I peggiori elicotteri di produzione della storia (WIP)

Sto cercando di compilare una lista degli elicotteri peggiori e scarognati. E sapete una cosa? Non e’ per nulla facile, specialmente quando decidi di escludere modelli sperimentali e prototipi.

Intanto eccovene tre… anzi, due e mezzo, via🙂

1) Bell Model 61 / HSL

bellhsl

Ladies and Gentlemen: l’aringa volante!

La texana Bell Helicopter e’ nota al pubblico per aver prodotto macchine belle, affidabili, funzionali e di successo come il Model 47, lo Huey, il Cobra e il 206. Insomma, e’ una di quelle societa’ che non ha bisogno di presentazioni. Ma anche i grandi sbagliano, e il suo piu’ grande passo falso fu probabilmente il Model 61 del 1953. Nato per soddisfare una specifica della Marina Statunitense relativa ad un elicottero antisommergibile, l’HSL era un overengineered monstre che riusciva a librarsi (goffamente) in aria solo grazie ad un motore radiale dalla potenza esagerata (ben 2800 hp!).

Pur essendo lungo appena 11 metri, aveva un peso che superava abbondantemente le 11 tonnellate (per fare un paragone, il contemporaneo Piasecki H-21 era piu’ grande e capace, ma pesava meno della meta’). Ma l’HSL non soffriva solo di problemi di peso, emetteva pure forti vibrazioni che stordivano letteralmente l’equipaggio durante il volo. Per non parlare del baccano infernale che produceva, tanto che era praticamente impossibile ascoltare con chiarezza le risposte del sonar di bordo. Dulcis in fundo, le pur non eccezionali dimensioni lo rendevano incompatibile con gli ascensori delle portaerei.

A fuckin’ disaster. 

Morale della favola: non adempi’ mai al ruolo per il quale fu progettato. Dal 1956 al 1960 la US Navy ne impiego’ alcune decine in Florida in compiti addestrativi e nello sviluppo di tecniche per la caccia alle mine, ma fu presto ritirato e sostituito dagli enormemente superiori Sikorsky SH-34 Sea Bat e SH-3 Sea King. Quelli si che erano veri elicotteri per veri marinai.

C’e’ dell’altro? Mmm… ah, si: era brutto come la fame🙂

2) Bristol Belvedere

belvedere2

Derivato dal sfortunato Type 173 civile, il Belvedere (1958) e’ uno dei numerosi modelli con rotori in tandem apparsi fra gli anni cinquanta e sessanta. Sulla carta sembrava un mezzo valido e promettente: capacita’ di trasporto pari a 18 uomini o 2.7t di carichi, due moderni turboalberi Napier Gazelle, equipaggiato per il volo notturno strumentale e dotato di prestazioni nel complesso decenti, sebbene non esaltanti. Nella pratica invece si rivelo’ un elicottero non solo men che mediocre, ma anche scarsamente affidabile, complesso e oneroso da manutenere. I piloti dal canto loro non hanno mai mancato di ricoprirlo di insulti, cosi’ come i (poveri) passeggeri costretti a salirci, per non parlare degli uomini della manutenzione che avevano il compito di tenerlo in efficienza.

Lunga e sottile, la fusoliera era al suo interno scomoda e poco idonea all’imbarco di equipaggiamenti ingombranti, anche perche’ priva di rampa posteriore, che in un elicottero birotore cargo di quelle dimensioni era da molti considerato un handicap. E cosa dire del portello d’imbarco passeggeri? Si trovava in posizione inclinata ad un’altezza di 120 cm, cosa che non aiutava i soldati durante le operazioni d’imbarco e sbarco. In effetti, il Belvedere naque in origine per soddisfare un’esigenza della Royal Navy e della Royal Canadian Navy, che per ovvie ragioni non erano molto interessate al volume interno ne’ alle operazioni di eliassalto. Anche la configurazione dei carrelli – che a terra donavano al Belvedere un aspetto “seduto” – rifletteva un requisito navale, ossia facilitare l’installazione di siluri. Insomma, fallito come mezzo civile, rigettato da due marine, alla fine qualcuno decise di appiopparlo alla Royal Air Force, con somma gioia di quest’ultima🙂

