Articoli con tag “cold war

The Wild Quartet

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Un bel quartetto: McDonnell F-101B Voodoo, Convair F-106A Delta Dart, Convair F-102 Delta Dagger, mentre al centro e’ visibile un drone Ryan Q-2C e vari sistemi d’arma aria-aria (Genie, Falcon…). Photo USAF/SDASM


Huey 61-0697 – Then and Now

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Photo by  Gerald Lawrance. Scanned by Tony Clarke.

19 Maggio 1962 – Open Day a Wethersfield – Questo HU-1B-BF, matricola 61-0697 (c/n 277) porta i colori della 3a Divisione Corazzata “Spearhead”, come si puo’ evincere dall’emblema divisionale dipinto sul portellone scorrevole sinistro. All’epoca il reparto di volo di questa importante grande unita’ corazzata era la 503rd Aviation Company, attivata nel 1958 a seguito del consolidamento di una dozzina di piccoli reparti di aviazione (sezioni) assegnati alla divisione in oggetto. In quel periodo la 503rd operava a Fliegerhorst Kaserne, nella cittadina di Hanau, a Est di Francoforte (Germania Occidentale). Nel 1963 la 503d Avn. Co. venne elevata a rango di battaglione.

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L’HU-1B mostrato nella foto e’ stato probabilmente uno dei primi Huey consegnati agli “Speadheaders“. Fino ad allora la compagnia 503 era composta principalmente da aerei ed elicotteri leggeri come gli L-19 (O-1) Bird Dog, L-20 (U-6) Beaver, L-23 (U-8) Seminole e H-13 Sioux, anche se in quegli anni stavano arrivando altri aeromobili quali l’elicottero pesante l’H-37 Mojave, i gia’ detti Huey e i caratteristici OV-1 Mohawk del plotone ASTA (Aerial Surveillance & Target Acquisition). Aerei ed elicotteri della 3rd AD operavano in un’area notoriamente calda e in caso di guerra avrebbero avuto il compito di appoggiare i reparti terrestri incaricati di difendere il famigerato Corridoio di Fulda (meglio noto come Fulda Gap) dall’avanzata delle imponenti forze corazzate e meccanizzate del Patto di Varsavia.

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La “Spearhead”, gia’ veterana della Seconda Guerra Mondiale, rimase di stanza in Germania Occidentale dal 1956 fino allo scioglimento avvenuto nel 1992, circa un anno dopo aver preso parte all’Operazione Desert Storm (1991).

Non so per quanto tempo lo Huey 697 rimase con la 3rd AD, ma e’ possibile che negli anni successivi sia stato inviato in Vietnam, sebbene non saprei onestamente dire con quale/i unita’.

Un indizio sul suo probabile impiego nel Sud Est Asiatico si potrebbe spiegare dal seguente fatto: il 0697 e’ sopravvissuto integro sino ai giorni nostri ed e’ attualmente esposto in una pseudo livrea ‘Nam al Lansing Veterans Memorial, sito nella zona nordorientale del Lansing Municipal Airport, a Lansing, un villaggio a circa 34 km a Sud di Chicago (Illinois).

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La foto e’ stata scattata dall’utente Flickr Rick Drew il 25 Gennaio 2013.

Il restauro mi sembra piuttosto approssimativo: il colore non e’ corretto, cosi’ come il font di codici e il nome della forza armata (UNITED STATES ARMY ndr). Nella parte anteriore della carlinga e’ dipinto il soprannome “RICE PADDY DADDY” (gia’ visto su altri elicotteri in Vietnam), ed e’ possibile riconoscere l’emblema della 1st Cavalry Division (Airmobile), cosi’ come tre croci rosse allineate a mo di tacche. Tanto per gradire, in coda, e’ presente pure un asso di picche (Ace of Spades) con una “V” al centro.

