F-16: la produzione compie 40 anni

E sottolineo *produzione*. Gia’, perche’ il Viper si alzo’ in volo’ per la prima volta il 20 Gennaio 1974, seppur per cause accidentali:

Tuttavia il primo prototipo dell’YF-16 era gia’ pronto da quasi tre mesi, tanto che il roll out ufficiale avvenne il 13 Dicembre 1973,  meno di due anni dall’assegnazione del contratto. Ecco una clip girata quello storico giorno:

40 anni di produzione rappresentano un traguardo notevole per qualunque aereo, ma impressionano in modo particolare nel caso di caccia, categoria che piu’ di ogni altra sente forse il peso degli anni. Ma a dispetto dell’eta’, il Falcon e’ ancora sulla breccia, invecchiato meglio di tanti altri modelli che lo hanno preceduto. Certo, in questo lungo periodo e’ stato fisiologicamente sorpassato da macchine piu’ moderne e capaci (a partire dall’antagonista per eccellenza, il Fulcrum), ma parliamo pur sempre di un mezzo costantemente aggiornato che alle soglie del 2014 contribuisce (o ha contribuito) alla difesa di ben 25 nazioni nel mondo. Non e’ poco.

mapf16

Il 3 Aprile 2012 la Lockheed Martin ha commemorato la consegna dell’esemplare numero 4500, cifra che lo pone al posto nella categoria dei caccia a getto maggiormente prodotti della storia, appena dietro a “mostri sacri” della Guerra Fredda come il MiG-23 Flogger e l’F-4 Phantom II (rimasti pero’ entrambi in produzione per un periodo di tempo considerevolmente inferiore).

E come quattro decenni fa, il Viper viene ancora oggi costruito in Texas, negli stabilimenti della Lockheed Martin (ex Convair/General Dynamics) di Fort Worth

I PRIMI FALCON COSTRUITI E I CLIENTI DI LANCIO

Finalista assieme al Northrop YF-17 Cobra nel concorso LightWeight Fighter (LWF), il prototipo YF-16 fu costruito in due esemplari, matricole #72-1567 e #72-1568, che volarono rispettivamente l’8 Gennaio e il 9 Marzo 1974 presso la base aerea di Edwards (California). Ai comandi c’erano i piloti collaudatori della General Dynamics Phil Oestricher e Neil Anderson. Da notare che entrambi i prototipi erano privi di apparato radar.

Il programma ricevette il primo serio boost quando Belgio, Danimarca, Olanda e Norvegia si mostrarono interessate a sostituire i loro F-104G con il futuro vincitore del concorso LWF. I quattro paesi NATO avrebbero infatti seriamente considerato l’acquisto nel caso di ordini da parte dell’USAF. Proprio per questa ragione agli inizi del 1974 decisero di stipulare un accordo preliminare con gli Stati Uniti.

LWFWINNER

Per la General Dynamics le cose iniziarono a girare per il verso giusto quando il 13 Gennaio 1975 il Segretario all’Air Force John L. McLucas dichiaro’ vincitore l’YF-16 quale caccia complementare dell’F-15 Eagle. In risposta l’USAF annuncio’ che avrebbe ordinato 650 macchine.

Ed era solo l’inizio.

Al termine di una sensazionale esibizione avvenuta al Salone Aeronautico Le Bourget di Parigi, il 7 Giugno 1975 Belgio, Danimarca, Olanda e Norvegia finalizzarono il Memorandum of Understanding con gli USA per la produzione di 348 esemplari in quello che venne presto definito come il “contratto del secolo”. L’ accordo, fra le altre cose, prevedeva l’assemblaggio delle macchine in Europa, presso gli stabilimenti della Fokker (Olanda) e della SABCA (Belgio).

Ai due prototipi iniziali seguirono otto macchine appartenenti al lotto di pre-serie denominato FSD (Full-Scale Development), che comprendeva 6 F-16A monoposto ( #75-0745/0750) e 2 F-16B biposto (#75-0751/0752). La produzione degli F-16/FSD ebbe inizio nel 1975, mentre il primo esemplare (#75-0745) effettuo’ il volo inaugurale l’8 Dicembre 1976, con ai comandi il collaudatore Neil Anderson. In termini di capacita’ questi aerei differivano in maniera significativa dai prototipi. Diversamente da questi ultimi, infatti, gli F-16 FSD erano equipaggiati con un radar Westinghouse APG-66, ospitato in un nuovo radome di maggiori dimensioni. Altre modifiche di rilievo includevano un’incremento della superficie alare (da 280 a 300 sq ft) e delle superfici di coda, cosi come delle due pinne ventrali posteriori e dello stabilizzatore verticale (entrambi ingranditi del 15%), che ora ospitava anche un apparato RWR (Radar Warning Receiver). La canopy venne altresì irrobustita in modo da resistere all’impatto di un volatile da 1.8 kg a 450 nodi. Infine vennero aggiunti due ulteriori hardpoint subalari, portando cosi’ il numero complessivo di punti d’attacco a nove. In poche parole, l’F-16 FSD fu la prima versione con autentiche capacita’ combat.

