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[Ad] Bell UH-1 with AGM-22/M22 Armament Subsystem (1962)

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Il sottosistema M22 fu il primo armamento missilistico eliportato standard delle forze armate statunitensi. L’M22 si componeva di sei missili controcarro filoguidati AGM-22, versione su licenza dell’SS.11 Francese.

Introdotto nei primi anni ’60, il battesimo del fuoco dell’M22 risale al 9 ottobre 1966, quando elicotteri UH-1B del 2/20 ARA (Aerial Rocket Artillery) lanciarono missili AGM-22B contro una serie di bunker e barricate erette dalle forze comuniste nella provincia di Binh Dinh, nel Vietnam del Sud. Si trattava di una missione eseguita nell’ambito dell’operazione IRVING, condotta fra il 2 e il 24 ottobre 1966 dalla 1st Cavalry Division, appoggiata da elementi della 22a Divisione dell’ARVN e dalla Capital Division dell’Esercito Sudcoreano. Da notare che, oltre alla distruzione delle fortificazioni nemiche, quella singola azione porto’ anche alla cattura di 55 Vietcong.

Con l’introduzione del TOW e del Cobra antitank negli anni Settanta, l’M22 scomparve abbastanza rapidamente dall’arsenale dell’US Army.


Di missili francesi e Jeep americane

Stavo scartabellando un po’ di documenti storici dell’Arsenale di Redstone (Alabama), quando mi e’ venuto in mente il famigerato “supermissile” Dart, il tank killer che, stando alle fin troppo ottimistiche previsioni del costruttore, avrebbe dovuto equipaggiare i veicoli ruotati e cingolati USA a partire dalla seconda meta’ degli anni Cinquanta. Sfortunatamente il Dart si rivelo’ una delle tante wunderwaffe “succhiasoldi” , di quelle che nascono quando si piscia fuori dal vaso tipo cascate del Niagara (problema peraltro assai noto negli USA) 🙂

Il Dart fu un tentativo dell’US Army di dotarsi di un missile controcarro a lunga gittata concepito, sviluppato e realizzato interamente negli States. Di dimensioni ragguardevoli (1,52 mt), quest’arma pesava circa 50 kg ed era, fino a 3000 metri, teoricamente in grado di mettere fuori combattimento qualunque carro armato dell’epoca (indubbiamente la feature che piu’ interessava i militari, preoccupati dalla rapida evoluzione dell’arsenale corazzato del Patto di Varsavia).

In basso vediamo una Jeep M38A1C armata appunto di Dart, che nell’esercito statunitense era designato XSSM-A-23. Quest’arma, prodotta in soli 105 esemplari, fu pensata in primo luogo per sconfiggere i carri pesanti, che pero’ stavano diventando sempre meno rilevanti tanto nel Patto di Varsavia, quanto nella NATO.

Com’era quel detto? In medio stat virtus? Beh, valeva anche per i tank 🙂

La Aerophysics Development Corporation, la societa’ dietro al Dart, promise all’esercito tempi di sviluppo non superiori ai due anni e un costo unitario inferiore ai  1000 dollari ad esemplare (ovviamente in caso di produzione su larga scala). Purtroppo, dopo oltre 6 anni e 47 milioni di dollari spesi, il missile era ancora ben lungi dall’essere dichiarato idoneo all’impiego operativo. Fra i problemi riscontrati si segnalavano una complessita’ troppo elevata, scarsa affidabilita’ e precisione, nonche’ costi di produzione e gestione troppo elevati. L’US Army ed il Pentagono persero dunque la pazienza e, dopo aver cancellato il programma nel Settembre 1958, decisero di rivolgersi alla Francia, che in quel decennio era forse la nazione che aveva raggiunto i risultati piu’ incoraggianti nel campo dei sistemi missilistici controcarro.

Gli Statunitensi, nell’attesa di sviluppare e schierare un nuovo missile di concezione nazionale, decisero di adottare il modello francese filoguidato Nord SS.10, localmente noto come MGM-21A. Quest’ultimo, costruito su licenza, venne classificato “Standard A” gia’ nell’Aprile 1959. Gli MGM-21A finirono immediatamente installati a bordo del tipico veicolo standard 4×4 da 1/4 di t di quegli anni: la assai apprezzata Jeep M38A1.