E’ interessante notare che dal lato sinistro ha una livrea hi-viz, priva pero’ di scritta ARMY in bianco (come l’esemplare della 3rd AD) e con la coccarda di dimensioni non conformi.

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In attesa di ulteriori scoperte, vi auguro un buon weekend!


20 anni fa gli ultimi soldati Russi lasciavano la Germania

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Quasi 800 caserme ed installazioni disseminate in 276 localita’, 47 aeroporti e campi di aviazione, 116 poligoni e aree addestrative, 338.000 militari, 208.000 familiari ed impiegati civili, 4200 carri, 8200 veicoli corazzati, 3600 pezzi d’artiglieria, 106.000 veicoli di vario di tipo, 690 aerei e 680 elicotteri. Questa era l’impressionante forza schierata nel 1991 dalla Группа советских войск в Германии, ossia le Forze Russe (Western Group of Forces) dislocate nei territori della ex-Germania Orientale. Meno di tre anni dopo, di quell’ imponente dispositivo non c’era rimasta piu’ traccia, salvo per le numerose infrastrutture abbandonate, ovviamente.

Le Russian Ground Forces lasciarono Berlino il 25 Giugno 1994 con una parata d’addio della prestigiosa 6th Guards Motor Rifle Brigade (6-я гвардейская отдельная мотострелковая бригада) cola’ stanziata.

La presenza delle truppe di Mosca termino’ invece in modo definitivo solo fra il 31 Agosto ed il 1 Settembre dello stesso anno, con la partenza degli ultimi convogli ferroviari straripanti di soldati. Si concludeva cosi’ un’occupazione durata quasi  mezzo secolo. Un addio dolceamaro per i militari Russi, carico di malinconia, ma soprattutto di profonda incertezza per il futuro.

Qui di seguito un articolo di Alfredo Venturi tratto dal Corriere della Sera del 31 Agosto 1994:

Gli ultimi soldati russi lasciano Berlino
l’ Armata se ne va addio senza lacrime ai “liberatori” russi

Gli ultimi soldati russi lasciano il suolo tedesco, e anche se l’ espressione e’ da qualche tempo piuttosto logora bisogna dire che l’ evento chiude un pezzo di storia. Il treno che domani lascera’ Berlino, con i 2.200 uomini dell’ ultima brigata, seppellisce definitivamente il dopoguerra. Oggi a Berlino il cancelliere Helmut Kohl riceve il presidente Boris Eltsin: suggelleranno insieme quella che sara’ ricordata come una delle piu’ complesse operazioni militari dei tempi di pace. Ancora nel settembre 1990, quando il trattato “due piu’ quattro” (sottoscritto dalle due Germanie di allora e dalle potenze vincitrici della guerra) precedette di pochi giorni la riunificazione tedesca, 550 mila fra militari e personale civile occupavano 2.500 chilometri quadrati di territorio della moribonda Repubblica Democratica: caserme, basi aeree, terreni da esercitazione.

Un accordo fra Bonn e Mosca fisso’ un calendario di ritiri che avrebbe dovuto concludersi alla fine di quest’ anno: poi la scadenza fu anticipata di quattro mesi. In quattro anni, dunque, le divisioni di elite dell’ Armata Rossa, poi diventata Gruppo occidentale delle forze russe, hanno preso la via di casa. Centinaia di migliaia di soldati, migliaia di aerei, carri armati, missili, pezzi d’ artiglieria e blindati da trasporto hanno lasciato quello che e’ stato per decenni il fronte piu’ caldo del pianeta. Il ripiegamento e’ avvenuto per aria, terra, mare. I costi, a carico del bilancio tedesco, sono imponenti: oltre otto miliardi di marchi per la costruzione in Russia, Ucraina e Bielorussia di alloggi per due milioni di metri quadrati, circa 45 mila abitazioni destinate ad altrettante famiglie di reduci, in pratica una intera citta’ . Poi tre miliardi di crediti senza interesse e un miliardo di contributo alle spese di trasporto. Totale: oltre 12 mila miliardi in lire. Ci sono poi altri costi, di cui le tappe del ritiro hanno gradatamente rivelato l’ enorme dimensione: certo dell’ ordine di svariati miliardi di marchi. Nel suo ripiegamento pacifico, l’ esercito di Eltsin si lascia alle spalle un desolante panorama di terra bruciata.

