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Le Ultime Parole Famose (was: The M16 Saga, 1963)

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Sunday Republican (Massachusetts)
Domenica, 28 Gennaio 1963

LA NUOVA ARMA CALIFORNIANA NON E’ UNA MINACCIA PER L’ARSENALE

Nuovo fucile militare designato quale possibile successore dell’M14

L’apparizione di un nuovo fucile militare, apparentemente simile all’M14 e realizzato da una societa’ californiana, non ha avuto alcun impatto negativo sulla produzione di quest’ultimo presso l’Arsenale di Springfield –  ha dichiarato domenica scorsa un ufficiale dell’esercito interpellato dal Republican.

Secondo un report form, la Armalite, Inc. avrebbe intavolato negoziazioni per vendere il suo AR-15 – questo è il nome dell’arma – a quattro paesi stranieri. Il report indica che l’AR-15 potrebbe “concepibilmente” rimpiazzare l’M14 quale nuovo fucile standard delle forze armate statunitensi. Il Tenente Colonnello Vincent Rasper, comandante dell’Arsenale di Springfield, ha tuttavia riferito che l’M14 e’ ancora l’arma ufficiale e che l’AR-15 non ha alterato la produzione del primo.

L’M14, sviluppato alla Springfield, e’ attualmente costruito su larga scala da tre societa’ private, fatta eccezione per alcuni piccoli lotti pilota realizzati dall’Arsenale.

Il Colonnello Rasper ha fatto presente che il governo ha gia’ valutato il nuovo fucile, trovandolo pero’ inferiore all’M14. Egli ha poi  aggiunto che le negoziazioni della Armalite con altri paesi non hanno alterato le posizioni del governo. In merito alle voci sulla possibile dismissione dell’M14, Rasper ha infine dichiarato che sebbene la produzione dell’Arsenale si stia avviando al termine, esso continuera’ ad essere prodotto da societa’ private ancora per qualche tempo.

NOTE MIE: la produzione dell’M14 cessera’ appena un anno dopo la pubblicazione di questo articolo, mentre l’AR-15 verra’, sempre nel 1964, designato M16 e adottato dall’U.S. Army in sostituzione dello stesso M14. Per quanto riguarda invece l’Arsenale di Springfield, esso chiudura’ per sempre i battenti nel 1968 per mano del Segretario alla Difesa Robert McNamara.

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Il Ten Col Vincent Rasper (Ordnance Corps), capo dell’Arsenale
di Springfield in una foto dell’Ottobre 1962.

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[ADS] CH-46 Sea Knight (1977)

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[ADS] Brantly B-2 (1961)

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Espositori Fighi

La scuola di volo dell’US Army di Fort Rucker (Alabama) ha recentemente inaugurato un nuovo grande commissary (che sono in sostanza dei supermercati per militari e famiglie). Una delle cose che piu’ mi hanno mandato ai matti sono gli espositori a soggetto aviatorio, come questo a forma di Apache fotografato nel reparto ortofrutta🙂 Un modo originale per esporre le pesche raccolte nella vicina Georgia!

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Il nuovo commissary di Fort Rucker visto dall’esterno. Questa struttura ha una superficie pari a quasi 8000 mq. Il suo interno ospita reparti macelleria e pescheria, frutta e verdura, dolciumi e frutta secca, latticini, surgelati, espositori refrigerati, un forno e un deli.

Tank Busters! I primi carri armati distrutti da elicotteri (An Loc 1972)

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 “Qual’e’ stato il primo carro armato distrutto da un elicottero?”

Questa domanda mi e’ stata posta talmente tante volte, che qualche settimana ho deciso di scriverci un bel post di approfondimento.

Buona lettura!

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La distruzione dei primi carri da battaglia da parte di elicotteri avvenne nell’ambito di missioni oggi definite di “close combat attack” durante la cosiddetta Offensiva di Pasqua, una delle campagne militari piu’ importanti della Guerra del Vietnam.

INTRODUZIONE

Nel Marzo 1972 l’Esercito Regolare Nordvietnamita mobilita verso Sud 14 divisioni e 26 reggimenti indipendenti, appoggiati da mezzi corazzati, artiglieria e numerosi veicoli leggeri.  In termini di truppe dispiegate le stime parlano di circa 200.000 uomini in movimento attraverso tre distinte direttrici: Quang Tri e Thua Tien (MRI), Kontum (MRII) e Binh Long (MRIII). Lo scopo dei Nordvietnamiti e’ quello di guadagnare quanto piu’ terreno possibile colpendo ripetutamente l’esercito Sudvietnamita fino a portarlo al collasso e costringerlo a mobilitare prematuramente le riserve strategiche (para’ e Marines) lasciando cosi’ Saigon senza difese nell’eventualita’ di un attacco lampo condotto da un corpo d’armata appoggiato da artiglieria divisionale e reggimenti corazzati provenienti dalla Cambogia.

Il tutto con la piena collaborazione delle locali forze Viet Cong, incaricate fra le altre cose di installare governi rivoluzionari provvisori nelle aree conquistate.

Dietro l’ambizioso piano c’e’ la mente di uno dei massimi protagonisti della lunga guerra d’Indocina: il Generale  Vo Nguyen Giap.

Ma al di la di tutto, la peculiarita’ dell’Offensiva di Pasqua va ricercata nel fatto che fu la prima invasione su larga scala del Vietnam del Sud da parte delle truppe regolari del Nord. All’epoca gli Stati Uniti, ormai prossimi al ritiro, disponevano in loco di una forza terrestre oramai ridotta a poche migliaia di uomini, in buona parte inquadrati in reparti di supporto e assistenza militare (ovvero consiglieri). Fu chiaro sin dal principio che il peso dei combattimenti terrestri sarebbe ricaduto  completamente sulle truppe Sudvietnamite. Discorso diverso per quanto invece concerne le risorse aeree. A disposizione dei soldati dell’ARVN c’era ancora un dispositivo di tutto rispetto. Un’eterogenea armata dell’aria che comprendeva, fra gli altri, cacciabombardieri F-4, aerocannoniere AC-130, bombardieri B-52, aerei da trasporto C-130 ed elicotteri Huey, Chinook e Cobra.

La battaglia simbolo dell’Offensiva di Pasqua si consumo’ dentro e attorno la roccaforte di An Loc. Oltre due mesi di scontri che misero a dura prova soldati e comandanti dell’Esercito Sudvietnamita per impedire alle forze Nordiste di avanzare verso la capitale Saigon.

INCOMING!

I Nordvietnamiti danno il via alle operazioni nella Military Region III ai primi di Aprile attaccando la cittadina di Loc Ninh. In questa localita’ si consuma una breve battaglia (4-7 Aprile) che porta alla vittoria le forze comuniste. Queste ultime si dirigono successivamente verso An Loc, un antica citta’ posizionata nelle vicinanze del confine cambogiano, a 15 km a Sud di Loc Ninh e a 90 km a Nord di Saigon.

Il 13 Aprile 1972 reparti di artiglieria Nordvietnamita iniziano a martellare An Loc. Nelle prime 15 ore piovono circa 7000 razzi e granate di artiglieria. Nel frattempo continua il build-up di truppe, che secondo le stime dell’intelligence sono ormai 35.000. A difendere la citta’ ci sono un paio di reggimenti a ranghi incompleti della 5a Divisione di Fanteria dell’ARVN, rinforzati da 600 uomini della TF52, un gruppo Ranger Sudvietnamita e le onnipresenti truppe provinciali/territoriali. La presenza americana a terra e’ limitata a un manipolo di consiglieri del MACV Advisory Team 70 a supporto della 5a Divisione dell’ARVN. Non piu’ di 7500 soldati in tutto. Il rapporto di forze e’ di quasi 5:1 a favore del nemico.

Alle 04:00 del mattino, un reparto esplorante del 7° Reggimento ARVN inviato appena fuori citta’ individua una colonna di carri armati e veicoli leggeri dirigersi verso An Loc. Poco piu’ tardi le truppe Nordvietnamite raggiungono il perimetro esterno predisposto dall’ARVN. La presenza nemica e’ segnalata da un continuo susseguirsi di esplosioni di mine Claymore e razzi di segnalazione installati precedentemente lungo le zone di passaggio verso An Loc.

