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[VIDEO] 007 e il primo Huey italiano

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Durante le riprese di On her Majesty’s Secret Service (1969), sesto capitolo della saga di James Bond, la produzione si servi’ di svariati elicotteri. Le sequenze aeree piu’ emozionanti sono senza ombra di dubbio quelle dell’attacco al rifugio di Blomfeld (Telly Savalas) a cui parteciparono tre Agusta-Bell 204B. I primi due, matricole HB-XCG e HB-XCQ, appartenevano ad una societa’ Svizzera, la famosa Heliswiss, mentre il terzo, l’LN-ORZ, era norvegese. Un dettaglio che pochi conoscono riguarda l’HB-XCG. Questo esemplare, acquistato dalla Heliswiss nel 1967, era in origine immatricolato I-AGUG. Per chi non lo sapesse, l’I-AGUG fu in assoluto il primo Huey a volare in Italia! Il 10 Maggio 1961, presso la sede delle Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta di Cascina Costa (VA), il collaudatore Ottorino Lancia iniziava infatti i primi voli di collaudo con questo modello di elicottero. La lunga saga degli Huey italiani inizio’ proprio con l’I-AGUG. Dal 1961 al 1973 l’Agusta costrui’ 243 AB204 sia per il mercato nazionale, che per l’export. A questi segurono centinaia di AB 205, AB 212 e AB 412.

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L’I-AGUG ripreso a Farnborough il 10 Settembre 1966, quando era ancora di proprieta’ italiana


[Video] Leviathan – teaser

 


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RIP Robin Williams (1951-2014)

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Ebbene, l’improvvisa scomparsa dell’attore Robin Williams mi ha lasciato un certo senso di tristezza. Avendolo seguito sin dai primissimi anni di vita nella serie TV “Mork&Mindy“, con Williams se ne va un pezzo della mia infanzia. Tante le pellicole in cui ho avuto modo di apprezzare grazie anche alle sue interpretazioni: “Good Will Hunting“, “Good Morning Vietnam“, “L’Attimo Fuggente“, “Cadillac Man“, “Risvegli“, “Alladin“, “La Leggenda del Re Pescatore“, “Mrs. Doubtfire“, “Piume di Struzzo“, “One Hour Photo“, “L’Uomo Bicentenario” e “Boulevard” (che ho visto recentemente in una proiezione in anteprima). Ora che ci penso, anche nei film piu’ scrausi e strampalati (non pochi ad essere onesti) riusciva a mettermi di buon umore o a colpirmi per la sua prorompenza ed espressivita’. Nella foto: Williams nei panni dell’aviere e DJ Adrian Cronauer in “Good Morning Vietnam” (1987), il film che lo lancio’ nel firmamento dei big di Hollywood.

PS: lo so che adesso su siti, blog e social network vi stracceranno la minchia con citazioni da “L’Attimo Fuggente”. Io, in modo piu’ bifolco, rispondo con:



[ English ]

So long Robin


RIP Mickey Rooney (WAS: The Bridges at Toko-Ri)

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In memoria del piccolo, grande Mickey Rooney, scomparso il 6 Aprile scorso a 93 anni, di cui ben 91 (!) passati sotto i riflettori. L’inarrestabile Rooney ne I Ponti di Toko-Ri interpretava Mike Forney, un goliardico e casinaro pilota di elicotteri SAR Sikorsky HO3S-1 (S-51) della U.S. Navy. Proprio la settimana scorsa mi stavo riguardando il suddetto film in DVD, chiedendomi che fine avesse fatto questo attore e comico americano, diventato popolare durante la Golden Age di Hollywood. Beh, ho scoperto con mio grande stupore che ha continuato a lavorare nel cinema sino a pochi mesi fa. Un vero stakanovista.

So long, Mickey.

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Una locandina tedesca, con  William Holden e Mickey Rooney mentre si allontanano dall’S-51 danneggiato dal fuoco dei Nordcoreani

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Double M1, Like a Boss!


