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L’ultima Flotta aerea presidenziale US Army

Fino al Giugno 1976 i compiti di trasporto presidenziale ad ala rotante erano condivisi fra US Army e US Marine Corps. Quando il POTUS si trovava a bordo di un elicottero pilotato da personale dell’esercito era detto Army One, mentre quando vi erano Marines ai comandi l’aeromobile assumeva la denominazione di Marine One.

L’ultima configurazione completa della flotta VIP presidenziale dell’US Army comprendeva VH-3D, UH-1H e OH-6A. Ecco come si presentava sul tarmac al Davison Army Airfield, Fort Belvoir, Virginia:

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Inizialmente i VH-3 esibivano le tradizionali insegne “ARMY” o “MARINES” bianche ad alta visibilita’; successivamente queste ultime vennero eliminate in favore di un piu’ istituzionale e “neutro”  “UNITED STATES OF AMERICA“.

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Il memorandum che sancisce la fine dei voli Army con il presidente Gerald Ford (e i presidenti US in generale) datato 13 Giugno 1976. Lo US Army Executive Flight Detachment fu attivato nel 1958 e, insieme all’Executive Marine Helicopter Squadron (HMX-1), si occupava dei trasporti di presidente, first lady e dei funzionari chiave della Casa Bianca.

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Uno primi VH-3 “White Top” dell’US Army. Il primo presidente ad usufruire di questo elicottero fu il John Fitzgerald Kennedy (1961-1963). Esercito e Marines ricevettero quattro macchine ciascuno.

vh3nixonRichard Nixon scende dalla scaletta di un VH-3D dell’esercito

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Prima del VH-3, il reparto di volo presidenziale volava con i Sikorsky VH-34 con motore radiale. In questa foto vediamo JFK scendere da un VH-34D Army One, mentre sullo sfondo un secondo esemplare dei Marines si appresta all’atterraggio. Foto del 4 Aprile 1961.

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Ike incontra De Gaulle nell’Aprile 1960. Sullo sfondo uno dei VH-34 presidenziali

I primi elicotteri acquistati per conto della Casa Bianca furono un paio di Bell UH-13J. Era il Marzo 1957, e all’1600 di Pennsylvania Avenue risiedeva Dwight Eisenhower. Il primo decollo con un presidente a bordo (Ike appunto) risale al 13 Luglio dello stesso anno.

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E concludiamo con un bel video, la storia dell’Army One


Aggiornamento sui C-27J dell’US Army

Lo scorso anno pubblicai un paio di post (QUI e QUI) sui C-27J Spartan assegnati alla USASOC Flight Company. Dato il ruolo ed il reparto, le informazioni rilasciate sull’attivita’ di questi aerei sono state piuttosto scarne. A distanza di un anno, ho pensato dunque di aggiornarvi sulla situazione.

Le notizie sono ottime visto che le consegne alla Flight Company dell’US Army Special Operation Command sono ormai completate. Se ben ricordate all’USASOC erano destinate sette macchine. Bene, di queste cinque sono gia’ a Pope Army Airfield con le insegne dell’esercito, mentre le ultime due arriveranno al reparto entro Luglio (si veda piu’ in basso).

Oltre a questo, segnalo che Defense Media Network in questi giorni ha intervistato il comandante dell’U.S. Army Special Operations Aviation Command (ARSOAC), Brigadiere Generale Clayton M. Hutmacher. Fra le domande che gli sono sono state poste, un paio riguardano proprio il C-27J.

Copio e incollo dal sito di DMN:

So you’ve also got some of those surplus USAF C-27Js?

We’ll receive seven of them, and I’ve got five sitting here on Pope Army Airfield right now. As we speak, two more are being delivered next month directly from the factory.

What are you going to do with the seven new C-27Js?

We have had the USASOC Flight Detachment, which consists of CASA-212s, the UH-60 Black Hawks, and a Kingair. So, we’ve expanded it and renamed it the USASOC Flight Company, and actually they are all going to be one element in a special operations aviation squadron, which we’re standing up here at Fort Bragg.

We’re also going to have an aviation Foreign Internal Defense [FID] troop, which is actively engaged all over the world training our partner nations. We want their aviation forces to be able to stand up a similar capability like the 160th SOAR based on their resourcing, and train them how to approach that problem set.

We also have two directorates, including the Technical Applications Program Office [TAPO] at Fort Eustis commanded by Col. Paul Howard. They have all of our program managers for our different aircraft and systems, and do all of our acquisition actions up there. And we also have the Systems Integration Management Office [SIMO], which is essentially the interface between, or the users’ representative between, the 160th and TAPO. They are staffed with operational aviators out of the 160th SOAR, and they provide input into aircraft modifications, new aircraft fielding, weapons systems and the like, and are intimately involved throughout the process. It’s commanded by Lt. Col. Jesse Crispino.

e ancora

Let me tell you where we’re healthy first. I told you earlier that our fixed-wing fleet, which is primarily focused on institutional training in the United States, is very healthy with the acquisition of the seven C-27J Spartans, which replaced a 26-year-old CASA-212. So, we are very, very healthy there and it was a real deal for us. We didn’t pay anything for them. So, it was about $300 million of cost savings for us.

I assume it’s fair to say those are good airplanes?

They are … absolutely. They are very impressive and we are very fortunate to have them. And as I said earlier, the Air Force has been a great partner for us. They provided us multiple semi-loads of spare parts too, which is going to help drive down our operating costs, at least for the near term.

Ottimo direi!

Ora attendiamo quelle della Coast Guard!