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Attorno alle 05:30 i colpi dell’artiglieria si avvicinano sempre piu’ ai depositi di carburante e munizioni dell’ARVN, mentre l’assalto vero e proprio ha inizio trenta minuti dopo. La forze Nordvietnamite, appoggiate da una quarantina di carri T-54 e PT-76 del 20° Battaglione Carri giungono di gran carriera da ovest e nordest. Quasi come fossero in una parata militare, alcuni carri si fanno strada all’interno della citta’ attraverso Ngo Quyen Street. Quest’ultima e’ di fatto la main street, e taglia in due la citta’ da Nord a Sud. Ma soprattutto questa strada passa accanto al comando avanzato della 5a Divisione, che era in sostanza un bunker fortificato sito nella sezione centro-meridionale della citta’ (il HQ vero e proprio si trovava invece a Lai Khe). I primi elementi ad incontrare i carri Nordvietnamiti sono gli uomini della Task Force 52 (TF52), un’unita’ composta da truppe prelevate della 18a Divisione ARVN. E’ il panico. Colti di sorpresa, gli uomini della TF52 fuggono alla vista dei cingolati.

Dopo essersi ripreso dallo shock, il Colonnello Thinh – comandante della TF52 – decide di comune accordo con i consiglieri Usa di riorganizzare le forze. La Task Force si dirige dunque verso l’angolo sudorientale della citta’ per congiungersi e consolidarsi con le truppe provinciali di Binh Long. Gli uomini riescono a tenere le posizioni per qualche tempo, ma in ultimo decidono di arretrare. Nella parte Nord/Nord-orientale di An Loc le cose non vanno meglio: il 3° Gruppo Ranger dell’ARVN si trova nelle medesime condizioni della TF52, ed e’ costretto a ripiegare. Uno dei consiglieri statunitensi aggregati ai Ranger fa presente la situazione al Colonnello William Miller, un rude ma esperto consigliere a capo dell’advisory team della 5a divisione che proprio in quei drammatici momenti si trova nel posto di comando avanzato con il Generale Hung, comandante della 5a divisione stessa.

Notizie positive arrivano nel frattempo dal comandante del 3° Ranger, che nonostante la situazione tattica estremamente sfavorevole, riesce comunque a stabilire una nuova linea difensiva.

Meno fortuna hanno il 7° Reggimento (settore Sud/Sud-occidentale) e l’8° Reggimento (Nord-Nord Ovest), entrambi costretti a ripiegare dopo una breve ma intensa resistenza. Stessa sorte tocca agli uomini della TF52. La pressione del nemico e’ diventata oramai insostenibile. Ma c’e’ di piu’: secondo Miller, il Generale Hung  sembra oramai essersi rassegnato a perdere An Loc (affermazione in seguito messa in discussione o smentita da diverse fonti Sudvietnamite).

La situazione in materia di supporto aereo non va meglio. USAF e US Navy sono impegnati a supportare l’ARVN nella Military Region I (MRI), e di conseguenza vi e’ un insufficiente numero di velivoli da dirottare ad An Loc, senza contare che nubi basse e problemi di visibilita’ impediscono di fatto agli aerei d’attacco d’intervenire in numerose occasioni.

Intanto i T-54 continuano ad avanzare verso il posto di comando della 5a divisione e – cosa peggiore – all’orizzonte non si vede alcun aereo in grado d’intervenire.

Risoluto come sempre, Miller pero’ non arretra di un millimetro e decide di inviare via radio un messaggio di richiesta immediata di supporto aereo con una frase che rimarra’ nella storia del Close Air Support:

 “MANDATEMI DEGLI STUKAS!!” 

grida al ricevitore fra ironia mista a disperazione.

Il buon Miller si riferiva agli Ju-87 Stuka, i famosi bombardieri in picchiata tedeschi che trent’anni prima si guadagnarono la fama durante la Blitzkrieg.

Nel giro di pochi secondi Miller riceve risposta da una voce calma e decisa al tempo stesso:

“Qui e’ Serpent Six con una formazione di Cobra, serve una mano?”

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Erano elicotteri d’attacco AH-1G Cobra, e precisamente della Battery F, 79th Artillery (Aerial Field Artillery), un reparto di artiglieria aerea della III Brigade, 1st Cavalry Division conosciuto anche come “Blue Max“.

Colui che aveva risposto alla chiamata radio era il comandante della stessa Battery F, ossia il Maggiore Larry McKay, che stava volando assieme al CWO Barry McIntyre in una formazione che comprendeva anche un secondo Cobra con a bordo il Tenente Steve Shields ed il Capitano Bill Causey.

A dire il vero Miller, che vantava ben tre turni in Vietnam, non credeva che i Cobra avrebbero avuto qualche chance di fermare l’avanzata dei T-54 Nordvietnamiti. Anzi, preoccupato dalla situazione, avverti’ i quattro aviatori di farsi da parte perche’ la contraerea era piuttosto attiva in quei giorni. Non che avesse torto, benintenso: le unita’ di artiglieria contraerea Norvietnamita –  dislocate a Loc Ninh, attorno An Loc e lungo la Highway 13 –  non solo erano attive, ma disponevano di un gran numero di bocche da fuoco da 12,7, 37 e 57mm, nonche’ di missili  spalleggiabili a guida infrarossa SA-7 Strela 2, che debuttarono in Vietnam proprio in quelle settimane (quando si dice la fortuna!).

Ad ogni modo gli avvertimenti di Miller sul pericolo dell’AAA non ebbero alcun effetto a giudicare dalla risposta di McKay:

      “Negativo! Negativo, signore! Abbiamo gli HEAT!”

Il Maggiore McKay informo’ prontamente Miller che disponeva  di razzi con testata controcarro. La notizia venne  accolta con un certo entusiasmo visto che i Cobra rappresentavano l’unico asset aereo disponibile nell’area in grado di colpire con precisione i carri in presenza di truppe amiche nelle immediate vicinanze. McKay abbasso’ repentinamente il muso, eseguendo un affondata con un angolazione compresa fra i 30 e i 35°.  Tipica procedura d’attacco standard anche detta “Diving Fire” o “Cobra Wing-Over”. Nel giro di pochi secondi  il T-54 di testa, che si trovava ad appena un paio di isolati dal bunker della 5a Divisione, era completamente avvolto dalle fiamme. Questo fu in assoluto il primo carro da battaglia distrutto da un elicottero nel corso di operazioni belliche.

Poco dopo gli altri tank della colonna fecero la stessa fine, ma la cosa forse piu’ sorprendente fu che McKay ricevette un’attenzione piuttosto moderata da parte della contraerea Nordvietnamita.

Il nemico, alla vista dei tank messi fuori combattimento, decide di arretrare. Il tutto a poche centinaia di metri dal posto di comando, che risultava ancora intatto grazie al rapido intervento dei Cobra della Battery F.

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In alto una rappresentazione pittorica di Dru Blair dell’episodio del 13 Aprile. Nella parte inferiore e’ possibile vedere il Cobra di McKay colpire i carri Nordvietnamiti in marcia sulla main street di An Loc.

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Il “diving fire” era la procedura d’attacco favorita dagli equipaggi dei Cobra in Vietnam e ricordava per alcuni versi il modus operandi degli Stuka durante la II Guerra Mondiale. Dopo il Vietnam l’US Army abbandono questa pratica in quanto inapplicabile ai moderni scenari mid-high threat, contraddistinti dalla presenza di MANPADS e contraerea avanzata.

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Colonna di T-54 Nordvietnamiti distrutta ad An Loc. Il soldato sudvietnamita sulla sinistra e’ armato di lanciarazzi M72 LAW pronto a far fuoco.

LE ARMI DEI COBRA

I razzi controcarro lanciati dai Cobra furono ottenuti grazie alla disponibilita’ di testate HEAT ricavate da vecchi Mk 5 Mod 0 da 2,75″ provenienti da piccoli stock della Marina risalenti alla Guerra di Corea. Gli stock di Mk 5 arrivarono nelle basi di Lai Khe e Song Be nelle loro casse originali. L’unica operazione da eseguire era svitare le testate a carica cava da 6 libbre dei Mk 5 e riavvitarle sui motori a razzo Mk 40.

