitazioni invernali continuative condotte anche in montagna fu consegnato a esperimento pressochè concluso, il materiale da roccia fu concesso per simpatia dalla Julia, e così via. L’arte dell’arrangiarsi tipica degli italiani tornò molto comoda. Tutto inoltre venne fatto a rischio e pericolo delle Guide. Sempre d’iniziativa fu inventata una struttura ad hoc per l’esperimento costituendo uno squadrone, il San Giusto (nome preso dall’omonimo squadrone delle Guide su carri L prima della II Guerra Mondiale) come eliesplorante ossia come reparto incaricato di operare con più affiatamento e continuità con il V REUG.

ei47g

Non erano anni facili, le dure contestazioni (all’interno e all’esterno delle caserme) e le marce pacifiste erano all’ordine del giorno ciononostante con personale soprattutto di leva, l’esperimento diede i suoi frutti. Si sperimentarono per la prima volta: la sorveglianza dal cielo e l’appoggio tattico da parte degli elicotteri a favore delle formazioni corazzate, il volo tattico in formazione e con reparti a bordo anche in condizioni di oscurità, l’impiego a notevole distanza, su allarme, e in terreni difficili di formazioni miste su elicotteri e su corazzati; la cooperazione fra elicotteri, Guide, e aerei da combattimento (alcune volte anche Phantom americani da Aviano). E, naturalmente, si dovettero copiare o inventare di sana pianta accorgimenti tecnici e procedure per disporre degli indispensabili automatismi nell’impiego. Furono condotte più esercitazioni continuative (anche 3 giorni) su larga parte del Friuli, quindi molto a di fuori dei poligoni, con impiego di tutto il gruppo e sostegno continuativo dall’aria, ivi inclusi i rifornimenti di carburante.

L’esperimento che durò circa tredici mesi superò con facilità il vaglio di molte ispezioni tecniche e operative, anche da parte delle AC: ivi comprese quelle dall’Ispettore dell’ALE (Aviazione Leggera dell’Esercito) e da suoi tecnici. Si chiuse quindi in sordina con il solo grazie reciproco fra Guide e piloti, con consegna di diplomi confezionati in casa e in economia, distribuiti ai solo partecipanti. Dati, documentazioni e ammaestramenti raccolti nel corso della sperimentazione furono inviati, come dovuto, allo Stato Maggiore dell’Esercito che mantenne un silenzio di tomba, evitando anche di prendere atto di un esperimento di tale difficoltà e portata. Unica eccezione, un anno dopo, a esperimento più che concluso, giunsero alle Guide sia l’apprezzamento del Capo del III Reparto dello SME sia una sessantina di maglioni.

Quanto sopra, solo per completare la storia delle Guide e dell’esercito. Se è vero che le tradizioni contano, e contano solo se basate su fatti realmente avvenuti, ciò che può essere vanto di un Corpo come dimostraziione di dedizione e professionalità non va dimenticato.