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Cose che non capisco (capitolo 23)

Siamo ancora in Cina

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Pare che nel distretto militare di Xinjiang i Cinesi usino questi scooter elettrici per massaie suburbane.
Scopo: pattugliare i confini.
Mi piacerebbe davvero conoscere le prestazioni, tipo velocita’ e autonomia.
Cmq il cestino e’ fantastico. Per non parlare dei colori ispirati ai Power Rangers.

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Valchirie e Centauri

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Elicotteri da ricognizione AB 206 (ERI) dell’Aviazione Leggera dell’Esercito (ALE) sorvolano carri Leopard 1 della Brigata Meccanizzata Centauro (1987)

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14 Ottobre 1951 – Questa bellissima foto ritrae uomini e personale dell’8225th Mobile Army Surgical Hospital (MASH) durante la Guerra di Corea. A sinistra vediamo un’ambulanza 4×4 Dodge WC54 da 3/4 di t, mentre a destra un Bell H-13 Sioux. Photo by Corporal Charles Abrahamson/U.S. Army.

Buona PaNKua a tutti!

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Buona PaNKua a tutti dal BEL PRESIDENTE coniglioso!

 

[VIDEO] La Cavalcata dei Death Dealers (e altre storie)

Camp Humphreys, Corea del Sud – Lo scorso 18 Aprile, il 4th Aerial Reconnaissance Battalion (Attack) del  2nd Aviation Regiment, si e’ prodigato in una serie di aggressive esercitazioni atte a verificare la prontezza operativa. In particolare l’unita’ in oggetto – soprannominata Death Dealers ha fatto notizia per aver eseguito un mass landing con tutte le macchine a disposizione: ben 24 Apache. Guardate che spettacolo.

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Photo: U.S. Army / 2nd CAB

Il 4-2 fa parte della 2nd Combat Aviation Brigade, che e’ poi la brigata di aviazione della 2nd Infantry Division “Indian Head”, unita’ che staziona ininterrottamente in Corea da ormai quasi 50 anni (senza contare la partecipazione al conflitto del 50-53).

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Una impresa simile era gia’ stata effettuata il 14 Marzo dalla pedina utility del 2nd CAB, ossia il 2nd Battalion (Assault), 2nd Aviation Regiment. Nella foto in alto potete vedere una formazione composta da 25 UH-60 Black Hawk al decollo. Photo credit: Meghan White

*      *      *

Sono giorni piuttosto frenetici per gli uomini della 2nd CAB. La scorsa settimana gli elicotteri di questo reparto si trovavano nel Mar Cinese Orientale a bordo delle navi per operazioni anfibie USS Bonhomme Richard (LHD-6) e USS Denver (LPD-9) per partecipare ad esercitazioni anfibie con il Corpo dei Marines e la 7th Fleet della US Navy.

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Tre AH-64D Longbow arrivano a bordo della Bonhomme Richard.

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CH-47F decolla della USS Bonhomme Richard. Notare gli MV-22 Osprey sul ponte.

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Suggestiva immagine della USS Bonhomme Richard (LHD-6). Sulla destra un Apache della 2nd CAB si accinge ad appontare.
Questa nave d’assalto anfibio appartiene alla Classe Wasp e fu commissionata nel 1998.

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Elicotteri sul flight deck della USS Denver (LPD-9)

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Sea Hawk sorvola la USS Denver (LPD-9), terza unita’ della Classe Austin.  La Denver, commissionata nel lontano 1968,  e’ attualmente la nave piu’ anziana in servizio nella US Navy. Solo un’altra unita’ della classe Austin risulta in forza alla marina USA nel momento in cui scrivo, ossia la Ponce (AFSB-I, ex LPD-15), commissionata nel 1971.

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Questa foto risale invece a fine Marzo e mostra l’appontaggio di un Black Hawk della 2nd CAB a bordo dell’incrociatore USS Lake Erie (CG 70) durante le manovre Foal Eagle 2014 nel Mar Giallo.

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(Photo credits: U.S. Navy / Pacific Fleet)

OWNING THE NIGHT – The Iroquois Night Fighter And Night Tracker (INFANT)

Il Sistema INFANT (Iroquois Night Fighter And Night Tracker) fu il primo vero apparato di visione notturno per la ricerca e l’acquisizione dei bersagli realizzato appositamente per un elicottero. Sebbene non oltrepasso’ lo stadio sperimentale, esso viene oggi considerato come un importante punto di svolta nel campo degli equipaggiamenti per la visione ed il combattimento notturni.

NIGHT VISION DEVICES: IL VIETNAM COME LABORATORIO DI RICERCA

L’INFANT nacque sul finire degli anni sessanta da una collaborazione fra la Hughes Aircraft Company e l’esercito statunitense. Quest’ultimo, preso atto dei limiti operativi dell’elicottero fra il tramonto e l’alba, inizio’ a finanziare e sviluppare una serie di sistemi per il volo notturno. I programmi che ne scaturirono, pur essendo di natura sperimentale e quindi destinati ad un numero estremamente ridotto di macchine, erano pero’ considerati prioritari. Il motivo e’ facilmente intuibile: attraverso la ricerca e le esperienze sul campo, gli Stati Uniti avrebbero accresciuto non solo le capacita’ dei loro aeromobili, ma anche ottenuto la leadership tecnologica, con le ovvie ricadute in campo militare, civile e commerciale.

L’esperienza in Vietnam, in effetti, porto’ ad un innalzamento del livello tecnologico come mai si era visto in precedenza: equipaggiamenti oggi comuni e diffusi come LLLTV, FLIR, NVG e camere termiche esordirono proprio in quel conflitto. Dopotutto, la caccia agli inafferrabili Vietcong durante le ore notturne costituiva gia’ di per se un incentivo piu’ che valido. Non solo:  la presenza di un nemico che combatteva essenzialmente a piedi e che si spostava sopratutto con mezzi di trasporto silenziosi e facilmente occultabili come bici e sampan, porto’ i ricercatori a sviluppare equipaggiamenti sempre piu’ sensibili (compatibilmente con la tecnologia allora disponibile).