Negli oltre mille immobili restituiti alla Germania, edifici e terreni, sono necessari e urgenti complessi interventi di risanamento. Le prime ispezioni hanno denunciato da tempo la gravita’ del disastro: suoli fortemente compromessi da ogni genere di inquinanti chimici, falde acquifere avvelenate, ordigni inesplosi, edifici fatiscenti che in molti casi non lasciano alternative all’ abbattimento. Da un lato il demanio tedesco si arricchisce di un patrimonio sterminato, che in qualche caso servira’ per la creazione di infrastrutture, per esempio aeroporti civili o parchi per il tempo libero, dall’ altro le casse federali si caricano di un impegno finanziario altrettanto gigantesco. Parlando all’ agenzia Interfax, il cancelliere ha detto che la fine della presenza militare di Mosca in Germania non cambiera’ nulla nei rapporti fra i due Paesi, all’ insegna ormai dell’ amicizia. Parole rassicuranti anche da Eltsin: Russia e Germania, ha detto, non sono piu’ nemiche e nemmeno avversarie.

E Andrei Kozyrev, il suo ministro degli Esteri: l’ amicizia russo tedesca e’ la precondizione di qualsiasi politica stabilizzante in Europa. Si sottolinea poi un dato concreto: l’ importanza dei grandi mercati orientali, a cominciare dal russo, per l’ apparato produttivo germanico. Ma nessun interesse oggettivo, nessuna affermazione di amicizia possono cancellare le cicatrici della storia: la semisecolare presenza sovietica e’ un’ esperienza che i tedeschi vorrebbero dimenticare in fretta. Proprio il peso dei ricordi ha provocato, le scorse settimane, qualche attrito fra Bonn e Mosca. Il governo federale ha tenuto separate le cerimonie di congedo delle truppe alleate da Berlino e delle forze russe.

I contingenti occidentali e quelli sovietici hanno storie troppo diverse: il soldato Ivan e’ sempre stato percepito come occupante. Inoltre l’ avanzata sovietica fu si’ decisiva per la sconfitta del nazismo, ma fu anche accompagnata da troppe brutalita’ . Non a caso le truppe russe sono sempre vissute nel piu’ ermetico isolamento dalla societa’ tedesca orientale, nonostante tutte le chiacchiere a proposito di internazionalismo proletario. Mosca e’ oggi una capitale amica, ma questo non toglie che Bonn abbia realizzato, con tutti quei miliardi, una vecchia massima popolare: ponti d’ oro al nemico che fugge


[Article] Engaging Attack Helicopters with Tanks

Questo articolo fu pubblicato sul numero di Aprile 1988 di US Army Aviation Digest ed illustra a grandi linee come ingaggiare e colpire elicotteri d’attacco con carri da battaglia. Soviet Style, ovviamente. Una lettura veloce su un argomento poco dibattuto.


[Video] Chi ha paura dell’atomica? Arsenali, deterrenza nucleare e sicurezza umana

Interessante discussione sulla deterrenza nucleare dal 1945 ad oggi tenuta all’Universita’ Normale di Pisa dai Prof. Leopoldi Nuti e Francesco Lenci. Per saltare convenevoli e presentazioni, andate direttamente al minuto 14:00.


Vive la France!

