Articoli con tag “afghanistan

L-ATV & M-ATV (was: le dimensioni contano)

matvlatv950

Per coloro che si volessero fare un’idea delle dimensioni dell’L-ATV (vincitore del programma JLTV e sostituto dell’Humvee protetto) contrapposto al suo fratello maggiore M-ATV, acquisito negli anni passati principalmente per il teatro Afghano. Il primo verra’ procurato in circa 54.000 esemplari, il secondo invece e’ stato sino ad ora prodotto in circa 10.000 unita’.

Altra immagine dei due veicoli fotografati assieme ad altri popolari mezzi della Oshkosh

matvlatv2

Qui invece le differenze fra un Up-Armored Humvee (UHA) e un M-ATV

humveematv

Infine una bella foto vintage

jeeps

[ CLICK TO ENLARGE ]

Veicoli 4×4 standard dell’US Army – 1940’s – 1980’s (Jeep MA, Jeep MB, Jeep M38, Jeep M38A1, Ford M151A1, Ford M151A2 e AM General Humvee)

 


Purple Haze

Mi sono sempre piaciute le fotografie di elicotteri avvolti dai fumi colorati delle granate fumogene, sopratutto quelle viola (purple appunto) 🙂

Ecco un paio di validi esempi

purplehaze2

Questo scatto risale al Novembre scorso, e ritrae un Mi-17 Hip delle Forze Aeree Afghane impegnato durante esercitazioni avvenute nei pressi dell’Aeroporto di Kandahar, in Afghanistan. (Photo credit: CPT Anastasia Wasem/USAF).

purplehaze1

Questo OH-6A fu invece immortalato in Vietnam nel 1970. L’autore di questa suggestiva immagine e’ Robert Woolcock. Nel suo sito personale troverete molte foto di altissima qualita’. Guardate che roba, sembrano fatte ieri! : http://bobwoolcock.com/vietnam.html

*  *  *

M18violet

Tipica granata fumogena M18. Essa e’ in grado di emettere fumo per circa 50-90 secondi.

*  *  *

Naturalmente il titolo del post si riferisce anche all’omonimo brano di Jimi Hendrix, tratto dall’album”Are You Experienced?” del 1967:


NH90 AVES: un’anno di attivita’ in Afghanistan

rao.afganistan.volo

RC-West, Afghanistan, 23 Agosto 2013 –  Nei giorni scorsi, che coincidono con il compimento del primo anno di impiego operativo in Afghanistan, una coppia di elicotteri NH-90 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) in forza alla Task Force ‘Fenice’ del Regional Command West (RC-W), dopo circa tre ore di volo e una breve sosta presso la Forward Operating Base (FOB) di Chaghcharan, dopo aver sorvolato la catena montuosa dell’Hindu Kush, è giunta presso la sede del Isaf Joint Command (IJC), il comando della NATO in Afghanistan che ha la responsabilità delle operazioni militari su tutta l’area di responsabilità di ISAF.

Gli NH-90 italiani dell’AVES, che recentemente hanno anche superato le 1000 ore di volo, sono giunti in teatro operativo afghano nell’agosto dello scorso anno e, per la prima volta in assoluto tra le nazioni partecipanti al consorzio di produzione, sono stati impegnati in missioni di combattimento e supporto al combattimento. Questo elicottero, dotato di apparati avionici di bordo di ultima generazione completamente integrati ai sistemi per la visione diurna e notturna, permette all’equipaggio un costante ed elevato stato di Situational Awareness, ovvero la piena e continua percezione di tutti gli aspetti tecnici ed operativi rilevanti per lo svolgimento in sicurezza delle missioni, che unita all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti anche in situazioni ambientali critiche tipiche del teatro operativo afghano, dimostra di essere uno strumento estremamente flessibile a disposizione del comandante di RC-W. L’organizzazione posta in atto dalla Task Force ‘Fenice’ per la gestione di questi velivoli e’ stata inoltre oggetto di visita da parte di una delegazione australiana che ne ha apprezzato l’efficacia e le brillanti soluzioni adottate in campo manutentivo.

La Task Force ‘Fenice’, attualmente comandata dal Colonnello Luigi Adiletta, è l’unità dell’Aviazione dell’Esercito schierata nel teatro di operazione afghano che ha il compito di svolgere missioni di supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra, trasporto e sostegno logistico delle forze, nonché missioni di evacuazione medica e stabilizzazione immediata del personale rimasto ferito in combattimento ‘Forward Medical Team’ (FMT).