Gia’ durante i primi anni di guerra la US Army Aviation era considerata all’avanguardia nelle capacita’ notturne, come peraltro riporta lo studio USAF “B-57G Tropic Moon III” alle pagine 4 e 5:

The U.S. Army in 1966 probably had a better night hunter capability than either the Air Force or the Navy [...] Even though night interdiction was a traditional Air Force mission, the Army was making better progress toward acquiring an effective mission capability.

I primi passi

Nel Maggio 1966 l’esercito invio’ in Vietnam cinque UH-1C sperimentali equipaggiati con il Remote Image Intensifier System (RIIS), un sistema costruito dalla  Westinghouse e basato sulla tecnologia Low Light Level TV (LLLTV). Esso si componeva di una telecamera SEC Vidicon sul muso collegata ad una coppia di monitor CRT (tubi catodici): uno installato nel cockpit e l’altro nel vano di carico dell’elicottero, dove si trovava anche il modulo con l’elettronica. In totale il sistema pesava meno di 60 kg, cablaggi compresi.

I cinque Huey operavano per conto dell’ACTIV (Army Concept Team In Vietnam), un’organizzazione creata nel 1962 con il compito di gestire i programmi dei nuovi equipaggiamenti testati dai reparti dell’US Army nel Sud Est Asiatico. Nel caso dell’accoppiata UH-1/RIIS, i test erano di competenza del distaccamento televisivo mobile dell’United States Army Publishing Agency (USAPA), che negli USA era stanziato al Tobyhanna Signal Depot (Pennsylvania), un importante centro logistico  specializzato in sistemi e apparecchiature elettroniche. Nelle foto in basso potete vedere alcune immagini del RIIS.

Sfortunatamente, quasi nulla si sa sulle operazioni condotte dagli UH-1 RIIS, a parte che le cinque macchine, battezzate Batships, operarono nella regione del Delta del Mekong fra giugno e novembre, e che non ottennero i risultati sperati per via della scarsa affidabilita’ del RIIS, giudicato nel complesso “immaturo”. Anche riguardo al numero di missioni le notizie sono frammentarie. Si sa, ad esempio, che fra il 14 giugno e il 20 luglio 1966 i cinque elicotteri eseguirono 35 missioni e 57 voli di test, in condizioni di luce che andavano dal quarto di luna, alla luna piena.

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Uno degli UH-1C Batship equipaggiati con il RIIS fotografato a Tan Son Nhut AB nel Settembre 1966.
La matricola di questo esemplare e’  65-09439. (Photo: Terry Love)

A dispetto dei risultati poco lusinghieri, l’esercito era ancora fermamente convinto che valesse la pena sviluppare ulteriormente il concetto e di conseguenza i fondi per la ricerca continuarono ad affluire come e piu’ di prima.

L’anno successivo l’US Army testo’ un ulteriore tipo di apparato, sempre basato sulla tecnologia LLLTV ed installato a bordo dell’UH-1. Qui le informazioni a mia disposizione sono ancora piu’ scarne. Da quello che si puo’ vedere dalle immagini in basso, si trattava di una telecamera LLLTV di diversa fattura, installata all’interno di un contenitore montato su sottosistema M21, al posto della Minigun di sinistra.

Il monitor del copilota con filtro verde.

Va fatto presente che l’ente militare che a quell’epoca dirigeva le ricerche sui dispositivi di visione notturna era il Night Vision and Electro-Optics Laboratory dell’US Army, acquartierato a Fort Belvoir, in Virginia. Come nella migliore tradizione americana, questa struttura collaborava proficuamente sia con i principali centri di ricerca accademici (esempio il MIT di Boston), sia con l’industria (ITT, Hughes, etc).

Dopo i primi timidi esperimenti con il RIIS, l’US Army giunse alla conclusione che solo un sistema intergrato notturno per la ricerca e l’acquisizione dei bersagli sarebbe stato idoneo all’impiego operativo e offensivo. Questo concetto porto’ alla nascita dell’INFANT (Iroquois Night Fighter And Night Tracker), progetto nato sotto gli auspici dell’Army Concept Team In Vietnam (ACTIV) e del SEA NITEOPS (Southeast Asia Night Operations), un piccolo ente dell’esercito che, come suggerisce il nome, si occupava delle operazioni notturne nel Sud Est Asiatico.

L’INFANT si componeva di tre principali sottosistemi:

  • l’elicottero UH-1M Iroquois;
  • l’apparato di visione notturna Hughes AN/ASQ-132;
  • sottosistema d’arma Emerson Electric M21.

L’elicottero UH-1M rappresentava l’ultima evoluzione dell’originale Bell Model 204 (short body), noto ai piu’ come Huey. Basato sul “Charlie” (UH-1C), il “Mike” differiva da quest’ultimo unicamente per il turboalbero di potenza maggiore (un Lycoming T-53-L13 da 1400 shp in luogo dell’L11 da 1100).

Il core del sistema INFANT era naturalmente l’AN/ASQ-132, che era cosi’ composto:

  • una telecamera LLLTV a bassa intensita’ luminosa;
  • un apparato ad intensificazione di luce con tubo multistadio da 80mm;
  • due proiettori IR della Varo Inc. asserviti al sottosistema d’arma M21.
  • due monitor da 8.1 pollici installati nel cockpit per pilota e co-pilota
  • un monitor da 14 pollici posto alle spalle dei seggiolini e destinato all’osservatore (rear monitor)

Il sistema completo pesava 301 kg.

Fra i principali subcontractor dell’AN/ASQ-132  si segnalavano la Perkin Elmer (ottiche e lenti); American Optical (cavo di fibra ottica e accessori) e Farrand Optical (visore binoculare).

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L’M21, ben noto agli studiosi di gunships, era basato su una coppia di mitragliatrici M134 Minigun a 6 canne rotanti da 7,62, piu’ due lanciarazzi M158 con sette razzi da 70mm ciascuno. Sulla volata delle Minigun furono applicati dei soppressori di fiamma della Mathewson Tool Company, mentre il rapporto fra traccianti (M62) e cartucce ordinarie (M80) scese da uno ogni cinque proiettili (1:5) a uno ogni nove (1:9). Questo espediente fu reso necessario dal fatto che il normale rapporto “accecava” i delicati sensori dell’ASQ-132. Contemporaneamente l’Arsenale di Frankford sviluppo’ e realizzo’ un milione di speciali traccianti a bassa luminosita’ (XM276 Dim Tracer con ogiva colore verde), invisibili ad occhio nudo, ma rilevabili attraverso i sensori.

