[Articles] HH-3F & HH-139

Sulla rivista Air Forces di questo mese sono stati pubblicati due articoli d’attualita’ sugli HH-3F e HH-139 dell’Aeronautica Militare Italiana. Ecco le scansioni:

Come al solito, per vedere le pagine a grandezza naturale, cliccate sulle miniature e poi di nuovo in basso a destra su “Vedi Immagine a Grandezza Originale”

15 Risposte

  1. mib

    E’ un bell’articolo, certo c’è da esserne fieri.
    Però la mimetizzazione è davvero oscena, specie per il Pelican: dei “non-colori” (nè verdi nè grigi) e senza uno straccio di segno per far capire ai civili (che sono spesso soccorsi da questi) o dal nemico che sono mewzzi di socccorso: non c’è nessuna parte coplorata in giallo, o una bella scritta SAR o RESCUE, nessuna croce rossa, nulla di nulla,
    Chi non se ne intende, crederà di trovarsi davanti dei mezzi da combattimento, magari trasporto truppe.
    Il top, poi, lo si raggiunge col Pelican: cosa penseranno i civili in difficoltà quando verranno soccorsi da un vecchio elicottero colorato come se fosse sporco lercio, senza nessun segno che lo faccia sembrare un mezzo di soccorso e con le scritte in arabo sulle fiancate? Ottimi mezzi, ma con livree tristi, inappropriate e ridicole

    settembre 20, 2013 alle 7:44 pm

    • Aleks

      Preferivi la vecchia livrea hi-vis?

      Oppure questa?🙂

      settembre 20, 2013 alle 8:26 pm

  2. Ingraman

    Come sei cattivo mib! Il problema principale del Pelican è che è vecchio, decisamente meritevole di pensione! Qualora i civili non vogliano poi farsi salvare da un elicottero “triste” basterà lasciarli lì! Certo sarebbe bello avere i soldi per una flotta SAR specifica ed esclusiva, ma la realtà è un’altra… purtroppo. E c’è già chi pensa ad “indurire” i nuovi HH-139 per eventuali impieghi più combat!

    settembre 20, 2013 alle 11:26 pm

  3. FedericoR.

    Secondo me la mimetica del Pelican nella foto più che brutta è proprio vecchia, con i colori scoloriti dal tempo e dall’usura, tanto che mi pare di vedere zone più scure dove penso siano stati fatti dei ritocchi, a parte questo se mi trovassi nei casini in mezzo al mare non avrei problemi a farmi salvare anche da un vetusto CANT Z.506 riattato al’uopo😉

    settembre 21, 2013 alle 11:35 am

  4. MARCO

    TOTALMENTE D’ACCORDO, NE CARNE NE PESCE, VA BENE IL COMBAT SAR ( SEPPUR DI GUERRE VERE NON SE NE FANNO PIù), MA ALMENO GLI A POTEVANO LASCIARLI COM’ERANO, E SI VEDEVANO BENE IN OGNI CONDILUCE. AHò MA SEM ITALINI O NO?

    ottobre 1, 2013 alle 1:44 pm

  5. mib

    Piu che altro sono le scriite che mi preoccupano: la mancanza di quelle specifiche (“SOCCORSO” per esempio) e la presenza delle imbarazanti scritte arabe

    ottobre 1, 2013 alle 2:03 pm

    • mib

      Non capisco, poi, il concetto di non ripristinare la livrea ma di lasciare che si rovini così. Eppure non puo essere una questioni di costi, primo perchè non sono altissimi, e secondo perchè le livree speciale e commemorative le fanno, però. La questione non è il voler esser salvati o meno da un ferrovecchio. Anchio, se dovessi esser soccorso, mi basterebbe qualsiasi mezzo, ma se è un mezzio di soccorso, è bene farlo notare, soprattutto anche dal nemico, sul campo di battaglia, come richiestodalla convenzione di Ginevra.

      ottobre 1, 2013 alle 2:51 pm

  6. Ingraman

    Quindi per i prossimi HH-101 Caesar vorresti una livrea ad alta visibilità? Le scritte arabe sono un retaggio di un dispiegamento operativo… non certo un qualcosa di nuovo. E poi pensi che in teatro operativo una croce rossa possa essere una sicurezza di immunitàper il mezzo che la sfoggia? Diciamo pure che sarebbe bene se l’Aeronautica lasciasse il salvataggio “civile” al resto della flotta istituzionale italiana, che allinea circa 250 elicotteri. Gli HH-3F sono al momento utilizzati ad esaurimento, spendere preziosi soldi per rifargli il look sarebbe uno spreco.

