Inner City Blues – Il Video e la nuova Harlem


Il brano e’ del 1971, ma il video e’ del 1994. Fu girato dai giovani e promettenti Fratelli Hughes a Harlem, quartiere storicamente nero che negli anni novanta versava in uno stato talmente disastroso che i ragazzini costretti a vivere in quell’inferno erano considerati fra i piu’ disgraziati non solo dell’America, ma dell’intero Occidente. Un primato davvero poco invidiabile per la Grande Mela.

All’epoca un 15enne di Harlem aveva solo il 37% di possibilita’ di arrivare a 65 anni, come in Angola. Lo stato dell’Africa Centrale, s’intende.

New York City, del resto, non e’ che fosse una citta’ virtuosa dal punto di vista della vivibilita’. Criminalita’ ed omicidi erano al picco storico e la “Crack War” (iniziata negli anni ’80) aveva trasformato streets e avenues in trincee d’asfalto. Solo nel 1990 il NYPD raccatto’ dalle strade dei cinque borhoughs piu’ di 2200 morti ammazzati.

Oggi quel numero e’ sceso a meno di 400, mentre Harlem e’ stata rivoltata come un calzino tanto da diventare quasi irriconoscibile. Gli omicidi sono crollati del 90%, le rapine sono passate dalle quasi 5000 del 1990 alle 1000 di oggi e di droga ne circola sempre meno. In totale gli atti criminali segnano un meno 80%. Polizia, sindaci e procuratori distrettuali hanno fatto un repulisti, mentre i piani di  gentrificazione hanno rinnovato edifici e strade e attratto nuovi investitori e residenti benestanti.

Il programma di riqualificazione ha pero’ anche alzato il costo della vita e costretto un certo numero di vecchi residenti a sloggiare assieme a mafia e criminalita’. La New Harlem e’ piu’ sicura, pulita e prospera, ma anche piu’ cara e meno accessibile alle classi meno abbienti.

Detto cio’, i nostalgici che citano “i bei vecchi tempi” non sanno di cosa cazzo stanno parlando. La gente del partito “si stava meglio quando si stava peggio” dovrebbe spararsi, specie in casi come Harlem.

Quali bei tempi, di grazia? Un quartiere che nell’ultimo secolo e’ stato il fondo del barile dell’America. Un quartiere rimasto per 100 anni ostaggio delle mafie italiana, irlandese, afroamericana, del racket, nonche’ di spacciatori, politicanti inetti e senza scrupoli e troppi residenti che fondamentalmente se ne fottevano di tutto e nulla facevano per migliorare le cose a beneficio delle future generazioni.

Oggi Harlem sta rinascendo. Certo, ha indubbialmente perso alcune caratteristiche che la rendevano unica, ma ha anche posto le basi per un futuro migliore. Ha dato speranza a tanti giovani che solo 20 anni furono oggetto di un articolo del New England Journal of Medicine in cui si sottolineava tassi di mortalita’ vicini a quelli africani.

Quindi coloro che dicono e scrivono che non e’ cambiato nulla nell’ultimo quarto di secolo o sono ignoranti, oppure mentono sapendo di mentire. Non ci sono vie di mezzo.

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