Neptune Spear, Mr. Osama e le Foche Maledette

malocchio

Negli ultimi anni credo di aver letto non meno di due/tre centinaia di articoli sulle presunte morti sospette dei Navy Seals che il 2 Maggio 2011 parteciparono all’operazione Neptune Spear, ovvero il celebre raid al compound di Abbottabad (Pakistan), azione che si concluse con l’uccisione di quel galantuomo di Osama bin Laden. Ovviamente mi sono dovuto sorbire tonnellate di puttanate che vanno dai deliri Strakeriani, al complottismo da educande lesbiche, fino a maledizioni, malocchi e stronzate para-esoteriche che non stanno ne’ in cielo, ne’ in terra.

Peraltro va detto che la stampa generalista non e’ stata di grande aiuto, visto che dopo un numero spropositato di articoli fritti e rifritti sembra non essere ancora  riuscita a fare un minimo di luce su questa vicenda. Ad esempio se su google scrivete “maledizione navy seals”, vi compariranno decine di link piu’ o meno tutti sullo stesso tenore. Esempio:

ANSA del 1 Aprile

seals

Il Messaggero

seals2

Nota. il fatto che lo Strafatto Quotidiano (cit.) sia al secondo posto nel ranking ci dice molte cose. Certo che anche l’ANSA e gli altri…

Ma andiamo avanti.

Secondo questi giornalisti i membri del Navy Seals che presero parte al raid di Abbottabad starebbero morendo come mosche uno ad uno per cause… umm, misteriose. Oppure no. Non si sa bene in effetti.

L’ultimo in ordine di apparazione e’ TermometroPolitico.it, che il giorno 2 Maggio 2014 pubblica l’ennesimo articolo a riguardo. Ecco uno degli spezzoni incriminati:

Si fanno sempre più pressanti anche i misteri che circondano l’operazione “Neptune Spear”, cioè “Lancia di Nettuno”, quella in cui Bin Laden perse la vita: dei 25 militari che vi parteciparono solo 2 sono tuttora in vitaventidue sono stati uccisi mentre il loro elicottero li portava in Afghanistan pochi mesi dopo l’attacco di Abottabad, un altro è morto a causa di un banale incidente durante un’esercitazione di routine – uno dei due vivi, Matt Bissonette è stato costretto alle dimissioni con disonore per aver svelato i dettagli segreti della missione in un libro, mentre l’altro – di cui non si sa il nome e viene chiamato “shooter” – ha perso la copertura sanitaria per aver deciso di lasciare i Navy Seals tre anni prima della fine del contratto.

Concentriamoci sulla parte che ho evidenziato in grassetto, che e’ poi quella piu’ importante, visto che si tratta di una grave (e ahime diffusa) inesattezza.

Vediamo dunque di fare un poco di chiarezza a beneficio dei lettori.

Prima di tutto all’Operazione Neptune Spears parteciparono non meno di 79 uomini, piu’ un cane specificatamente addestrato per le operazioni speciali. Il personale impiegato faceva parte delle seguenti unita’:

Red Squadron dell’U.S. Naval Special Warfare Development Group DEVGRU (noto anche come Team 6)
Central Intelligence Agency (operativi)
160th Special Operations Aviation Regiment (Airborne) dell’U.S. Army [piloti ed equipaggi dei 6 elicotteri impiegati nel raid]

Dei 79 uomini, 25 facevano effettivamente parte del Red Squadron (almeno secondo quanto dichiarato pubblicamente dalle autorita’ statunitensi).

CHINOOK DOWN

E ora veniamo ai 22 SEALs caduti mentre, come ha scritto l’articolista di Termometro Politico (tal Guglielmo Sano),  il loro elicottero li portava in Afghanistan. Che poi 22 non sono! Per non parlare del fatto che l’elicottero di cui sopra non li stava affatto portando in Afghanistan, visto che in Afghanistan quegli uomini c’erano gia’ (ma sono dettagli).

In soldoni si trattava di una tipica esfiltrazione di truppe speciali attraverso l’impiego dell’ala rotante. Gli operatori erano infatti reduci da un raid notturno nel villaggio di Jaw-e-Mekh Zareen, nella valle di Tangi.

L’elicottero a cui fa riferimento l’articolista era Extortion 17, soprannome del CH-47D Chinook dell’U.S. Army che attorno all’una del mattino del 6 Agosto 2011 venne abbattuto da un granata a razzo controcarro tipo RPG lanciata da un combattente talebano.

I caduti furono ben 39, compreso un cane che accompagnava gli operatori. Fu il piu’ grave, singolo incidente occorso alle truppe USA/ISAF sino ad allora.

Ora analizziamo la composizione dei caduti.