Air America – scatti e musiche dal set

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THE FEW, THE PROUD, THE TOTALLY INSANE

Turbo Porter, C-123 Provider, C-46, S-58T, Huey, Bird Dog, HS.748 sono gli aeromobili che in questo film la fanno da padrone. Per gli appassionati di aviazione, stanchi dei soliti aerei da combattimento, Air America (1990) rappresenta un interessante diversivo, anche per via del soggetto, unico nel panorama dei film bellici ambientati durante il lungo conflitto del Sud Est Asiatico. Certo, non la possiamo definire una pellicola di pregio, ma le sequenze aeree, i panorami mozzafiato e la strepitosa colonna sonora (Aerosmith, Fontella Bass, Steely Dan, The Seeds etc) rendono il tutto piuttosto godibile. Almeno se siete dei bocca buona come il sottoscritto 🙂

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I piloti di Air America: da sx:

Gene Ryack (Mel Gibson); Saunders (David Bowe); O.V. (Marshall Bell); Neely (Art La Fleur); Babo (Tim Thomerson); Billy Covington (Robert Downey Jr.) e Pirelli (Ned Eisenberg). Sullo sfondo possiamo notare un Fairchild C-123 Provider.

welclaosLadies and Gentlemen… welcome to Laos!

au23ad3Fairchild AU-23A Peacemaker. Basato sul Turbo Porter, l’AU-23 nacque in origine come aerocannoniera light nell’ambito del programma USAF Credible Chase (1971). L’armamento si componeva di un cannone gatling M197 da 20mm installato nel portellone e di vari armamenti di caduta montati su 4 punti di attacco subalari (bombe, lanciarazzi, napalm). Venti di queste macchine finirono alle Reali Forze Aeree Thailandesi.

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Atterrare di panza comporta qualche rischio, specialemente se nelle vicinanze pascolano bufali

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C-123K durante la scena girata alla immaginaria pista d’atterraggio abbandonata giapponese conosciuta come Tango 7. Questo specifico Provider fu in origine in servizio nell’US Air Force come C-123B matricola 54-0671. Radiato dall’aeronautica USA, nella seconda meta’ degli anni ’60 servi’ nell’Air America con base a Vientiane (Laos), e in seguito anche nella Reale Aeronautica Laotiana (RLAF) e nella Reale Aeronautica Thailandese (RTAF), che lo impiego’ fino agli anni ottanta. Beh, come potete vedere ha concluso la carriera con il botto 🙂

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Mel Gibson ripreso dentro l’abitacolo di un C-123.

La produzione noleggio’ un totale di 26 aeromobili dalla Reale Aeronautica Militare Thailandese. Alcuni stunt pilot si rifiutarono di volare nelle scene piu’ ardite e pericolose, cosi’ dovettero reclutare alcuni piloti over 60 reduci del Vietnam.

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Di nuovo MG, questa volta accanto ad un Turbo Porter.

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Sulle attivita’ di volo svolte durante le riprese di Air America ci si potrebbe quasi scrivere un libro. Ad esempio la storia dietro al “Corrosion City”, un particolare Turbo Porter ottenuto da rottami! Se volete saperne di piu’, cliccate sul seguente link:

http://airportjournals.com/tom-danaher-not-an-average-pilot/

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Gene Ryack e Billy Covington e l’onnipresente C-123. Le riprese di Air America durarono dall’Ottobre 1989 al Febbraio 1990.

Le location interessate furono ben 49, tutte ubicate fra Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti.

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“Se non si può ridere della guerra, a che serve combattere!” 

Lavorare con Mel Gibson fu una delle due ragioni che portarono RDJ ad accettare il copione di Air America. L’altra fu il lauto compenso.

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“Excuse me, is that an uzi?”

lzhot4Una LZ bollente

58574Nel 1968 uno Huey dell’Air America fu protagonista di uno degli abbattimenti aerei piu’ bizzarri della storia. Vi dice niente Lima 85?

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“Testa o Croce?”

Questa e’ la scena in cui i due protagonisti vengono abbattuti a bordo di uno Huey e finiscono per effettuare un hard landing sopra la foresta del Laos infestata dai guerriglieri comunisti.

