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The Quarter Million Dollar Tip

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Cose leggermente spiacevoli


New meets Old – l’arrivo degli UH-1E in Vietnam

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Hi ol’ chap! – Un vecchio Douglas R4D del MALS-12 (Marine Aviation Logistics Squadron 12) “incontra” una coppia di UH-1E del VMO-6 (Marine Observation Squadron 6) nuovi fiammanti. Siamo nella base aerea di Chu Lai, nel Settembre 1965. All’epoca la pista era ancora in costruzione, e di conseguenza aerei come gli A-4 Skyhawk dovevano usare i razzi JATO per decollare. Gli elicotteri, che necessitavano di una semplice piazzola di terra rossa, invece se ne sciacquavano le palle :-)  (Photo credit: Marine Attack Squadron (VMA) 225).

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Ecco qua parte della linea di volo del VMO-6, che era uno storico reparto che durante la Guerra di Corea aveva barattato gli aerei da osservazione con gli elicotteri per andare in giro su e giu’ in cerca di guai (semi-cit.). L’UH-1E fu la prima variante dello Huey allestita specificatamente per il Corpo dei Marines. Questi ultimi lo impiegarono come gunship, scorta elicotteri, nell’evacuazione sanitaria, C&C, ricognizione visuale, osservazione e anche per marcare bersagli con razzi al fosforo bianco. Per le missioni di trasporto truppe  continuarono per un certo periodo di tempo ad usare l’UH-34 Sea Horse con motore radiale, modello che invece l’U.S. Army decise di non portare con se in Vietnam. O Huey o niente. Go Hard or Go Home.

Notare la pista ad elementi, denominata SATS, o Short Airfield for Tactical Support. Sullo sfondo, a sinistra, si possono vedere anche dei graziosi A-4 Skyhawk, modello che i Marines usarono ampiamente nel Close Air Support. (Photo credit: Marine Attack Squadron (VMA) 225).

Tornando all’UH-1E, ecco un paio di immagini provenienti dall’archivio della Bell Helicopter. Guardate che gioiello, con le insegne ad alta visibilita’. La matricola 151267 lo identifica come secondo UH-1E uscito dagli impianti della Bell di Fort Worth.

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L’UH-1E fu selezionato dal Corpo dei Marines nel 1962 per sostituire due aeromobili da osservazione: l’aeroplano Cessna O-1 Bird Dog (ex OE-1/2) e l’elicottero a rotori intersecanti Kaman OH-43D (ex HOK-1). Una scelta assai singolare agli occhi di molti, in primis dall’esercito, che proprio all’epoca stava cercando un sostituto per gli anziani OH-13 Sioux e OH-23 Raven (vedere programma LOH).

L’UH-1E volo’ per la prima volta il 7 Ottobre 1963. I Marines ne richiesero complessivamente 192 esemplari, costruiti partendo da due versioni dello Huey nate in origine per l’esercito: l’UH-1B e l’UH-1C.

I primi 34 esemplari di UH-1E erano UH-1B modificati con fusoliera anticorrosione interamente in alluminio, sistemi radio compatibili con le frequenze dei Marines, freno rotore, nuova sonda anemometrica e verricello esterno fisso sul lato destro del tetto (non sempre montato in fabbrica). Questi esemplari conservavano la stessa trasmissione e lo stesso motore del “Bravo” delle ultime produzioni, ossia un turboalbero Lycoming T-53-L11 da 1.100 Shp (l’originale UH-1B nacque con un L5 da appena 960 Shp, che nel clima tropicale del Vietnam si rivelo’ insufficiente).

I successivi 158 erano invece basati sull’UH-1C, versione interim gunship allestita per l’esercito in attesa degli elicotteri d’attacco specializzati AH-1G Cobra. Questa presentava un nuovo stabilizzatore verticale di coda, turbina L11 standard, e un nuovo rotore a corda larga Bell 540 da 690mm.

