[VIDEO] Breda Modello 37

Oggi ho trovato per caso questo fantastico video in cui vengono illustrate le caratteristiche della mitragliatrice Breda Modello 37. L’esemplare visibile nel filmato appartiene ad un fortunato collezionista americano (lo YouTuber AZ Guns) che e’ riuscito a portarsi a casa l’intero “pacchetto”, comprensivo di treppiede e accessori. Sarei curioso di sapere quanto ha dovuto scucire per questa bellezza…🙂

Pur con le sue carenze, la Breda Mod. 37 rimane comunque una delle migliori armi da fuoco militari progettate in Italia nella prima meta’ del XX secolo. Benche’ classificata “pesante”, era, in realta’, una “media”, almeno in termini di potenza e volume di fuoco (sparava la peraltro “pepata” 8x59mm RB ad una cadenza di tiro di 450/550 colpi al minuto). Ben costruita, precisa e discretamente affidabile, pagava pero’ lo scotto di essere alimentata con particolari piastrine dalla capacita’ di soli 20 colpi (l’equivalente di un fucile mitragliatore Breda 30 e dieci in meno di un Bren). Senza contare che le suddette piastrine necessitavano per la ricarica di un apposita macchinetta a manovella che sfilava i bossoli spenti e introduceva le munizioni cariche nelle rispettive sedi (nel video questo procedimento e’ illustrato molto chiaramente). Altro difetto era l’eccessivo peso: poco meno di 20 kg, a cui andavano aggiunti i 19 kg del treppiede. Per un’arma di questa classe quasi 40 kg non erano affatto pochi, specie se consideriamo che la vecchia Browning M1919 in 30.06 (progettata durante la Grande Guerra!) pesava, completa di treppiede, appena 21 kg. Ed era alimentata con nastri da ben 250 colpi.

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La Modello 37 rimase in servizio nell’Esercito Italiano (e in quello Portoghese) per molti anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nonostante fosse in effetti considerata ampiamente obsoleta. Si badi bene che l’obsolescenza non riguardava solo le carenze sopra riportate. Va infatti segnalato che, fra gli anni ’40 e ’50, la dottrina d’impiego delle mitragliatrici medie da fanteria abbandono’ il concetto di arma statica su treppiede (salvo rare eccezioni). Questo “shifting” porto’ alla nascita di quelle che oggi vengono definite General Purpose Machine Gun (GPMG), ossia mitragliatrici multiruolo che possono fare a meno del treppiede per il corretto impiego. Le capostipiti di questa categoria furono senza dubbio le leggendarie MG34/42 tedesche, l’ultima delle quali adottata anche dall’Esercito Italiano (vedi la MG42/59) per sostituire armi appunto come la Breda 37 e la M1919.

2 Risposte

  1. Molto bello. Come sai adoro le mitragliatrici. Senti, con il termine GPMG possiamo anche indicare le SAW (tipo l’M249) la cui capostipite fu l’MG-34? Sarebbe anche bello un post in cui parli di come la squadra di fanteria della Wehrmacht fosse letteralmente costruita intorno alla GPMG.

    aprile 11, 2015 alle 9:06 pm

    • Aleks

      No, le SAW degli ultimi 40 anni sono le eredi dei vecchi fucili mitragliatori e mitragliatrici leggere tipo BAR e BREN (e anche dei battle rifle automatici come gli FN FAL HBAR a canna pesante o gli M14E2/A1). Nell’US Army la SAW sostitui’ gli M16A1 con bipede assegnati ai c.d. “Automatic Rifleman”. Detto cio’, le vere antesignane delle moderne SAW di piccolo calibro sono forse le varianti LMG del Sistema d’arma Stoner 63 degli anni Sessanta, che era in 5.56 e che esordi’ in Vietnam (quasi solo in mano ai SEALs).

      La prima vera SAW di successo fu pero’ la belga FN Minimi (in USA nota appunto come M249), adottata come sai da mezzo mondo. La MG34 era un’arma moderna e validissima, ma ovviamente mancava delle caratteristiche tipiche di una mitragliatrice leggera: leggerezza, ergonomia e capacita’ di essere gestita ed impiegata correttamente da un solo uomo. Inoltre, letteralmente parlando, la MG34 non era un’arma automatica di squadra (Squad Automatic Weapon, appunto), anche perche’ aveva costi astronomici e all’epoca col piffero che l’avrebbero data ad ogni squadra fucilieri🙂

      aprile 11, 2015 alle 10:27 pm

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