Parlando di sensori, questi erano alloggiati all’interno di un singolare apparato a costruzione tubolare fissato alla parte inferiore del muso grazie ai punti d’attacco (opportunamente rinforzati) in origine destinati alla torretta del lanciagranate M5.

Suddetto apparato fu realizzato con tubature metalliche di grosso diametro, le cui estremita’ terminavano con una coppia di simil-torrette rotanti contenenti la LLLTV a visione remota (Remote View o RV) e il sistema ad intensificazione a visione diretta (Direct View o DV). Una soluzione non molto elegante, che pero’ si rivelo’ robusta e funzionale.

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La torretta di destra era destinata alla LLLTV, mentre quella di sinistra al sistema ad intensificazione.

L’immagine della LLLTV veniva trasmessa ai due monitor CRT da 8 pollici sistemati nel cockpit (remote vision) e ad un terzo monitor da 14 pollici destinato all’osservatore alle spalle dei piloti (quasi mai montato a bordo, se non in voli di addestramento). Il sistema ad intensificazione era abbinato ad un visore a periscopio collegato direttamente al sensore sul muso (direct view) attraverso un cavo in fibra ottica di grossa sezione lungo 2,7 metri. I monitor nel cockpit presentavano un grande reticolo a croce per il puntamento delle armi:

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Il visore a periscopio era altresi’ asservito alla sighting station M6 (in basso a destra) per il puntamento e controllo delle Minigun:

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In alto: Copilota/cannoniere osserva l’ambiente circostante attraverso il visore a periscopio collegato al sensore ad intensificazione dell’ASQ-132, mentre nel contempo manovra la sighting station M6 con la mano destra. In basso: ecco come si presentava il visore al copilota dell’UH-1M. Notare il grosso cavo in fibra ottica e il monitor della LLLTV con filtro rosso per la visione notturna:

Il controllo delle torrette avveniva attraverso un joystick installato su un piccolo pannello di controllo, come potete vedere nella foto in basso:

La LLLTV era destinata prevalentemente alla visione notturna, mentre il sistema ad intensificazione veniva usato sia nella ricerca e acquisizione dei bersagli, che nel puntamento e impiego dell’armamento di bordo. Entrambi i sistemi fornivano fino a quattro livelli di ingrandimento selezionabili a discrezione del pilota e copilota.

Se non vi era alcuna fonte di luce ambientale (esempio con il cielo completamente coperto), venivano in aiuto i due illuminatori IR su supporto snodabile montati immediatamente sopra le Minigun (foto in basso). Gli illuminatori altro non erano che proiettori allo Xenon da 500 watt con relativo pink filter infrarosso. Essi seguivano il movimento delle due M134, per permettere cosi’ al cannoniere di osservare l’area d’impatto dei proiettili, nonche’ illuminare i bersagli per altri aeromobili (normalmente Cobra o cannoniere Huey).

Il primo Huey INFANT

Lo sviluppo e i test dell’AN/ASQ-132 furono condotti dalla Hughes Aircraft Company nel ben noto stabilimento di Culver City, California. A questo scopo la Hughes chiese ed ottenne dall’Esercito un UH-1C (#66-00511), che impiego’ dal Luglio 1968 all’Aprile 1969. A quanto ne so questo fu l’unico “Charlie” INFANT, nonche’ il primo Huey equipaggiato con tale sistema.

I test proseguirono nuovamente al SEA NITEOPS di Fort Belvoir (Virginia), dopo di che l’elicottero fu portato allo standard “M” e inviato in Vietnam per i consueti cicli di test. [1]

Gli INFANT in Vietnam

Il trasferimento delle cannoniere INFANT in Vietnam avvenne sotto il programma ENSURE 100 (Expedited Non-Standard Urgent Requirements for Equipment N° 100). Il nucleo sperimentale di tre UH-1M INFANT arrivo’ alla base aerea di Tan Son Nhut (Saigon) nel Novembre 1969, e di li a poco distaccato presso il 227th Assault Helicopter Battalion (AHB) della 1st Cavalry Division (Airmobile). Suddetto nucleo opero’ con il 1st Cav come INFANT NETT fino al febbraio 1970. NETT era l’acronimo di New Equiment Training Team.

Esso si componeva di sei aviatori, un NCOIC (Non-Commissioner Officer In Chief), tre crew chief, due manutentori di armamenti, tre tecnici riparatori di apparecchiature televisive, un tecnico riparatore di apparecchiature elettroniche, uno specialista di comunicazioni e due contractor civili che rappresentavano la ditta che produceva l’AN/ASQ-132. Prima della partenza per il Vietnam, il nucleo NETT prese parte ai test del sistema e ad un corso presso la Hughes.

Gli aviatori candidati dovevano avere all’attivo almeno 200 ore di volo in combattimento, preferibilmente nell’area d’impiego dell’INFANT (vedi in basso), abilitati con il modello UH-1, conoscere a livello generale il sottosistema M21 e non avere alcuna inibizione nei confronti del volo notturno.

Il corso di qualificazione per gli aviatori destinati al sistema INFANT aveva una durata complessiva di 55.2 ore, di cui 29.7 dedicate alla teoria (in aula) e 25.5 destinate ai voli di addestramento diurni con filtri (10.7 ore) e notturni (15 ore). Le attivita’ di abilitazione con le armi si svolgevano esclusivamente durante le ore notturne, nelle quali ogni studente  lanciava complessivamente 63 razzi da 70mm e sparava 6000 colpi con le Minigun.

L’installazione dell’ASQ-132 avvenne presso il Sanford Army Airfield, a Long Binh. In totale occorsero sei giorni per le operazioni di montaggio, calibrazione e di verifica dei sistemi a terra e in aria.

L’equipaggio dell’INFANT consisteva in quattro membri:

  • Pilota
  • Copilota/cannoniere
  • Crew Chief/mitragliere
  • Mitragliere/osservatore

Il crew chief e il mitragliere erano armati con una mitragliatrice M60 ciascuno. La dotazione munizioni era pari a 900 colpi (450 per arma). Le M60 erano armi difensive, imbarcate per proteggere i fianchi dell’elicottero.