Grazie a questo espediente gli AH-1G acquisirono limitate capacita’ controcarro a costo zero, sebbene le testate HEAT manifestarono problemi di affidabilita’ piuttosto frequenti a causa dell’eta’.

In basso: differenze fra le testate Mk 5 Mod 0 HEAT e M151 HE-FRAG. Quest’ultima pesava 15 libbre, contro le 6 delle vecchie HEAT. Proprio per il peso inferiore le Mk 5 esibivano prestazioni superiori.

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L’armamento principale dei Cobra in dotazione alle batterie AFA era composto da razziere standard per razzi Mk 40 da 70mm (2,75 pollici). Ogni AH-1G ne poteva montare fino a quattro, in genere due M159 o M200 da 19 colpi (inboard) e altrettante M157 o M158 da 7 colpi (outboard). Se le condizioni lo permettevano, e vi era la necessita’ di trasportare piu’ munizioni, gli armieri installavano quattro pod da 19 colpi, per un totale complessivo di 76 razzi. I Cobra che colpirono i T-54 ad An Loc erano configurati proprio in questo modo.

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Talvolta un cannone gatling M35 da 20mm prendeva il posto di una delle razziere, mentre in alcuni casi si faceva a meno delle armi nella torretta Emerson sotto il muso  (Minigun e lanciagranate automatico da 40mm).

I PRECEDENTI

I Cobra dello US Army qualche giorno prima dei fatti di An Loc avevano ingaggiato e messo fuori combattimento dei carri leggeri anfibi. Si vedano a questo proposito le azioni degli AH-1G della F Troop, 9th Cavalry a Loc Ninh, nel corso dell’omonima battaglia (4-7 Aprile) da cui i Nordvietnamiti uscirono vittoriosi. Ad esempio il 5 Aprile 1972 un PT-76 venne messo fuori combattimento con una salva di razzi HE-FRAG lanciati a distanze estremamente ravvicinate. L’attacco ricevette gli encomi di uno dei consiglieri Usa a Loc Ninh (Thomas Davidson), e indubbiamente il pilota mostro’ del coraggio a portare il proprio elicottero cosi’ vicino al bersaglio mentre decine di armi automatiche lo prendevano di mira. Ma detto questo, un PT-76, con la sua sottile corazzata e le 14t di peso, non lo si poteva classificare come battle tank. In realta’ i ruoli principali del PT-76 riguardavano l’esplorazione e il supporto della fanteria. Ecco perche’ il kill del 5 Aprile non dovrebbe essere classificato come “primo tank distrutto da un elicottero”. Almeno secondo il parere di chi scrive.

15 APRILE: SECONDO ATTO

I carri Nordvietnamiti entrarono nuovamente ad An Loc il 15 di Aprile e ancora una volta puntarono contro il comando della 5a Divisione.

Rispetto a due giorni prima la situazione era, se possibile, ancora piu’ drammatica. Nell’area si trovavano un gran numero di truppe Sudvietnamite pressate da una preponderante forza d’attacco nemica che comprendeva  elementi della 5a, 7a e 9a Divisione Nordvietnamita e una ventina di carri. I Cobra della F-79 intervennero nuovamente a sostegno dell’ARVN impedendo per la seconda volta al nemico di annientare il posto di comando e di compiere nel contempo una carneficina ai danni delle truppe Sudiste. A distinguersi in modo particolare fu il CWO Ronald L. Tusi, che per quell’azione ricevette in seguito una piu’ che meritata Distinguished Service Cross, la seconda piu’ importante  decorazione militare statunitense (oltre a diventare il primo pilota “tank buster” con la qualifica di “asso”).

Nuovamente impossibilitati a ricevere il supporto tattico dei cacciabombardieri per timore di colpire truppe amiche e civili, i difensori dovettero ancora affidarsi agli attacchi pin-point dei Cobra nonostante l’intenso fuoco contraereo che minacciava ogni aeromobile che si avvicinava alla citta’. Tusi, tuttavia, non sembrava particolarmente intimorito dalla “Tripla A” visto che decise di attaccare da solo senza pensarci due volte. C’era pero’ un problema: questa volta gli equipaggi dei carri decisero di sfruttare edifici, infrastrutture e rovine per celare la propria presenza ed impedire ai Cobra di colpirli attraverso i collaudati attacchi in picchiata (diving fire).  Tusi  decise allora di portare il proprio elicottero a quota NoE e stanarli uno ad uno, arrivando a volare letteralmente in mezzo alle strade di An Loc alla ricerca dei corazzati nemici. Una volta individuato il bersaglio, Tusi si posizionava in hovering alle sue spalle e infine lo “innaffiava” con i razzi.  Una tattica che non aveva  precedenti. L’audacia di Tusi venne premiata: quattro carri vennero messi fuori combattimento dai razzi HEAT, mentre un quinto rimase gravemente danneggiato e non ritorno’ mai piu’ in azione. Ma il fatto piu’ importante e’ che la rapida iniziativa dell’aviatore della F Battery interruppe nei fatti l’attacco e costrinse i rimanenti carri a disperdersi mentre si trovavano a un tiro schioppo dal comando della 5a Divisione.

Nel frattempo  Tusi passo’ all’armamento in torretta impegnando la fanteria nemica con la Minigun. Fanteria che pero’ sembrava muoversi a debita distanza dai carri armati.

Le azioni dei Cobra del 13 e 15 Aprile galvanizzarono letteralmente le truppe Sudvietnamite, cosi’ come le gesta di Binh Doan Quang, un soldato delle forze territoriali che ad un certo punto prese il suo lanciarazzi M72 LAW e scese in strada ad attaccare i corazzati. Le storie dietro a quegli episodi fecero rapidamente il giro delle truppe ad An Loc, iniettando loro fiducia e coraggio tanto da spingerle a organizzare contrattacchi. Armati anch’essi di M72, gli uomini dell’ARVN attaccarono in numerose occasioni i carri Nordvietnamiti, causando pesanti perdite. Ma cosa piu’ importante, i soldati Sudisti si resero conto che i carri non erano invincibili come credevano.

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A proposito di razzi, va menzionato che il  15 Aprile la F-79 AFA ricevette le nuove testate XM247 HEDP (High Explosive Dual Purpose). Sviluppate nei 12 mesi precedenti al Picatinny Arsenal (New Jersey), la HEDP alloggiava al suo interno una carica primaria HEAT  e una secondaria HE-FRAG (B4) con effetti terminali simili alla M151. Sia l’ogiva che il liner (cono della carica) erano i medesimi del lanciarazzi M72 LAW, mentre il corpo fu ottenuto modificando le estremita’ della testata M229 (una variante della M151 creata specificatamente per le unita’ ARA/AFA).  Il motore a razzo era il solito Mk 40, sebbene fu necessario progettare una nuova spoletta (e relativa circuiteria), nota come XM438. Esteriormente la testata era completamente nera con markings gialli. L’XM247 era stato ufficialmente autorizzato all’impiego solo con razziere tipo XM159C e M200, entrambe a 19 colpi.

Le testate XM247 si rivelarono nel complesso efficaci sia contro i T-54, sia contro fanteria e soft targets.  L’arsenale di Picatinny in quattro giorni produsse circa 1000 testate che vennero in seguito inviate con la massima urgenza presso la base di Lai Khe, non distante da An Loc.

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Tusi (al centro) e Casey (a sinistra) posano assieme ai rispettivi copiloti sopra un carro Nordvietnamita catturato ad An Loc

E questo e’ quanto per cio’ che riguarda i primi carri distrutti da elicotteri.

I Nordvietnamiti attuarono un ulteriore attacco corazzato contro An Loc il 24 Aprile ma anche in quel caso gli attaccanti ebbero la peggio, come per altro l’11 Maggio. Quel giorno la F Battery svolse un ruolo cruciale nel respingere il nemico. Durante le missioni di supporto aereo questa unita’ fu responsabile in particolare della distruzione di 4 PT-76 durante un tentativo di sfondamento nella porzione occidentale della citta’.