Del resto, paragonato al coevo Vertol V-107 statunitense, il Belvedere appariva immediatamente come un mezzo arcaico e dall’aspetto poco rassicurante. Qualcuno dira’ che l’apparenza inganna, ma vi assicuro che nel caso del Belvedere si trattava semplicemente dello specchio della realta’. Quando poi’ esordi’ il CH-47 Chinook (1962), fu chiaro che per questo elicottero non c’erano piu’ speranze. Non e’ un caso che ne furono costruiti solo 26, tutti in consegnati a squadron della Royal Air Force britannica, che lo impiego’ in operazioni militari ad Aden e nel Borneo (dove, a dispetto di tutto, si rivelo’ utile proprio per le non disprezzabili capacita’ di trasporto).

Alla fine il Belvedere servi’ per soli 9 anni, dopo di che gli amici Brits decisero che era meglio pensionarlo in anticipo e passare a macchine ben piu’ prestanti ed efficienti come il Puma francese o il gia’ citato Hook (che pero’ arrivo’ alle RAF con sorprendente ritardo).

3) Mitsubishi MH2000

mh2000

Il giapponese MH2000 rappresenta forse il piu’ recente caso di fallimento nell’ambito dell’ala rotante. Progettato nella prima meta’ degli anni Novanta, l’MH2000 volo’ per la prima volta nel 1996. Si tratta di un elicottero multiruolo commerciale da 7/12 posti con motori e sistema dinamico posizionato in modo assai arretrato rispetto alla sezione della cabina. Tale soluzione fu adottata per ridurre al minimo il rumore nella cabina passeggeri. La Mitsubishi investi’ parecchio in quest’ultima caratteristica, senza tuttavia mai raggiungere i target prefissati.

Il problema di questo elicottero e’ che, oltre ad essere assai poco piacevole esteticamente (che in campo commerciale ha il suo peso), fu plagiato da continui acciacchi. Dopo appena un anno dalla tanto agognata certificazione, fu riscontrato prima un difetto nel pannello di copertura della turbina che costrinse la Mitsubishi al richiamo e alla modifica delle macchine prodotte, poi un problema al rotore di coda che, dopo la perdita di un esemplare, porto’ alla sospensione della certificazione. Il colosso giapponese in seguito decise di riprogettare daccappo il gia’ detto rotore di coda, ma ormai la reputazione era andata a farsi benedire, e in un mercato estremamente competitivo come quello degli elicotteri leggeri, cio’ ha significato la fine di ogni ambizione commerciale.

La Mitsubishi, scoraggiata dal fallimento, decise di fermare la produzione nel Settembre 2004 dopo la costruzione di sole sei macchine.

In sintesi: elicottero dalla vita breve, problematica e decisamente sfortunata, anche se in tutta onesta’ era ben lungi dall’essere una pessima macchina (e cmq non ai livelli dell’HSL e del Belvedere).

Detto cio’, avete suggerimenti? Avevo pensato di inserire anche lo Yakovlev Yak-24 Sovietico, di cui ho letto cose non proprio positive, ma dovrei investigare meglio prima di esprimermi!

7 Risposte

  1. Marco

    Molto interessante, Aleks; non conoscevo il bell!
    Potrei suggerire il Sycamore alla lista?

    febbraio 12, 2014 alle 9:38 am

    • Aleks

      haha, ma cosa vi ha fatto il Sycamore? Fra qui, mail e fb, me l’avete segnalato gia’ in 8🙂 Non era un elicottero cattivo, anzi, e’ stato uno dei piu’ validi della sua epoca.

      febbraio 12, 2014 alle 10:07 am

  2. Il Piasecki HRP-1, l’H25, l’H21, il Bell H16 e per i russi il Bratukkhin Omega.
    Il capo d’accusa è unico e incontrovertibile: fanno vomitare i maiali.

    febbraio 13, 2014 alle 10:09 pm

    • Aleks

      ciao harvester!