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“Run Through the Jungle”
Huey fra le montagne del Laos (Thailandia per la verita’)

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Cheeeeese!

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“Pushing too hard”

Il regista Robert Spottiswoode istruisce la troupe durante le prime riprese a Los Angeles. Notare il Bell 47 della stazione radio KLCA pilotato da Billy Covington (Downey Jr.)

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Bell 47J Ranger in volo sopra Los Angeles.

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Hollywood, dove i sogni diventano realta’.

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Il traffico losangelino nell’ora di punta

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Trucks of my Tears

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Billy Covington, prima di finire a trasportare capre e oppio nel Laos, lavorava come pilota di elicotteri per una nota emittente radiofonica di Los Angeles. Ed era un gran cazzone 🙂

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“Gimme Shelter”
Il protagonista imbarca controvoglia rifugiati laotiani durante una delle scene finali.

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“Noi non ci troviamo qui, quindi questo non e’ mai successo”
Altro aereo andato in fumo.

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Una vera rarita’: un aereo di linea regionale Hawker Siddeley HS.748. Questo esemplare porta la livrea della Royal Air Lao, compagnia aerea laotiana attiva dal 1962 al 1976. In realta’ la RAL non ha mai avuto in dotazione questo velivolo. L’esemplare che vedete era infatti thailandese. In Thailandia l’HS.748 e’ stato in servizio presso le compagnie  Bangkok Airways e Thai Airways Company, cosi’ come nella Royal Thai Air Force.

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Il Senatore Fregacazzi scende dalla scaletta dell’HS.748

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Il Corrosion City fu assemblato proprio per girare questa scena.

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L’arrivo di Billy Covington a bordo di un C-47

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Bird Dogs!

“Do It Again”

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Dentro un Bell 206

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“Rescue Me”
Giro panoramico legato ad una corda alla panza di un Bell 206.

Questa scena fu girata da RDJ senza ausilio di controfigure.

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condomhorsesDi chi e’ questo?
(citazione dotta)

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L’arrivo a terra del povero Billy Covington. Sullo sfondo: Bell 206, C-47, Hughes TH-55 e Huey.

th55TH-55 e Bird dogs.

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Monaco “benedice” il Turbo Porter di Ryack

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Attore dal solido background teatrale, Ken Jenkins e’ uno dei caratteristi statunitensi piu’ apprezzati e versatili degli ultimi decenni. Sebbene lavori nel settore cinematografico e televisivo sin dal 1974, il buon Jenkins ha raggiunto la fama solo negli anni 2000 grazie alla popolare (e da me molto amata) serie tv Scrubs, dove per nove stagioni ha vestito magistralmente i panni del cinico e reazionario Dr. Kelso. In Air America interpreta invece Donald Lemond, un ex Maggiore dell’US Air Force passato alle operazioni aeree della CIA nel Laos.

fregacazzi3Il senatore Fregacazzi con Lemond. Sullo sfondo un UH-1H laotiano

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Coppia di UH-1 della Reale Aeronautica Laotiana. Il primo monta un deviatore di scarico per la turbina conosciuto anche come toilet bowl. Questo accessorio fu introdotto nei primi anni settanta con l’apparizione dei Manpads tipo Strela.


Alex Tavoularis e Apocalypse Now

Sul sito di Cinémathèque française ho scovato un paio di tavole realizzate per la produzione di Apocalypse Now dal leggendario Alex Tavoularis, art director, draftsman e illustratore francese. Tavoularis nel corso della sua lunga carriera ha lavorato per diversi celebri registi, ma e’ con Francis Ford Coppola che stringe il miglior sodalizio. Nelle due seguenti immagini vediamo le tavole originali dello Huey trasporto truppe (slick) e la Patrol Boat River (PBR), mezzi che grazie anche all’opera di Coppola, sono entrati a far parte dell’immaginario cinematografico.