Alcuni degli ultimi attacchi con reparti corazzati risalgono al 23 Maggio. Nel primo assalto una forza composta da 6-8 carri Nordvietnamiti tento’  nuovamente di  entrare ad An Loc, ancora una volta senza l’appoggio della fanteria e dell’artiglieria. Gli F-4 colpirono alcuni carri con bombe da 500 libbre, mentre i restanti caddero sotto i colpi degli M72 e degli M202 dei soldati Sudisti. L’8° Battaglione Paracadutisti dell’ARVN (8 TDND) fu altresi’ protagonista di uno scontro avvenuto a Sud di An Loc. Il bilancio fu di 8 carri distrutti, di cui tre entro il perimetro difensivo dei para’. Altri ancora vennero costretti alla ritirata.

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Le prestazioni complessive del corpo corazzato dell’esercito Nordvietnamita lasciarono molto a desiderare. Se le truppe Sudvietnamite ebbero vita relativamente facile nel mettere fuori combattimento i carri avversari fu anche per via delle tattiche fallimentari e l’estrema imperizia dei carristi Nordvietnamiti, che pur essendo in parte stati istruiti ed addestrati in Unione Sovietica, tendevano a non rispettare i piu’ elementari criteri tattici e dottrinali. I carri procedevano spesso e volentieri da soli, invece che accompagnati dalla fanteria meccanizzata come avrebbero dovuto. Questo assurdo modus operandi rese i carri assai vulnerabili agli attacchi delle truppe Sudvietnamite che, superato il timore iniziale, fecero man bassa dei vari T-54/55/59, PT-76 e Type 63. E senza disporre in loco del supporto di alcun carro. Ma cosa ancora peggiore i Nordvietnamiti non si preoccuparono di implementare alcuna reale forma di integrazione fra forze corazzate, fanteria e artiglieria. Errori che vennero pagati molto cari come si e’ visto.

Del resto i comandanti, anziche’ lanciare immediatamente un massiccio attacco coordinato con corazzati, fanteria e artiglieria, per sfruttare l’effetto shock e il concentramento della potenza di fuoco, optarono per  singoli piccoli assalti in cui i carri procedevano ad minchiam, privi della necessaria fanteria d’accompagnamento. Questa tattica fu disastrosa sotto ogni punto di vista. Non solo non porto’ a risultati tangibili, ma causo’ gravi perdite materiali e permise inoltre ai difensori di acquisire esperienza nel contrastare i corazzati, come peraltro si e’ visto con i ripetuti attacchi della fanteria ARVN armata di LAW.

Delle 51 sortite lanciate dalle forze corazzate Nordvietnamite durante la Battaglia di An Loc, ben 36 furono inefficaci o comunque segnate da gravi perdite materiali.

La colpa di tutto cio’ va anche attribuita alla fretta del Politburo e degli alti ufficiali di Hanoi, che decisero di assemblare sommariamente una forza corazzata e inviarla a Sud senza preoccuparsi prima di addestrare e preparare adeguatamente gli equipaggi e i comandanti, che non avevano alcuna dimestichezza nel coordinare manovre pluriarma.

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Gli attacchi dei Cobra, della fanteria ARVN e dei velivoli dell’USAF (compresi i B-52) lasciarono dentro e attorno An Loc numerose carcasse di mezzi corazzati. Il 20° Battaglione Carri, per esempio,  nei primi giorni di attivita’ perse gran parte dei propri mezzi e il 20 Aprile fu costretto a ritirarsi per rimpiazzare le perdite e riparare i veicoli danneggiati.

I tre principali assalti condotti dai Nordvietnamiti (13 e 15 Aprile e 11 Maggio) si conclusero con un nulla di fatto e con la distruzione della meta’ della forza corazzata mobilitata nella provincia di Binh Long. Gli stessi storici Vietnamiti dopo la guerra ammisero che la debacle ad An Loc era dovuta piu’ agli errori di comandanti e pianificatori, piuttosto che all’effettiva superiorita’ delle truppe Sudvietnamite. Queste ultime, in effetti, ne uscirono tutto sommato bene, ma non va dimenticato che la potenza bellica e logistica statunitense gioco’ un ruolo fondamentale. Senza il costante e puntuale supporto di caccia, bombardieri, elicotteri e aerei da trasporto le cose sarebbero probabilmente andate in modo differente.

La battaglia di An Loc si concluse ufficialmente a Luglio, ma gia’ nel mese di Giugno fu chiaro che il peggio era oramai passato e che la citta’ non sarebbe caduta in mano comunista (almeno nel breve e medio periodo). Oddio, parlare di citta’ e’ un un po’ un azzardo visto e considerato che An Loc venne praticamente ridotta ad un cumulo di macerie.  Ne’ piu’, ne’ meno a quanto capito’ a Hue quattro anni prima.

BILANCIO DELLE OPERAZIONI DELLA F-79 AFA AD AN LOC

Durante le operazioni di appoggio tattico e scorta ad An Loc, i Cobra della F Battery effettuarono in totale 422 missioni, nel corso delle quali distrussero 20 carri e 25 veicoli leggeri. Gli AH-1G furono altresi’ responsabili dell’uccisione di 1040 soldati nemici e della cattura di circa 175 armi individuali e di reparto.

L’attivita’ di volo fu comprensibilmente molto intensa. In particolare nel mese di Aprile i Cobra in azione ad An Loc volarono piu’ di ogni altro modello di elicottero US Army con una media di 74.5 ore, contro le 67.3 degli UH-1H, le 51.3 dell’OH-6A e le 43.3 del CH-47. Idem per quanto concerne il mese di maggio, anche se la media per gli AH-1G scese a 63.9 ore.

Anche l’availability rate fu assai degno di nota. A dispetto delle condizioni sul campo e dell’intensita’ delle operazioni, ad Aprile e Maggio i Cobra raggiunsero rispettivamente una disponibilita’ del 85.5% e 81.2%. Ancor piu’ impressionante fu il NORS (Not Operationally Ready Supplies) della TF Garry Owen, pari ad appena l’1.79%. Queste statistiche riflettevano due cose: la dedizione e la professionalita’ delle squadre di manutenzione e la validita’ del modello logistico ed organizzativo adottato che si avvaleva anche di un’unita’ DSSA (Direct Support Supply Agency) in organico alla III Brigata della TF Garry Owen. Comunicando direttamente con  l’Aviation Materiel Management Center (AMMC), il nucleo DSSA garantiva alle unita’ un approvigionamento piu’ rapido delle essenziali parti di ricambio.

Ma cifre e numeri, per quanto impressionanti, non danno l’idea del lavoro svolto dai reparti Cobra ad An Loc. La precisione di fuoco e l’armamento di questi elicotteri, unite alla grande perizia degli aviatori, permisero allo U.S. Army di intervenire anche in missioni di appoggio tattico decisamente estreme, in alcuni casi a soli 10 metri dalle truppe amiche. In questo senso le attivita’ di sostegno all’ARVN non conobbero sosta,  anche in presenza dei frequenti banchi di nubi basse che impedivano l’intervento dell’aviazione tattica (TAC Air).

I Nordvietnamiti avevano sviluppato un odio viscerale per i Cobra e i suoi equipaggi. E per una ragione ben precisa: l’escamotage dell’avvicinarsi quanto piu’ possibile al nemico tanto da vanificare l’intervento dell’aviazione tattica non funzionava in presenza degli Snakes. A questo proposito va fatto notare che a differenza degli aerei d’attacco di USAF e US Navy, ai Cobra non venne praticamente mai negato l’intervento per pericolo di episodi di blue on blue. Non per niente l’artiglieria contraerea Nordvietnamita inizio’ a prenderli di mira con aggressivita’ sempre maggiore e attraverso ogni armamento disponibile, sebbene le armi preferite rimasero sempre le solite due: la ben nota Dshk da 12,7 (conosciuta come Calibro .51) e i missili spalleggiabili Strela.