I Marines designarono entrambi i tipi come “UH-1E”, a dispetto delle differenze menzionate sopra. Successivamente molti esemplari ricevettero la turbina L13 dell’UH-1M, che sviluppava ben 1.400 Shp.

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Vista del lato destro con ben in vista il verricello fisso sul tetto.

Come gia’ detto queste macchine furono in origine utilizzate in gran parte come gunship. L’armamento montato dai Marines era simile, ma non identico a quello in uso negli Huey dell’U.S. Army. Sempre presenti erano i lanciarazzi da 70mm a sette e diciannove colpi, accoppiati alle M60, sia per i door gunner, sia puntate in caccia per azioni offensive. Queste ultime erano parte del TK-2 (Temporary Kit 2), un sottosistema d’arma simile al TK-1 degli UH-34, ma dotato di piloni per montare lanciarazzi, pod per minigun M18 o altre armi. Il TK-2 era l’equivalente dell’M16 dell’U.S. Army.

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Come potete vedere, nel TK-2 le M60 sono posizionate all’interno dei supporti, invece che alle estremita’ come nel caso dell’M16.

Un’altra peculiarita’ degli UH-1E gunship dei Marines era la presenza di una torretta binata sotto il muso, conosciuta come TAT-101E (gemella della 101D, offerta all’esercito ma mai adottata). Queste torrette, esattamente come la TAT-102 e la TAT-141 del Cobra, erano prodotte dalla Emerson Electric di St. Louis (Missouri), autentica pioniera del settore e che produsse anche il modello per il Sioux Scout, il progenitore del moderno elicottero d’attacco.

La TAT-101E – equipaggiata con due M60C calibro 7,62 NATO – aveva un angolo di depressione ed elevazione rispettivamente di -45° e +15°, e un angolo di brandeggio di 173°. La capacita’ munizioni era invece pari a 500 colpi. I Marines acquistarono circa 94 kit da montare in altrettanti Huey a partire dalla primavera del 1967. Il primo reparto a riceverle fu il VMO-3. Sfortunatamente la TAT-101E sul piano pratico si rivelo’ molto poco soddisfacente: non solo era di costruzione fragile, ma anche poco affidabile e fin troppo sensibile alla sporcizia. TAT, per la cronaca, sta per Tactical Armament Turret.

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In alto: due immagini della TAT-101E. Una installazione simile, denominata TAT-103 e fornita di due MG1, venne successivamente testata anche dall’esercito della Repubblica Federale Tedesca. Nemmeno gli amici crucchi ne furono impressionati, e dopo un periodo di test abbandonarono ogni proposito di acquisto.

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I Marines, similmente ai colleghi dell’esercito, si cimentarono in lanci di bombe a caduta libera a bordo di elicotteri. In questo caso, al pilone sinistro di questo Huey vediamo una CBU-55 da 225 kg, che era un potente ordigno FAE (Fuel Air Explosive) con paracadute ritardante contenente tre submunizioni BLU-97 da circa 45 kg riempite con un mix composto per il 72% da ossido d’etilene. Tale mix veniva poi rilasciato sottoforma di aerosol incendiario con effetti devastanti. Ecco uno stralcio tratto da un articolo apparso sulla rivista New Scientist del 1 Maggio 1975 in cui ne viene brevemente descritto l’uso da parte dell’Aeronautica Sudvietnamita durante la disperata battaglia di Xuan Loc contro regolari dell’esercito Nordvietnamita (inclusa un’azione che inceneri’ letteralmente il posto di comando della 341a Divisione):

“The dramatic reports from Vietnam last week were of hundreds of corpses which bore no marks, but with their mouth wide open and clutching their throats as if gasping for breath. An Associated Press report from Phnom Penh (Los Angeles Times, 2 March) said that “soldiers in field say that the aerosol could get into bunkers and when it is detonated the explosive sucks out the oxygen”

Non e’ un caso che la CBU-55 fosse chiamata anche “bomba asfissiante”. Questo genere di arma – sviluppata dalla Honeywell in collaborazione con il Naval Weapons Center di China Lake – venne impiegata contro formazioni di truppe, bunker, fortificazioni, trincee e per “ripulire” Landing Zone da eventuali mine e trappole esplosive. L’elicottero e’ un UH-1E seconda serie (notare lo stabilizzatore verticale “tozzo” del Charlie) dell’HML-167. Foto del Dicembre 1970 tratta dal libro Air War over Southeast Asia.