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Da italiano, una cosa che ho sempre invidiato alla Francia e’ l’autarchia in campo militare e aerospaziale. I Francesi in casa si producono tutto (o quasi). Prendiamo il caccia Dassault Rafale: cellula, motori, radar, avionica, armamento interno, armamento di caduta e missili sono made and invented in France. E prima ancora del Rafale, essi mostrarono grandi capacita’ progettando aerei da combattimento avanzati e di successo come il Mirage 2000, il Mirage III, il IV, l’F-1 e altri ancora. Insomma, dal dopoguerra in poi hanno saputo costruirsi una solida e rispettabile industria aerospaziale. Per decenni – mentre la nostra amata Agusta ancora prosperava grazie alle licenze Bell – la Francia era l’unica in Europa a fare seria concorrenza agli USA nel mercato dell’ala rotante. E parlando di trasporti civili, non solo i Francesi realizzarono assieme ai Britannici quella meraviglia dell’aria che risponde al nome di Concorde, ma nel frattempo ebbero anche la grande intuizione di mettere in piedi il consorzio Airbus, salvando cosi’ l’industria europea degli aerei di linea, che negli anni settanta stava cadendo in disgrazia. Stesso discorso per lo spazio: furono ancora una volta i cugini d’oltralpe a muoversi per primi, grazie alla creazione dello Spaziodromo di Kourou (Guyana Francese) nel 1964 e alla costituzione dell’European Space Agency (ESA) undici anni piu’ tardi.

Per quanto riguarda invece la bella immagine in alto, si tratta di una foto promozionale della Dassault scattata nella seconda meta’ degli anni sessanta. Gli aerei ritratti sono: Mirage IV (bombardiere nucleare a medio raggio), Mirage V, Mirage III. Etendard, Super Mystere, Mystere e Ouragan. Una bella famigliola.


Addio agli A-10 in Europa

Dopo i carri, ora tocca ai cacciacarri, anzi, al RE dei cacciacarri 🙂

Lo scorso 17 Maggio gli ultimi quattro A-10C Thunderbolt II dell’81st Fighter Squadron hanno definitivamente lasciato la base aerea di Spangdahlem (Germania) diretti verso la madrepatria.

Nella foto in basso vediamo uno dei quattro Warthog mentre stacca le ruote dalla pista alla volta degli US of A.

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Le operazioni di rimpatrio, incominciate alcuni mesi fa, si concluderanno definitivamente in Giugno, quando l’81st FS verra’ ufficialmente disattivato. L’unita’ era equipaggiata con 21 Thunderbolt II, modello che schierava sin dal 1994.

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La cerimonia di addio.

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Il Lt. Col. Clinton Eichelberger, comandante dell’81st FS, fa il saluto al pubblico e ai superiori, prima di partire da Spangdahlem
(Photo: Stars and Stripes)

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L’ultimo pilota di A-10 a lasciare Spangdahlem e’ il 1st Lt. Matthew Kading. Qui lo vediamo mentre decolla in sella al suo “facocero” 🙂
(Photo: Stars and Stripe4s)

E con la partenza del Lt. Kading si chiude cosi’ un altro capitolo della storia dell’USAFE. Un capitolo durato 35 anni.

Ad esempio, l’aereo del Lt. Col.  Eichelberger (s/n 81-0992) ha operato nel Vecchio Continente sin da quando usci’ di fabbrica nel lontano 1981.

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Ecco come l’81-0992 si presentava sul finire della Guerra Fredda, nel 1990. All’epoca questo esemplare era in dotazione al 92d Tactical Fighter Squadron, unita’ dipendente dall’81st Tactical Fighter Wing, basato a RAF Bentwaters (tailcode WR), nel Suffolk, Regno Unito. Dopo la chiusura del 92d TFS e dell’81st TFW nel 1993, l’aereo fu trasferito (assieme ad altri gemelli) all’81st Fighter Squadron, parte del 52d Fighter Wing di Spangdhalem. (Photo: USAF)

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Lo stesso aereo… 15 anni dopo!

