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[VIDEO] UH-1B Huey helicopters at Bell factory (1963)

Fino agli anni ’50 gli elicotteri venivano generalmente “impacchettati” presso la casa madre e spediti ai reparti di volo. Tutto il procedimento portava via molto tempo e aveva costi di gestione e trasporto non indifferenti. Poi qualcuno decise che sarebbe stato meglio inviare direttamente gli aviatori alla casa madre. Ecco un esempio di trasferimento di massa di UH-1B avvenuto nel 1963.


New meets Old – l’arrivo degli UH-1E in Vietnam

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Hi ol’ chap! – Un vecchio Douglas R4D del MALS-12 (Marine Aviation Logistics Squadron 12) “incontra” una coppia di UH-1E del VMO-6 (Marine Observation Squadron 6) nuovi fiammanti. Siamo nella base aerea di Chu Lai, nel Settembre 1965. All’epoca la pista era ancora in costruzione, e di conseguenza aerei come gli A-4 Skyhawk dovevano usare i razzi JATO per decollare. Gli elicotteri, che necessitavano di una semplice piazzola di terra rossa, invece se ne sciacquavano le palle 🙂  (Photo credit: Marine Attack Squadron (VMA) 225).

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Ecco qua parte della linea di volo del VMO-6, che era uno storico reparto che durante la Guerra di Corea aveva barattato gli aerei da osservazione con gli elicotteri per andare in giro su e giu’ in cerca di guai (semi-cit.). L’UH-1E fu la prima variante dello Huey allestita specificatamente per il Corpo dei Marines. Questi ultimi lo impiegarono come gunship, scorta elicotteri, nell’evacuazione sanitaria, C&C, ricognizione visuale, osservazione e anche per marcare bersagli con razzi al fosforo bianco. Per le missioni di trasporto truppe  continuarono per un certo periodo di tempo ad usare l’UH-34 Sea Horse con motore radiale, modello che invece l’U.S. Army decise di non portare con se in Vietnam. O Huey o niente. Go Hard or Go Home.

Notare la pista ad elementi, denominata SATS, o Short Airfield for Tactical Support. Sullo sfondo, a sinistra, si possono vedere anche dei graziosi A-4 Skyhawk, modello che i Marines usarono ampiamente nel Close Air Support. (Photo credit: Marine Attack Squadron (VMA) 225).

Tornando all’UH-1E, ecco un paio di immagini provenienti dall’archivio della Bell Helicopter. Guardate che gioiello, con le insegne ad alta visibilita’. La matricola 151267 lo identifica come secondo UH-1E uscito dagli impianti della Bell di Fort Worth.

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L’UH-1E fu selezionato dal Corpo dei Marines nel 1962 per sostituire due aeromobili da osservazione: l’aeroplano Cessna O-1 Bird Dog (ex OE-1/2) e l’elicottero a rotori intersecanti Kaman OH-43D (ex HOK-1). Una scelta assai singolare agli occhi di molti, in primis dall’esercito, che proprio all’epoca stava cercando un sostituto per gli anziani OH-13 Sioux e OH-23 Raven (vedere programma LOH).

L’UH-1E volo’ per la prima volta il 7 Ottobre 1963. I Marines ne richiesero complessivamente 192 esemplari, costruiti partendo da due versioni dello Huey nate in origine per l’esercito: l’UH-1B e l’UH-1C.

I primi 34 esemplari di UH-1E erano UH-1B modificati con fusoliera anticorrosione interamente in alluminio, sistemi radio compatibili con le frequenze dei Marines, freno rotore, nuova sonda anemometrica e verricello esterno fisso sul lato destro del tetto (non sempre montato in fabbrica). Questi esemplari conservavano la stessa trasmissione e lo stesso motore del “Bravo” delle ultime produzioni, ossia un turboalbero Lycoming T-53-L11 da 1.100 Shp (l’originale UH-1B nacque con un L5 da appena 960 Shp, che nel clima tropicale del Vietnam si rivelo’ insufficiente).

I successivi 158 erano invece basati sull’UH-1C, versione interim gunship allestita per l’esercito in attesa degli elicotteri d’attacco specializzati AH-1G Cobra. Questa presentava un nuovo stabilizzatore verticale di coda, turbina L11 standard, e un nuovo rotore a corda larga Bell 540 da 690mm.