Altri armamenti specifici usati dai Marines su questo modello di elicottero non ce ne sono. Ho sentito “voci” in merito all’impiego di TOW e Maverick, ma sono fondamentalemente balle messe in giro da chissa’ chi:-)

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Qui vediamo un UH-1E scortato da un AH-1J SeaCobra, la prima versione del Cobra espressamente realizzata per l’U.S. Marine Corps. Le differenze principali con l’originale AH-1G riguardavano l’adozione di un apparato propulsivo costituito da un PT6T Twin-Pac con due turboalberi e una nuova torretta con cannone gatling M197 da 20mm (in uso anche sui nostri Mangusta). Questo UH-1E fa parte del secondo lotto, quello basato sull’UH-1C (notare lo stabilizzatore verticale maggiorato).


XM31 Armament Subsystem & M24A1

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Il sottosistema d’arma sperimentale XM31 fu realizzato attorno alla meta’ degli anni sessanta nel tentativo di incrementare la potenza di fuoco degli elicotteri cannoniera (gunship) UH-1B/C, fino ad allora equipaggiati principalmente con armi automatiche calibro 7,62 NATO (M60 e Minigun). Esso consisteva in due cannoni M24A1 da 20mm sistemati all’interno in due pod metallici aerodinamici laterali montati su altrettanti supporti semi-flessibili tipo M156 (in pratica le armi potevano essere regolate solo in elevazione). L’M24A1 era camerato per la munizione 20×110, e aveva una cadenza di tiro fra i 650 e i 750 colpi al minuto. Ogni UH-1 trasportava  600 colpi per arma, per un totale di 1200 munizioni. La portata massima era attorno ai 3000 metri, mentre quella pratica non andava oltre i 1500.

L’M24A1, che derivava dal celeberrimo Hispano-Suiza HS.404 franco-svizzero, era impiegato anche nell’elicottero ACH-47A, nel caccia F-89 Scorpion e  infine nei bombardieri B-36, B-47 e B-66.

A titolo di valutazione, nel 1966 l’U.S. Army invio’ due UH-1B con XM31 nella Repubblica del Vietnam. Le due macchine furono inzialmente assegnate alla 197th Aviation Company (Armed), unita’ subordinata al 145th Aviation Battalion di Bien Hoa Air Base. Il battesimo di fuoco avvenne verso la fine del mese di Aprile 1966, nel corso di un’operazione che prevedeva l’elitrasporto di alcune centinaia di uomini del CIDG (Civilian Irregular Defense Group) nei pressi di Song Be. Nel rapporto ufficiale dell’operazione, il Ten. Col Horst K. Joost menziono’ brevemente l’impiego dell’XM31:

One highlight of the assault was the first employment of the XM31 20mm cannon sub-system in a combat operation. The System is currently being tested by the 197th Aviation Company (Armed). It consists of 2 – 20mm cannons which are flexible in elevation, mounted on each side of the UH-1B helicopter. This weapon system was used for the helicopter prestrike of the wooded areas surrounding the landing zone.

Successivamente gli Huey armati di XM31 andarono alle altre compagnie del 145th Aviation Battalion per permettere loro di fare pratica con la nuova arma. Nei mesi seguenti l’XM31 fu passato ad ulteriori unita’ come il 1st Squadron, 9th Cavalry; la Charlie Battery, 2/20th ARA e il 229th Aviation Battalion (tutti e tre reparti della 1st Cavalry Division (Airmobile).