In basso alcune foto di Jeep M38A1C armate con un lanciatore trinato di MGM-21A

La 101st Airborne Division fu fra le prime unita’ ad ottenere l’MGM-21. In basso una squadra controcarro su M38A1. L’MGM-21 pesava appena 15 kg ed aveva una portata massima di 1600 metri. La testata era del tipo HEAT dal peso di 5 kg. I fucili sono M14, modello in 7,62 NATO adottato ufficialmente nel 1957 in sostituzione dell’M1 Garand in 30-06.

Altra M38A1C con MGM-21. Sullo sfondo una gemella armata di cannone senza rinculo M40A1 da 106mm (105effettivi).

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Altra immagine di M38A1C con MGM-21A. Qui siamo a Gablingen Kaserne, Germania Occidentale, nel 1960
(Photo credit: usarmygermany.com/John Slattery).

L’MGM-21A fu brevemente impiegato dall’U.S. Army fino agli anni sessanta prima di essere sostituto dal Model 58 ENTAC (ENgin TĂ©lĂ©guidĂ© Anti-Char), anch’esso di concezione francese e designato MGM-32A. Introdotto nel 1963 a bordo delle jeep M151 MUTT, l’MGM-32 rimase in servizio fino alla fine degli anni Sessanta, quando venne definitivamente soppiantato dal superiore BGM-71 TOW (Tube-launched, Optically tracked, Wire-guided) nato da uno sforzo congiunto fra la Hughes e l’Army Missile Command del Redstone Arsenal. Il TOW prese il posto non solo di tutti i missili c/c non portatili (compresi gli SS.11/AGM-22 montati su elicotteri Huey), ma anche del cannone senza rinculo M40A1.

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In alto: a sinistra: l’MGM-32A/ENTAC nel caratteristico contenitore-lanciatore; a destra: M38A1 canadese mentre lancia un missile ENTAC. L’US Army destino’ quest’arma solo alla jeep M151A1 MUTT (Military Utility Tactical Truck) e mai alla M38A1. Sfortunatamente non sono riuscito a trovare una sola foto del sistema MUTT/ENTAC (Photos: Redstone Arsenal; Canadian Forces).

In basso: una M151A2 dell’US Marine Corps mentre lancia un TOW.

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La strada che porto’ gli USA ad approdare al TOW, primo sistema missilistico controcarro di concezione nazionale, fu particolarmente lunga e tortuosa (ne avevo parlato diffusamente anche QUI). Gli sforzi comunque furono abbondantemente premiati, non solo dalle prestazioni dell’arma, ma anche dallo straordinario successo commerciale. E a dispetto di tutto, va comunque riconosciuto che, dopo gli inziali ed imbarazzanti fallimenti, gli americani alla fine si riscattarono ampiamente non solo con il gia’ citato TOW, ma anche con quel capolavoro che fu l’AGM-114 HellFire, nato nello specifico per equipaggiare gli elicotteri d’attacco (Apache in primis).

Peccato solo per quel “buffo” M47 Dragon 🙂


50 Anni fa la nascita della prima unita’ elicotteri controcarro

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La Francia e’ stata una delle nazioni che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo dell’ala rotante in ambito militare e non. Basti ricordare gli enormi sforzi profusi nella creazione di un’industria elicotteristica moderna e competitiva, oppure, parlando in termini strettamente piu’ tattici, dottrinali e operativi, l’enorme bagaglio di esperienze accumulato durante la Guerra in Algeria da unita’ all’avanguardia come il Groupe d’HĂ©licoptères No.2 (GH 2), creato nel 1955 per supportare le forze francesi che operavano nel martoriato paese Nordafricano. Dunque non stupisce che l’Aviation LĂ©gère de l’ArmĂ©e de Terre (ALAT) fu la prima army aviation ad organizzare e rendere pienamente operativa un’unita’ di elicotteri armati di missili controcarro.

