A proposito di Prism e intercettazioni…

Ve lo ricordate negli anni Novanta lo scandalo relativo ad ECHELON? Bene, ecco un articolo interessante pubblicato su Il Mondo nell’Aprile del 1998, tre anni prima, dunque, dei fatti dell’11 Settembre.

Echelon: Italia nel mirino
Un ex generale del SISMI conferma: ” Si’ , i canadesi ci spiavano “. Intanto si scopre che anche i nostri servizi hanno una centrale di ascolto. E che De Benedetti…

LA STAZIONE DI ASCOLTO DI CERVETERI UTILIZZA I POTENTI COMPUTER CRAY, GLI STESSI USATI DA ECHELON

Se lo dice lui e’ il caso di crederci . “Questa vicenda di Echelon e’ veramente inquietante“. La rete di spionaggio elettronico controllata da Usa e Gran Bretagna , che intercetta e filtra telefonate, fax e messaggi Internet in tutto il mondo, ha lasciato stupefatto anche un tipo imperturbabile come Giulio Andreotti. Ma non c’ e’ da stupirsi: i nuovi elementi raccolti da il Mondo, questa volta in Italia, sono un’ ulteriore dimostrazione della delicatezza della vicenda . In campo politico ma anche economico.

La prima conferma viene da un ex generale del Sismi, i servizi segreti militari, che e’ stato anche nella Gladio, l’organizzazione supersegreta di sicurezza, che doveva ostacolare un’ ipotetica invasione del Patto di Varsavia . “Durante la mia attivita’ non posso dire di essermi imbattuto in Echelon in quanto tale” , dice l’ alto ufficiale che ha chiesto di mantenere l’ anonimato . “Tuttavia posso raccontare un episodio importante : tra il 1989 e il 1990 ci accorgemmo di alcune attivita’ di spionaggio , in particolare intercettazioni , compiute da un’ ambasciata canadese. Da quell’edificio era stato steso un “ombrello” elettronico , nel cui raggio d’azione entravano diverse sedi diplomatiche , tra cui la nostra” .

Una classica operazione Pilgrim , dal nome della campagna di intercettazioni attuata dal servizio segreto canadese nell’ ambito del sistema Ukusa e rivelata al Mondo dall’ex agente Michael Frost. “La scoperta” , ricorda oggi l’ ex dirigente del Sismi, “ci lascio’ di stucco. Un Paese amico stava spiando una nostra ambasciata. E questo ben prima della caduta del muro di Berlino. Quando il mondo era ancora diviso in blocchi. Dire che eravamo seccati sarebbe un eufemismo” , continua l’ alto ufficiale, “anche perche’ l’ episodio accadde in una citta’ del centro Europa , e non potevamo escludere che il fatto si fosse ripetuto altrove , magari a ripetizione“.

A confermare le preoccupazioni italiane giunsero anche le confidenze di una gola profonda, che forni’ ulteriori dettagli sull’ attivita’ di spionaggio canadese. La tensione fu forte , ma si evito’ l’ incidente diplomatico. “Ai governi non facemmo sapere niente. Ce la siamo vista tra di noi dei servizi. Facemmo in modo che i canadesi capissero l’ antifona , e smettessero di darci fastidio“. Muro inglese. Certo li’ si trattava di un’ ambasciata. Ma chi protegge le comunicazioni delle aziende? Sostanzialmente nessuno. Eppure oggi sono soprattutto queste nel mirino del grande sistema di spionaggio che fa perno su Echelon.

“Nei secoli scorsi la sicurezza era il presupposto essenziale per il commercio e l’ economia. Proprio oggi, invece, mentre masse enormi di capitali si muovono in tempo reale da una parte all’ altra del globo, la tutela degli operatori economici e’ del tutto insufficiente“. A parlare cosi’ e’ Giuseppe Corasaniti, pretore di Roma specializzato nei crimini on line. L’ esperienza di Corasaniti mette in luce altri aspetti inquietanti della vicenda, in particolare per quel che riguarda i rapporti con la Gran Bretagna. Da parte di Londra, infatti, c’ e’ una costante riluttanza a collaborare con le magistrature straniere nel campo delle telecomunicazioni. Dal Regno Unito partono gran parte delle azioni illecite o abusive che si riversano sulle varie reti .