Fonte: Regional Command West – ISAF

nh90afgh

hd

nhd9

nh90fh


Note sul 747 Cargo schiantatosi in Afghanistan

Il protagonista di questo terrificante incidente e’ un Boeing 747-428 (matricola N949CA – cn 25630) di proprieta’ della compagnia National Airlines (New York) in servizio per conto dell’Air Mobility Command dell’US Air Force. A quanto pare l’N949CA stava trasportando cinque veicoli militari, probabilmente MRAP (Mine-Resistant Ambush Protected).

L’aereo si e’ schiantato immediatamente dopo il decollo dalla pista 03 della base aerea di Bagram, Afghanistan alle ore 15:30 del 29 Aprile 2013. La destinazione del volo (N8-102) era l’aeroporto internazionale Al Maktoum di Dubai (Emirati Arabi Uniti). I Jumbo della National stavano ininterrottamente compiendo questa rotta da circa un mese, probabilmente a supporto delle (imponenti) operazioni di ritiro dal teatro afghano.

Nell’incidente sono perite 7 persone: quattro piloti, due meccanici e un load master, tutti civili e di nazionalita’ statunitense. Ecco i nomi:

Brad Hasler (pilota) da Trenton, Michigan
Jeremy Lipka (pilota) da Brooklyn, Michigan
Jamie Brokaw (primo ufficiale) da Monroe, Michigan
Rinku Summan (primo ufficiale) da Canton, Michigan
Michael Sheets (loadmaster) da Ypsilanti, Michigan
Gary Stockdale (manutentore) da Romulus, Michigan
Timothy Garrett (manutentore) da Louisville, Kentucky.

Ignote al momento le cause esatte dell’incidente, ma si ipotizza un caso di “load shift” con conseguente stallo. Come previsto, i Talebani si sono immediatamente autoaccusati del disastro, machevvelodicoaffare? 🙂

L’N949CA aveva volato per la prima volta il 29 gennaio 1993, e precedentemente aveva servito con la compagnia Air France. Era in servizio con la National Airlines dal 2010. Questo vettore cargo opera con con altri due B747, matricole N952CA e N919CA.

Una prima analisi dell’incidente e’ stata preparata da David Learmount per la rivista FlightGlobal:

“The fatal departure of a National Air Cargo Boeing 747-400F from Bagram air base on 29 April has been caught on amateur video. This is what the video shows:

The first sight of the aircraft on film shows it in an apparently steady climb through about 200ft (60m) above airfield level, just after take-off, but with an extremely high nose-up attitude.

Within about 3s of appearing on film the aircraft’s port (left) wing begins to drop, and 1s later the roll reverses, the right wing dropping. Simultaneously, the 747 begins a dramatic yaw to the right, the nose dropping fast. The roll stops at an angle of about 110deg to the horizontal, by which time the forward airspeed is well below flying speed and the aircraft is just falling sideways through the air. As some airspeed is recovered in the fall, the pilots manage to roll the wings level.

But recovery would have been impossible, and the big freighter impacts the ground.

Crews taking off from military bases like Bagram in hostile territory normally plan to climb at the maximum climb angle, to put them at the greatest height above ground level achievable by the time they cross the airfield boundary. This entails a high nose attitude that is maintained for longer than normal, rather than trading climb angle for greater airspeed to make the aircraft easier to handle and safer in the event of an engine failure.

In this film there is no clear visual evidence of a missile travelling toward the aircraft, nor of the explosion or fire that a missile would cause if it were to detonate.

The risks of a maximum angle of climb departure are many. If an engine fails very soon after take-off there is a lower airspeed than normal. Slower speed reduces the rudder authority that keeps the aircraft straight and lowers the margin above stalling speed. In the event of an engine failure it is essential for the crew to push the nose down fast to maintain a safe speed with the lower power output.

Another major risk is that if any cargo is not adequately secured in the hold, the high climb angle will cause the payload to slide backward. This could unbalance the aircraft and cause the nose to pitch up, possibly overwhelming the elevator authority available to the pilots if they attempt to push the nose down.