Per le azioni ad An Loc il Tenente Colonnello Miller disse candidamente che: I Cobra furono gli strumenti della nostra salvezza. Egli propose inoltre il reparto per la Presidential Unit Citation con la seguente lettera:

LETTER OF COMMENDATION
13 May 1972

The purpose of this memorandum is to report on the superb performance of your unit: F Battery, 79th Aerial Field Artillery

1. During this period, I was on the ground in An Loc with the Division Commander of the 5th ARVN Division. The perimeter was the sum total of 1-grid square. Elements of the 5th, 7th, and 9th NVA Division supported by modern tanks converged on this little perimeter. There was no artillery covering An Loc and after one week no artillery was able to fire out from within. Additionally, there were no friendly forces outside to provide security or any form of early warning. The area was attacked day and night. Anti-aircraft fire from 23mm, 37mm, .51 caliber, and other assortment of weapons rendered an extreme hazard to aircraft.

2. To come to the essence of this commendation, let me state in Doughboy-foxhole language what your unit did to save me and a small handful of Americans, plus an ARVN Division. The aforementioned unit went for beyond expectation of normal support of all the massive support that was provided me at An Loc to coordinate, the Cobra emerged as supreme. Every radio screamed when they heard Cobras were on the way, mainly because of their cheerful and willing pilots, the extreme accuracy of the weapons, its built-in own FAC, own gunner-pilots, and not time was wasted in engaging the targets. Noteworthy was the ability to strike from high or low level and its short turn-around time for re-fuel and re-arm. The importance of this support is beyond my faculty to report. This unit was mainstay in brunting the big tank attack, 12-15 April 1972. The exact number of tanks destroyed I am not sure, but whatever the number, it was great. Addittionally, the Cobras at counteless times supported ARVN infantry trying to re-gain lost ground. The accuracy and closeness is no doubt unparalleled. An Loc is still in friendly hands.

3. In my opinion, I truly believe that this type support can do only be labeled as unprecedented. Aside from the support, can-do attitude, and the feeling of warmth for the man on the ground were of the higher order. The everlasting statement by the individual pilots which stated “I’ll be back as soon as I can re-arm,” is best described as “nothing more could have been asked.”

4. I highly raccomend the Presidential Unit Citation and any other valor award that can be bestowed upon this fine unit.

WILLIAM H. MILLER
Colonel, Infantry
Senior Advisor, 5th ARVN Division

Il tutto pero’ ebbe un prezzo.

Le perdite della Battery F ammontarono ad 8 aviatori e 5 Cobra, pari ad un elicottero perso ogni 84 missioni. A cio’ andrebbe aggiunto anche un sesto AH-1G della Troop F, 9th Cavalry. Quest’ultima loss porto’ il totale dei piloti di Cobra caduti in azione a 10, pari ad 1/5 delle perdite statunitensi ad An Loc. Il missile spalleggiabile SA-7  fu responsabile di almeno quattro dei sei abbattimenti. All’epoca gli elicotteri erano privi di avvisatori e contromisure e per di piu’ i Cobra dell’AFA volavano senza il dispositivo detto “toilet bowl”  che deviava lo scarico della turbina verso l’alto.

GLI ABBATTIMENTI  IN ORDINE CRONOLOGICO

5 Aprile 1972 ore 15:30
CPT Henry Spangler (KIA)
CW2 Charles Windeler (KIA)
Reparto: F-79 AFA
Causa: colpito in volo dalla contraerea. Il Cobra si schianto’ a terra in fiamme e poi esplose. I resti dei corpi furono ritrovati solo nel 1989.

11 Maggio 1972 ore 12:15
CPT Rodney Strobridge (KIA)
CPT Robert Williams (KIA)
Reparto: F-79 AFA
Causa:  missile SA-7 a Nord di An Loc

22 Maggio 1972 ore 10:40
CW2 Isaac Hosaka (KIA)
CW2 Henn (KIA)
Reparto: F-79 AFA
Causa: missile SA-7

20 Giugno 1972 ore 08:20
CWO Burdette Townsend (KIA)
Lt. Louis Brewer (KIA)
Reparto: F-9th Cavalry
Causa: missile SA-7

20 Giugno 1972 ore 08:25
1st Lt Stephen Shields (KIA)
CPT Edwin Northrup (KIA)
Reparto: F-79 AFA
Causa: colpito dal fuoco di terra (mitragliatrici pesanti e altro) mentre “bonificava” l’area da cui era partito il SA-7 che colpi’ il Cobra di Townsend e Brewer. Va fatto notare che Shields e Northrup non solo erano sopravvissuti allo schianto, ma riuscirono anche a stabilire una sorta di perimetro difensivo in attesa dei soccorsi. Purtroppo dopo un breve conflitto a fuoco i due aviatori vennero sopraffatti dalle truppe Nordvietnamite. Shields, per la cronaca, era il wingman di McKay durante l’attacco del 13 Aprile.

21 Giugno 1972
CPT Mike Brown (sopravvissuto)
CPT Marco Cordon (sopravvissuto)
Reparto: F-79 AFA
Causa: missile SA-7. L’elicottero di Brown e Cordon stava volando assieme ad altri due AH-1G con il compito di scortare una formazione di Huey incaricata di estrarre reparti di una brigata aerotrasportata dell’ARVN a Sud di An Loc. Un missile  SA-7 colpi’ il Cobra a 4000 piedi tranciandogli di netto la coda. Nonostante cio’ l’equipaggio riusci’ ad effettuare un atterraggio d’emergenza e in ultimo a salvarsi. Per un resoconto piu’ dettagliato vi consiglio di visitare il seguente sito: http://www.vhfcn.org/missle.html

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afa223Rappresentazione pittorica dell’incidente occorso ai capitani Brown e Cordon, entrambi miracolosamente sopravvissuti allo schianto.

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AERIAL ARTILLERY:  I KATYUSHA VOLANTI

L’idea di una componente elicotteri armati posta sotto il controllo dell’artiglieria divisionale (DIVARTY) risale al 1963, durante gli esperimenti di aeromobilita’ condotti dallo U.S. Army con l’11th Air Assault Division (Test), unita’ test bed le cui pedine due anni piu’ tardi avrebbero contribuito a formare la nuova 1st Cavalry Division (Airmobile).

All’epoca gli obici standard M114 da 155mm erano considerati troppo pesanti per il trasporto con gli elicotteri, e cosi’ a qualcuno venne l’idea di sostituirli con un congruo numero di UH-1B armati con lanciarazzi  da inquadrare in reparti di artiglieria aerea. Conosciuti appunto come Aerial Rocket Artillery (ARA), questi reparti erano destinati esclusivamente alle divisioni aeromobili e aviotrasportate, anche se alla fine l’US Army costitui’ solo due battalioni: il 2nd Battalion, 20th Artillery (1st Cavalry Division), noto come “Blue Max”, e il 4th Battalion, 77th Artillery (101st Airborne Division).

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Ogni battaglione ARA si componeva di un’unita’ comando (H&HB) con tre Huey, e tre batterie operative (Alpha, Bravo e Charlie), ciascuna delle quali era equipaggiata con 12 UH-1B/C armati di sottosistema XM3 composto da due lanciarazzi FFAR con 24 tubi da 70mm.  Questi elicotteri, come gia’ detto, dipendevano direttamente dal comando dell’artiglieria divisionale, anziche’ dall’Aviation Battalion come normalmente accadeva per gli altri aeromobili della divisione. Cio’ garantiva una maggiore flessibilita’ di fuoco, nonche’ un livello d’integrazione piu’ stretto con l’artiglieria campale.

Il battaglione ARA della 1st CAV disponeva anche di alcuni Huey armati di missili controcarro AGM-22B (SS.11 Francesi costruiti su licenza) montati su sottosistema M22. Il battesimo del fuoco dell’M22 risale al 9 ottobre 1966, quando elicotteri UH-1B del 2/20 lanciarono missili AGM-22B contro una serie di bunker e barricate erette dalle forze comuniste nella provincia di Binh Dinh, nell’ambito dell’Operazione IRVING.

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Con l’arrivo’ in teatro dell’AH-1G Cobra nel terzo quadrimestre 1967, le unita’ ARA vennero gradualmente  riequipaggiate con questa nuova macchina, decisamente piu’ capace e performante dello Huey. Dal 1970 il nome Aerial Rocket Artilley muto’ in Aerial Field Artillery (AFA).