Salvo qualche problema di dentizione (legato principalmente al motore PW F100), i test degli F-16/FSD furono giudicati molto soddisfacenti, e nel 1977 l’US Air Force decise di piazzare un secondo ordine per 783 F-16A e F-16B.

Il primo F-16A di produzione (Block 1) ebbe il battsimo dell’aria il 7 Agosto 1978. Questo esemplare (matricola #78-0001) fu anche il primo consegnato ad un reparto operativo dell’USAF, ossia il 388th Tactical Fighter Wing di Hill AFB (Utah). Era il 6 Gennaio 1979. Per la cronaca, il 388th TFW raggiunse la IOC (Inititial Operational Capability) il 1 Ottobre 1980.

In totale furono costruiti 43 F-16 Block 1 (21 “A” e 22 “B”). Questi aerei si distinguevano esteticamente per il caratteristico radome di colore nero (poi dipinto di grigio a partire dal Block 5).

Nel frattempo erano state inaugurate le due previste linee di produzione europee: la SABCA nel Febbraio 1978, e infine la Fokker ad Aprile. Il primo F-16A destinato all’Europa arrivo’ a Gosselies (Belgio) il 9 Giugno 1978. Si trattava di un esemplare texano proveniente dalla catena di Fort Worth che venne impiegato dalla SABCA per le prove di assemblaggio.

Il volo inaugurale del primo F-16 assemblato in Europa (SABCA #78-0116 / FA-01) avvenne l’11 Dicembre 1978 a Gosselies. A prendere posto nei seggiolini c’erano il collaudatore belga Serge Martin e l’onnipresente Neil Anderson. La Fokker olandese dovette invece attendere circa sei mesi prima di vedere un loro aereo alzarsi in volo, e precisamente fino al 3 Maggio 1979.

L’Aeronautica Belga fu anche la prima in Europa ad ottenere il Falcon, con consegne a partire dal 23 Marzo 1979 presso il 349th Squadron del Fighter Wing No 1. Seguirono le aviazioni di Olanda (#78-212 / J-212 / 6 Giu 1979), Danimarca (#78-0174 / E-174 / 15 Feb 1980) e Norvegia (#78-0272 / #272 / 29 Apr 1980).

L’Iran doveva essere uno dei sei originali clienti di lancio dell’F-16, con un portfolio ordini iniziale di 160 macchine (#78-0308/467). Tuttavia la caduta del regime filoamericano dello Scia’ Mohammad Reza Pahlavi (avvenuta nel 1979) fece naufragare ogni piano. Gli esemplari prenotati dall’Iran finirono ironicamente all’Aeronautica Israeliana. I primi Falcon israeliani (conosciuti in loco come “Netz”, ossia “Falco”) erano quattro F-16A (#78-0308/311 – #100/#102/#105/#107) consegnati nel Luglio 1980 dopo un volo dagli USA durato ben 11 ore.

Questi furono i primi Viper consegnati ai primi sei clienti: USA, Belgio, Olanda, Danimarca, Norvegia e Israele. Per saperne di piu’ sulla storia dell’F-16, vi consiglio caldamente di visitare l’ottima pagina presente sul sito di Joe Baugher, che tratta con grande dovizia di particolari la storia di questo splendido aereo dalle origini, sino ai giorni nostri. La pagina e’ raggiungibile al seguente link: http://www.joebaugher.com/usaf_fighters/f16.html

E ora passiamo alla consueta gallery!

– THE FIRST VIPERS, 1973-1980 –

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Il padre dell’F-16: il Convair Model 401, progetto creato in risposta alla specifica LWF dell’US Air Force. Nonostante la Convair fosse stata acquistata dalla General Dynamics nel 1953, in pratica l’ufficio progettazione e gli impianti di Fort Worth mantennero il nome originale. (Photo: Lockheed Martin)

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Il primo YF-16 (#72-01567) a Edwards AFB
(USAF photo)

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Il prototipo YF-16 accompagna il rivale Northrop YF-17 Cobra durante i collaudi avvenuti nel 1974. A dispetto della sconfitta della Northrop, l’YF-17 fu in seguito ripescato dalla US Navy e usato come base di partenza per la realizzazione di un nuovo cacciabombardiere navale: il McDonnell Douglas F/A-18 Hornet (Photo: USAF)

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Il secondo YF-16 (72-01568) durante i test di lancio con bombe laserguidate GBU-10/16 e pod ATLIS II. Notare nel muso le bandierine dei sei primi clienti di lancio, incluso l’Iran, che pero’ non ha mai ricevuto questo aereo. (USAF Photo)

