Rooivalk pronto per il suo primo rischieramento operativo

Ve lo ricordate il Rooivalk? Il massiccio elicottero d’attacco Sudafricano sviluppato fra gli anni ottanta e novanta? Bene, dopo un ventennio di continui ritardi e stalli operativi, sembra essere pronto per il suo primo dispiegamento fuori dai confini nazionali. Recentemente, presso la base aerea di Bloemspruit, sono stati avvistati due esemplari interamente dipinti di bianco che hanno fatto avanzare l’ipotesi di un imminente invio nella martoriata Repubblica Democratica del Congo a supporto della Forward Intervention Brigade (FIB), cola’ stanziata da giugno scorso.

rooivalkwhite

D’altro canto un paio di mesi fa il Generale Derrick Mgwebi, comandante delle operazioni congiunte delle forze armate sudafricane, aveva dichiarato:

“The UN as the co-ordinator of the FIB has been made fully aware of the capabilities of the Rooivalk and any decision on its deployment into the eastern DRC theatre has to be made by the world body.

rimarcando pero’ al tempo stesso:

“Until a letter of assistance confirming the UN wants Rooivalk in the DRC is received, no aircraft from 16 Squadron will leave South Africa”

La Forward Intervention Brigade e’ composta da circa 3000 militari provenienti da Tanzania, Malawi e, appunto, Repubblica del Sudafrica. Guidata dal Colonnello Vianney Kazarama (esercito tanzaniano), la brigata da un punto di vista organico dipende dal comando della MONUSCO (Missione UN per la Stabilizzazione della Repubblica del Congo), che controlla altri 17 mila uomini. La missione della FIB e’ fondamentalmente quella di far sloggiare i ribelli della milizia M23 dalle posizioni strategiche, un compito arduo e dagli esiti incerti visto che fino ad ora gli uomini della MONUSCO (attiva dalla fine del 1999) e lo stesso esercito Congolese non sono riusciti nell’impresa. Come se non bastasse, gli M23 hanno sin dal principio annunciato di dare battaglia alla neo-brigata multinazionale. Un caloroso benvenuto senza ombra di dubbio🙂

C’e’ pero’ anche da dire che la FIB non e’ soggetta alle severe restrizioni sull’uso della forza, come invece normalmente accade con i contingenti inviati nell’ambito di operazioni di peacekeeping. Ma qui siamo in piu’ in territorio peace enforcing, se non oltre, visto che nei fatti la FIB sembra agire piu’ come una sorta di forza d’intervento COIN a guida UN, non solo bene armata ed equipaggiata, ma con una superiore liberta’ d’azione. Si tratta di un precedente che ha comprensibilmente innescato polemiche e controversie sul ruolo delle Nazioni Unite nella risoluzione dei conflitti armati.

Una cosa pero’ e’ certa: in un simile scenario i Rooivalk si rivelerebbero di grande utilita’ per la brigata. In termini di protezione, sopravvivenza, potenza di fuoco e deterrenza, gli elicotteri d’attacco  rappresentano un’alternativa decisamente piu’ efficace rispetto ai tradizionali elicotteri armati, nonche’ un apprezzabile moltiplicatore di forza, specialmente nei conflitti di tipo insurrezionale e a bassa densita’ come e’ appunto quello in corso nel Congo. Peraltro nell’area e’ dagli anni Novanta che operano elicotteri tipo Hind (pure loro pittati di bianco), impiegati da Zimbabwe, India e Ucraina, nonche’ dallo stesso Congo.

Il Rooivalk e’ armato con un cannone GIAT M693 (F2) da 20mm con 700 colpi (RoF: 740 c/min) e puo’ imbarcare diversi sistemi d’arma come lanciarazzi FFAR da 70mm (fino a 76 colpi) e i nuovi missili controcarro sudafricani Mokopa ZT-6 (fino a 16). Un mix cannone/razzi (magari integrati da un paio di missili per eventuali pinpoint target) costituiscono un potenziale offensivo di tutto rispetto.

