Proposto piano di radiazione del Kiowa Warrior

pathfinder

E insomma, dai e dai, ci dovevano arrivare prima o poi. A quanto riporta un articolo di DefenseNews dell’8 Dicembre, l’US Army ha di recente proposto di radiare l’intera flotta di OH-58 Kiowa Warrior per ridurre i costi e il numero di modelli in servizio. La cosa che pero’ veramente lascia perplessi, e’ che avrebbero intenzione di sostituirli niente meno che con gli AH-64D, almeno fino a quando l’esercito non otterra’ un nuovo modello di elicottero Scout (vedere programma Armed Aerial Scout). E cio’ potrebbe richiedere tempi molto lunghi.

Comprensibilmente, sono in molti ad aver mostrato perplessita’ a riguardo. Primo, ci sarebbe da fare un discorso sull’idoneita’ di una macchina pesante, complessa e costosa come l’Apache quale piattaforma Scout (e le esperienze fatte con il piu’ ben piu’ leggero Cobra non sono state propriamente esaltanti, tant’e’ che la Cavalleria Aerea negli  anni ’60 sviluppo’ il concetto di Pink Team).

Parlando invece di costi, il rapporto Analysis of Alternatives (AoA) del 2011, inerente il programma Armed Aerial Scout, sembrava egualmente scettico circa la convenienza dell’operazione:

“…fielding the AH-64D Block III to the service’s armed reconnaissance squadrons to replace the Kiowa would be “at least 50 percent more expensive than the currently programmed [recon squadrons].”

The Army also concluded that the AH-64 requires “significantly more maintenance personnel than the other mixes analyzed.”

What’s more, a study conducted by the Logistics Management Institute recently estimated that in recent operations in Iraq and Afghanistan, if the Army used an Apache in the Kiowa scout role, it would have cost an additional $4 billion in fuel, maintenance and operating costs.”

Fra l’altro l’US Army andrebbe a prelevare gli Apache necessari ai reparti di volo della povera Army National Guard, che si vedrebbe cosi’ privata di un asset prezioso e insostituibile come lo sono appunto gli elicotteri d’attacco. Attualmente la Guardia schiera 192 AH-64, che vanno a sommarsi ai 570 dell’esercito regolare e ai 48 della riserva. Onestamente dubito che i guardsmen si faranno “scippare” gli Apache da sotto il naso con tanta facilita’. Fra i primi ufficiali a contestare i nuovi piani c’e’ il Colonnello Tim Marsano dell’Idaho ARNG, che nei giorni giorni scorsi ha dichiarato quanto segue:

“losing the Apaches would entail a significant loss of manning, combat capability and a long tradition of combat aviation in the Idaho Army National Guard. We would like to keep this mission.”

Come dargli torto?

Fra gli altri piani presentati dall’esercito, si segnalano il trasferimento alla Guardia di 111 Black Hawk dell’US Army in cambio di 104 UH-72 Lakota. Questi ultimi andrebbero a sostituire (in aggiunta a ulteriori 100 UH-72 dell’US Army) i TH-67 Creek nel ruolo di addestratori in forza alla scuola di aviazione dell’esercito di Fort Rucker, Alabama.

3 Risposte

  1. Emanuele

    Prima di tutto compliementi per il sito. Sei molto bravo, più che professionale davvero, in italiano poi unico.
    Nel tema l’equivoco sta non nell’elicottero, ma come spesso accade sta nella missione, non si è ancora deciso in sostanza se i droni devono assolvere la missione o no. Na non completa fiducia nel drone tiene in vita il programma Armed Aerial Scout.
    L’AH-64 è un tampone, non assolve la missione, ma non fa sentire scoperti.
    Complimenti ancora
    Emanuele

    dicembre 12, 2013 alle 10:25 am

    • Aleks

      Ciao Emanuele, grazie dei complimenti!🙂

      Si, lo so che e’ un tampone e che c’e’ la questione droni di mezzo (lo avevo peraltro fatto notare in un post sul CAS qualche mese addietro). Infatti non si sa quando e se ci sara’ un sostituto del Kiowa Warrior, e viste le tranvate prese dalla cavalleria dell’aria nell’ultimo decennio (vedi i programmi Comanche e ARH) il futuro si fa ancora piu’ incerto.

      Fra l’altro i militari in termini di procurement sono diventati sempre meno credibili e per questo offrono poche garanzie sul proseguimento dei progetti futuri. Il numero di programmi rilevanti iniziati e terminati, magari dopo anni di sviluppo e l’investimento di camionate di $$$, e’ aumentato a dismisura negli ultimi decenni.

      Non l’hanno imbroccata manco sull’ARH: QUATTRO anni di lavoro e soldi buttati al vento (e meno male che era un programma COTS basato sul Bell 407…). E’ un peccato perche’ l’army aviation sin dalla sua costituzione ha nella maggioranza dei casi introdotto in linea macchine molto valide e durevoli e in tempi rapidi o quanto meno accettabili.

      dicembre 12, 2013 alle 7:55 pm

      • Emanuele

        Un’altra cosa che si è inserita è la possibilita di avere macchine che possano raddoppiare la velocità.
        Più o meno i convertiplani andranno il doppio, come fanno ad avere Scout nuovi di fabbrica di appoggio che ti rallentano? Si è già visto di recente con UH-60 e Mh-6, nelle inserzioni, i piccolini non riuscivano a star dietro ai grandi.
        Più o meno tutti i costruttori hanno dei progetti solo che non hanno i soldi per lo sviluppo e non essendoci dottrine di impiego definite, non vogliono spendere alla “cieca” i pochi fondi per non fare la fine dei programmi che hai citato.
        Visto che ci siamo, dico la mia sulla vicenda droni: non assolvono la missione, quindi farebbero meglio ad accelerare sui programmi perché i tamponi non durano a lungo o si troveranno senza macchina…
        Un saluto
        Emanuele

        dicembre 13, 2013 alle 9:53 am

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