A partire dal Maggio 1971 una sola brigata della 1st Cavalry Division si trovava ancora in Vietnam e di conseguenza il battaglione AFA venne ridotto ad una singola batteria, ridenominata Battery F, 79th Aerial Field Artillery. Quest’ultima opero’ in Vietnam fino a Giugno 1972, quando la III Brigata ritorno’ finalmente in patria.

Discorso simile va fatto per la 4-77 ARA della 101st Airborne, che servi’ nel Sud Est Asiatico dal 1968 nel 1971 prima con l’UH-1C (con turbina da 1100 shp e rotore “540”) e infine con l’AH-1G. Questa unita’ fu rimpiazata dalla 77th Field Artillery Battery (Provisional), che altro non era che la nuova denominazione della Battery A del 4-77. La 77th FAB staziono’ in Vietnam per un periodo molto breve, ossia dal 23 Dicembre 1971 fino al  2 Febbraio 1972, giorno in cui venne disattivata. Ancora oggi sono in pochi a sapere della sua esistenza.

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Ma come l’esercito valuto’ le unita’ ARA/AFA? Dunque, nonostante qualche iniziale scetticismo, direi in modo positivo. L‘Aerial Artillery si distinse sin dalla prima volta che entro’ in azione durante la Campagna di Pleiku (1965), dove mostro’ sorprendenti doti di flessibilta’, intervenendo anche in missioni notturne a meno di 50 metri dalle truppe amiche. Si scopri’ inoltre che l’utilita’ e l’efficacia dei reparti ARA crescevano ulteriormente quando agivano di concerto con le batterie campali, e in modo particolare nel momento in cui gli obici  non erano piu’ in grado di colpire i bersagli perche’ fuori dalla portata di tiro. Gli elicotteri dell’Aerial Rocket Artillery si rivelarono altresi’ cruciali nel corso delle operazioni aeromobili e nella fattispecie durante lo sbarco delle squadre di fanteria nelle LZ.

Infine, last but not least, queste unita’ permisero all’esercito di compiere importanti passi avanti nel campo degli elicotteri armati e, piu’ in generale, in materia di close air support.

Ma a dispetto della buona prova in Vietnam, l’artiglieria aerea mostro’ anche evidenti limiti operativi quando la visibilita’ era scarsa e le condimeteo inclementi. Non per niente  i pesanti obici da 155mm vennero ad un certo punto reintegrati e affiancati agli Huey armati di FFAR. Il problema del trasporto via elicottero venne risolto grazie alle potenti “gru volanti” CH-54 Tahre e ad un nuovo sistema di imbracatura da agganciare al baricentrico.

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Dopo il ritiro degli Usa dal Vietnam (1973) le unita’ di Aerial Artillery scomparvero piuttosto in fretta, soppiantate da “generici” reparti di elicotteri d’attacco inseriti negli Aviation Battalion (e in seguito nelle Combat Aviation Brigade). A quanto riporta il centro storico dell’US Army, l’ultima unita’ AFA (la F-79) venne disattivata nel Dicembre 1974. L’artiglieria divisionale della 1st CAV e della 101st Airborne torno’ dunque a servirsi dell’ala rotante solo ed esclusivamente nel tradizionale ruolo dell’osservazione del tiro attraverso elicotteri leggeri OH-58 e OH-6.

Cio’ pero’ non significa che l’esercito si sia dimenticato dell’Aerial Artillery. Nel corso degli ultimi quattro decenni diversi reparti di volo ebbero infatti l’onore di fregiarsi del nome “Blue Max” allo scopo di mantenere vive le tradizioni della prima unita’ di Aerial Artillery, ossia il 2-20 ARA. Fra questi ricordiamo la B Company, 3rd Battalion, 101st Aviation Regiment (101st Airborne Division), la C Company, 3rd Battalion, 3rd Aviation Regiment (3rd Infantry Division) e la B Company, 1st Battalion, 10th Aviation Regiment (10th Mountain Division).

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Allo stato attuale e’  la C Company, 1st Battalion, 229th Aviation Regiment,  16th Combat Aviation Brigade  a portare colori, insegne e tradizioni del “Blue Max”. L’unita’ in oggetto e’ basata a  Joint Base Lewis-McChord (Washington) e vola con gli AH-64E Apache.

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TASK FORCE GARRY OWEN

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I reparti dei Cobra che intervennero a sostegno dell’ARVN ad An Loc erano inquadrati nella Task Force Garry Owen. La TF Garry Owen fu costituita nel 1971 per prendere il posto della 1st Cavalry Division (Airmobile) che proprio in quel periodo stava facendo i bagagli. La TF era imperniata sulla III Brigade della 1st Cavalry Division e al momento della costituzione comprendeva i seguenti reparti:

1st Battalion (Airmobile), 7th Cavalry
2nd Battalion (Airmobile), 8th Cavalry
1st Battalion (Airmobile), 12th Cavalry
1st Battalion (Airmobile), 21th Artillery
229th Aviation Battalion (Assault Helicopter)
Battery F (Aerial Artillery), 79th Artillery
Company H (Ranger), 75th Infantry
215th CS Battalion (Support)
501st Engineer Company (Combat)
525th Signal Company (Comd Op)
34th Infantry Platoon (Scout Dog)
62nd Infantry Platoon (Combat Trackers)
191st Military Intelligence Company
1st Aviation Platoon
362nd Aviation Company (Aslt Spt Hel)
Troop F (Air), 9th Cavalry
483rd Military Police Platoon (Ambl)
26th Chemical Detachment (CBR Oen)
HHC 3rd Brigade (Separate)

Questo era l’ORBAT nell’Aprile 1971.

Tuttavia nella primavera del 1972 la TF era in via di smobilitazione. In particolare nella Military Region III questa brigata poteva disporre di appena due Air Cavalry Troop e una Batteria AFA (la F-79 appunto).  Anche altri grandi unita’ ridussero notevolmente la propria presenza in Vietnam. Ad esempio la 1st Aviation Brigade dello U.S. Army passo’ dai 3200 elicotteri e aerei dell’estate 1971 ai 984 dell’estate 1972. Molte di quelle macchine sarebbero in seguito finite nelle mani dell’Aeronautica Sudvietnamita in base al programma di vietnamizzazione.

Tornando alla TF Garry Owen, questa lascio’ finalmente il Vietnam il 29 Giugno 1972, sebbene una delle sue principali unita’, il 1st Battalion, 7th Cavalry, parti’ solo due mesi piu’ tardi, il 22 Agosto, dopo quasi sette anni di operazioni nel Sud Est Asiatico.

CONSIDERAZIONI FINALI

Il debutto operativo dell’elicottero in funzione controcarro fu indubbiamente un successo, sebbene per certi versi inaspettato e attraverso un modus operandi poco ortodosso. Il Cobra non nacque con la capacita’ di contrastare reparti corazzati, eppure in quei frangenti fu in grado di adempiere in modo egregio all’improvvisato ruolo di “tank killer” e per di piu’ a distanze d’ingaggio ridotte, in presenza di AAA e senza l’ausilio di armi guidate e sistemi di puntamento e acquisizione dei bersagli. Fu piu’ una questione di coraggio, iniziativa, “manico” e del proverbiale Eyeball Mk I.  Certo, si trattava di azioni limitate contro un avversario privo di una reale esperienza nella moderna guerra meccanizzata, ma la situazione tattica fu tutt’altro che favorevole per gli aviatori della Batteria F, che applicarono alla lettera il motto: “improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo“.

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Dopotutto l’elicottero d’attacco era nato ufficialmente solo qualche anno prima e lo stesso AH-1G per anni fu considerato una soluzione provvisoria in attesa dell’AH-56 Cheyenne. Ricordiamo che la Bell si aggiudico’ una gara relativa ad un elicottero d’attacco specializzato nell’appoggio e scorta degli Huey “slick” in Vietnam. Nessuno aveva menzionato carri armati. D’altro canto era la guerriglia al Sud che impensieriva il MACV e Washington, non certo la componente corazzata dell’esercito regolare Nordvietnamita (peraltro modesta). Di conseguenza gli aviatori assegnati ai Cobra non potevano che essere a digiuno in materia di operazioni controcarro.