Le munizioni per il sottosistema M21 si suddividevano in 14 razzi da 70mm (7 per lanciatore), piu’ 4500 colpi calibro 7,62 NATO per le due M134 Minigun. La dotazione colpi delle M134 era volutamente ridotta per evitare di superare il peso massimo prescritto, ossia 4309 kg.

Con questo carico bellico in genere non si imbarcavano piu’ di 544 kg di carburante, quantita’ che, per inciso, consentiva di compiere una sortita di 1 ora e mezza, con una riserva pari a 30 minuti.

La velocita’ tipica dalla base operativa, fino all’area di operazioni (AO) era circa 75-80 nodi, che scendevano a 60-70 quando l’elicottero raggiungeva la AO. Per quanto riguarda l’altitudine operativa, essa variava dai 600 ai 1500 piedi AGL (altitude above ground level) a seconda delle condizioni di luce ambientali (chiaro di luna, presenza di stelle, cielo coperto etc). L’altitudine ottimale era invece compresa fra i 600 e gli 800 piedi AGL: cio’ permetteva  di ottenere un’elevata qualita’ d’immagine dell’ASQ-132 e di conseguenza un incremento delle capacita’ di ricerca e di attacco della piattaforma INFANT.

I risultati ottenuti in quei tre mesi dagli INFANT furono decisamente molto piu’ lusinghieri rispetto agli UH-1 RIIS inviati tre anni prima. Il successo dell’INFANT convinse inoltre i comandi ad espandere il programma. Poco dopo il Training Team (NETT) divenne Detachment (DET) a tutti gli effetti.

Il nucleo NETT della D Company, 227th AHB condusse le operazioni dal campo di aviazione di Lai Khe, eccetto per un periodo di 10 giorni dal quale’ opero’ dal campo di aviazione di Can Tho (1-10 Gennaio 1970). A Lai Khe si trovava anche il personale di supporto per l’AN/ASQ-132 con relativo van per la manutenzione.

DESCRIZIONE GEOGRAFICA DELL’AREA DI OPERAZIONI (AO)

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L’area di operazioni (AO) si estendeva fino la meta’ occidentale del III Corps Tactical Zone (CTZ) e di gran parte del IV CTZ. Entrambi i CTZ circondavano la terrazza del Mekong e la regione del Delta del Mekong.

Il Delta del Mekong inizia dalla parte nordoccidentale di Saigon e si estende verso Sud Ovest fino al Golfo di Thailandia (o di Siam). Questa zona si presenta sostanzialmente come una vasta pianura allagata per la maggiorparte dell’anno e in gran parte coltivata a riso. In genere l’elevazione media del Delta non supera il metro slm.

La terrazza del Mekong e’ delimitata a Nordest dalle pendici occidentali del massiccio meridionale Annamita, e a Sudovest dalla irregolare linea di passaggio sita appena a Sudovest di Tay Ninh, Saigon e Vung Tau. La zona della terrazza e’ caratterizzata da una topografia ondulata che finisce nelle distese di colline vicino al massiccio Annamita. Lungo la terrazza sono presenti numerose grandi valli fluviali con piantagioni di riso. Le piu’ importanti sono quelle dei fiumi Đồng Nai e Saigon. La regione e’ ricoperta da differenti tipi di vegetazione, che durante la guerra rappresentavano il principale fattore limitante per il movimento di uomini e veicoli terrestri.

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Le porzioni meridionali della terrazza del Mekong sono generalmente composte da risaie, mentre le parti piu’ settentrionali dell’area si distinguono per la presenza di una densa foresta di latifoglie. Le porzioni nordorientali dell’area sono invece coperte da foreste secondarie, mentre la fitta canopea caratterizza tutto il versante occidentale del massiccio meridionale Annamita.

L’uniformita’ del terreno del Delta e’ spezzata da due aree che per aspetto e caratteristiche sono da considerare eccezionali: la foresta di U-Minh e la Piana dei Giunchi (anche detta di Thap Muoi). La Foresta di U-Minh e’ una palude quasi impenetrabile composta da mangrovie, mentre la Piana dei Giunchi e’ un perenne acquitrinio esteso 13 mila km2 che durante la stagione umida rimane coperto da 30 a 150 cm di acqua. Nella regione abbondano anche canali e corsi d’acqua secondari.

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CONDIMETEO

Durante la prima parte del periodo di valutazione, le condizioni meteorologiche erano caratterizzate da occasionali acquazzoni monsonici e nubi basse. Nella seconda parte furono invece registrate buone condizioni per il volo e una visibilita’ soddisfacente. La tipica nebbia polverosa del Mekong fu la lamentela piu’ frequente degli aviatori INFANT. La temperatura media registrata durante le ore notturne era 23 gradi centigradi.

PREPARAZIONE DI UNA MISSIONE: BRIEFING E DEBRIEFING

Il numero di sistemi INFANT operativi disponibili veniva riferito all’S3 del battaglione di aviazione ogni mattina a seguito della ispezione quotidiana post-missione.

Le operazioni di manutenzione preventiva si concludevano generalmente attorno alle 15, dopo di che i piloti si occupavano delle ispezioni pre-volo. Queste ultime includevano l’avviamento della turbina e il controllo completo dell’AN/ASQ-132 e dei sistemi d’arma a questo associati (Minigun e Lanciarazzi).

Fra le 17 e le 18, l’ufficiale operazioni della compagnia veniva informato dei dettagli generali della missione, che venivano poi dattiloscritti e consegnati ai membri dell’equipaggio. Le informazioni comprendevano le condizioni meteo correnti, le previsioni (winds aloft incluso), fasi lunari, frequenze radio, ora dei briefing e infine le note addizionali (informazioni utili ai fini della missione).

Il company briefing avveniva 50 minuti prima del decollo. L’equipaggio riceveva le istruzioni sulla missione e prendeva in consegna la radio UHF di emergenza e l’equipaggiamento da sopravvivenza. Al briefing partecipava anche l’equipaggio del chase helicopter che normalmente accompagnava l’INFANT.