L’Aviazione Sudafricana dispone attualmente di 11 Rooivalk, tutti inquadrati nel 16 Squadron basato ad AFB Bloemspruit (Aeroporto di Bloemfontain). Le undici macchine sono state recentemente aggiornate e portate allo standard Block 1F. L’ultimo esemplare sottoposto a upgrade e’ stato consegnato giusto lo scorso Marzo. Agli elicotteri sono stati apportate circa 130 modifiche, che hanno riguardato il sistema di puntamento; l’aggiunta di nuovi apparati di comunicazione e radionavigazione e ulteriori migliorie. L’upgrade ha permesso fra l’altro di incrementare la precisione con il cannone e i razzi (che in ambito peacekeeping potrebbe tradursi in una riduzione dei c.d. danni collaterali). Anche a livello di equipaggiamento del personale vi sono stati miglioramenti, visto che i piloti oggi indossano il modernissimo casco di volo Thales TopOwl, impiegato anche dagli elicotteristi Francesi (Tiger) e dei Marines Americani (Huey e Cobra) in Afghanistan.

L’unico mio dubbio, in effetti, riguarda la colorazione: quel bianco integrale mi sembra davvero troppo vistoso, del tipo “sono qui, sparami contro!”🙂 Se consideriamo la natura piu’ aggressiva della FIB, forse sarebbe meglio optare per la tradizionale camo (vedi sotto), magari corredata da insegne “UN” di adeguate dimensioni su sfondo bianco.

Si spera infine che, vista la brutta crisi in cui versano le attuali forze armate sudafricane, gli equipaggi siano ben preparati ed adeguatamente addestrati prima di un loro ventuale invio in terra congolese.

rooivalk1

Map showing Democratic Republic of the Congo

5 Risposte

  1. themib1

    Capisco le tue perplessità sulla colorazione ma…io mi ricordo dei Mi-24 Hind bianchi con le scritte UN, visti da qualche parte…. e poi magari la colorazione bianca potrebbe essere solo un fondo per una nuova camo,oppure qualcosa di sperimentale

    ottobre 11, 2013 alle 1:15 pm

    • Aleks

      Si, infatti l’avevo fatto notare nel post. Almeno quattro nazioni lo hanno impiegato nella DRC.

      Camo sperimentale? Mah, chi lo sa! Tutto puo’ essere. A breve cmq dovrebbero arrivare pure UAV per la FIB.

      ottobre 11, 2013 alle 1:19 pm

  2. Agos

    Complimenti per il blog, lo seguo sempre😛
    Permettimi una domanda: In che senso le FFAA sudafricane versano in una brutta crisi? Dato che la nazione fa parte dei BRICS, non ci sono stati negli ultimi anni forti investimenti nel settore militare?

    ottobre 11, 2013 alle 10:12 pm

    • Aleks

      Versano in una brutta crisi perche’ non solo mancano i soldi per nuovi aerei, ore di volo, infrastrutture ecc, ma anche una politica che incentiv uguaglianza, professionalismo, meritocrazia e trasparenza. Ad esempio hanno stabilito le “quote razze”, dove vengono privilegiati i neri rispetto ai bianchi, senza alcun criterio alcuno, eccetto appunto il colore della pelle. Quindi per necessita’ si trovano a prendere personale che in altre circostanze sarebbe rimasto fuori o assegnato ad altri incarichi, magari dove non sono richieste particolari abilita’ o competenze. Per quanto riguarda i piloti, le quote attualmente sono 75 per i neri e 25 per i bianchi.

      Leggi questo link: http://www.strategypage.com/htmw/htmurph/20130731.aspx

      Questo e’ razzismo ed autolesionismo.

      E’ un peccato perche’ un tempo la SAAF era una forza piccola ma efficiente e professionalmente ben preparata. Ma a quanto pare quei tempi sono lontani.

      (grazie dei complimenti!)

      A.

      ottobre 11, 2013 alle 11:15 pm

  3. Pingback: Battesimo del fuoco del Rooivalk in Congo | SOBCHAK SECURITY - est. 2005

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