I Marines designarono entrambi i tipi come “UH-1E”, a dispetto delle differenze menzionate sopra. Successivamente molti esemplari ricevettero la turbina L13 dell’UH-1M, che sviluppava ben 1.400 Shp.

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Vista del lato destro con ben in vista il verricello fisso sul tetto.

Come gia’ detto queste macchine furono in origine utilizzate in gran parte come gunship. L’armamento montato dai Marines era simile, ma non identico a quello in uso negli Huey dell’U.S. Army. Sempre presenti erano i lanciarazzi da 70mm a sette e diciannove colpi, accoppiati alle M60, sia per i door gunner, sia puntate in caccia per azioni offensive. Queste ultime erano parte del TK-2 (Temporary Kit 2), un sottosistema d’arma simile al TK-1 degli UH-34, ma dotato di piloni per montare lanciarazzi, pod per minigun M18 o altre armi. Il TK-2 era l’equivalente dell’M16 dell’U.S. Army.

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Come potete vedere, nel TK-2 le M60 sono posizionate all’interno dei supporti, invece che alle estremita’ come nel caso dell’M16.

Un’altra peculiarita’ degli UH-1E gunship dei Marines era la presenza di una torretta binata sotto il muso, conosciuta come TAT-101E (gemella della 101D, offerta all’esercito ma mai adottata). Queste torrette, esattamente come la TAT-102 e la TAT-141 del Cobra, erano prodotte dalla Emerson Electric di St. Louis (Missouri), autentica pioniera del settore e che produsse anche il modello per il Sioux Scout, il progenitore del moderno elicottero d’attacco.

La TAT-101E – equipaggiata con due M60C calibro 7,62 NATO – aveva un angolo di depressione ed elevazione rispettivamente di -45° e +15°, e un angolo di brandeggio di 173°. La capacita’ munizioni era invece pari a 500 colpi. I Marines acquistarono circa 94 kit da montare in altrettanti Huey a partire dalla primavera del 1967. Il primo reparto a riceverle fu il VMO-3. Sfortunatamente la TAT-101E sul piano pratico si rivelo’ molto poco soddisfacente: non solo era di costruzione fragile, ma anche poco affidabile e fin troppo sensibile alla sporcizia. TAT, per la cronaca, sta per Tactical Armament Turret.

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In alto: due immagini della TAT-101E. Una installazione simile, denominata TAT-103 e fornita di due MG1, venne successivamente testata anche dall’esercito della Repubblica Federale Tedesca. Nemmeno gli amici crucchi ne furono impressionati, e dopo un periodo di test abbandonarono ogni proposito di acquisto.

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I Marines, similmente ai colleghi dell’esercito, si cimentarono in lanci di bombe a caduta libera a bordo di elicotteri. In questo caso, al pilone sinistro di questo Huey vediamo una CBU-55 da 225 kg, che era un potente ordigno FAE (Fuel Air Explosive) con paracadute ritardante contenente tre submunizioni BLU-97 da circa 45 kg riempite con un mix composto per il 72% da ossido d’etilene. Tale mix veniva poi rilasciato sottoforma di aerosol incendiario con effetti devastanti. Ecco uno stralcio tratto da un articolo apparso sulla rivista New Scientist del 1 Maggio 1975 in cui ne viene brevemente descritto l’uso da parte dell’Aeronautica Sudvietnamita durante la disperata battaglia di Xuan Loc contro regolari dell’esercito Nordvietnamita (inclusa un’azione che inceneri’ letteralmente il posto di comando della 341a Divisione):

“The dramatic reports from Vietnam last week were of hundreds of corpses which bore no marks, but with their mouth wide open and clutching their throats as if gasping for breath. An Associated Press report from Phnom Penh (Los Angeles Times, 2 March) said that “soldiers in field say that the aerosol could get into bunkers and when it is detonated the explosive sucks out the oxygen”

Non e’ un caso che la CBU-55 fosse chiamata anche “bomba asfissiante”. Questo genere di arma – sviluppata dalla Honeywell in collaborazione con il Naval Weapons Center di China Lake – venne impiegata contro formazioni di truppe, bunker, fortificazioni, trincee e per “ripulire” Landing Zone da eventuali mine e trappole esplosive. L’elicottero e’ un UH-1E seconda serie (notare lo stabilizzatore verticale “tozzo” del Charlie) dell’HML-167. Foto del Dicembre 1970 tratta dal libro Air War over Southeast Asia.