Whatever the crew may have faced, and whatever they may have tried to do, once the aircraft had begun to show signs of being in trouble, the nose remained very high. Whether this was the result of a cargo shift or another factor, the inquiry will provide the answer. The aircraft, although on military operations, carries a flight data and cockpit voice recorder.

The National Transportation Safety Board has dispatched a team to Bagram to launch an investigation of the incident. All seven crew members were killed in the crash.”

Qui sotto un’immagine dell’N949CA fotografato il 3 Aprile 2012 presso l’aeroporto di Riga (Lettonia). Photo courtesy of Aleksandrs Samuilovs.

national747

bagramab

Mappa della base di Bagram

afghanistanmap

Ubicazione geografica di Bagram AB

ROUTE

Ubicazione degli aeroporti di Bagram e Al Maktoum (Dubai)

Note aggiuntive: mi hanno scritto che il 747 cargo non puo’ imbarcare MRAP. Non e’ cosi’. In realta’ e’ dal 2009 che gli USA impiegano (anche) questo vettore per il trasporto di MRAP nel teatro afghano, come potete vedere voi stessi da queste immagini scattate alla base aerea di Charleston (ora Joint Base Charleston), nel South Carolina.

747mrap

Qui vediamo un 747 della Atlas Air imbarcare veicoli protetti tipo M-ATV (MRAP All Terrain Vehicle). Questo veicolo ha un peso a vuoto di 12 tonnellate e mezzo. Photo: US Air Force

747mrap2

Photo: US Air Force

747mrap3

Photo: US Air Force


Nano UAV in Afghanistan

bh33

L’ufficio stampa del MoD britannico ha fatto sapere che dallo scorso anno le truppe di Sua Maesta’ stanno impiegando Nano UAV ad ala rotante. Nano nel vero senso della parola, perche’ parliamo di un minuscolo elicottero che misura appena 10 cm di lunghezza per 2 di larghezza e con un peso di 16 grammi. Il suo nome e’ Black Hornet ed e’ stato progettato e costruito dalla norvegese Prox Dynamics e ordinato dal MoD su contratto della compagnia britannica Marlborough Communications.

Il Black Hornet e’ equipaggiato con una microtelecamera orientabile in grado di trasmettere immagini sia in full motion che fisse (ossia video e snapshots). Alimentato da una batteria interna ricaricabile, il BH puo’ restare in volo per 30 minuti fino ad una distanza di 1000 metri (800 secondo il MoD). I comandi vengono impartiti attraverso un controller collegato ad uno schermo LCD a colori (vedere foto in basso) e ad un’unita’ di controllo dal peso complessivo di 1 kg. Il sistema di guida puo’ essere visuale (con monitor) oppure GPS. E’ fornito inoltre di autopilota e di una funzionalita’ che permette all’utente di pianificare la rotta o di avvalersi di pattern di volo e ricerca automatici o preimpostati. Naturalmente l’unita’ di controllo e’ interfacciabile a computer, reti e altre periferiche.

Nonostante le dimensioni, il MoD assicura il buon funzionamento in condizioni difficili e in presenza di vento. Il contratto con le forze armate del Regno Unito prevede la consegna di 160 unita’ complete ad un costo complessivo di 20 milioni di sterline (23.3 mil. di Euro). Non proprio a buon mercato, anche se va detto che il pacchetto comprende anche supporto, addestramento e parti di ricambio.

E’ la prima volta che un esercito schiera operativamente questa particolare classe di UAV e potete star certi che non sara’ l’ultima. Indubbia peraltro l’utilita’ nel Tactical ISR in real time: pensate alla perlustrazione di aree poste dietro angoli, muri o altri ostacoli, oppure per l’ispezione di edifici o ancora, chesso’, per spiare qualche bella ragazza da dietro le finestre al terzo piano 🙂 beh,  come avrete capito le possibilita’ sono quasi infinite.

bh22

bh11

Il sistema completo con Black Hornet, schermo LCD, controller e unita’ di controllo

bh44

bh66

bh55

Provincia di Helmand, Afghanistan – Il Sergente Scott Weaver dei Queen Royal Lancers fa entrare in azione il piccolo Black Hornet durante l’operazione QALB  (Crown Copyright)


[Video] “Mors Ab Alto” in Afghanistan

Un plotone di Talebani viene sorpreso da una coppia di elicotteri AH-64 Apache mentre organizzano un’imboscata ad un’unita’ di forze speciali USA. Filmato abbastanza impressionante. Lo “sparare nel mucchio” iniziale si trasforma alla fine in una lenta caccia all’uomo. Da quel che vedo i due equipaggi hanno usato prevalentemente il 30mm e i razzi Hydra da 2,75″. Forse anche un HellFire.