    ottobre 1, 2013 alle 5:41 pm

    • mib

      Non sarebbero molti soldi. Una livrea ad alta visibilità come quella iniziale è esclusa, ma una scritta bianca SAR o i portelloni giali, non sono grandi spese. In caso di rischieramento, si possono riverniciare i portelloni mentre si è sull’aero da carico che li spedirà in ona di guerra. Se poi pensi davvero che sia meglio, sul campo di battaglia, camuffare un mezzo di soccorso da mezzo da combattimento…vuol dire che nn hai ben chiare molte cose. Personalmente, in giro per il mondo, ho visto mezzi di soccorso militari, sul campo di battaglia, anche italliani, che si diversificavano esteticamente da quelli da combasttimento. Devono essere distinguibili, è normale che lo siano. Per il soccorso ai civili, il SAR lo fa praticamente solo l’AMI, dato che la GdF e la GC non hanno la capillarità nè i mezzi con così tanta autonomia….ma è solo una cosa temporanea: presto si allinerà anche la GdF (mentre la GC, con una manciatina di AW-139 e di 412, andrà poco lontano). Il SAR dell’AMI si è sempre occupato di soccorso alla popolazione civile, fin da quando avevano i Grumman Albatross (belli variopinti, ovvio). E davvero, ripitturare una decina di aeromobili incide pochissimo sul budget e sul bilancio della difesa e non puo proprio essere additato come uno “spreco”. Tanto varrebbe non spendere centinaia di euro per tutte le auto della polizia, carabinieri e finanza perdotarli di lampeggianti stroboscopici sul tetto, il discorso è uguale. Gli elicotteri da soccorso, anche quelli militari, anche quelli delle aeronautiche del resto ddel mondo, sono sempre facilmente identificabili come tali, sia sul campo di battaglia che in operazioni interne ai civili.

      ottobre 1, 2013 alle 7:05 pm

  7. Ingraman

    In zona di combattimento non si fa SAR normale, ovviamente. La bassa visibilità è quindi benvenuta. Croci rosse sulle fiancate non sono uno scudo. Ti pare che i Dust Off americani siano stati risparmiati dal fuoco nemico grazie ai simboli ad alta visibilità? E in teatro credi ci si possa permettere di avere elicotteri dedicati solo per il soccorso, con i contrassegni gialli e rossi? La verniciatura aeronautica è costosa, e tanto. MOLTO più di quella automobilistica con relativi accessori. Eventuali modifiche non si farebbero certo a bordo dei cargo da trasporto. Senza contare il peso aggiuntivo della vernice che se applicata generosamente può non essere marginale. Oltretutto oggi le vernici sono rivestimenti costosissimi che riducono la rilevabilità infrarossa e radar!
    Le scritte arabe applicate ai Pelican in Iraq potevano essere rimosse in effetti, dato che gli elicotteri al ritorno sono stati revisionati.
    Quanto al SAR civile so bene che sia sempre stato appannaggio dell’AMI, ma se mi permetti posso non essere d’accordo? Molte nazioni stanno o hanno già privatizzato il SAR civile. Altre hanno reparti dedicati (che non vanno in zone combat) o paramilitari (tipo Guardia Costiera) che se ne occupano. Tranquillo comunque, in Italia non cambierà nulla.

    ottobre 1, 2013 alle 10:11 pm

    • mib

      Verniciare un portello di giallo (come i 205 dell’esercito tedesco o gli EH-101 danesi) non è uno spreco, non è costosissimo nè inutile. Tantomeno applicare un grosso adesivo con la scritta SAR, staccabile e riattacabile quando serve. Se per te questi son gli sprechi, tanto varrebbe far pagare ai piloti tute, caschi, carburante, vitto e alloggio in caserma, magari. Sono anni nell’esercito e altrettanjti ho lavorato con forze armate straniere, e ti assicuro che cio che dici sui colori e sui contrassegni non trova riscontro. E comunque ribadisco: è meglio camuffare un mezzo di soccorso da mezzo di combattimento, oppure camuffare un mezzo da combattiento in mezzo di soccorso? Io ci ho visto anche gli M-113 o dei mezzi ruotati con le croci rosse. Non evitano i colpi ma almeno condannano maggiormente chi spara loro contro, facendio passare il mezzo colpito immediatamente dalla parte della ragione. Politcamente è una mossa vincente.

      ottobre 1, 2013 alle 11:19 pm

  8. Ingraman

    Usare adesivi non sarebbe una grande idea. Considerate le forze in gioco bisognerebbe usare un adesivo molto potente e rimuoverli sarebbe difficile e dannoso per il rivestimento. Al limite se proprio si volesse avere un’alternativa tra uso operativo in zona di guerra e attività SAR in tempo di pace si potrebbero usare pannelli e elementi intercambiabili di colore differente, come in questo caso:

    Non sarà bellissimo ma potrebbe essere un compromesso.
    Quanto al “camuffamento” di mezzi da combattimento in mezzi di soccorso… è un po’ illegale. Le ambulanze ed i mezzi di supporto con finalità espressamente mediche permanenti DEVONO avere riscontri visivi standardizzati, più o meno evidenti. Questi riscontri possono essere “nascosti” per ragioni tattiche, ma solo per brevi periodi e ripristinati non appena la situazione “critica” sia finita.

    ottobre 2, 2013 alle 11:01 am

    • mib

      Situazioni vissute personalmente hanno riscontrato che non c’è grande spreco di denaro nè pericolosità del rivestivento parlando di adesivi. Si possono sempre utilizare degli stencil e una spruzzata di giallo (per fare una grande scritta SAR), Poi, altri 10 minuti e si pasa una spruzzata di grigio o di verde, così da cancellare la scritta e andare in zona di operazioni. Le tue motivazioni mi sembrano un pò un arampicarsi sugli specchi.
      Quanto al “camuffare” mezzi di soccorso…stai implicitamente dandomi ragione: per quale ragione, quindi, gli elicotteri del SAR operante all’interno dei confini nazionali, in operazione anche verso la popolazione civile non hanno nessun contrassegno che li identifichino come mezzi di soccorso, ma addirittura hanno ancora le scritte in arabo? Per risparmiare tempo e soldi in caso di rischieramento? Quali soldi e quale tewmpo? Un omeriggio di verniciatura al prezzo di pochi soldi? Come se gli HH-3F o gli HH-139 fossero sempre in guerras al’estero…come no ahahaha.
      Nessun altro paese al mondo tratta così male i propri elicotteri per il SAR, sia a livello di immagine che di imbarazante anzianità

      ottobre 2, 2013 alle 12:20 pm

  9. Ingraman

    Come ho scritto concordo sul fatto che la scritta in arabo poteva essere levata data l’attività di ripristino fatta a missione finita. Verniciatura con rappezzi, scritte coperte con spruzzate? Quello ti sembra trattare bene il SAR (o un qualsiasi aeromobile di una forza armata degna di tal nome)? Le verniciature fatte bene richiedono la rimozione della vecchia tinta. Poi quando i Pelican sono andati in Iraq non erano lì per fare salvataggio ai pescatori iracheni. Erano mezzi di supporto. Va bene che gli HH-3F erano stati acquistati per il SAR puro, senza pretese combat. Ed infatti la variante F era quella sviluppata per la Coast Guard americana. Poi è venuta la necessità del combat SAR, e gli elicotteri sono stati modificati. Ovviamente tali mezzi mantengono la possibilità di fare SAR civile. Inviare i Pelican in teatro è stata una necessità. Non sono stati impiegati così intensamente in operazioni fuori area perchè, nonostante tutto, non sono la scelta migliore. In seguito anche gli AB-212 sono stati aggiornati allo standard ICO ed inviati in missione, anche se non era previsto questo impiego.
    Cerchiamo allora almeno un punto d’incontro. Lasciando da parte I Pelican ormai a fine carriera, guardiamo alla nuova linea. I nuovi Caesar hanno un equipaggiamento (se i fondi permetteranno l’acquisto di tutti i gingilli “ultimo grido”) al livello di elicotteri per operazioni speciali. Una colorazione ad alta visibilità mi pare fuori discussione. Veniamo ai nuovi HH-139. Considerato l’impiego previsto in patria per questi si potrebbe pensare ad una livrea più vivace. Ovviamente non ancora impiegati fuori area, ma che tu ci creda o meno ci si è già pensato alla possibilità di “indurirli” per una tale evenienza.

    ottobre 2, 2013 alle 2:14 pm

  10. mib

    Concordo.
    Io confido molto nei prossimi 101. Per i 139 invece, basterebbe davvero pochissimo, piccolissimi dettagli, per farlo sembrare quello che è: un elicottero da soccorso. Tipo i 101 danesi o i 205 tedeschi, oppure questo (sul loro esempio): https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151650287781022&set=a.10151615306956022&type=3&permPage=1
    a volte basta veramente poco, per fare una cosa carina e bel lavoro. (Senza contare che il nuovo colore dell’ HH-139 è davvero brutto: un non-colore indefinibiletra il grigio e il verde….macredo siano irinunciabili esigenze tattiche e “stealth” antimissile IR)

    ottobre 2, 2013 alle 6:16 pm

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