Anche per le ragioni sopra addotte le gesta dell’Aerial Artillery suscitarono un certo clamore negli ambienti politici e militari, contribuendo nei fatti a promuovere l’elicottero quale piattaforma controcarro. I fatti di An Loc finirono sulle prime pagine dei quotidiani americani e vennero ovviamente riportati anche sulle piu’ quotate riviste militari specializzate come Jane’s e Aviation Week, che  il 22 Maggio 1972 pubblico’ un articolo fotografico dall’eloquente titolo: “Army Cobras Blast Tanks Near An Loc.” (vedere immagine in basso).

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Cio’ fu di importanza fondamentale in quanto lo U.S. Army, una volta completato il ritiro dal Sud Est Asiatico, avrebbe dedicato gran parte delle proprie energie e risorse al Patto di Varsavia e quindi all’Europa Centrale. Cio’ significava poter disporre anche di una buona dose di force multiplier per compensare in parte l’inferiorita’ numerica della flotta carri NATO. Non dimentichiamoci inoltre che proprio nel 1972 venne emanata la specifica Advanced Attack Helicopter (AAH), che nel 1976 avrebbe portato l’esercito Usa ad adottare lo Hughes AH-64 Apache, primo elicottero d’attacco specializzato nella lotta ai mezzi corazzati in scenari mid-hi threat. Una macchina che per capacita’ e soluzioni tecniche si discostava non poco sia dal predecessore Cobra, che dal Sovietico Hind. Lo stesso Cobra in quegli anni fu oggetto di un esteso ed articolato programma di modifiche e upgrade che lo trasformarono in una macchina idonea ad occuparsi anche dei moderni MBT come il T-64 e il T-72.

Tornando al Vietnam e alle operazioni controcarro, non si puo’ fare a meno di menzionare le attivita’ del 1st Aerial Combat TOW Team (17th CAG, 1st Avn Bde) che debutto’ proprio durante l’Offensiva di Pasqua nella “calda” I Military Region. Equipaggiato con due anziani NUH-1B provvisti di visore di puntamento e guida e lanciatori per missili TOW, questo minuscolo reparto entro’ in azione per la prima volta il 2 maggio 1972, quando il CWO2 Carrol W. Lain (foto in basso) mise fuori combattimento alcuni M41 dell’ARVN catturati dai Nordvietnamiti. Si trattava in termini assoluti dei primi tanks  messi fuori combattimento attraverso  l’impiego di missili controcarro lanciati da elicotteri.  Un altro “first” per la US Army Aviation  ottenuto meno di 20 giorni dopo l’attacco di McKay ad An Loc. Nelle settimane successive numerosi altri corazzati vennero distrutti dal TOW, compresi T-54 e PT-76. A questi ed altri episodi ho dedicato un post giusto qualche mese addietro.

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Da segnalare infine i sei UH-1C con sottosistema M22 (6 AGM-22/SS.11) che il 7 Maggio arrivarono d’urgenza in Vietnam per incrementare le capacita’ aeree controcarro nella Military Region I (MRI). Dopo essere stati convertiti in UH-1M, il 19 Maggio i sei elicotteri partirono alla volta di Da Nang per prendere parte all’Offensiva di Pasqua. Al fine di evitare quanto piu’ possibile i missili Strela, queste macchine furono costrette ad ingaggiare i bersagli a quote comprese fra i 25 e i 50 piedi AGL. Un rapporto della 1st Aviation Brigade segnalava 34 missili lanciati contro bersagli nemici fra la fine di Maggio e il 20 Giugno. I bersagli colpiti includevano:

– 1 T-54 distrutto (21 Maggio)
– 1 T-54 danneggiato
– 1 Type 63 distrutto
– 1 Type 63 danneggiato
– 4 bunker distrutti
– Un edificio distrutto

Almeno due esemplari di UH-1/M22 vennero brevemente dislocati nell’area di An Loc. Queste macchine, scortate dai Cobra della F-79, operarono fra il 12 e il 14 Maggio, ma apparentemente non trovarono bersagli e di conseguenza ritornarono nella MRI.

Il missile SS.11 elilanciato non fu mai popolare fra gli equipaggi. La procedura di puntamento e guida era complicata e richiedeva una grande concentrazione e abilita’ se si voleva centrare il bersaglio. La superiorita’ del sistema TOW era talmente palese, che l’US Army inizio’ a ritirare l’SS.11 poco dopo la fine del conflitto in Vietnam.

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Naturalmente anche i risultati conseguiti dal 1st Aerial Combat TOW Team contribuirono a validare il concetto di elicottero tank killer e di riflesso a ottenere ulteriori fondi per l’ammodernamento della flotta degli elicotteri d’attacco. Ma non si trattava che dell’inizio. Eventi come l’Operazione Lam Son 719 (1971), l’Offensiva di Pasqua (1972) e la Guerra del Kippur (1973) portarono la US Army Aviation ad una profonda revisione in ambito addestrativo, tattico e dottrinale. I leader compresero presto che nei conflitti futuri gli elicotteri difficilmente avrebbero potuto operare come si era visto in Vietnam. Fu per questo necessario rivedere tattiche, profili di volo e addestramento. Quest’ultimo inizio’ a porre sempre maggiore enfasi sul terrain flight, volo Nap-of-the-Earth con i visori notturni NVG (a partire dal 1973) e attraverso l’ausilio dei nuovi moderni simulatori di volo.

Da un punto di vista tecnologico, le esperienze a Lam Son e An Loc portarono ai  primi sistemi di autoprotezione attivi e passivi specificatamente progettati per l’ala rotante. Fra questi ultimi va annoverato il celeberrimo AN/ALQ-144 “disco ball”, concepito  dalla ora defunta Sanders Associates (New Hampshire) come contromisura nei confronti dei MANPADS a guida IR. L’ALQ-144 fu il primo sistema di questo genere ad essere stato adottato su larga scala da una forza armata. Anche gli avvisatori di scoperta radar (RWR) cominciarono ad apparire sempre piu’ frequentemente a bordo degli elicotteri inviati in contesti operativi a partire dagli anni Ottanta.

(In basso il primo Cobra modificato con sistema ALQ-144. Il “Toilet Bowl” era un invece semplice dispositivo che deviava lo scarico della turbina verso l’alto. Il calore veniva poi dissipato dal flusso d’aria e dal downwash del rotore. Lo scopo era quello di ridurre la traccia IR e sviare i temuti missili Strela. Il deflettore Toilet Bowl venne in seguito abbandonato e sostituito da un nuovo e piu’ sofisticato sistema che raffreddava direttamente lo scarico).

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Progressi non mancarono anche nel campo degli armamenti: le obique Minigun con lanciagranate in torretta lasciarono il posto ai piu’ letali cannoni da 20 e 30mm (M197 e M230), mentre il pur valido TOW era destinato ad essere affiancato o rimpiazzato da un nuovo missile a guida laser dalle capacita’ nettamente superiori: l’AGM-114 HellFire.

E qui mi fermo altrimenti finisco a divagare per altre 20 pagine🙂

Vi lascio con alcune immagini scattate ad An Loc

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Questo T-54/55 e’ stato probabilmente il primo carro messo fuori combattimento dai Cobra della F-79 ad An Loc.  La didascalia scritta a mano riporta: “Carro T-54 colpito da un Cobra, 13 Aprile 1972″.

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Attorno ad An Loc la contraerea Nordvietnamita disponeva di una vasta gamma di bocche da fuoco. Uno dei mezzi presenti era il sistema contraereo semovente binato ZSU-57-2, armato con pezzi automatici da 57mm. L’esemplare che vedete nella foto fu messo KO da uno dei numerosi attacchi dall’aria. Il ZSU-57-2 era solitamente riservato a bersagli grossi e lenti come i C-130 o le aerocannoniere AC-119 e AC-130.