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Le forze armate della Repubblica delle Filippine collaborarono volontieri prestando alla produzione aerei, elicotteri, corazzati e altri veicoli militari. L’uso degli elicotteri da parte della produzione era strettamente subordinato alle necessita’ operative delle locali forze aeree, perennemente impegnate a contrastare i ribelli del Fronte Nazionale di Liberazione Moro nelle zone piu’ calde del paese (come Mindanao). In poche parole i “frullatori” non erano sempre disponibili, o lo erano per brevi periodi, dopo di che dovevano essere prontamente riconsegnati ai militari filippini per le reali operazioni di controinsurrezione! Insomma, una guerra dentro la guerra!

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“Mai abbandonare la barca del cazzo”

La piccola PBR sarebbe probabilmente rimasta nel dimenticatoio, se Coppola non avesse deciso di utilizzarla nel suo film, consegnandola di fatto alla leggenda. Queste imbarcazioni in vetroresina propulse da waterjets e armate di mitragliatrici e lanciagranate, rappresentavano la colonna portante delle forze della Brown Water Navy impiegate nel pattugliamento di fiumi e canali del Delta del Mekong.

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Questa e’ invece una mia vecchia tavola a colori 🙂

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Alcuni sketch del famoserrimo attacco al villaggio.
© Alex Tavoularis, Tom Wright

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Lt. Col. Bill Kilgore (Robert Duvall)
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[VIDEO] Smokey and the Loach (feat. Dustin Hoffman)

Quando “Outbreak” incontra “Smokey and the Bandit“!

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Ho realizzato questo montaggio dopo aver rivisto “Outbreak” (Virus Letale) e “Smokey and the Bandit” (Il Bandito e la Madama) uno dietro l’altro. Mentre osservavo le ottime sequenze aeree che vedono protagonista il piccolo MD500 (aka Loach), pensavo che non sarebbe stata una cattiva idea montarle seguendo il plot scanzonato di “Smokey and the Bandit“. Solo che qui i protagonisti sono frullatori! Ovviamente la musica di sottofondo non poteva che essere “East Bound and Down” di Jerry Reed, che e’ poi il tema di “S&TB”.

East bound and down, loaded up and truckin’,
We’re gonna do what they say can’t be done.
We’ve got a long way to go and a short time to get there.
I’m east bound, just watch ol’ “Bandit” run.

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E ricordate: al Loach non la si fa!

see ya!


The Duke and the Hueys

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John “the Duke” Wayne immortalato durante le riprese del film Green Berets (1968). Vi diro’, a me Il Duca non dispiace, ma questo film e’ davvero un pezzo di propaganda e retorica della peggior specie. Almeno fosse propaganda alla John Milius. Macche’. Pensate che quando fu proiettato ai soldati americani in Vietnam, fu accolto da risa e schiamazzi. In effetti, l’unico motivo per cui lo guardo e’ l’hardware militare: tutti quegli Huey, M151 e Armalite nuovi di trinca sono bellissimi! Oh, si, dimenticavo la “ballata” del SSgt Barry Sadler.


Il Sorpasso (finale alternativo)

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Come dimenticare il capolavoro “Il Sorpasso” di Dino Risi?  Se ben ricordate, nel finale assistavamo ad un duello a colpi di rischiosi sorpassi fra una Lancia Aurelia B24 Spider e una FIAT 2300S Coupe.

In questa foto promozionale della Fabbrica Italiana Automobili Torino abbiamo invece uno sfavillante G.91 e una molto meno eccitante FIAT 1800 (vettura che faceva comunque parte della stessa famiglia della 2300S).

Chi avra’ tagliato per primo il traguardo? E chi sara’ la sciura sul sedile posteriore? Ma sopratutto: come cazzo siamo potuti passare dal produrre due splendide auto come la B24 e la 2300S, a costruire barocchismi come la Thesis e rimarchiare algide berlinone Chrysler?