NH90 Special – Italian Army and Navy

L’edizione UK della rivista Combat Aircraft Monthly di Agosto 2012 ha pubblicato un interessante speciale sugli NH90 dell’Aviazione dell’Esercito Italiano e della Marina Militare. Buona lettura!

[ CLICK TO ENLARGE ]

[ CLICK TO ENLARGE ]

[ CLICK TO ENLARGE ]

[ CLICK TO ENLARGE ]


Air Cav Convoy Escort – 1970-2010

Fra i compiti piu’ preziosi dell’Air Cavalry c’e’ anche quello della scorta convogli, da sempre fra i bersagli piu’ ghiotti per il nemico. La presenza costante degli elicotteri leggeri da osservazione e scorta armata contribuisce infatti a ridurre le probabilita’ di finire vittime di un’imboscata, o quanto meno di limitarne i danni. In basso, due foto scattate a 40 anni di distanza l’una dall’altra. Cambiano le macchine, ma la mission e lo spirito restano i medesimi. Onore, dunque, a questi moderni cavalieri del cielo! 🙂

1970 – Due OH-6A LOacH (Cayuse) armati di Miniguns scortano un convoglio americano nei pressi di Can Tho, Repubblica del Vietnam. Il convoglio era diretto al campo delle Forze Speciali di Ba-Xoi, che nel marzo del 1970 fu brutalmente assediato dalle forze comuniste. Il 7/1 Air Cav forni’ in quell’occasione supporto aereo diurno e notturno (grazie agli Huey flare ship). Introdotto nel 1967, l’OH-6 e’ stato il primo elicottero espressamente concepito per compiti Scout. (Photo: US Army)

2010 – Un OH-58D Kiowa Warrior dell’US Army scorta un convoglio guidato dall’Esercito Australiano diretto verso l’aeroporto di Kandahar, Afghanistan. Qui l’OH-58D e’ armato con un lanciarazzi da 70mm e una coppia di missili HellFire (in luogo della solita HMG da 12,7). Il Kiowa Warrior, versione armata dell’OH-58D AHIP, e’ entrato in servizio nell’US Army nei primi anni novanta e da allora ha partecipato a gran parte delle operazioni militari USA fuori dai confini nazionali. Fra Afghanistan e Iraq, il KW e’ stato l’aeromobile che ha collezionato piu’ combat hours fra tutti quelli schierati dalla coalizione, a testimonianza dell’intensa attivita’ dei reparti di Cavalleria Aerea (Photo: Copyright Department of Defense/Commonwealth of Australia)


Horses with No Name (was: I Generali italiani non cambiano mai)

Mentre navigavo alla ricerca di informazioni sullo stato della forza ad ala rotante dell’Esercito Afghano, sono incappato in un piccolo blog/diario gestito da un paio di piloti e istruttori americani che per circa un anno hanno volato assieme ad equipaggi afghani sui Mil-Mi 17 “Hip” a supporto delle forze locali e ISAF. Gli Hip, come molti di voi sapranno, sono un asset molto prezioso da quelle parti e quindi gettonatissimo.

Ecco l’indirizzo: http://seanrodastan.blogspot.it/

La simpatica coppia di istruttori, che faceva parte di un minuscolo distaccamento USAF basato a Herat, ci racconta con grande candore avventure e disavventure in quella terra lontana, fra interminabili missioni di rifornimento, proiettili e RPG che fischiano da tutte le parti ed enigmatici afghani patiti di NASCAR che conoscono l’America solo attraverso i film di Hollywood (sei hai un tatuaggio sei automaticamente gangsta, cioe’ fico!). Quello che pero’ rende la lettura interessante per noi mangiaspaghetti e’ il fatto che gli amici yankees di cui sopra hanno operato per mesi a strettissimo contatto anche con i militari italiani. Proprio per questa ragione troverete molti aneddoti e splendide immagine in alta risoluzione dei nostri uomini e delle nostre macchine (come quella in alto).