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I primi due F-16 FSD (Full-Scale Development) costruiti: in primo piano il #75-0745 e in secondo piano il #75-0746
(General Dynamics photo)

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Il primo YF-16 (a sx) e il primo F-16 FSD fotografati assieme. Notare la differente forma del radome radar.
(Photo: Lockheed Martin)

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F-16 FSD e F-16A
(Photo: General Dynamics)

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La cerimonia di consegna del primo F-16A di produzione (#78-0001) nell’Agosto 1978
(Photo: Lockheed Martin)

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F-16A s/n #78-0001, il primo Viper di serie consegnato all’USAF. Notare il radome nero, i due missili AIM-9J alle estremita’ alari, il pod ECM AN/ALQ-119 e il serbatoio supplementare da 300 galloni in posizione ventrale. (USAF photo)

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Tre F-16A prima serie dell’USAF in volo sopra Edwards AFB il 26 Maggio 1979
(USAF photo)

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Il FA-02 (#78-0116) fu il primo F-16A costruito in Europa, nonche’ il primo consegnato alle Force Aérienne Belge. Il Belgio acquisi’ un totale 160 macchine (Photo: Michel Klaver collection via F-16.net)

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F-16A J-212 (#78-0212), primo Falcon entrato in servizio nella Reale Aeronautica Militare Olandese (Koninklijke Luchtmacht). L’Olanda ottenne 213 macchine. (Photo credit: Maurits37 via fightercontrol.co.uk)

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E-174 (#78-0174), primo F-16A Danese consegnato alla Flyvevaben. La Danimarca acquisto’ un totale di 77 esemplari. (Photo credit: Fred Willemsen via Airliners.net)

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#272 (#78-0272), primo dei 74 F-16 acquistati della Luftforsvaret (Forze Aeree) Norvegesi.
(Photo:  Kongelige Norske Luftforsvaret)

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Quattro F-16B appartenenti alle Forze Aeree di Danimarca, Olanda, Belgio e Norvegia
(Photo: Lockheed Martin)

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Il 107 (#78-0311) fu il quarto F-16A consegnato all’Aeronautica Israeliana. Questo esemplare faceva parte dei primi 18 Block 5 consegnati nell’ambito dell’operazione Peace Marble I (1980-1981). Il #107 e’ un autentico “veterano” dei cieli, in quanto non solo fu uno dei protagonisti dell’audace attacco al reattore nucleare iracheno avvenuto nel 1981, ma l’anno successivo riusci’ anche a collezionare ben 7 vittorie aeree. Israele ad oggi ha ottenuto ben 362 macchine, di cui 50 surplus dall’USAF. (Photo credit: Zachi Evenor and MathKnight  via Wikipedia under the Creative Commons Attribution 2.0 Generic license)

13 Risposte

  1. Paolo Ortenzi

    Stupendo articolo

    novembre 4, 2013 alle 10:52 am

  2. Pino

    Complimenti ben fatto.

    novembre 4, 2013 alle 11:16 am

  3. Ah, il radome nero! Quasi non lo ricordavo!
    Bell’articolo

    novembre 4, 2013 alle 11:20 am

  4. Tagdus

    Che ricordi! Mi viene la pelle d’oca a pensare che l’F-16 è stato il mio primo modello che ho costruito negli anni ’80. Era una scatola della Tamiya in scala 1/48, da dipingere come il prototipo ma con due sidewinder e due serbatoi subalari.

    Una bellezza.

    novembre 4, 2013 alle 1:40 pm

    • Aleks

      Il mio primo modello e’ stato un YF-16 1/72 della Matchbox… avevo tipo 5 anni. Per simulare la postcombustione (che all’epoca mi faceva davvero impressione), riempii lo scarico del motore di colla UHU in tubetto e poi con un accendino feci un bel flambe’🙂

      novembre 6, 2013 alle 8:42 am

  5. Gianluca

    Era bello quando è nato, è ancora bello oggi. Sembra non invecchiare!

    E, come al solito, splendido post.

    novembre 4, 2013 alle 4:50 pm

  6. ShadowRider

    Non so perchè ma da piccolo detestavo il Viper. Mi stavano antipatici in generale tutti gli aerei da combattimento che non fossero il Tomcat, ma per il Viper avevo una vera avversione, senza particolare motivo.

    A guardarlo oggi, da adulto appassionato di aviazione militare e con gli studi di ingegneria aeronautica alle spalle, non posso non ammirarlo alla follia, con quella pulizia delle linee e l’armonia delle proporzioni che distinguono il velivolo aerodinamicamente ben concepito. Al confronto l’YF-17 ne esce veramente malissimo, sembra assemblato mettendo pezzi a caso.

    novembre 5, 2013 alle 8:51 am

    • Aleks

      Idem per me. Sono riuscito ad apprezzarlo solo con il passare degli anni. Quando ero piccino impazzivo per altro, Phantom II, Flogger e Tomcat in primis.