Foto scattata il 20 Novembre 2005  da Wouter Hopman a Florennes, in Belgio

DISLOCAZIONE DEI THUNDERBOLT II IN EUROPA

La storia degli A-10 dell’USAFE inizia nel 1979, quando l’81st Tactical Fighter Wing conclude la conversione al Warthog. Un totale di sei squadron operativi furono equipaggiati con questo modello: tre a RAF Bentwaters (sede dell’81st TFW) e tre nella adiacente RAF Woodbridge. Al suo picco, l’81st TFW schierava 140 Thunderbolt II.

  • 78th TFS (RAF Woodbridge)

    (consegna A-10: 3 Giugno 1979)

  • 91st TFS (Woodbridge)

    (consegna: 24 Agosto 1979)

  • 92d TFS (RAF Bentwaters)

    (consegna: 25 Giugno 1979)

  • 509th TFS (RAF Woodbridge)

    (attivato il 1 Ottobre 1979)

    (consegna: 1 Ottobre 1979)

  • 510th TFS (RAF Bentwaters)

    (attivato il 1 Ottobre 1978)

    (consegna: 1 Ottobre 1979)

  • 511th TFS (RAF Bentwaters)

    (attivato il 1 Gennaio 1980)

    (consegna: 1 Gennaio 1980)

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A partire dal Settembre 1978, l’81st TFW costitui’ inoltre quattro distaccamenti (detachment o Det) di A-10 da dispiegare a rotazione in altrettante basi avanzate in Germania Occidentale:

  • Detachment 1 (Sembach AB)

  • Detachment 2 (Leipheim AB)

  • Detachment 3 (Ahlhorn AB)

  • Detachment 4 (Norvenich AB)

DETPATCHES

Per farvi meglio capire la dislocazione degli A-10 in Europa durante la Guerra Fredda, ho realizzato questa mappa

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Nel Giugno 1988 il 10th Tactical Reconnaissance Wing basato a RAF Alconbury viene convertito in Tactical Fighter Wing. Fra il Giugno e Settembre dello stesso anno gli Squadron 509th (Woodbridge) e 511th (Bentwaters) vengono cosi’ trasferiti ad Alconbury.

A Settembre 1988 nel Regno Unito vi sono dunque tre basi aeree che ospitano il Thunderbolt II, ciascuna con due Squadron.

Ecco la situazione a partire da Settembre 1988

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La conclusione della Guerra Fredda segna la fine dei reparti di A-10 basati nel Regno Unito e dei relativi distaccamenti in Germania. Le prime unita’ soppresse sono il 78th TFS (1 Maggio 1992) e il 91th TFS (14 Agosto 1992), entrambe di stanza a RAF Woodbridge. I Thunderbolt II di queste unita’ vengono rimpatriati e assegnati a vari squadron della Air National Guard.

I preparativi per la chiusura dell’81st TFW a Bentwaters hanno invece inizio nel Dicembre 1992. L’ultimo A-10 lascia la base il 23 Marzo 1993, mentre l’81st TFW viene ufficialmente disattivato il 1 Luglio 1993.

Il 4 Gennaio 1993, il 510th TFS viene trasferito al 52nd Fighter Wing di Spangdahlem (Germania). Il 510th TFS verra’ disattivato il 1 Febbraio 1994, per poi essere nuovamente riattivato il 23 Marzo ad Aviano AB (Italia) e riequipaggiato con caccia F-16C/D.

Il 31 Marzo 1993 tocca anche al 92nd TFS. A differenza del 510th, gli aerei di questo reparto vengono trasferiti negli USA e consegnati a reparti della Air National Guard.

LE PANTERE DI SPANGDAHLEM

Con la partenza degli ultimi F-4 nel Febbraio 1994, l’81st Fighter Squadron di Spanghdahlem viene riequipaggiato con gli A-10A ereditati dallo scioglimento del 510th TFS (vedi sopra). Nella prima meta’ del 2013 aerei ed uomini vengono gradualmente rimpatriati negli Stati Uniti. L’ultimo A-10 lascia Spangdahlem il 17 Maggio 2013. La disattivazione dell’81st FS e’ prevista per Giugno.