I piloti raggiungevano l’INFANT 30-35 minuti prima del decollo. In quel lasso di tempo l’equipaggio ne approfittava per verificare nuovamente il corretto funzionamento dei sistemi di bordo e dell’armamento. Fatto cio’, l’elicottero decollava verso la base dell’unita’ da supportare. Li’ l’equipaggio si riuniva presso il TOC (Tactical Operating Center) per un secondo briefing, di norma condotto da un S3 a livello di brigata. Quest’ultimo, oltre a informare i piloti dei gride square (detti “boxes”) da “battere”, segnalava la presenza di eventuali Specified Strike Zone (SSZ) e forniva le frequenze radio delle unita’ terrestri da supportare.

L’ufficiale S3 lasciava poi spazio al collega S2 per l’intelligence briefing, che metteva al corrente i piloti dell’attivita’ nemica nell’area di operazioni, dei movimenti del nemico, eventuale presenza di fuoco contraereo, nonche’ di infrastrutture e vie di rifornimento. L’equipaggio veniva poi istruito sul ruolo che avrebbe dovuto ricoprire e sul tipo di informazioni che l’unita’ supportata sperava di ottenere.

Le coordinate dei “boxes” venivano consegnate al Liaison Officer dell’artiglieria (ALO) e all’operatore GCA (Ground Controlled Approach), ma solo nel caso fosse disponibile la copertura radar delle unita’ del controllo del traffico aereo (e non sempre lo era). L’ALO otteneva infine l’autorizzazione al volo nella Area di Operazioni (AO), mentre l’operatore GCA disegnava le aree assegnate nello schermo radar in modo da dirigere con precisione l’INFANT e mantenere quest’ultimo entro il perimetro delle aree di ricerca prestabilite.

Vale la pena di menzionare che nell’U.S. Army le funzioni GCA erano svolte dalle unita’ di Air Traffic Control (ATC). Ogni divisione (1st Cav, 1st ID, 4th ID ecc.) aveva in organico una propria compagnia ATC, mentre i reparti di volo non-divisionali si servivano di battaglioni separati che fornivano servizi ATC a livello di Corpo.

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Missione o sortite si concludevano con il debriefing in cui l’equipaggio forniva all’unita’ supportata ogni informazione utile o necessaria: area e “boxes” coperti, obiettivi, coordinate, armi impiegate, colpi sparati e i risultati di ogni ingaggio. Una volta rientrato al campo di aviazione della base, l’equipaggio dell’INFANT riportava poi le medesime informazioni all’S3 del battaglione di aviazione.

TATTICHE

Sebbene l’UH-1M INFANT fosse in grado di ricercare, acquisire e neutralizzare i bersagli autonomamente nella (quasi) completa oscurita’, esso rendeva al meglio quando operava in congiunzione con altri elicotteri, ad esempio con un UH-1H Comando e  Controllo (C&C) armato di mitragliatrice calibro .50 che seguiva a ruota l’INFANT:

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Al posto del tradizionale UH-1H, poteva anche essere impiegato un UH-1 Nighthawk, ossia uno speciale Huey Hotel dotato di apparati di visione notturna Starlight, un faro di ricerca che poteva funzionare sia per proiettare luce bianca o  IR. Il Nighthawk era normalmente equipaggiato con bengala illuminanti e armato con una mitragliatrice calibro .50 e una Minigun.

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Lato sinistro di un UH-1H Nighthawk. Notare la Minigun con i due tubi flessibili per l’espulsione dei bossoli e il “castello” equipaggiato con un faro di ricerca IR AN/VSS-3 da 50 milioni di candele e un visore notturno Starlight AN/TVS-4 Night Observation Device (NOD). Il lato destro era invece occupato da una mitragliatrice pesante calibro 0.50 (M2HB, XM214 o M3).

In alternativa si ricorreva a formazioni piu’ complesse tipo Hunter-Killer (HK). La tipica formazione HK si componeva di un UH-1M INFANT (Hunter), uno o due elicotteri d’attacco Cobra (Killer) e un UH-1H slick in funzioni di Comando e Controllo (C&C). Le formazioni HK si rivelarono le piu’ efficaci in assoluto.

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Ecco cosa segnalava a questo proposito il rapporto dell’esercito Iroquois Night Fighter And Night Tracker del 30 Aprile 1970:

This configuration was employed numerous times and found to be very effective. The AH-1G flew 1000 feet above INFANT in an orbital pattern providing continuous air cover. The UH-1H was used as C&C at an altitude of 1500 feet above INFANT to provide maximum control of the two other aircraft.

Advantages

(a) Additional firepower and standoff capability are provided by the AH-1G,

(b) UH-1H provides positive control of the other aircraft from a safe altitude, thereby permitting the AH-1G and INFANT crews to concentrate on the enemy situation.

(c) AH-1G provides improved capability to detect ground to air fire in all quadrants and provide immediate neutralizing fire.

(d) UH-1H can serve as recovery aircraft for AH-lG or INFANT.

(e) Maximum capabilities of all aircraft are exploited.

Disadvantages

None were apparent.

L’INFANT IN AZIONE

Durante il periodo di valutazione con la 1a Divisione di Cavalleria, gli INFANT presero parte a diverse missioni e sortite durante le ore notturne. Alcune furono infruttuose, mentre altre portarono a risultati apprezzabili. Ad esempio il 5 Gennaio 1970 un team composto da due INFANT e uno Huey Nighthawk (soprannominato Tiger Surprise) parti’ da Can Tho per attaccare una serie di bersagli individuati a Sud e a Ovest di Soc Trang. L’azione provoco’ la distruzione di 15 costruzioni e 21 sampan carichi di rifornimenti, nonche’ l’uccisione di diversi Vietcong. Il giorno successivo un team misto di due INFANT, un Cobra e un UH-1H fu inviato a Ca Mau contro posizioni nemiche sospette. Dopo l’attacco un agente riporto’ la morte di almeno 30 Vietcong. In entrambi casi il sistema funziono’ come previsto e grazie ai sensori di bordo fu anche possibile effettuare ricognizioni notturne post-strike per valutare i danni arrecati al nemico.