Altri armamenti specifici usati dai Marines su questo modello di elicottero non ce ne sono. Ho sentito “voci” in merito all’impiego di TOW e Maverick, ma sono fondamentalemente balle messe in giro da chissa’ chi 🙂

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Qui vediamo un UH-1E scortato da un AH-1J SeaCobra, la prima versione del Cobra espressamente realizzata per l’U.S. Marine Corps. Le differenze principali con l’originale AH-1G riguardavano l’adozione di un apparato propulsivo costituito da un PT6T Twin-Pac con due turboalberi e una nuova torretta con cannone gatling M197 da 20mm (in uso anche sui nostri Mangusta). Questo UH-1E fa parte del secondo lotto, quello basato sull’UH-1C (notare lo stabilizzatore verticale maggiorato).


Bell’s Straightforwardness

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Progettare validi elicotteri non significa solo interessarsi a prestazioni, capacita’ e affidabilita’, ma anche tenere conto di coloro che dovranno occuparsi della manutenzione, anche in condizioni austere. Quale miglior esempio dello Huey? Nella foto un UH-1B sotto i “ferri” 🙂 (Photo: Bell Helicopter)

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Altra bella foto scattata durante la manutenzione. Questa volta si tratta di uno dei Bell YH-40 di pre-serie. (Photo: Bell Helicopter)


The Coolest Spot


Due belle foto che ritraggono alcuni Bell UH-1B gunships appartenenti al 3rd Platoon “Bandits” della 118th Aviation Company (AML) “Thunderbirds”, unita’ di aviazione dell’esercito formata nell’estate del 1963 e subito inviata in Vietnam. La 118th e’ celebre per essere stata la prima Assault Helicopter Company in assoluto.

Quella del 1963 fu un’estate particolarmente torrida e nel Sud Est Asiatico il caldo (accentuato dalla forte umidita’) poteva diventare davvero insopportabile. I primi campi di aviazione erano molto spartani e in assenza di luoghi dove ripararsi dal sole, i militari Americani e Sudvietnamiti avevano l’abitudine di cercare un poco di refrigerio dietro l’ombra degli elicotteri. Avete notato come i Vietnamiti della prima foto seguono perfettamente i contorni dell’ombra? 🙂 – Photos: US Army Aviation Museum


Altro UH-1B RAAF

Non mi ero accordo che l’allegato conteneva anche quest’altra foto! Altro UH-1B RAAF, ma questa volta con le insegne ad alta visibilita’ e ripreso (presumibilmente) in territorio Australiano.


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Un gentile lettore mi ha spedito questa bellissima immagine di un Bell UH-1B della Royal Australian Air Force ripreso il giorno 11 Novembre 1967 nella provincia di Phuoc Tuy, nella Repubblica del Sud Vietnam, durante l’Operazione “Santa Fe”. Gli uomini sono della Support Company, 7th Battalion, Royal Australian Regiment. Foto del Commonwealth of Australia.


Feeding the Brownings

E prima di M60 e Minigun, ovviamente l’US Army sperimento’ le mitragliatrici Browning calibro .30. Diversamente da quelle brandeggiabili viste sugli H-21, le Browning montate su questo Huey erano fisse e destinate soprattutto ad azioni offensive. Questo in particolare fu uno primi UH-1 gunship a giungere in Vietnam nell’ottobre 1962. Esso apparteneva alla Compagnia UTT o UTTHC (Utility Tactical Transport Helicopter Company), equipaggiata con una ventina di UH-1A/B armati con una coppia di Browning calibro .30 e 16 razzi da 2,75 pollici tipo MA-2A (8 per lato) presi in prestito dall’U.S. Air Force. Il tutto era montato su supporti artigianali installati nei pattini. Il compito di questi mezzi era scortare i piu’ lenti elicotteri da trasporto H-21 dell’esercito e H-34 dei Marines, specialmente durante le delicate fasi di sbarco dei soldati.

Nella foto in alto: lo SP4 Glenn Martin carica nastri su una delle Browning (21 Febbraio 1963). Nella foto in basso il CWO Cletus Heck fa lo stesso su un altro elicottero (US Army photo/NARA)

Ecco qui alcune immagini degli Huey Gunships della compagnia UTT

Photo credits: Vietnam Helicopter Pilots Association via Charlie Ostick

VEDI ANCHE

Feeding the M60’s
Feeding the Miniguns