Il giudizio, vi anticipo subito, e’ generalmente positivo. I militari americani durante il loro tour of duty hanno apprezzato la professionalita’ e la cordialita’ dei nostri soldati e piloti, ed in particolare i servizi di scorta offerti dai piccoli ma letali Mangusta (oltre a tessere le solite lodi sperticate su pizza, caffe’ e cibarie assortite, ovviamente!). Ecco un piccolo stralcio tratto dal post “Spreading Democracy…RPG’s and why the Italians don’t Suck At Fighting“:

“The Italians gunship drivers are good stuff. So, in the last post we joked about the meaning of ISAF. I stand corrected…these guys are the real deal. Their Colonel is the old school kind of warrior that is rare these days. When we  flew up for the mission to Qal-E Now, he flew the CH-47 Chinook, when we all landed (2 Mangustas, 2 Mi-17’s and the Chinook), he climbed into the lead Mangusta and flew as mission commander and flight lead. It has been a pleasure and an honor to fly with these guys. They take care of us, watch over us and are extremely patient and understanding with the Afghan Flying Circus.”

Meno edificante e’ invece il ritratto che fanno dei generali, o meglio del generale italiano allora in comando (parliamo del 2009/2010).

In particolare mi ha infastidito (ma non stupito) il seguente aneddoto:

“Let me say, we’ve met a lot of really good Italian dudes…but the General….uh, not so much.

Every time we get rocketed here on base…it’s by the same bad guys from the same location. There are some folks here, that specialize in ‘fixing’ those kinds of issues. Let’s just say they are not European…they have offered to take care of the problem, permanently. The Italian General said  ‘no’….they don’t want to upset anyone. Their answer? Pay the Taliban not to rocket our base! Nice! Until they raised the price…

This same genius General ordered someone to drive a crane out into the airplane graveyard, which is on Afghan Air Corp land. This is outside the ISAF camp perimeter. With no coordination with the Spanish camp commander and more importantly without asking the Afghans…genius General orders someone to take/steal an old airplane wreck from the Afghans. He wanted to make a monument inside the ISAF camp.

The Afghan Colonel that I mentor and advise told me that if the Italian general did not come to his office to apologize, he was going to hold a press conference and tell media that ISAF was stealing Afghan property. The Italian general did not see why the Afghans would be upset that he was going onto their land without asking and taking whatever he wanted without asking. That’s two and half days I’ll never get back….but I did convince them to send a ‘representative’ with a bottle of whiskey to smooth it out, no press conference.”

Al che mi domando: ma certi generali non sarebbe meglio lasciarli a casa? Anzi, facciamo cosi’: le missioni all’estero le facciamo comandare solo ai Colonnelli, come quello cazzuto citato nel penultimo aneddoto 🙂

Che ne dite?

E ora il consueto commento musicale.

On the first part of the journey,
I was looking at all the life.
There were plants and birds. and rocks and things,
There was sand and hills and rings.
The first thing I met, was a fly with a buzz,
And the sky, with no clouds.
The heat was hot, and the ground was dry,
But the air was full of sound.

Buon weekend!


Red Bull Machine Gunner (Afghanistan, 2011)

redbullironman

[ CLICK TO ENLARGE ]

L’ultima configurazione del mitragliere dall’1-133 Infantry della 34th Infantry Division “Red Bull” (Guardia Nazionale dell’Iowa).

Maggiori info qui:
http://www.army.mil/article/67318/

Le origini dell’IronMan risalgono alla Guerra del Vietnam, quando l’allora Limited Warfare Laboratory (LWL) dell’US Army sviluppo’ un sistema simile per la mitragliatrice M60. Ecco un’immagine risalente agli anni ’60.

lab7


Bruce Crandall in Afghanistan

La scorsa settimana il Colonnello a riposo Bruce Crandall ha visitato le truppe USA in Afghanistan ospite di diversi reparti dell’US Army. Per chi non lo sapesse, Crandall e’ un ex ufficiale pilota del 229th Assault Helicopter Battalion (AHB) che si distinse eroicamente nel corso della breve ma aspra Battaglia di Ia Drang (1965) in appoggio all’1-7 Cavalry circondato da regolari dell’Esercito Nordvietnamita.

Nella foto in basso lo vediamo in compagnia di un soldato della 25th Combat Aviation Brigade (clicca per ingrandire).