La storia inizia il 1 Novembre 1961 con la costituzione del 1er Groupe d’Aviation LĂ©gère Divisionnaire (GALDIV 1), un’unita’ di aviazione dell’esercito alle dipendenze della 1a Divisione Corazzata francese (1re Division BlindĂ©e). All’epoca il GALDIV 1 era stanziato presso l’aeroporto di Trier (Trèves-Euren), nei pressi di Dortmund (Germania Occidentale). Nel 1961-62 la linea di volo si componeva di una ventina di aeromobili in tutto: dieci aerei leggeri biposto da osservazione tipo Nord 3400, cinque elicotteri leggeri  da osservazione Sud-Ouest S.O.1221 Djinn e ulteriori cinque elicotteri multiruolo Sud Aviation Alouette II. I compiti primari del GALDIV 1 erano la ricognizione, la raccolta d’informazioni, l’appoggio di fuoco e il trasporto. Tutto ovviamente a uso e consumo della gia’ menzionata 1re Division BlindĂ©e.

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Il salto di qualita’ avviene pero’ nel Gennaio del 1963. Mentre i minuscoli Djinn vengono frettolosamente ritirati dalla linea di volo, il reparto ottiene – primo fra i GALDIV – i piu’ potenti e capaci Alouette III, inquadrati in un plotone di elicotteri d’attacco e ricognizione equipaggiato con 10 macchine (foto in alto). Le nuove Allodole vengono consegnate con un sistema d’armi composto da una coppia di lanciatori binati con missili controcarro Nord Aviation AS.11. L’AS.11 era la versione aviolanciabile dell’SS.11, un missile filoguidato superficie-superficie con guida MCLOS (Manual Command to Line Of Sight) da 3000 metri di portata che veniva condotto fino al bersaglio attraverso l’ausilio di un joystick e un sistema di visione e puntamento ottico. Equipaggiato con testata standard Type 140AC, l’AS.11 era in grado di penetrare fino a 600mm di acciaio omogeneo (RHA).

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L’abbinamento elicottero/missile controcarro non era certo una novita’. Gli stessi francesi negli anni precedenti montarono AS.10 e AS.11 a bordo dei loro Alouette II (SE 3130), passato alla storia come primo elicottero armato di missili Anti-Tank. Tuttavia, nessuno prima del 1963 aveva mai schierato un reparto di volo equipaggiato con questa tipologia di elicotteri in seno ad una grande unita’ di manovra.

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Alla fine del 1963 il GALDIV 1 poteva contare su un totale di 37 aeromobili, cosi’ ripartiti: 14 Nord 3400 nel Plotone d’Osservazione; 6 Alouette II nel Plotone Collegamento;  7 Sikorsky S-55 nel Plotone di Manovra e i gia’ citati 10 Alouette III SS.11 del Plotone di Attacco e Ricognizione.

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Negli anni successivi il GALDIV 1 avrebbe continuato a cambiare piu’ volte fisionomia, abbandonando la componente ad ala fissa e potenziando quella ad ala rotante grazie all’acquisizione di potenti macchine come l’eccellente “medio” SA 330 Puma, anch’esso di progettazione e produzione completamente francese.

Per quanto riguarda l’Alouette III (89 esemplari acquisiti in tutto), esso rimase per molto tempo la principale piattaforma controcarro ad ala rotante dell’ALAT, almeno fino a quando negli anni ottanta non venne affiancato e infine sostituito dall’Aerospatiale SA 342M Gazelle, armato con i piu’ avanzati ed efficienti missili HOT (Haut subsonique Optiquement TĂ©lĂ©guidĂ© TirĂ© d’un Tube), della franco-tedesca Euromissile. I GALDIV, nel frattempo, erano stati tutti disciolti, e le risorse impiegate per la costituzione di nuove unita’ come i Regiment d’Helicopteres de Combat (RHC) e i Groupe d’Helicopteres Legeres (GHL).

Sempre in quegli anni, Americani e Sovietici erano passati ad una nuova, rivoluzionaria e letale arma, inaugurando una “nuova alba” nell’anti-tank warfare: l’elicottero d’attacco specializzato. Ma questa, come si dice, e’ un’altra storia.


[Ad] Alouette III armed version (1966)

Questa credo sia in assoluto una delle prime pubblicita’ di elicotteri armati.

La Francia fu la prima nazione al mondo a introdurre in servizio elicotteri armati con  missili controcarro. Era il 1963 quando la 1a Divisione Corazzata dell’Armee de Terre prese in consegna i primi Alouette III equipaggiati con lanciatori per missili filoguidati SS.11 e  sistema di puntamento girostabilizzato.