In almeno due occasioni non fu possibile ottenere informazioni sui danni causati dall’intervento dell’INFANT. Si vedano a questo proposito le missioni del 4 e 9 Gennaio. Il 4 Gennaio 1970 fu impiegato un unico INFANT (il secondo non era mission-ready) in coppia con uno Huey Nighthawk del 13th Aviation Battalion nell’area meridionale e occidentale di Soc Trang. L’INFANT compi’ un paio di attacchi con i razzi, ma per ragioni sconosciute non fu possibile stabilire l’entita’ dei danni. Il 9 Gennaio un singolo INFANT fu inviato nell’area di Kuc Hoa accompagnato da tre Huey: due Nighthawk con calibro .50 e un terzo Firefly con doppia M60 in singola postazione e sistema di illuminazione composto da un gruppo di luci di atterraggio di C-123. Il Team effettuo’ un paio di attacchi sottoforma di Recon by Fire. Anche in questo caso non si seppe nulla dei risultati.

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Il 2 Gennaio, durante un test di volo sopra la foresta di U-Minh in appoggio ad una missione Nighthawk (UH-1H + AH-1G e Mohawk), uno dei due INFANT (UH-1M matricola #66-00726) si schianto’ improvvisamente in una zona paludosa durante un gun run ad alta velocita’. Il violento impatto con il terreno e la successiva esplosione provocarono la morte immediata di tutti e quattro i membri dell’equipaggio. Le cause dell’incidente non furono mai stabilite con precisione. L’unica cosa certa e’ che gli INFANT stavano attaccando alcuni obbiettivi individuati dallo SLAR (Side-Looking Airborne Radar) del Mohawk. Dopo aver ingaggiato e colpito con successo i primi tre, uno degli INFANT si dedico’ al quarto, lanciando una coppia di razzi da 70mm, poco prima di esplodere al suolo. Nessuna trasmissione radio fu captata negli istanti prima del disastro. L’UH-1H e l’AH-1G della formazione Nighthawk parteciparono alle operazioni di recupero del relitto e dei corpi fino alle ore 05.15 AM del 3 Gennaio, dopo di che rientrarono alla base di Can Tho.

mohawkslar

Su VPHA.org il pilota del summenzionato Cobra, George Caldwell, scrive a questo proposito:

Crew Members included 1LT Robert E. Carmichael (KIA), WO 1 Dennis E. Debner (KIA), LTC Roger W. Kvernes (KIA), and SFC Eddie L. Spivey (KIA). Aircraft entered a gun run from approximately 1,000 feet. Wing man stated the aircraft leveled off at 300 feet then flew into the ground at high speed. The aircraft exploded, burned and was destroyed. The late night test mission involved the UH1M accident aircraft plus a UH1H and AH1G aircraft from the 235th AWC based at Can Tho. My Cobra (call sign Satan 12) provided weapons support while the UH1H was flown by our unit maintenance officer. The test flight was conducted over the U Minh forest in the southernmost portion of South Vietnam. I was not briefed on any details concerning the test, just that the aircraft had the ability to fly low level at night. I don’t recall the weather being a factor for the mission. The AH1G was flying a wide orbit at 2500′ while the UH1H was orbiting at a lower altitude and in radio contact with the test aircraft. The infant ship was at low level and blacked out. While orbiting I observed a splash of light from the surface and saw flames burning. After a short while the UH1H announced that the UH1M had crashed. We provided gunship support while the Huey descended to observe the crash site using his lights. He observed the wreckage and determined that it appeared to be completely destroyed. We did our best to determine our exact location and eventually returned to base. – See more at: http://www.vvmf.org/Wall-of-Faces/49221/EDDIE-L-SPIVEY#sthash.XJ5KLh5j.dpuf

“Aircraft entered a gun run from approximately 1,000 feet. Wing man stated the aircraft leveled off at 300 feet then flew into the ground at high speed. The aircraft exploded, burned and was destroyed. The late night test mission involved the UH-1M accident aircraft plus a UH-1H and AH-1G aircraft from the 235th AWC based at Can Tho. My Cobra (call sign Satan 12) provided weapons support while the UH-1H was flown by our unit maintenance officer. The test flight was conducted over the U Minh forest in the southernmost portion of South Vietnam. I was not briefed on any details concerning the test, just that the aircraft had the ability to fly low level at night. I don’t recall the weather being a factor for the mission. The AH-1G was flying a wide orbit at 2500′ while the UH-1H was orbiting at a lower altitude and in radio contact with the test aircraft. The INFANT ship was at low level and blacked out. While orbiting I observed a splash of light from the surface and saw flames burning. After a short while the UH-1H announced that the UH-1M had crashed. We provided gunship support while the Huey descended to observe the crash site using his lights. He observed the wreckage and determined that it appeared to be completely destroyed. We did our best to determine our exact location and eventually returned to base.”

I CADUTI

kiainfant

CONSIDERAZIONI FINALI E ANNOTAZIONI DEL NETT

L’INFANT fu nel complesso giudicato abbastanza soddisfacente, sebbene afflitto da vari problemi e limitazioni che ne consigliavano l’uso esclusivamente in determinate condizioni tattiche e ambientali.

Il rapporto originale dell’ACTIV concludeva in sintesi che:

a. The INFANT system is capable of detecting and engaging targets under nighttime combat conditions in RVN, Overall effectiveness is influenced by mission planning, available ambient light, terrain characteristics, detection slant ranges, and crew knowledge of exact position over the terrain.

b. The reliability and maintainability characteristics of INFANT are acceptable however, improvement is needed in quality control over manufactured spare components, and additional test equipment and tools are required for more efficient use of maintenance time. Correction of deficiencies in recurring component failures should measurably Improve system reliability, and improved component accessibility should reduce MTTR.

INFANT is best employed in a fire team, in generally open terrain or over waterways, in conjunction with other area or zonetype surveillance or detection devices, under moonlit conditions, and  in specified strike zones or where clearance to engage targets is readily available.

INFANT can assist units in night movement with its capability to provide armed reconnaissance of the route of march and ambush neutralization

Note preparate dal team di valutazione NETT del 1st Cavalry:

- La qualita’ dell’immagine dell’ASQ-132 dipendeva dalle fasi lunari e dalla luce ambientale disponibile, cosi’ come dal contrasto terreno/bersaglio.