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Dal 1994 al 2013 l’81st Fighter Squadron ha preso parte alle seguenti operazioni:

– Operation Deny Flight (Bosnia-Herzegovina e Croazia, 12 April 1993–20 December 1995)
– Operation Southern Watch (Iraq, 26 August 1992 – 19 March 2003)
– Operation Allied Force (Serbia, 24 Marzo-10 Giugno 1999)
– Operation Enduring Freedom (Afghanistan, 7 Ottobre 2001-in corso)
Operation Odyssey Dawn (Libia, 19-31 Marzo 2011)

Ed ora che ne dite di una bella retrospettiva fotografica sui Warthog dell’USAFE

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21 Febbraio 1978
A-10A del 57thFWW con mimetizzazione sperimentale JAWS in visita alla base RAF Bentwaters. Questa base iniziera’ a ricevere gli A-10 l’anno successivo.
Photo courtesy of emdjt42 via Flickr.

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22 Settembre 1981
A-10A durante le esercitazioni Gunsmoke ’81.
(Photo: USAF)

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4 Marzo 1981
Una squadriglia di otto A-10 ripresa durante le manovre Coronet Sail in Germania Occidentale
(photo: USAF)

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28 Luglio 1981
Missili aria-superficie AGM-65 Maverick in attesa di essere caricati su un A-10A. Base aerea di RAF Bentwaters, UK
(photo: USAF)

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22 Aprile 1982
Armieri in tenuta NBC montano bombe a caduta libera da 250 lbs su un A-10 durante le esercitazioni UREX 82 nella base aerea di Sembach, Germania Occidentale.
(photo: USAF)

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1 Giugno 1982
Una coppia di A-10A del 174th Tactical Fighter Wing (Syracuse, NY) sorvolano una non meglio identificata citta’ della Germania Occidentale diretti verso la base di Lechfeld.
(Photo: USAF)

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26 Agosto 1982
Aviere riempie un modulo dopo aver completato la manutenzione durante le Reforger-Crested Cap I.
(Photo: USAF)

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17 Luglio 1982
Una coppia di A-10A dell’81st TFW di RAF Bentwaters si esercitano armati ciascuno di quattro AGM-65 Maverick e cannone GAU-8/A. Ognuno di essi porta anche un pod ECM tipo AN/ALQ-119

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25 Maggio 1983
Primo piano del muso di un A-10A ricoverato dentro un hangar della base aerea di Ahlhorn, Germania Occidentale.
(Photo: USAF)

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25 Maggio 1983
Caricamento delle munizioni da 30mm nel piu’ che capiente ammo drum
(Photo: USAF)

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15 Giugno 1983
Un ALO (Air Liasion Officer) osserva un A-10 durante una stretta virata a bassa quota. Location sconosciuta.
(Photo: USAF)

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15 Settembre 1983
Un A-10 del 917th TFG (Air Force Reserve) viene rifornito in volo da un KC-10. Location sconosciuta.
(Photo: USAF)

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25 Marzo 1984
Un A-10 decolla da una autobahn nei pressi di Ahlhorn AB in Germania Occidentale
(Photo: USAF)

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28 Marzo 1984
La Staff Sergeant Dana Martin dell’81st TFW fa il pieno ad un A-10 durante esercitazioni da basi decentrate e autobahn.
(Photo: USAF)

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28 Marzo 1984
Ancora operazioni di volo da autobahn
(Photo: USAF)

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18 Giugno 1984
Un A-10 in attesa di partire per una esercitazione. Nörvenich Air Base, Germania Occidentale.
(Photo: USAF)

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Membri dell’81st EMS (Equipment Maintenance Squadron) ispezionano un A-10 alla base di RAF Bentwaters
(Photo: USAF)

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1986
A-10 del 78th TFS decolla dalla base di RAF Woodbridge durante le REFORGER 86
(Photo: USAF)