(ci sarebbero da fare anche due o tre appunti sul cinema, ma mi astengo per carita’ di patria)


Il soldato Stone

Oliver Stone e’ uno dei miei cineasti e troll preferiti, non lo nascondo. Tutte le volte che ne spara una delle sue, non posso fare a meno di andare a leggere i commenti nei siti dei bastioni dell’informazione repubblicana e liberal 😀 E non vengo MAI disatteso. Le cazzate si sprecano da ambo le parti, anche se i conservatori sono quelli (ovviamente) che danno maggiori soddisfazioni, hehe.

Anyhoo, ho scoperto con enorme ritardo che il regista di Platoon, Wall Street e JFK (nonche’ sceneggiatore di film cazzuti come Scarface e Midnight Express) ha pubblicato sul proprio sito una serie di foto scattate da lui stesso durante il suo Tour of Duty in Vietnam, dove Stone servi’ in due grandi unita’ particolarmente attive come la 25th Infantry Division e la 1st Cavalry Division (Airmobile).

Ecco una foto di Mr. Stone (allora 22enne) quando militava nella Cavalleria dell’Aria (fra Quang Tri e An Khe). Era il 1968, anno dell’Offensiva del Tet e del picco delle truppe USA stanziate nel Sud Est Asiatico (540 mila!).

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Era un discreto figo bisogna riconoscerlo, piu’ macho e tenebroso del suo alter ego Chris Taylor (Charlie Sheen) in Platoon 🙂

E poi diciamolo, OG107  e jungle boots fanno sempre la loro porca figura!

m151stoneCommilitoni di Stone del 1st Cav a bordo di M151 armate di mitragliatrici M60. Foto di Oliver Stone.

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La Vietnam Gallery di Stone la trovate al seguente URL

http://www.oliverstone.com/vietnam-photos

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Disclaimer: siccome non esistono libri o monografie specifiche sull’esperienza di Stone in Vietnam, sono stato stato costretto a reperire le (poche) informazioni disponibili attraverso la consultazione di una marea di fonti (interviste, articoli, riviste, ecc), quindi ci potrebbero essere alcuni dettagli non accurati al 100%.

1965-1966 – a civvie in ‘Nam

Prima di entrare nell’Esercito, William Oliver Stone fu per breve tempo uno studente iscritto al college di Yale.

Deluso dall’ambiente universitario e quindi scarsamente motivato, Stone molla gli studi dopo pochi mesi. Per un certo periodo medita addirittura di diventare mercenario, ma alla fine decide di partire per il Vietnam del Sud, dove per un anno e mezzo circa lavora come insegnante di inglese in una scuola privata cattolica di Cholon, il quartiere cinese della capitale Saigon.

“At that point, it was still a great adventure. I remember seeing Teddy Kennedy on the streets of Thu-dau-mo. Hey, we were going to win. We were the good guys. To see the First Infantry in all its full flash arriving in Saigon was tremendous thrill. The Marines were already there. Guys were walking around with guns. There were shoot-outs in the street. It was like Dodge City. There was no curfew in those days. Hookers were everywere. Bars were everywhere. I was nineteen years old.” – Oliver Stone (Playboy, 1988)

Nota: la 1st Infantry Division arrivo’ in Vietnam nel Luglio 1965, tanto per contestualizzare il periodo.

Aprile 1967 – the Army Days

 “Jack London, I loved him. Hemingway, Joseph Conrad, Lord Jim” (about a young man who commits an act of cowardice) all contributed to his enlisting in the Army. “Would I be a coward?” “I was alone. Rejected. So I decided, if I go out there as an infantry soldier, it’ll sort things out for me. I was suicidal. This was a way to take it out of my hands and not make a choice.” – Oliver Stone

– Terminata l’esperienza come insegnante e in piena crisi esistenziale, Stone entra nell’U.S. Army, dove fa domanda per entrare in fanteria. Il padre Louis, ex colonnello e stimato agente di Wall Street, tenta invano di farlo trasferire a incarichi di seconda linea. 