L’XM31 fu apprezzato per la potenza di fuoco e la buona portata di tiro, ma in genere gli equipaggi preferivano volare con altri sistemi d’arma, come ad esempio gli obiqui lanciarazzi da 70mm. Le missioni di strafing ebbero comunque qualche successo, specialmente in quelle situazioni in cui il cannone da 20mm poteva davvero fare la differenza (cfr. la sopressione di pin-point target come le temute postazioni di mitragliatrici pesanti). All’atto dello sparo, i due potenti M24A1 producevano una grossa vampata, accompagnata da rumore e vibrazioni piuttosto intensi, il che non stupisce visto che i piloti volavano con i portelloni aperti e la volata dei cannoni che si trovava a poco piu’ di mezzo metro dai seggiolini!

Dopo l’impiego in Vietnam non si hanno praticamente piu’ notizie dell’XM31. Con l’apparizione degli elicotteri d’attacco dedicati come il Cobra e l’Apache, le cannoniere Huey non avevano piu’ ragione di esistere e dunque i vecchi sistemi d’arma concepiti per questa versatile piattaforma furono dismessi dall’esercito regolare e infine passati alla Guardia Nazionale e/o ceduti a paesi amici. A questo proposito andrebbe fatto notare che il TACOM-RI (Tank-Automotive and Armaments Command – Rock Island Arsenal) dichiara di aver costruito solo due prototipi di XM31, che in poche parole significa che l’US Army ebbe a carico non piu’ di due elicotteri armati con questo sistema.

– FOTO –

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XM31 con il voluminoso nastro di munizioni che passava attraverso un apertura orizzontale praticata sopra il vano passeggeri
(US Army Aviation Museum Archive)

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Rara foto a colori dell’XM31
(US Army Aviation Digest Archive)

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UH-1B con XM31 in volo sopra il Vietnam
(Photo: Gunslingers, Squadron Signal)

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Il primo prototipo dell’XM31. Notare l’assenza del pod e la differente sistemazione del nastro munizioni
(US Army Aviation Museum Archive)

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Il nastro delle munizioni correva lungo una rotaia sistemata nella parte inferiore dell’elicottero, esattamente fra i due pattini!
(US Army Aviation Museum Archive)

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Altra foto scattata durante i test in patria
(US Army Aviation Museum Archive)

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(US Army Aviation Museum Archive)

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Il prototipo definitivo realizzato dall’Arsenale di Rock Island (Illinois). L’unica cosa manca e’ il pod!
(US Army Aviation Museum Archive)


Purple Haze

Mi sono sempre piaciute le fotografie di elicotteri avvolti dai fumi colorati delle granate fumogene, sopratutto quelle viola (purple appunto):-)

Ecco un paio di validi esempi

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Questo scatto risale al Novembre scorso, e ritrae un Mi-17 Hip delle Forze Aeree Afghane impegnato durante esercitazioni avvenute nei pressi dell’Aeroporto di Kandahar, in Afghanistan. (Photo credit: CPT Anastasia Wasem/USAF).

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Questo OH-6A fu invece immortalato in Vietnam nel 1970. L’autore di questa suggestiva immagine e’ Robert Woolcock. Nel suo sito personale troverete molte foto di altissima qualita’. Guardate che roba, sembrano fatte ieri! : http://bobwoolcock.com/vietnam.html

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Tipica granata fumogena M18. Essa e’ in grado di emettere fumo per circa 50-90 secondi.