- Quando la (scarsa) luce ambientale costringeva all’uso degli illuminatori IR, i sensori dell’ASQ-132 potevano operare solo nel campo di visione piu’ ristretto, limitando di fatto le capacita’ dell’intero sistema/piattaforma;

- La maggiorparte degli obiettivi fu riconosciuta a una distanza di circa 300-500 metri di fronte al percorso di volo dell’INFANT

- Durante gli attacchi, i primi passaggi furono nella stragrande maggioranza dei casi compiuti con le Minigun, mentre i secondi con le i razzi da 70mm. A dispetto di cio’, nel primo passaggio era possibile ingaggiare i bersagli nel 68% dei casi con entrambi gli armamenti.

- L’Availability Rate (AR) in Vietnam delle cannoniere UH-1M INFANT raggiunse il 49%, contro il 56% dei normali UH-1M con M21 e il 67% degli UH-1C gunship (valori rilevati nello stesso periodo)

- L’AN/ASQ-132 richiedeva nel complesso quattro ore di manutenzione a terra per ogni ora di funzionamento in condizioni operative.

- Il Mean-Time-To-Repair (MTTR) era pari a 11.6 ore-uomo.

- Il Mean-Time-Between-Failure (MTBF) dell’ASQ-132 era 6.2 ore;

- La gamma di contrasto dei monitor degli apparati di visione DV e RV fu giudicata inadeguata;

- In termini di sicurezza, il sistema INFANT in Vietnam si dimostro’ meno pericoloso del previsto durante i voli notturni, ed in particolare rispetto al periodo dei test in patria;

- L’INFANT fu giudicato ideale nella raccolta di informazioni, anche in congiunzione con altre piattaforme destinate a queste attivita’ (es. Mohawk);

- L’integrazione del sistema d’arma M21 con l’ASQ-132 si rivelo’ efficace, sopratutto quando veniva comparato ad altri sistemi privi di una vera propria integrazione fra le armi ed i sensori;

- L’ASQ-132 poteva per certi versi assistere la navigazione notturna, ma i piloti non potevano per ragioni di sicurezza fare completamente affidamento su di esso;

- Scoperta e riconoscimento dei bersagli avvenivano spesso in simultanea grazie all’ASQ-132;

- Le restrizioni imposte dalle necessarie regole d’ingaggio rendevano meno efficaci gli attacchi contro bersagli di opportunita’;

- Molte delle operazioni di manutenzione furono giudicate troppo dispendiose a causa della scarsa accessibilita’ del sistema ASQ-132, per il numero di persone richieste o piu’ semplicemente per via delle numerose procedure “step-to-step”;

- Da un punto di vista ergonomico i controlli dell’ASQ-132 furono giudicati adeguati, sebbene perfettibili sotto molti punti di vista (gli equipaggi avevano talvolta difficolta’ nel distinguere un controllo dall’altro e inoltre qualche manopola o interruttore si trovava in posizioni scomode)

- Lo schermo posteriore (rear monitor) si rivelo’ di scarso aiuto, contribuiva ad incrementare il peso dell’elicottero, e di conseguenza non venne quasi mai montato a bordo;

- Gli illuminatori IR furono giudicati inadeguati in quanto, trovandosi in posizione arretrata, limitavano il campo di visione dei sensori DV e RV;

- Durante l’impiego dell’ASQ-132 era difficile mantenere l’occhio adattato alla visione notturna;

- Gli operatori del sistema DV riportarono affaticamento degli occhi e mal di testa dopo circa 4 ore di utilizzo. Molti piloti avrebbero preferito l’installazione di due apparati RV;

- La particolare coordinazione richiesta nell’impiego dell’ASQ-132 non fu giudicata un problema dagli equipaggi. I sensori separati per pilota e co-pilota/cannoniere furono valutati positivamente;

- Il Sistema INFANT non poteva essere impiegato con efficacia nei pressi di forti fonte di luce come bengala illuminanti, oppure nelle vicinanze dei sistemi di illuminazione dei perimetri delle basi;

- La densa foresta riduceva notevolmente le capacita’ dell’ASQ-132;

- Le testate a flechettes dei razzi da 70mm si rivelarono piu’ efficaci rispetto alle testate HE;

- La piattaforma INFANT dava il meglio quando le unita’ di terra che supportava erano informate sulle capacita’ e sui limiti della medesima;

ALTRI UTENTI DELL’INFANT

Oltre alla Prima Divisione di Cavalleria, gli UH-1M INFANT furono oggetto di valutazioni da parte dei seguenti reparti:

  • 191st AHC/13th CAB/1st Aviation Brigade
  • 162th AHC/13h CAB/1st Aviation Brigade

Un paio di UH-1M INFANT furono presi in consegna dalla 191st AHC (Can Tho) nella tarda estate del 1970 e assegnati al plotone cannoniere “Bounty Hunters” fino al dicembre dello stesso anno (vedi anche le mie precedenti note sul #66-00511). Queste macchine successivamente passarono alla 162th AHC che li impiego’ nel corso dell’anno seguente. La storiografia ufficiale della 162th AHC dice dell’INFANT:

The Vultures supported the INFANTS and provided a C&C ship to navigate for and direct the INFANT team on nightly patrols of the canals south and east of Can Tho down to the U-Minh Forest. The INFANTS flew low along the canals and engaged targets without displaying any visible light, even on the darkest night (there were 3 small blue lights on top of each INFANT ship to enable the C&C ship to see them and navigate for them). For the six months or so it was attached to the 162nd the INFANT fire team was very effective and destroyed hundreds of sampans, and probably got a similar number of KIAs. The psychological impact of two gunships accurately identifying and engaging targets in complete darkness must have been terrifying to the VC/NVA. However, the INFANT ships required a great deal of maintenance support and were withdrawn in late 1971.

Per la cronaca, Vultures era il plotone della 162nd AHC equipaggiato con gli UH-1D/H slick (da trasporto). Il plotone cannoniere era invece noto come Copperheads. In basso potete vedere le patches delle due unita’ citate.