– Dopo aver rifiutato la proposta di diventare ufficiale passando per la Officer Candidate School (scuola Allievi Ufficiali), Stone viene spedito a Fort Jackson, South Carolina, dove effettua l’addestramento basico e avanzato di fanteria. Nella piastrina di riconoscimento (dog tag) ha incisa la matricola US52758282

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“All these generals were saying, “It’s almost over” and all that shit. So I went the fastest way. I insisted on Infantry and I insisted they send me to Vietnam. Not Korea or Germany, but Vietnam”

– Stone arriva in Vietnam e immediatamente viene assegnato al 2° Plotone della Compagnia Bravo, 3° Battaglione, 22° Fanteria, III Brigata, 25a Divisione di Fanteria (Tropic Lightning), che allora stazionava nelle vicinanze del confine cambogiano.

La 25a era soprannominata Cu-Chi National Guard, poiche’ fu l’unica divisione americana che opero’ nella medesima area per tutta la durata della guerra. Cu Chi era una vasta rete di gallerie sotterranee a sud del famigerato “Triangolo di Ferro”, una immensa (310 km2) roccaforte Vietcong situata a Nord Ovest di Saigon. Uno dei luoghi piu’ pericolosi e ad elevata attivita’ nemica di tutto il Vietnam.

– All’epoca Stone era conosciuto con il nome di Bill (considerava “Oliver” troppo effemminato) 🙂

– Passa da Soldato (Private o PVT) a Soldato di Prima Classe (Private First Class o PFC). Il Pay Grade di un PFC e’ E-3 (laddove Recruit e’ E-1 e Private E-2)

–  Viene ferito al collo dal fuoco nemico e per questo riceve la sua prima Purple Heart.

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Gennaio 1968

– Prende parte alla battaglia per la base di fuoco (FSB) Burt, situata vicino Soui Cut, a due passi dal territorio cambogiano. Completata a dicembre, la FSB Burt e’ fornita di una batteria di obici pesanti ed e’ difesa da circa 700 uomini.

La mattina del 1 Gennaio Burt viene assaltata da 2000 guerriglieri Vietcong. Inizialmente sopraffatti, gli uomini del III Battaglione riescono ad avere la meglio grazie sopratutto all’intervento dell’artiglieria e del  supporto aereo (si veda a questo proposito la parte finale del film Platoon).

– In basso un’immagine della FSB Burt dopo la battaglia (2 Gen 1968) –

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15 Gennaio 1968

– Durante un pattugliamento nei pressi di un complesso di bunker nemici, Stone viene ferito una seconda volta, questa volta da una carica esplosiva fatta accidentalmente saltare da un suo commilitone. (in basso il certificato della Purple Heart, First Oak Leaf Cluster).

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 – Essendo stato ferito per la seconda volta, Stone viene temporaneamente esonerato dal servizio di prima linea e trasferito nella vicina Saigon in un battaglione di Polizia Militare (MP). Qui si occupa di guardia alle installazioni, controllo del traffico logistico e altre attivita’ legate alla sicurezza delle retrovie.

– Il padre tenta nuovamente di riportarlo a casa o quantomeno prova ad allontanarlo dalla prima linea. A questo proposito mobilita alcuni amici altolocati che propongono al figlio di entrare nella CIA (non si sa con quale mansione). Anche in questo caso il tentativo va a vuoto.

Aprile 1968

– Stone si stufa presto di giocare al novello REMF (Rear Echelon MotherFucker, nomignolo affibbiato ai soldati delle retrovie) e di li a poco viene trasferito nella Company E, 52nd Infantry (LRP), ovvero l’unita Long Range Patrol (Ranger) del 1st Cavalry. Li incontra il Sergente Juan Angel Elias, un White Mountain Apache a cui poi Stone si ispirera’ per il personaggio di Elias (Willem Dafoe) in Platoon).

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– Viene promosso a Specialista di Quarta Classe (Specialist 4 o SP4), Pay Grade E-4.

– Il 21 Agosto 1968, durante un’imboscata, assalta un bunker nordvietnamita e con rimarchevole precisione elimina con una granata una postazione di mitragliatrici in una buca. L’azione di Stone permette alla sua unita’ di riorganizzarsi nell’attesa dei rinforzi.