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Naturalmente il titolo del post si riferisce anche all’omonimo brano di Jimi Hendrix, tratto dall’album”Are You Experienced?” del 1967:


Find’m, Fix’m, Fly’M – Carri Attrezzi Volanti in Vietnam

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Nella foto in alto potete vedere il Rice Paddy Daddy, uno dei “carri attrezzi” volanti in dotazione alla 56th Transportation Company (Direct Support). Si tratta di un UH-1D decorato con una quantita’ spropositata di tacche dipinte sulla carlinga. Ogni tacca rappresenta un aeromobile recuperato. Nell’anno in cui fu scattata questa foto (1966), questa compagnia aveva recuperato 180 Huey, 51 Sioux e 16 Beaver, per un totale di ben 247 macchine. Nel 1968 riuscirono invece recuperarne addirittura 350, con grande soddisfazione dei contabili dello Zio Sam.

Carri attrezzi volanti? Yes. Dovete sapere che durante la Guerra del Vietnam, operavamp reparti dell‘US Army che si occupavano, fra le altre cose, del recupero degli elicotteri danneggiati a seguito di abbattimenti o atterraggi di emergenza nel belmezzo di foreste, campagne e risaie (non di rado infestate dagli obiqui e sfuggenti Vietcong).

Queste operazioni erano note come Flyaway Pack, ovvero una sorta di Servizio ACI dei cieli, solo leggermente piu’ rischioso e complicato:-)

Il piu’ famoso di questi reparti era appunto la 56th TC, il cui motto era “Find’m, Fix’m, Fly’m” (letteralmente: troviamoli, ripariamoli e facciamoli volare).

La 56th TC si occupava della manutenzione di livello intermedio (3rd e 4th echelon), del rifornimento e del recupero degli aeromobili non divisionali dei reparti di volo dislocati nell’area sud del III Corps e nell’intero IV Corps (vedere mappa in basso). Tali attivita’ rientravano in quello che era definito come Direct Support (DS). Capitava, comunque, di prendersi cura anche di aerei ed elicotteri di unita’ divisionali, cosi’ come di USAF, RVNAF (aeronautica Sudvietnamita) e persino Air America (ovvero la CIA). In questi ultimi casi si parlava di backup direct support o backup maintenance.

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Una tipica missione di recupero iniziava con una chiamata via radio da parte del “cliente” (il reparto in cui operava l’aeromobile in panne) all’Operation Officer della compagnia Direct Support (DS), che prontamente informava l’ufficiale addetto al recupero (che fungeva anche da comandante della missione). Il cliente doveva preventivamente fornire tutte le informazioni necessarie: tipo di aeromobile coinvolto, ubicazione del medesimo, descrizione dei danni, situazione sulla sicurezza dell’area e cosi’ via.

La compagnia DS per prima cosa elitrasportava sul sito un ufficiale o sottufficiale della manutenzione per valutare la possibilita’ o meno di riparare l’aeromobile in loco. In caso positivo, veniva inviato un secondo elicottero con tutto l’equipaggiamento necessario alla riparazione. Una volta riparato, l’elicottero ripartiva autonomamente dal sito verso la base dell’unita’ di appartenenza.

Se invece la riparazione sul posto non era possibile, l’ufficiale addetto al recupero procedeva alla pianificazione della recovery mission. In sostanza studiava la mappa del luogo calcolando la distanza e il tempo approssimativo richiesto per il viaggio e il stazionamento. Fatto cio’, chiamava e informava l’unita’ che avrebbe fornito il “carro attrezzi”, che nella stragrande maggioranza dei casi era un elicottero medio CH-47 Chinook.

Durante l’avvicinamento alla zona di recupero, i piloti si mettevano in contatto radio con le unita’ a terra che operavano nell’area per avere una situazione il piu’ possibile aggiornata. Sempre i piloti dovevano sincerarsi via radio che nessuna postazione d’artiglieria sparasse sulla rotta di volo o in direzione del recovery site:

“Hello Square Lobster Control, say artillery for flight route Saigon to Tay Ninh, over.”

“This is Square Lobster; we have negative artillery firing your route of flight”

Insomma, era una faccenda piuttosto complicata.