Per le azioni compiute a Ia Drang il 14 Novembre 1965, Crandall e’ stato insignito dal Presidente George W. Bush della prestigiosa Medal of Honor, la piu’ alta onoreficienza militare statunitense.

Quel giorno l’allora Maggiore Crandall, assieme al suo wingman Capitano Ed Freeman,  evacuarono a bordo di un UH-1D Huey disarmato 75 feriti nel corso di una ventina di audaci voli svolti fra le 6 del mattino e le 10.30 di sera. La decisione di recuperare i feriti fu presa dopo che i piloti degli elicotteri preposti alla evacuazione sanitaria (MEDEVAC) si rifiutarono di alzarsi in volo a causa del persistente fuoco proveniente da terra.

Il 14 Novembre 1965 Crandall non solo contribui’ a salvare molte vite umane, ma durante un paio di voli consegno’ munizioni e rifornimenti al 1° Battaglione del 7° Cavalleria del Tenente Colonnello Harold Moore assediato alla Landing Zone X-Ray. Cio’ permise ai 450 cavalleggeri di Moore di mantenere le posizioni e rispondere colpo su colpo agli attacchi dei determinati Nordvietnamiti, forti di 2000 uomini.

Le gesta di Crandall e Moore sono state in seguito raccontate nell’ottimo We Were Soldiers Once… and Young” (in Italia pubblicato con il titolo “Eravamo Giovani in Vietnam“), minuzioso resoconto scritto a quattro mani da Moore e da Joe Galloway, unico reporter presente quel giorno a Ia Drang.

Il libro successivamente e’ servito da base per il lungometraggio “We Were Soldiers”, diretto da Randall Wallace, ed interpretato da Mel Gibson nei panni del Lt. Col. Harold Moore. Nel film la parte di Crandall e’ affidata all’attore Greg Kinnear.

Bruce Crandall completo’ due turni di servizio in Vietnam partecipando a 900 missioni di combattimento.

E ora un po’ di belle immagini…

[ click to enlarge ]

Nella immagine sopra Crandall racconta storie di guerra vissuta agli uomini della 25th CAB (clicca per ingrandire)

L’arzillo Crandall (classe 1933) sorride al fotografo. Al collo indossa
la piu’ che meritata Medal of Honor.

[ click to enlarge ]

[ click to enlarge ]

[ click to enlarge ]

Crandall posa di fronte a un UH-60 della 1st Air Cavalry Brigade

Crandall fotografato con il comandante della 1st Air Cavalry Brigade Col. John Novalis (a destra) e il Serg. Magg. Glen Vela, consigliere anziano di brigata.

[ click to enlarge ]

Il Magg. Gen. Daniel Allyn, comandante della 1st Cavalry Division consegna un presente al Colonnello Bruce Crandall.

[ click to enlarge ]

Crandall posa con alcuni uomini della 1st Air Cavalry Brigade.


Pubblicita’ Progresso


E ora grazie alla Gazzetta Ufficiale…

… sappiamo che in Afghanistan i nostri soldati stanno combattendo una guerra.

Maddai? Mapperdavero? E io che sino ad oggi credevo che l’Esercito Italiano fosse in quel buco sperduto per distribuire caramelle ai bambini e insegnare agli afghani a fare a pizza ca a pummarola n’coppa.

A che mi riferisco? A questo articolo:

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/435880/

Interessante, vero?

Certo che apprendere certe cose attraverso un organo “sterile” come la Gazzetta Ufficiale non e’ propriamente il massimo della vita. Preferirei che la stampa generalista ne parlasse piu’ diffusamente e che l’Esercito Italiano mettesse *davvero* in risalto le azioni dei propri uomini e reparti, come fanno tutti gli eserciti di questo mondo (c’e’ anche da dire che le forze armate italiane non sembrano aver pienamente abbracciato il web). E che i benpensanti vadano a “benpensare” sulla tazza del cesso.

E visto che questo blog si occupa spesso di elicotteri e aeromobilita’, non ho potuto non apprezzare il risalto dato agli elicotteristi dell’AvEs. Quando dico che in Afghanistan i Mangusta e gli aviatori dell’esercito stanno facendo un ottimo lavoro, mi guardano quasi tutti con un misto di compassione e incredulita’. Invece nell’articolo di cui sopra leggiamo:

Preziosi si rivelano gli elicotteristi. A bordo dei «Mangusta», che sono cannoniere volanti, vengono chiamati a soccorso delle forze di terra. Il colonnello Marco Centritto merita una medaglia d’oro a Bala Murghab.