22 erano uomini del Naval Special Warfare (NSW). Di questi 17 erano effettivamente Navy SEALs: 15 appartenevano al Gold Squadron del DEVGRU (Dam Neck, Virginia), mentre i restanti 2 provenivano da un SEAL Team del  Naval Special Warfare di Coronado (California). Andrebbe pero’ precisato che questi ultimi due non erano uomini del DEVGRU (Tier 1), bensi’ “comuni” SEALs (Tier 2).

I rimanenti 5 uomini dipendevano si dal NSW, ma facevano parte del personale di supporto. In sostanza parliamo di “semplici” marinai con vari incarichi di specializzazione assegnati alle unita’ Seals vere e proprie. Uno di questi era ad esempio il Petty Officer 1st Class Jared W. Day, un Information Systems Technician.

Quindi, cari giornalisti, e’ inutile chiamarli SEALs, quando in realta’ SEALs non sono.

– 5 appartenevano ad unita’ dell’U.S. Army Aviation e costituivano l’equipaggio di Extortion 17
– 3 erano avieri dell’USAF, di cui due Pararescueman (aerosoccorritori) e un Combat Controller
– 7 erano commandos afghani
1 interprete civile afghano

In QUESTA press release del Dipartimento della Difesa troverete la lista completa con nomi, reparti, specializzazioni e quant’altro.

EQQUINDI?

Gia’ con questa “scrematura”, veniamo a sapere che i 22 DEVGRU morti nell’elicottero erano in realta’ 15.

C’e’ pero’ un altro problemuccio piu’ importante da risolvere: lo squadrone di appartenenza. Eggia’, perche’ i 25 uomini che parteciparono al raid di Abbottabad erano del RED Squadron del DEVGRU, mentre i 15 Seals periti tre mesi dopo a bordo di Extortion 17 facevano parte del GOLD Squadron. Faccio questa precisazione anche per quei complottisti che vanno in giro in rete a dire che i SEALs morti sul Chinook furono in realta’ assassinati dal governo americano per evitare che spiattellassero la “verita’” su bin Laden.

L’articolo del Navy Times da me linkato segnala giustamente che il DEVGRU si snoda su quattro squadroni dì’assalto: Red, Gold, Blue e Silver. Ognuno di questi sarebbe composto da una cinquantina di operatori, anche se in realta’ l’esatta composizione di ogni squadrone non e’ nota (comprensibilmente, aggiungo). A questi vanno aggiunti due ulteriori pedine, il Black Squadron (ricognizione e sorveglianza) e il Gray Squadron (equipaggii d’imbarcazioni d’assalto per operazioni speciali).

Quindi, ricapitolando, i 15 SEALs del DEVGRU che trovarono la morte nel Chinook  il 6 Agosto 2011 non solo non presero parte all’assalto al compound di Abbottabad , ma appartenevano ad altro squadrone.

Anche il discorso sul “Team 6 decimato” mi pare una forzatura volta al facile sensazionalismo. Certo, 15 morti sono una perdita pesante, specialmente nel caso di personale altamente selezionato ed addestrato, ma il DEVGRU conta su alcune centinaia di uomini, non 25 come spesso viene riportato dalla stampa.

Sempre nell’articolo di Guglielmo Sano si menziona di un SEAL “morto a causa di un banale incidente durante un’esercitazione di routine“. Ovviamente sono andato a controllare per vedere se il poveretto fosse in qualche modo collegato al team che prese parte al raid di Abbottabad e indovinate un po’? Non esiste alcun collegamento.

Il SEAL in questione si chiamava Jonathan H. Kaloust, ed era un Special Warfare Operator di III Classe di 23 anni entrato nella U.S. Navy nel Marzo 2011, ossia meno di due mesi prima di Neptune Spear! Il che significa che all’epoca era una semplice recluta 20enne della marina che non aveva ancora iniziato il corso SEAL, e che per nulla al mondo i superiori lo avrebbero fatto partecipare ad azioni di guerra che non fossero assalti simulati a fortini del Playmobil.

In altri articoli si nomina Brett D. Shadle, Chief Petty Officer deceduto nel Marzo 2013 nel corso di esercitazioni di lancio con il paracadute. Questo effettivamente era membro del DEVGRU, sebbene, come spesso accade in casi simili,  non e’ stato specificato a quale squadrone appartenesse, oppure se prese parte o meno a Neptune Spear. Quindi non posso ovviamente esprimermi a riguardo. Anche qui, comunque, i complottisti ci hanno marciato alla grande, arrivando ad affermare che  le morti sospette da paracadute sarebbero iniziate. da quando bin Laden ha incontrato le 72 vergini. Peccato che solo nel 2008 ci furono, ad esempio, ben due distinti incidenti di lancio che portarono alla morte di altrettanti Navy SEALs. E all’epoca bin Laden era ancora vivo e vegeto a vedersi film porno nel suo compound climatizzato in Pakistan.