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Il team di recupero era organizzato attorno ad un UH-1D o H, soprannonimato rigging ship. Quest’ultimo trasportava il recovery team (in genere composto da tre uomini, detti riggers), gli attrezzi e gli equipaggiamenti richiesti per preparare l’aeromobile al trasporto attraverso il gancio baricentrico (la cosiddetta “imbragatura”).  Questa operazione richiedeva mediamente 10-15 minuti per un mezzo piu’ o meno intatto.  Quando il Chinook arrivava sul sito, spesso l’aeromobile da recuperare solitamente pronto per l’aggancio. In caso contrario, il CH-47 attendeva volando in circolo sopra l’area, ben al di fuori dalla portata di tiro delle armi leggere. La missione, per la cronaca, poteva includere anche un paio di elicotteri armati con funzioni di scorta e appoggio.

Dopo aver effettuato l’aggancio – rigorosamente in hovering – il Chinook partiva alla volta del campo base della compagnia DS. Uno Huey integro poteva essere trasportato ad una velocita’ massima di circa 60-75 nodi (110-140 km/h), che scendevano a 40-50 (75-92 km/h) in assenza della sezione di coda o in presenza di certi danni come il parabrezza frantumato.

Una volta arrivato al campo base, l’aeromobile incidentato veniva ispezionato nelle apposite aree di manutenzione.  Se i danni non erano troppo estesi si procedeva direttamente alla riparazione. I mezzi piu’ malmessi o che necessitavano di particolari attrezzature, venivano spediti in strutture DML (Depot Level Maintenance) oppure nella attrezzatissima nave officina USNS Corpus Christi Bay (che dal 1966 si trovava regolarmente ancorata al largo delle coste sudvietnamite). Questa preziosa unita’ navale poteva svolgere buona parte delle operazioni di manutenzione DML, inclusa la realizzazione di componenti e parti di ricambio. Per determinate operazioni di overhaul, le macchine venivano invece spedite negli States, di solito presso il Corpus Christi Army Depot (Texas.).

Gli aeromobili che non potevano essere riparati (o che non conveniva riparare), venivano raggruppati in boneyard all’aperto e usati come fonti di parti di ricambio utili a tenere in efficienza altre macchine.

Il desiderio di disporre di un sempre maggior numero di simili unita’ era ovviamente legato alla massiccia presenza di elicotteri nel Sud Est Asiatico. Dalle due compagnie di aviazione presenti in Vietnam a Dicembre 1961, l’esercito passo’ ai 510 aeromobili del gennaio 1965, fino ad arrivare al picco di 4.228 aerei ed elicotteri del Settembre 1969.

Comando, logistica e servizi dell’U.S. Army erano all’epoca gia’ piuttosto informatizzati. In particolare le unita’ DSU-GSU (direct support unit-general support unit) si avvalevano di moderni computer NCR 500 (1965) e macchine perforatrici IBM installati in shelter climatizzati. I sistemi informatici aiutavano i soldati a tenere l’inventario aggiornato dei magazzini ricambi, delle attivita’ di riparazione e in genere di tutte quelle mansioni legate al sistema organizzativo logistico di supporto.

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3 Aprile 1968, Bien Hoa Air Base (22 km NE Saigon) – Squadra di manutenzione lavora indaffarata attorno ad un AH-1G Huey Cobra della 334th AHC, 145th CAB, 12th CAG, 1st Aviation Brigade. (Photo: US Army/SSG A. Batungbacal)

Breve storia della 56th Transportation Company

Le radici della 56th Transportation Company possono essere fatte risalire al 3 Gennaio 1941, con l’attivazione a Porto Rico della Company B, 51st Quartermaster Truck Battalion. Dal 1941 al 1950 la Company B passa attraverso quattro differenti designazioni, ma rimane fondamentalmente una tradizionale compagnia autocarri. Il 25 Maggio 1950 la compagnia, allora designata 56th Transportation Truck Company, viene soppressa e riattivata un anno e mezzo piu’ tardi (14 Dic 1951) a Camp Pickett (Virginia) e infine nuovamente disattivata presso il Letterkenny Ordnance Depot (Pennsylvania) il 20 Giugno 1956.