      L’YF-17 era un buon progetto, forse a prima vista non faceva buona impressione, ma la base c’era. E infatti poi ci han tirato fuori l’Hornet, un aereo ben progettato, relativamente semplice da manutere e dalle buone capacita’. L’availability rate dei reparti di volo imbarcati della USN e’ schizzato alle stelle quando e’ apparso l’F/A-18. Il Tomcat, per dire, era superbo nel suo ruolo, ma era anche un vero incubo per la manutenzione.

      novembre 6, 2013 alle 8:39 am

      • ShadowRider

        Il Phantom piaceva anche a me, al Flogger preferivo il Foxbat. Poi mi piacevano un sacco l’Eagle (forse per via dei Transformers) e il Backfire, l’unico bombardiere che mi piacesse davvero.

        Sull’Hornet ovviamente hai ragione, del resto non sempre il criterio estetico è affidabile…😉.

        Personalmente ho iniziato ad apprezzarlo davvero solo dopo l’upgrade a Super Hornet (che non a caso è decisamente più armonico, prima quegli air intake rubati all’A-6 non si potevano vedere…), e la sostituzione del Tomcat con l’Hornet era inevitabile…il Tomcat era meravigliosamente progettato per affrontare un nemico (il Backfire, tra gli altri) che ormai non c’era più, e come giustamente fai notare tu la gestione del Tomcat era un incubo. Oltretutto era anche un aereo ‘ingombrante’ per dimensioni, e su una portaerei queste cose contano.

        Per inciso, spesso menziono la sostituzione del Tomcat con l’Hornet quando qualche ‘anti F-35’ viene fuori con “il pilota tal dei tali che ha volato per 20 anni con l’F-15 dice che l’F-35 è una merda!”…io rispondo di andarsi a rileggere le dichiarazioni dei Tomcat driver quando il Tomcat fu sostituito con l’Hornet, a sentire loro l’Hornet era un secchio di ferraglia. Del resto quando voli per tanto tempo su un certo aereo te ne innamori, non c’è scampo, è ragione contro sentimento…

        novembre 6, 2013 alle 9:12 am

  7. Ingraman

    Mi ricordo che la cancellazione dell’ordine iraniano fece aumentare il prezzo del velivolo al pezzo. Comunque bell’articolo. E l’evoluzione non sembra arrestarsi. Ho letto su Aviation Week che nell’ambito del programma F-X III e KF-X la Lockheed avrebbe offerto alla Korea una variante stealth dell’F-16 in eventuale alternativa all’F-35! Purtroppo non c’erano immagini…

    novembre 5, 2013 alle 11:32 am

  8. FedericoR.

    Bell’articolo, grazie. Il Viper è anche il protagonista di uno dei migliori simulatori per pc: Falcon 4.0, uscito nel ’98 con qualche rivisitazione e ammodernamento è utilizzato ancora oggi da parecchi appassionati, altro raro esempio di longevità… sarà una coincidenza o un misterioso destino accomuna l’aereo vero ed il suo simulatore?🙂

    novembre 5, 2013 alle 6:43 pm

    • Aleks

      Io giocai con tutti i Falcon: il primo per Amiga sul finire degli 80, poi il 3.0 nel 1992 (con un 386DX 25 con soundblaster e Flighstick) e infine il 4.0 qualche anno dopo, con tanto di Thrustmaster FLCS (che riproduceva proprio la stick dell’F-16, block 50 per la precisione). Bei tempi!!

      FLCS con il TQS. HOTAS rulez🙂

      novembre 6, 2013 alle 8:46 am

      • ShadowRider

        Bellissima quella cloche. Quando avevo 16 anni risparmiai per settimane per potermene comprare una pure io…niente di così bello, chè i miei mi avrebbero strozzato se avessi “buttato tutti quei soldi in giochini”, mi presi una Trust…non ricordo il modello, aveva uno sportello trasparente a molla (stile Tuono Blu) che copriva il pulsante superiore, a me sembrava il massimo del cool…comunque finalmente riuscii a giocare decentemente ai simulatori di volo e a X-Wing. Ora sto iniziando ad aggiornarmi sul mercato delle cloche, visto che a fine prossimo anno dovrebbe uscire Star Citizen e potrò finalmente giocare di nuovo a uno space sim decente (spero, visto quel che ci ho già investito…😉 )

        Della serie Falcon feci in tempo a giocare solo al 4 (una copia *ahem*non ufficiale*cough*…), mi ci divertivo un sacco. E poi ovviamente Strike Eagle…

        novembre 6, 2013 alle 9:20 am

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