The Dustoff Complex

Fort Rucker, Alabama e’ il piu’ grande centro di aviazione dell’esercito del pianeta ed e’ talmente vasto che si estende attraverso due contee (quelle di Dale e Coffee). L’estensione totale dei terreni supera abbondantemente le 100 miglia quadrate (258 km2), l’equivalente dell’intero Comune di Parma.  Data tale ampiezza, e’ dunque possibile imbattersi in aree “imboscate” e poco note al pubblico.

Una di queste e’ il Dustoff Complex, una piccolo centro di specializzazione e addestramento dove il personale destinato alle aeroambulanze Dustoff apprende i rudimenti del mestiere. Il Dustoff Complex, dipendente dalla locale U.S. Army School of Aviation Medicine,  e’ ubicato in una zona boschiva nella parte sudoccidentale di Fort Rucker. Esso si compone di due edifici  al coperto complete di attrezzature mediche e simulacri di Black Hawk, una torre, piu’ un stagefield all’aperto con tende e vecchi elicotteri in disuso.

Il Dustoff Complex, cosi’ come la stessa School of Aviation Medicine, sono considerate strutture campali (field elements) subordinate allo U.S. Army Medical Department’s Center and School di Fort Sam Houston (Texas), ovvero la sede e la scuola della sanita’ dell’esercito statunitense.

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Vista  dall’alto del Dustoff Complex. A destra lo spiazzo con le strutture indoor e la torre, mentre a sinistra abbiamo lo stage field per le attivita’ all’aperto. Notare i numerosi UH-1 sparsi qua e la.

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Le strutture indoor e la torre per l’addestramento alle discese

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Confini della base di Fort Rucker, Alabama. La stragrande maggioranza delle infrastrutture sono concentrate nella parte sudoccidentale, incluso il Dustoff Complex (sito all’interno del cerchio verde).

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Welcome Aboard!
(The Dustoff Association)

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L’edificio che ospita i simulacri dei Black Hawk. Qui gli allievi “flight medic” imparano a muoversi e ad operare all’interno degli angusti spazi dell’elicottero prima di iniziare l’attivita’ di volo vera e propria. (The Dustoff Association)

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Istruttrice all’opera.
(The Dustoff Association)

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Strumentazioni varie e computer.
(The Dustoff Association)

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Lezioni all’aperto. Sullo sfondo si vedono la torre e gli edifici con le aule e gli uffici amministrativi.
(The Dustoff Association)

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Allievi ritratti di fronte ad uno dei vecchi Huey presenti al Dustoff Complex
(The Dustoff Association)

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Oltre agli Huey, fra gli elicotteri in disusi figura anche la carcassa di un rarissimo Boeing YUH-61, lo sfortunato candidato del programma UTTAS sconfitto dal Black Hawk.  (The Dustoff Association)

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Un esemplare di HH-60M, l’attuale workhorse dei reparti Dustoff. Questa recente variante e’ stata allestita specificatamente per le unita’ di ambulanza aerea dell’esercito.

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La guerra e’ fondamentalmente sanguemmerda. Afghanistan, 2011. (Laura Rauch/Stars and Stripes)


M47 Dragon Missile Jump Pack (DMJP)

Mesi fa un lettore mi scrisse chiedendomi se potevo gentilmente pubblicare qualche immagine del missile controcarro portatile M47 Dragon in configurazione per l’aviolancio (per i paracadutisti per intenderci). Purtroppo, per svariate ragioni, riesco solo ora ad esaudire la richiesta del succitato lettore. La buona notizia e’ che nel frattempo sono riuscito a recuperare foto di ottima  qualita’. Le immagini provengono dagli archivi del U.S. Army Natick Research and Development Command (parte dell’Army Materiel Command).

Ulteriori informazioni potete trovarle consultando il manuale FM 3-21.220 e in particolare al Capitolo 12, sezione XI

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Dragon Jump Pack
3000 x 2500 px

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Pack Body aperto

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Pack Body chiuso (fronte)

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Pack Body (retro)
Il Pack Body aveva anche la funzione di alloggiare il fucile d’assalto M16

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Imbragatura del Jump Pack

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Paracadutista/operatore Dragon in assetto da lancio (seconda meta’ anni ’70)

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Posizionamento del pannello di cartone a nido alveolare. Questo accessorio serviva ad attutire l’urto con il suolo

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Ovviamente il pannello di cartone andava posizionato nella parte inferiore del missile!

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Particolare del sistema di sgancio rapido “Snap Hook”

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Paracadutista con Jump Pack, elmetto PASGT in kevlar e BDU (1978)

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Vista di fianco

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Lanciatore Dragon pronto per l’utilizzo


M113 – The City Slicker

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Sempre in mezzo ai bordelli!


OV-1 Photo Shelter

Tre anni fa circa vi parlai brevemente del debutto operativo degli OV-1 Mohawk armati dell’U.S. Army in Vietnam (Arming the Mohawk). Queste macchine eccezionali vennero spesso impiegate in missioni di ricognizione fotografica a supporto delle unita’ terrestri Statunitensi e Sudvietnamite. Le foto scattate dai Mohawk venivano poi prese in consegna dagli uomini addetti all’interpretazione fotografica per le analisi di rito. Nell’immagine in basso potete vedere l’interno di un tipico shelter assegnato alle unita’ OV-1. Notare le patch dell’11th Air Assault Division (Test), l’unita’ sperimentale che nel 1965 contribui’ alla formazione della 1st Cavalry Division (Airmobile).

ov1ps(Photo: US Army)


Cavalry March

cavploAH-64 Apache sorvola un veicolo Stryker sanitario durante la Cavalry March a Plojesti, Romania. 13 Maggio 2015 (US Army photo)


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