La 56th rinasce come unita’ manutenzione aeromobili (aircraft maintenance company) il 20 Giugno 1963 a Fort Lewis (Washington) mentre un anno dopo arriva l’ordine di chiamata per il Vietnam.

La neo-ricostituita unita’ sbarca a Saigon il giorno 16 Ottobre 1964. Nella capitale sudvietnamita essa opera dall’aeroporto di Tan Son Nhut con i vecchi elicotteri pesanti Sikorsky CH-37 Mojave (usati come gru volanti) e cannoniere UH-1B, che forniscono scorta e supporto di fuoco durante le missioni di recupero.

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Nel 1965 la compagnia viene ufficialmente inquadrata nel 765th Transportation Battalion (Aircraft Maintenance and Supply) “Straight Arrow”. Il 765th TB e’ assegnato al 12th Combat Aviation Group (ex US Aviation Group), che dal Marzo 1966 viene a sua volta inglobato dalla 1st Aviation Brigade, mastodontica unita’ che in Vietnam controllava e organizzava tutti gli aeromobili non divisionali dell’esercito.

In quel periodo i vecchi CH-37 Mojave vengono definitivamente sosituiti dai CH-47 Chinook.

Nel Gennaio 1968 il reparto viene ridislocato a Long Than North Army Airfield, dove fornisce supporto a qualcosa come 42 unita’ di aviazione dell’esercito per un totale di circa 427 aeromobili (273 elicotteri e 155 aerei). Qualche anno dopo, nel 1971, passa alle dipendenze del 720th Transportation Battalion.

La storia della di questa unita’ nel Sud Est Asiatico si conclude dopo quasi otto anni di servizio ininterrotto in zona di guerra. Lo sciogliomento ufficiale avviene proprio in Vietnam, il 30 Aprile 1972.

La 56th TC e’ una delle pochissime unita’ statunitensi ad aver preso parte a tutte e le 17 campagne della Guerra del Vietnam. Nell’ambito di quel conflitto e’ stata insignita di ben cinque Meritorious Unit Commendation, nonche’ di una Civil Action Honor Medal dal Governo della Repubblica del Sud Vietnam.

:: PHOTO GALLERY ::
Elicotteri ed aerei recuperati durante la Guerra del Vietnam

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CH-37 Mojave con Huey al baricentrico
(US Army photos)

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UH-1D della 540th Transportation Company recupera un Cessna O-1 Bird Dog

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Un CH-54 Skycrane solleva un gemello in panne in Vietnam
(Photo: rivista Hawk, US Army, 1970)

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UH-1H recupera un elicottero OH-6A LOacH danneggiato. Operazione Lam Som 719 (1971)

Sikorsky_Skycrane_carrying_2_Hueys_cCH-54 recupera una coppia di UH-1

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Spesso gli elicotteri dell’esercito intervenivano per recuperare aerei tattici dell’aviazione, come questo Skyraider del 6th SOS (Pleiku, 1969)

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La USNS Corpus Christi Bay: un vero centro di riparazione aeromobili galleggiante. Durante il 1969 questa nave prese a carico 37,887 componenti danneggiati dal valore complessivo di 51.9 milioni di dollari. Il 91% di questi furono consegnati ai reparti perfettamente funzionanti. In un rapporto ufficiale, il 34th General Support Group fece notare che la presenza della Corpus Christi Bay in Vietnam contribui’ da sola a rendere disponibili alle forze americane cola’ stanziate ulteriori 120 elicotteri al giorno. (Photo: US Army)

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Elicottero danneggiato viene issato a bordo della USNS Corpus Christi Bay. Questa unita’ aveva un equipaggio di 129 uomini e imbarcava oltre 300 tecnici e specialisti dell’esercito comandati da un Tenente Colonnello (Photo credit: US Army)