UH-1M INFANT del plotone cannoniere della 191st Assault Helicopter Company ripreso durante le intensive operazioni di manutenzione. Notare sulla destra del muso il grosso cavo in fibra ottica del sistema ad intensificazione di luce che sbuca letteralmente dal parabrezza.

Questa sezione e’ da considerarsi IN PROGRESS.

*   *   *

ALTRI SISTEMI

Nei primi anni Settanta gli Stati Uniti testarono sull’AH-1G Cobra un apparato simile all’INFANT, ossia il CONFICS (Cobra Night Fire Control System), basato pero’ sulla sola LLLTV (Low Light Level TV), asservita unicamente alla torretta M28 sotto il muso. Almeno tre macchine ricevettero questo sistema.

conficscobra

confics2

Sempre in quel periodo apparvero anche i primi sistemi FLIR (Forward Looking Infra-Red), che ovviamente erano molto piu’ pesanti ed ingombranti dei modelli attuali. Il FLIR nacque nel 1963 da una brillante intuizione di Kirby Taylor, un giovane ingegnere dell’Arkansas assunto della Texas Instrumens. L’apparato forse piu’ avanzato dell’epoca era l’Aerojet Electrosystems AN/AAQ-5 SSPI (Sighting System Passive Infrared), installato sia sullo Huey, che sul Cobra.

hueyflirviet

UH-1M con Aerojet ElectroSystems AN/AAQ-5 SSPI montato sul muso. Similarmente all’INFANT, l’SSPI era asservito al sistema d’arma M21.

L’AN/AAQ-5 fu testato da speciali FLIR Team distaccati presso i seguenti reparti di volo

2/17 Cavalry
7/1 Cavalry
282nd Assault Helicopter Company

flirssip

Uomini del C Troop, 2-17 Cavalry posano di fronte un UH-1M con FLIR.
Photo courtesy of Jim Newman via vhpamuseum.org

Il rapporto ufficiale del Frankford Arsenal del 1972 conclude:

Reports such as the U.S. Army ENSURE 78 RVN evaluation of the AN/AAQ-5 FLIR under actual combat conditions attest to the potential of far infrared imaging devices, in detecting, acquiring, and identifying targets at extended ranges. These systems, however, are not without their drawbacks; in particular, for the airborne case, their huge size and weight restricted aircraft performance and load carrying capacity; equipment and parts costs were high, unique operating environments were required for the FLIR detectors, and the systems proved to be unreliable and difficult to maintain. It was clear that more R and D would be required before lightweight, low cost and dependable FLIR systems could be fielded. Problems lead to the continued search for improvements in system concepts, designs and materials. Parametric Image-Up-Conversion is one such system concept which has recently generated considerable interest and, potentially, may prove to be a viable technique for developing an infrared imaging system free from many of the problems associated with FLIR.

cobrasmash

Nel caso del Cobra, oltre al FLIR, era presente anche un radar MOTARDES (Moving Target Detection System) Emerson Electric AN/APQ-137B, che era contenuto in quel grosso pod che vedete a sinistra della foto in alto. L’AN/APQ-132, che emetteva impulsi in radiofrequenza (RF), poteva rilevare ogni oggetto o persona in movimento a velocita’ eguali o superiori a 2 km/h. Questo sistema, noto come SMASH (South-East Asia Multisensor Armament System), fu sviluppato dalla Bell Aerospace Division in congiunzione con lo U.S. Army Weapon Command.

smashpatch La patch del team di valutazione SMASH

[1] Note sul #66-00511

Qui di seguito le unita’ che ebbero in carico il #66-00511:

  • D/227th AHB (Bien Hoa, Nov ’69 – Mar ’70)
  • INFANT Det/HHC/11th CAB (Phu Loi, Apr-Lug 1970)
  • 191st AHC (Can Tho, Ago 1970 – Feb 1971)
  • 388th Transportation Company (DS) (Mar 1971)

In Vietnam il #66-0051 totalizzo’  601 ore di volo (Nov ’69 – Mar ’71)

Conclusa l’esperienza nel Sud Est Asiatico, il #66-0051 fu dapprima trasportato negli USA e poi trasferito al Flight Detachment dell’AVSCOM della 5th Army (St. Louis, MO – Apr ’71), dove fu privato del sistema INFANT e portato alle condizioni originali. In seguito fu immagazzinato presso l’US Army Aeronautical Depot Maintenance Center (Corpus Christi, TX – Mag-Lug 1971) e infine riassegnato a altre unita’ fino al ritiro definitivo dal servizio. La Army National Guard fu l’ultima ad averlo in servizio

BIBLIOGRAFIA

* A History of Army Aviation: From Its Beginnings to the War on Terror, by James Williams, iUniverse Inc., 2005
* Huey Cobra Gunships, di Frank Bishop, Osprey Publishing, 2006
* Iroquois Night Fighter and Night Tracker (INFANT), Final Report, Department of the Army, 1970
* Vietnam Chopper – Helicopter in Battle, 1950-1975, di Simon Dunstan, Osprey Publishing, 2003
* Ensure 100 HR/54 report, Department of the Army, 1971
* Vari stralci di rapporti e dati ottenuti da numeri di Army e U.S. Army Aviation Digest

RIP Mickey Rooney (WAS: The Bridges at Toko-Ri)

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In memoria del piccolo, grande Mickey Rooney, scomparso il 6 Aprile scorso a 93 anni, di cui ben 91 (!) passati sotto i riflettori. L’inarrestabile Rooney ne I Ponti di Toko-Ri interpretava Mike Forney, un goliardico e casinaro pilota di elicotteri SAR Sikorsky HO3S-1 (S-51) della U.S. Navy. Proprio la settimana scorsa mi stavo riguardando il suddetto film in DVD, chiedendomi che fine avesse fatto questo attore e comico americano, diventato popolare durante la Golden Age di Hollywood. Beh, ho scoperto con mio grande stupore che ha continuato a lavorare nel cinema sino a pochi mesi fa. Un vero stakanovista.

So long, Mickey.

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Una locandina tedesca, con  William Holden e Mickey Rooney mentre si allontanano dall’S-51 danneggiato dal fuoco dei Nordcoreani

mickey

Double M1, Like a Boss!

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