“My baseball arm came through, I got the grenade in the hole my first time. If i’d missed, the fucking thing would have rolled into my own men”- Oliver Stone

– Riceve una medaglia di bronzo per atti di eroismo (Bronze Star Medal with V device). In basso il certificato della Bronze Star Medal:

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– Dopo una acceso confronto con un anziano Sergente della sussistenza, viene accusato di insubordinazione (art. 15) e costretto a trasferirsi in un’altra unita’. Quale fosse non mi e’ ancora del tutto chiaro. Ad esempio sul libro “Oliver Stone: Interviews” (2001, University Press of Mississippi) Stone dichiara:

I got this horrible grease-bag lifer sergeant, one of these guys who were raking off the beer concession. He had a waxed mustache; I’ll never forget that. He didn’t like my attitude, and I told him to go fuck himself. Laughs So they sent me across the road to a regular combat unit, which was the First or the Ninth Armored Cav, or whatever the fuck they called it. Basically, it was infantry.

Solo che non ho trovato nulla in merito al 1st o 9th Armored Cavalry.

Novembre 1968

– Dopo 18 mesi Stone conclude il servizio nell’US Army a Fort Lewis (Washington), dove ottiene il congedo.

Nei 15 mesi passati in Vietnam, Stone si guadagno’ una Bronze Star with Combat V (medaglia di bronzo per atti di eroismo), una Air Medal per aver partecipato a 25 Combat Assault ed una Purple Heart with Oak Leaf Cluster, per essere stato ferito due volte in combattimento.

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Dal set di Platoon: da sx: Charlie Sheen (Chris Taylor), Tom Berenger (Sergente Barnes), Willem Dafoe (Sergente Elias), Francesco Quinn (Rhah) e Kevin Dillon (Bunny)

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A sx: Juan Angel Elias, il vero Sergente Elias della Company E, 52nd Infantry (LRP). Egli fu ucciso in azione 29 Maggio 1968. A dx: Willem Dafoe nei panni del Sgt. Elias in Platoon

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Charlie Sheen e Kevin Dillon

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Pochi lo ricordano, ma lo stesso Oliver Stone fece una brevissima comparsata in Platoon nei panni di un ufficiale (non molto fortunato a dire il vero)

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Mentre ne Nato il Quattro Luglio, appariva nella tv del salotto della Famiglia Kovic nel ruolo di un inviato di guerra in Vietnam

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Dafoe, Sheen e Berenger sul set di Platoon

E concludo con il video White Rabbit realizzato appositamente per il lancio del film Platoon

See ya!


Me So Horny


Where Eagles Dare


AL come Alabama high test


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Red Tails… prossimamente nei migliori cinema!

just gimme some down home Dixie fried homegrown!

 


My Lai Four – il Trailer e le foto

Il trailer di My Lai Four, recentissimo film di produzione italiana sul famigerato massacro compiuto nel 1968 dal plotone del Lt. Calley in quel di My Lai, un piccolo villaggio rurale della provincia di Quang Ngai,  nel Vietnam del Sud. Quel 16 Marzo Calley ed i suoi uomini trucidarono fra i 350 e i 500 civili sudvietnamiti, in gran parte vecchi, donne e bambini (quante volte abbiamo letto o sentito quest’ultima sentenza?).

My Lai Four tratta anche del comportamento eroico di Hugh Thompson Jr., Glenn Andreotta e Lawrence Colburn, l’equipaggio dell’OH-23 da ricognizione che in mezzo a quella mattanza riusci’ in extremis a trarre in salvo una dozzina di sudvietnamiti e che per fare cio’ arrivo’ a puntare le armi contro gli stessi commilitoni.

Il lungometraggio, diretto da Paolo Bertola e prodotto da Gianni Paulucci, e’ basato liberamente sul libro  “My Lai 4: A Report on the Massacre and Its Aftermath” di Seymour Hersh, giornalista investigativo statunitense che nel 1970 vinse un Pulitzer proprio grazie ai suoi report giornalistici sull’eccidio di My Lai.