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In questa immagine sono visibili due carri, entrambi centrati dai Cobra: il primo al centro, cerchiato, e un secondo nell’angolo in alto a destra seminascosto da una nube di fumo nero

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  T-54 colpito da un Ranger dell’81st Ranger Group armato di lanciarazzi M72 LAW

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Carro leggero Type 63 di fabbricazione cinese distrutto ad An Loc. Questo corazzato abbinava lo scafo del PT-76 Sovietico alla torretta del carro leggero cinese Type 62. L’armamento principale era composto da un pezzo Type 62-85TC da 85mm.

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Vista parziale di An Loc. Sullo sfondo si puo’ notare la sagoma di un AH-1G del Blue Max in volo NoE.

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Truppe Sudvietnamite in marcia ad An Loc. Sullo sfondo e’ visibile un carro leggero Type 63 di fabbricazione cinese messo fuori combattimento.

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Il Generale di Brigata Lê Văn Hưng (1933-1975), comandante della 5a Divisione dell’ARVN, e il Colonnello William H. Miller (1923-2004), consigliere anziano della 5a Divisione con alle spalle 2a guerra mondiale, Corea e Vietnam.  Due ufficiali assai differenti per indole: taciturno e riflessivo Hung, istintivo e aggressivo Miller. Queste differenze caratteriali, unite alle divergenze tattico-strategiche, portarono entrambi a scontrarsi in numerose occasioni all’interno del command bunker di An Loc.

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MAJOR LAWRENCE E. MCKAY, U.S. ARMY
primo pilota di elicottero ad ingaggiare e distruggere un carro armato

Nato a Charleston, South Carolina il 26 Agosto 1936, Lawrence E. “Larry” McKay frequenta il programma piloti dell’Army Reserve Officer Training Corps con il prestigioso collegio militare The Citadel, da cui si diploma a pieni voti nel 1958. Dopo aver frequentato le scuole di volo a Fort Wolters (Texas) e Fort Rucker (Alabama) e servito in Germania Occidentale dal 1961 al 1964, McKay parte nel 1966 alla volta del Vietnam dove viene chiamato a ricoprire la carica di aviation officer presso il 5th Special Forces Group (Airborne), allora stanziato a Nha Trang. Dopo l’esperienza nel Sud Est Asiatico nelle operazioni speciali, McKay rientra in patria, dove si occupa di istruzione e addestramento al volo a Hunter Army Airfield (Georgia). Promosso a comandante di compagnia, McKay frequenta lo U.S. Army Command and General Staff College a Fort Leavenworth (Kansas). Al suo secondo turno in Vietnam, il 1 Settembre 1971 assume il comando della F Battery, 79th Aerial Field Artillery (AFA) prendendo parte all’Offensiva di Pasqua e alla difesa di An Loc. Dopo il rimpatrio si laurea in economia alla Duke University (North Carolina) e in seguito insegna a West Point. L’ultimo incarico di McKay e’ quello di comandante del 101st Aviation Battalion a Fort Campbell (Kentucky). Si congeda nel 1978 con il grado di Tenente Colonnello. Fra le decorazioni ricevute figurano una Silver Star, una Distinguished Flying Cross, una Legion of Merit with two oak loaf clusters, una Bronze Star with two oak leaf cluster e 15 Air Medal.

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CHIEF WARRANT 2 RONALD LEROY TUSI, U.S. ARMY
primo pilota di elicottero a diventare asso “tank killer”

Ronald Leroy Tusi, figlio dell’italoamericano Joseph P. Tusi, nasce a Healdsburg, nella contea di Sonoma (California) il 24 Agosto 1937. Dopo essersi diplomato alla Healdsburg High nel 1955, si arruola nella U.S. Navy. Durante le nove settimane di addestramento basico a San Diego Tusi viene promosso per meriti a Recruit Petty Officer in Charge (R-POIC), incarico che lo rende responsabile della compagnia di reclute di cui fa parte. I punteggi ottenuti durante l’addestramento gli danno anche il privilegio di scegliere in quale unita’ servire. Tusi decide di entrare nei celeberrimi Underwater Demolition Team (UDT), i precursori dei Navy Seals (che verranno creati solo nei primi anni ’60). Il corso, lungo 71 settimane (inclusa la Hell’s Week), e’ molto impegnativo, ma Tusi lo completa piazzandosi anche bene in graduatoria. La specializzazione di Tusi e’ Hospital Corpsman, o soldato di sanita’. L’UDT 12 fu la sua ultima assegnazione nella US Navy.

Dopo il matrimonio, celebrato nel 1964, Tusi decide di congedarsi dalla Marina. Ritornato civile, trova un impiego in una compagnia in Louisiana come sommozzatore specializzato nelle demolizioni sottomarine. Non dura pero’ molto. Nel Giugno 1967, alla soglia dei 30 anni, si arruola per la seconda volta. Questa volta fa domanda per diventare pilota di elicotteri dell’esercito. Frequenta l’addestramento basico a Fort Polk, Louisiana, poi la scuola Warrant Officers per piloti e infine i corsi di pilotaggio a Fort Wolters, Fort Rucker e Hunter Army Airfield. Tusi sembra possedere una particolare attitudine al volo, che combinata alle sue doti di coraggio e leadership, lo fanno presto diventare uno degli aviatori piu’ promettenti dell’U.S. Army. Concluso l’addestramento parte per il Vietnam, che diventera’ presto la sua seconda patria. Nel Sud Est Asiatico spende ben cinque turni prestando servizio in numerose unita’. Fra queste si segnalano: Troop B, 7th Squadron, 17th Cavalry;   Battery C, 2nd Battalion, 20th ARA;   Battery F, 79th AFATroop C, 16th Cavalry155th Assault Helicopter Company. Tusi vola con diversi modelli di elicottero, ma e’ con l’AH-1G che  raggiunge la fama, tanto da meritarsi l’appellativo di “King Cobra” per la sua straordinaria abilita’ nel pilotare il mezzo della Bell. Con questa macchina volera’ in Vietnam per tre turni, inframmezzati da un periodo in patria per acquisire la qualifica di Pilota Istruttore.

Mentre serve nel Sud Est Asiatico prende parte a numerose azioni belliche che gli fanno guadagnare una sfilza incredibile di decorazioni: 1 Distinguished Service Cross (seconda piu’ alta decorazione militare), 4 stelle d’argento, 8 Distinguished Flying Cross, 3 stelle di bronzo di cui una al valore, 67 Air Medals, una Vietnamese Cross of Gallantry con stella d’oro, una Purple Heart e infine un’American Legion Aviation Award al valore. Nell’Aprile 1972 diventa il primo pilota di elicotteri al mondo a distruggere cinque carri armati e di conseguenza raggiungere lo status di “tank killer ace”.

Conclusa l’esperienza in Vietnam, Tusi viene assegnato ad un programma sperimentale inerente il volo notturno con NVG conosciuto come “Night Owl”. Sfortunatamente, il 6 Agosto 1974 Tusi perde la vita a soli 37 anni quando il suo elicottero  si schianta a terra dopo avere urtato cavi dell’alta tensione nei pressi di Fort Hunter Ligget (California).  Il disastro avviene alle 11:45PM nel corso di un volo NoE a quote estremamente basse. Con lui muore anche il co-pilota, CW2 John Cohorn Jr.

IL MEDAGLIERE DEL CW2 RON TUSI

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FONTI:

  • The Battle Of An LocBook di James H Willbanks (2005)
  • Hell in An Loc: The 1972 Easter Invasion and the Battle that Saved South Viet Nam di Lâm Quang Thi (2oo9)
  • Powerful and Brutal Weapons: Nixon, Kissinger, and the Easter Offensive di  Stephen P Randolph
  • Senior Officer Debriefing Report by Major General Robert N. Mackinon, Commander 1st Aviation Brigade, July 1971 – July 1972
  • Senior Officer Debriefing Report by Brigadier General James F. Hamlet, Commander 3rd Brigade (Separate), 1st Cavalry Division, 13 Dec 1971 . 20 Jun 1972
  • Anti-tank Helicopters di Steven Zaloga – Osprey publishing (1986)
  • Army Aviation Digest – U.S. Army – annate 1972 e 1973
  • US Army AH-1 Cobra Units in Vietnam di Jonathan Bernstein – Osprey Publishing (2003)
  • Aviation Week – 22 Maggio 1972

 

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