Documentario sulla USNS Corpus Christi Bay


Cobra mimetici in Laos e il Virginia Rose II

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[ CLICK TO ENLARGE ]
(Photo: U.S. Army)

Di AH-1G con livrea a due o piu’ toni ce ne sono stati pochissimi. Qui ne abbiamo addirittura due insieme, e pure decorati con la sempre figa (benche’ inflazionata) sharkmouth. La foto e’ stata scattata in Laos durante l’Operazione Lam Son 719 (Febbraio-Marzo 1971). Giorni fa mi avevano chiesto a quale reparto appartenessero, ma non ho saputo rispondere. Ad ogni modo, dando un’occhiata a QUESTO eccellente post, sono almeno riuscito a recuperare una lista che elenca le unita’ equipaggiate con l’AH-1 che presero parte a LS719:

B/7/1 Cav attached to 223d CAB, OPCONed to 2/17 Cav, 101st ABN / 8 UH-1H, 9 AH-1G, 10 OH-6A
C/7/17 Cav attached to 223d CAB, OPCONed to 2/17 Cav, 101St ABN /8 UH-1 H, 9 AH-1G, 10 OH-6A / An Son / Quang Tri

A/2/17 Cav, 101st ABN /8 UH-1 H, 9 AH-1 G, 10 OH-6A
B/2/17 Cav, 101st ABN /8 UH-1H, 9 AH-1G, 10 OH-6A
C/2/17 Cav, 101st ABN /8 UH-1H, 9 AH-1G, 10 OH-6A

A/4/77 ARA, 101st ABN /12 AH-1 G supported the operation only when the situation required.
B/4/77 ARA, 101st ABN/ 12 AH-1G supported the operation only when the situation required.
C/4/77 ARA, 101st ABN /12 AH-1G supported the operation as its primary mission and was augmented by assets from the other ARA batteries as the situation required.

D/101stAHB, 101stABN/12 AH-1G
235th Avn Co (AWC) OPCONed to 101st AHB / 21 AH-1G, 3 UH-1H

D/158th AHB, 101st ABN /12 AH-1G
D/227th AHB OPCONed to 158th AHB /12 AH-1G

HML367 sent USMC AH-1Gs to escort the CH-53s.

BTW: il primo Cobra mimetico apparso nei cieli del Sud Est Asiatico fu il Virginia Rose II del New Equipment Training Team (NETT). Questo esemplare fu anche il primo AH-1G in assoluto a volare in Vietnam (4 Settembre 1967). Profilo a colori tratto da US Army AH-1 Cobra Units in Vietnam, Osprey Publishing.

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Il Virginia Rose II portava la matricola 66-15259, e faceva parte del lotto iniziale di Cobra costruiti per l’US Army. Ci crediate o no, questo elicottero non solo e’ sopravvissuto al conflitto in Vietnam, ma anche alla Guerra Fredda. Fra gli anni Settanta e Ottanta fu sottoposto a numerose modifiche e aggiornamenti, fino a concludere la carriera come AH-1F presso la Guardia Nazionale.

Eccolo qui, fotografato nel 2010 nella amena Tumwater, Washington. Non e’ in buone condizioni, ma almeno e’ ancora (quasi) integro:-)

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Photo Credit: Ingrid Barrentine / US Army

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Photo Credit: Ingrid Barrentine / US Army

Ulteriori foto e info sul Virginia Rose II potete trovarle a questo indirizzo
http://www.army.mil/media/155426


[VIDEO] Choppers 4 Animals!

Improvise, Adapt and Overcome“, improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo.
Un’altra ragione per amare gli elicotteri!

LOacH… non solo Vietnam, Black Hawk Down e Magnum P.I.!

Per maggiori info sui due eventi mostrati nel video:

[ LINK 1 ]

[ LINK 2 ]


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