Saro’ anche affetto da pregiudizi, ma ogni volta che l’Italia realizza un film a tema bellico/militaresco un  brivido mi sale su per la schiena. Capita anche a voi?

Sensazioni personali a parte, faccio i miei auguri alla produzione e i complimenti per la scelta del soggetto.

Info @ www.diamondsinternationalfilm.com/index.php

Immagini dal film


Andate e predicate il mio Vangelo


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UN POPOLO
LA TERRA
E LA PROMESSA!


Spie Come Noi (Spies Like Us)

Questa e’ mia sorella, potete farvela

[YOUTUBE=http://www.youtube.com/watch?v=GtFJeLuIsOs]


Where is that Joe Buck?


[Video] Monkey Mind

Gli intermezzi muzak con il Caro Leader rinfrancano lo spirito! La cattiveria e l’aridita’ del mondo che ci circonda contrapposte alla bonarieta’ della Nostra Amata Guida. Come si fa a non intenerirsi dinanzi a una personcina cosi’ a modo?


Guerre e Risorse


Amelia

Ho scoperto (un po’ in ritardo invero) che la Fox ha prodotto un film dedicato ad Amelia Earhart (1897, Kansas), la famosa aviatrice statunitense scomparsa misteriosamente sopra il Pacifico mentre tentava di compiere il giro del mondo a bordo di un bimotore Lockheed L-10 Electra. A interpretare la parte di Amelia sara’ Hilary Swank (Dio la benedica!). Ecco a voi il (bel) poster.

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…e il trailer ufficiale in HD:

Il film debuttera’ nelle sale americane il 24 ottobre, mentre da noi e’ previsto per l’antivigilia di Natale (ossia il 23 dicembre!).

Sperem!

Il sito ufficiale: http://www.foxsearchlight.com/amelia/


City of Crime

Ve la ricordate la commedia poliziesca intitolata “La Retata” (Dragnet)? Bene, questo che vedete e’ il video musicale di “City of Crime”, il brano usato nei titoli di coda.

Enforce the law!

(Voglio i gambali dei pagani!)


Apocalypse Now – serie poster rari

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E infine il poster italiano della mitica Titanus

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Notare in basso, con il fucile a pompa, il tenente Colby (Scott Glenn), circondato dai “figli” di Kurtz. In alto invece abbiamo lo sciroccatissimo fotoreporter Dennis Hopper.


Il peggior film di guerra mai realizzato

Un amico, di ritorno dalla Cina, l’altro giorno mi ha portato un bel po’ di DVD semi-originali. Fra questi figurano diversi film di guerra, compresa (ahimè) un’inestimabile copia “limited ediscion” de “I Giorni dell’Amore e dell’Odio“.

Cristo, mi sanguinano ancora gli occhi, e non sono andato oltre il 35° minuto (stavo per tirare il lettore DVD dal balcone…).

Faccio presente che avevo gia’ visto interamente questo film negli anni novanta, quando ero ventenne o poco piu’. Il mio’ giudizio in quei frangenti fu lapidario e perentorio: merda fumante. Beh, a distanza di oltre dieci anni anni il mio pensiero non e’ cambiato di una virgola.

Seriamente, di rado mi e’ capitato di vedere qualcosa di piu’ imbarazzante’. Regia, recitazione, sceneggiatura, ricostruzione storica… non funziona praticamente nulla. “I Giorni dell’Amore e dell’Odio” e’ talmente insulso e oggettivamente brutto da far sembrare “Il Mandolino del Capitano Corelli“, del cornutazzo John Madden, un classico del genere bellico.

Una recensione piuttosto ficcante la potete trovare su FILMUP. Da notare che persino gli utenti di IMDB (tendenzialmente di manica larga) gli affibbiano un esaltante 2,8/10!

igiorni

L’unica cosa che si salva e’ il davanzale di Mandala Tayde, in quegli anni protagonista del celebre spot a sfondo gastrosessuale della mortadella Cuor di Paese, che per l’occasione ho provveduto a caricare sul mio spazio Youtube.

“Lo vuoi vedere il cuore?”