      L’HRP-1 e’ un buon candidato ed era effettivamente un elicottero poco affidabile. Presto lo aggiungero’ alla lista🙂

      Il Retriever o Mule (H-25) invece no, era un mezzo piu’ che discreto e ha servito bene. Idem l’H-21, che fra l’altro e’ stato il primo elicottero a compiere un volo transcontinentale senza sosta con rifornimento in volo (ho scritto un post su quell’impresa: https://sobchak.wordpress.com/2012/06/21/in-volo-sulla-sky-route-66-e-il-primo-rifornimento-in-volo-di-un-elicottero/)

      L’H-16 (Piasecki, non Bell) e’ rimasto allo stato di prototipo e non e’ mai entrato in produzione (2 soli esemplari prodotti).

      Il Bratukhin Omega era pure un mezzo sperimentale, problematico quanto vogliamo, ma non entro’ mai in produzione o in linea.

      Poi sul discorso estetico ci sarebbe certamente molto da discutere🙂 Per esempio in molti mi hanno suggerito l’HH-43 Huskie, che e’ effettivamente sgraziato e brutto a vedersi, ma in Vietnam esibi’ un indice di sicurezza altissimo, salvo’ molti piloti e nel frattempo infranse pure diversi record. La sostanza che stravince sull’estetica.

      A proposito di catorci, conosci il FIAT 7002?

      febbraio 14, 2014 alle 11:41 am

      • Diomio, l’avevo visto ed ero pure riuscito a rimuoverlo mannaggia a te! xD
        Ah guarda, in realtà di elicotteri so poco o nulla, di aerei ancora ancora qualcosina sì a forza di leggere libri, ma di elicotteri conosco solo i fondamentali.
        Però leggendo il tuo post sono andato a prendere un libro illustrato che avevo comprato da rEgazzino dove c’erano i disegni di questi affari accanto a quelli più noti e mi sono limitato ad elencarli secondo il criterio dell’inguardabilità😄
        Volevo aggiungere anche il Kaman HH43, ma avevo letto non ricordo dove che era stato un buon mezzo quindi mi sono astenuto.
        Infine, sempre su quel libretto ho rivisto i disegni di roba veramente strana, tipo il Sikorsky S-72 coi due turbofan e le…ali!
        Sai dirmi nulla su quello?

        febbraio 15, 2014 alle 12:26 am

        • Aleks

          L’S-72 era un aeromobile ibrido per ricerche, che in teoria avrebbe dovuto usare il rotore per decollare, per poi stopparlo in volo e servirsi di un’ala per generare portanza nel volo orizzontale ad alta velocita’. Questa soluzione cmq si rivelo’ non praticabile (vedi il video sotto) e di conseguenza l’S-72 volo’ o in configurazione elicottero con rotore, oppure allestito come aereo con ala e jet, ma privo del rotore. Era propulso da due grossi turbojet per la spinta e due turboalberi per il rotore. Purtroppo non so molto altro, eccetto che ebbe diverse configurazioni nel corso dei collaudi, compresa un inedita ala/rotore a x, mai testata a livello pratico cmq (dai eventualmente una letta qui: http://www.airliners.net/aviation-forums/military/read.main/68562/)

          febbraio 16, 2014 alle 10:46 pm

  3. Ah ecco, ho pure letto male il tuo post infatti l’hai scritto pure te nelle ultime righe che era un buon mezzo l’Huskie. A patto di non avvicinarsi dai lati quando era in moto…

    febbraio 15, 2014 alle 12:34 am

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