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1986
Terzetto di A-10 in formazioni durante le manovre Certain Sentinel, una fase delle REFORGER 86
(Photo: USAF)

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1986
A-10 fa fuoco con il potente GAU-8/A durante le TEAM SPIRIT 86 (Sud Corea)
(Photo: USAF)

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1986
Squadriglia di A-10 in attesa di decollare da una pista della base aerea di Sembach, Germania Occidentale durante le REFORGER 86
(Photo: USAF)

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1986
A-10 sorvola un semovente M109 del British Army nel corso delle manovre BUSY BREWER 86, organizzate dal SAC
(Photo: USAF)

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28 Aprile 1989
Porzione della base aerea di RAF Bentwaters, sede permanente degli A-10 dell’81st TFW durante la Guerra Fredda. L’81st inviava a rotazione distaccamenti di Thunderbolt II in basi nella Germania Occidentale.
(Photo: USAF)

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Questa invece e’ la base di RAF Woolbridge. Sempre Aprile 1989.

Alla fine degli anni ’80 l’USAF converte parte della flotta di Thunderbolt II in aerei da osservazione avanzata (FAC). Queste macchine, equipaggiate con lanciarazzi da 2,75″, ricevono la designazione OA-10A. L’aviazione USA, da sempre scettica e prevenuta verso questo velivolo, medita di sbarazzarsene il prima possibile. (Photo: USAF)

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Nel 1990-91 gli A-10 vengono rischierati nel Golfo per prendere parte alle Operazioni Desert Shield e Desert Storm. Al suo primo impiego operativo, il Thunderbolt II sorprende l’USAF, dimostrandosi una macchina estremamente potente, robusta, affidabile ed efficiente. Durante la Seconda Guerra del Golfo gli A-10 distruggono 900 carri armati, 1200 pezzi d’artiglieria, 2000 altri veicoli e 2 elicotteri. La flotta raggiunge un MCR (Mission Capable Rate) del 95.7%. Quattro esemplari vengono abbattuti da missili Superficie-Aria. Nella foto di destra, un A-10 di ritorno dal Golfo sfoggia le tacche di guerra.

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9 Dicembre 1994
L’A-10 era uno dei modelli di aerei coinvolti nell’Operazione Deny Flight (1993-1995) per impedire il sorvolo della Bosnia ai velivoli militari. Questo esemplare, fotografato alla base di Aviano (Italia), apparteneva al 110th Fighter Group della Air National Guard (Michigan). (Photo: USAF)

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22 Aprile 1999
Un A-10 dell’81st FS di Spangdhalem (Germania) fotografato durante l’operazione Allied Force in Kossovo. E’ armato con due AGM-65, due lanciarazzi a 7 colpi da 2,75″, due Sidewinder e bombe a caduta libera da 250 libbre.  (Photo: USAF)

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17 Febbraio 2000
Un A-10 dell’81st FS con carico bellico completo in volo sopra la Germania Centrale
(Photo: USAF)

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22 Ottobre 2009
Campia-Turzii, Romania – A-10 dell’81st FS ripreso al tramonto nel corso delle Esercitazioni Dacian Thunder
(Photo: USAF)

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22 Ottobre 2009
Ancora un A-10 durante le Dacian Thunder in Romania.
(Photo: USAF)

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14 Febbraio 2013
Aviere controlla il livello dell’olio di una delle turboventole TF34 presso la base di Monte Real, in Portogallo, nel corso delle esercitazioni REAL THAW
(Photo: USAF)

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15 Febbraio 2013
Aviere pulisce la volata del GAU-8/A di un A-10 a Monte Real, Portogallo.
(Photo: USAF)

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15 Febbraio 2013
L’Aircraft Maintenance Unit dell’81st FS posa a Monte Real, Portogal di fronte ad un A-10C. Notare il pod SNIPER sotto la semiala destra
(Photo: USAF)