«Alla guida dell’aeromobile, benché colpito dal fuoco avversario, con manifesto rischio della propria vita completava le missioni».

E’ il suo continuo supporto di fuoco che permette ai paracadutisti di uscire vivi da quattro giorni ininterrotti di guerriglia, tra il 10 e il 14 giugno 2009. Medaglia d’argento anche al tenente colonnello Andrea Ascani che accorre a salvare un posto di polizia. Questo il freddo resoconto dello Stato maggiore:

«Manovrava a bassa quota per identificare con certezza la minaccia, evitando di coinvolgere nell’azione truppe amiche e civili presenti nell’area. A rischio della propria vita, benché fatto segno a fuoco e con il proprio elicottero colpito, proseguiva nell’azione riuscendo a neutralizzare gli elementi ostili».

Una medaglia anche al maggiore elicotterista Stefano Salvadori che anch’esso «con sprezzo del pericolo manovrava a bassa quota per identificare la minaccia. Benché l’aeromobile fosse stato colpito, proseguiva con efficacia l’azione». Accade a Tshin e Afghani il 28 agosto 2009.

On your face, dannati miscredenti! 🙂

E dopo una dura battaglia, fate come il Sergente Abbagnale e il Capitano Handson nella foto in basso: rinfrescatevi il gargarozzo con del gelato e riempitevi la panza di crostata 🙂

cya!
A.


Dustoff: The last line of defense between life and death

[vimeo http://vimeo.com/9470291 w=640&h=360]

Un bellissimo servizio giornalistico di Patrick Barth sugli Angeli della Misecordia: gli equipaggi delle aeroambulanze Dustoff. Gente con le palle d’acciaio  e anche di piu’.

The Best Medal is a Live Man’s Smile.


[Article] Renewed Lifeline for the Kiowa Warrior

Cercasi Kiowa Warrior disperatamente!

In questi ultimi dieci anni non c’e’ stato elicottero che abbia volato complessivamente piu’ ore in combattimento del Kiowa Warrior: il conteggio alla fine del 2010 segnava 750.000. Un record per gli standard moderni (e non solo!). Inutile dire che fra Afghanistan, Iraq, voli di addestramento ed esercitazioni la flotta dell’US Army e’ stata sottoposta ad un attrito senza precedenti.

In base alla Table of Distribution and Allowance (TDA), l’US Army dovrebbe schierare almeno 368 Kiowa Warrior. In realta’ nel 2010 in servizio ve ne erano appena 331. Dal 2001 al 2010 sono infatti andate perdute 37 macchine: 30 per cause legate all’attivita’ operativa in combattimento, e 7 per altri motivi.

Il problema e’ che il KW e’ uscito fuori produzione negli anni novanta e non e’ dunque possibile rimpiazzare le perdite con esemplari di nuova costruzione. Per ovviare a cio’, in tempi recenti l’Esercito USA si e’ mosso verso due direzioni:

1 – prelevando inizialmente alcuni Kiowa Warrior direttamente dai reparti addestrativi negli Stati Uniti (cfr. Fort Rucker);
2 – finanziando la trasformazione di vecchi OH-58A Kiowa in OH-58D Kiowa Warrior. A questo proposito l’US Army lo scorso anno ha ordinato alla Bell Helicopter la conversione immediata di diversi “Alpha” che al termine delle modifiche saranno noti come OH-58 A2D.

Qui di seguito trovate un articolo dettagliato di Military Insider (Rotor&Wing) in lingua inglese su quest’ultimo programma, che assieme all’OH-58F CASUP e all’OH-58D Block II, portera’ nuova linfa alla logora flotta di Kiowa Warrior.

[ CLICK TO ENLARGE ]

[ CLICK TO ENLARGE ]


[Article] Deadly Lessons – part 2

Parte numero II di Deadly Lessons di Alex Mladenov, pubblicato su Cleared Hot.

QUI la prima parte.