Dunque, quanti dei 25 membri del Red Squadron del DEVGRU che presero parte a Neptune Spear sono morti per cause sospette? ZERO, almeno da quel che ne possiamo sapere noi comuni mortali. Eggia’ perche’ puo’ capitare che i comandi militari si rifiutino (a ragione) di divulgare alcuni  dettagli del reparto di appartenenza dei membri dei reparti speciali caduti in azione o deceduti per altre cause. Ma che ve lo dico affa’?

Ah, qualcuno forse si stara’ chiedendo delle “Foche Maledette” citate nel titolo… beh, date un’occhiata qua e fatevi due risate.

See ya
A.

9 Risposte

  1. themib1

    ciò mi ricorda un recente Z-movie “O-Zombin-Laden, che narra le gesta grottesche di Bin Laden che, dopo il raid ad Abbottabad, si rialza da zombie, come i suoi accoliti, e attacca il team USA. E alla fine del film spiegano perchè abbiano dovuto cementarli e buttarli nell’oceano😀

    maggio 6, 2014 alle 11:02 pm

    • Aleks

      LOL, ma dici sul serio? Devo vederlo, mi hai messo curiosita’🙂

      maggio 6, 2014 alle 11:14 pm

  2. FedericoR

    Eh be’… e poi si meravigliano se la gente non legge i quotidiani, piuttosto preferisco un buon libro di fantascienza, almeno quella non cercano di spacciartela come realtà

    maggio 7, 2014 alle 6:01 am

    • Aleks

      Si, ma a parte quello, talvolta vengo contattato da della gente che fa veramente cascare le palle. LOL. Cioe’, per intenderci, mi sono capitati laureati che scrivono citando malocchi, sortilegi, maghi all’interno di improbabili tesi complottiste? E che ti rimandono poi a siti e network esorterici per approfondire? Che cazzo devi rispondere a sta gente? Fatti curare? boh🙂 A volte pare di essere tornati nel medioevo. La quantita’ di fuffa e’ davvero impressionante e si accumula sempre piu’ “grazie” anche all’uso scriteriato dei social network.

      maggio 7, 2014 alle 6:47 am

      • ShadowRider

        E la cosa ti stupisce? Una volta mi capitò di vedere qualche minuto di ‘diretta’ del processo a Wanna Marchi e complici, stava parlando una delle vittime. Spiegava come un familiare avesse avuto problemi di salute, la Marchi l’aveva convinta che era malocchio o maledizione o whatever e aveva inziato a rifilarle le sue patacche, con un esborso finale di qualche decina di k€. La cosa raccapricciante? Questa tizia era PRIMARIO IN UN OSPEDALE PUBBLICO…😛

        maggio 7, 2014 alle 8:08 am

        • Aleks

          Primario? Andiamo bene. Cmq il piu’ furbo e’ stato il maestro Donasimiento o come caz si chiama. Si e’ preso il malloppo ed e’ fuggito nel natio brasile, mettendolo nel culo alle due racchie truffatrici. Certuni pero’ si meritano di essere fregati. Capisco l’ignoranza, capisco la disperazione, ma a tutto c’e’ un limite.

          maggio 7, 2014 alle 9:22 pm

          • ShadowRider

            Mah, ricordo all’epoca di aver commentato qualcosa come “sì, ma questa non dovrebbe avere diritto al risarcimento….se veramente è tanto ignorante da cascarci deve restituire la laurea e smettere di fare il medico”. Alcuni concordarono con me, molti altri mi diedero del bastardo. Vabbe’…

            maggio 8, 2014 alle 5:35 pm

  3. FedericoR

    Hai assolutamente ragione Aleks, anch’io rimango di cacca quando sento o leggo queste cose. Siamo nel XXI secolo, abbiamo mandato su Marte un robot geologo che scorrazza per il pianeta rosso (facendo foto eccezionali), abbiamo visto l’Universo com’era 300.000 anni dopo la sua nascita, abbiamo trovato la particella che fornisce la massa alla materia e ci sono ancora tantissime persone che credono a oroscopi, malocchio, incantesimi e affini. Incredibile!

    maggio 7, 2014 alle 9:28 am

    • Aleks

      E nonostante tutto, i fresconi istruiti aumentano di numero. Ma che volete, pensate che c’e’ gente che posta notizie da Lercio, Onion e Duffelblog credendole vere. Umorismo, ironia, satira, questi sconosciuti.

      Leggi qui. Uno dei massimi raccattatori di bufale, complotti e minchiate della rete ha trovato un vecchio articolo satirico (su http://www.vitadapapa.it), lo ha preso sul serio e pubblicato (come fosse suo, ovviamente) sul proprio blog : http://tinyurl.com/q7n2pv2 – se poi vai alla sezione commenti… mamma mia…🙂

      maggio 7, 2014 alle 9:44 pm

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...