[Article] Deadly Lessons – part 1

Parlando di argomenti un attimino piu’ In-Topic, eccovi la prima parte di Deadly Lessons, un interessante articolo di Alex Mladenov sulle esperienze degli elicotteristi dell’aviazione sovietica durante la guerra in Afghanistan del 1979-89. Suddetto articolo e’ apparso sul primo numero di Cleared Hot, una nuova e promettente rivista dedicata al mondo degli elicotteri militari.

QUI la seconda e ultima parte


Political Wars

RIP

A proposito di JPV, date un’occhiata a questa pagina dedicata alla sua storia perche’ merita davvero:

http://www.historynet.com/john-paul-vann-man-and-legend.htm

fra l’altro nella sezione commenti e’ intervenuta mezza famiglia Vann, oltre a colleghi e conoscenti 🙂

Una quote che riassume perfettamente il genio di JPV:

Vann’s key military talent was his ability to see the big picture and establish the priorities necessary to accomplish the objective.


[Video] OH-58D Kiowa Warrior in VCAS (Very Close Air Support)

I was born my papa’s son
A wanderin’ eye and a smokin’ gun


[E-Book] Mountain Warfare and Other Lofty Problems: Foreign Perspectives on High-Altitude Combat

The mission of the Foreign Military Studies Office is to research and present foreign ideas and perspectives for a better understanding of present and future military and security issues. Good ideas are not exclusively found in the English language or even the American military experience. FMSO analysts are foreign area specialists with the language skills, military backgrounds, and the regional experience that enables them to mine foreign sources for insights that uniquely enhance our forces’ understanding of the operational environment. Mountain Warfare and Other Lofty Problems uses Russian, Pakistani, Indian, Argentine, Afghan, and Uzbek sources.

The United States Army has been involved in a mountain war for a decade. After all this time, mountain combat remains a stubbornly difficult mission and technology can offer only modest support to the infantry’s mission of closing with the enemy or the logistician’s mission of getting support forward. Training, equipment, weapons, tactics, and logistics all require significant adjustment for mountain combat. This book covers operations and tactics, artillery, and aviation support, reconnaissance, communications, training, and logistics. It demonstrates that the key to enhancing effectiveness is using the terrain effectively, preparing the soldiers properly, and understanding the environment. This book is not United States Army doctrine. Rather, it is offered as an alternate view that could help our forces successfully adapt to a most-challenging environment and carry out their mission.

Tom Wilhelm
Director, Foreign Military Studies Office
Fort Leavenworth, Kansas

EBook | PDF | 211 pages | FMSO, Ft. Leavenworth, Kansas | 15 mb

[ DOWNLOAD ]


An Inevitable Casualty of War

Andrew Drweiga, fra riflessioni ed analogie con il passato, ci spiega il suo (interessante) punto di vista sulla tragedia del Chinook del 6 Agosto sull’ultimo numero di Rotor&Wing.


[Stats] L’efficacia degli attacchi mediante IED

E’ una delle domande che mi vengono poste piu’ di frequente: qual’e’ l’efficacia degli IED?

Sul numero di aprile della rivista Signal ho trovato un paio di grafici che dovrebbero rispondere (almeno parzialmente) alle vostre curiosita’. Essi si riferiscono al semestre che va da Agosto 2010 a Gennaio 2011. I teatri presi in esami sono quelli di Afghanistan e Iraq.

Afghanistan
Aug 2010-Jan 2011

Iraq
Aug 2010-Jan 2011

A titolo di paragone, nel 2006 in Iraq avvenivano una media di 3500 attacchi mensili.

KIA: Killed In Action (ucciso in azione)
WIA: Wounded In Action (ferito in azione)

Tratto da Neutralizing the Network to Defeat IEDs, di Robert K. Ackerman. Articolo apparso sul numero di aprile 2011 di Signal.


Tiger tedeschi pronti per l’Afghanistan

Da Defense Technology International di Giugno 2011


La “Bestia di Kandahar” usata nel blitz contro bin Laden?

Cosi’ riporta Flight Global:

The National Journal’s Marc Ambinder got the scoop about 1am this morning, when he tweeted: “US Joint Special Operations Command SMU — from DEVGRU (Navy SEALs), did the shooting. RQ-170 drone overhead. JSOC spotters on ground.”

In confirmed, this would be the first operation directly linked to the secretive RQ-170. Although the USAF has acknowledged its existence, it has never released an official photo. The UAS has been glimpsed only through a series of photos released by spotters around the US airfield at Kandahar, Afghanistan.

SOURCE