Proprio per questo mi aspetterei un aiuto piu’ concreto“, afferma Corasaniti . “Ho diverse rogatorie in corso. Sono proprio curioso di vederne l’ esito” . Il sospetto, non dichiarato, e’ che dietro tanta cautela ci sia l’ esigenza di mantenere sotto stretto controllo ogni questione che riguarda le telecomunicazioni e le intercettazioni. Non bisogna infatti dimenticare che la base europea della rete di monitoraggio Echelon si trova a Morwenstow, in Cornovaglia . Ma dalle indagini del magistrato romano , che e’ titolare di oltre 400 procedimenti in questo settore, sono emerse anche altre vicende che portano a un sistema di intercettazioni ad ampio raggio.

Nel caso Oasip, l’ archivio abusivo del Viminale che raccoglieva le telefonate di 19 milioni di italiani, ho rilevato diverse stranezze. Per esempio: ogni volta che c’ era una grave crisi internazionale, per esempio la guerra del Golfo, cresceva il numero delle intercettazioni. E curiosamente aumentavano anche le clonazioni dei cellulari di autorita’ dello Stato, dell’ esercito e delle forze di polizia“.

L’ orecchio di Cerveteri

Ma via, anche voi italiani svolgete un’ attivita’ di intercettazione bella vigorosa” . L’ osservazione viene da Edward Luttwak, esperto di politica internazionale, collaboratore di diverse amministrazioni americane , uomo che conosce a fondo il mondo dell’ intelligence . “Quando vi pare, siete in grado di violare i codici piu’ sofisticati del mondo. E avete anche computer potentissimi” .

Solo insinuazioni ? Fino a un certo punto, perche’, come ha scoperto il Mondo, anche in Italia c’ e’ una piccola Echelon : un orecchio elettronico e piuttosto sofisticato, puntato verso il cielo per carpire i messaggi dei satelliti e sotto il controllo dei nostri servizi segreti. Sta lungo la via Aurelia, all’ altezza di Cerveteri, vicino a Roma, tra le necropoli etrusche e il mare. Questa stazione d’ ascolto fu voluta dal capo del Sismi, ammiraglio Fulvio Martini, per ridurre il forte gap tecnologico dei nostri servizi in fatto di intercettazioni. Un divario in gran parte colmato con l’ acquisto, oltre dell’ antenna, di potentissimi computer Cray: tecnologia statunitense di ultima generazione, la stessa adoperata anche per Echelon. Per dare via libera all’ operazione, costata qualche decina di miliardi, il governo, secondo quanto risulta al Mondo, pretese l’ assicurazione che tutta questa attrezzatura non sarebbe mai stata utilizzata per lo spionaggio interno.

Caso De Benedetti

Insomma, anche l’ Italia fa la sua parte. Timothy Naftali, docente dell’ Universita’ di Yale e studioso dei problemi della sicurezza internazionale, non ha dubbi.

Nella Seconda guerra mondiale gli italiani sono stati tra i migliori intercettatori. E presumo continuino a spiare con successo le comunicazioni di altri Paesi. In Albania e in Serbia, per esempio. Sarei veramente sorpreso se non lo facessero e se non spiassero anche altre nazioni europee. Per il governo italiano essere in grado di leggere preventivamente i messaggi tedeschi, francesi e inglesi sarebbe certo un bell’ aiuto“.

Vi stupite che i canadesi si siano messi a spiare a Roma?“, aggiunge Luttwak. “Ma se gli esperti del Sismi parlassero, potrebbero rivelare che anche loro si sono comportati nello stesso modo in altre parti del mondo. Il vostro Paese e’ in grado di farlo. E se ne ha bisogno, lo fa, statene certi“.

Ma nel mirino dei sistemi di intelligence accanto alla politica e la diplomazia ci sono, sempre di piu’, gli affari. Come conferma questa testimonianza di un altro altissimo dirigente deiservizi segreti italiani : “Alla fine degli anni Ottanta gli americani avevano deciso di boicottare il gruppo De Benedetti che aveva vinto una gara Nato, del valore di 400 milioni di dollari. Erano convinti che il gruppo avesse ceduto ai sovietici strumentazione di precisione: un tornio a controllo numerico, indispensabile nella catena di montaggio del Yak 36, un caccia a decollo verticale. Il servizio si attivo’, riuscendo , grazie a un lavoro di intelligence, a entrare in possesso di pezzi nella fabbrica militare russa. In questo modo riusci’ a dimostrare che il gruppo italiano non era coinvolto nella produzione dell’ aereo. De Benedetti , pote’ cosi’ aggiudicarsi la gara” .

(Ha collaborato Imma Vitelli)

Il Governo Intervenga

Il presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e’ stato di parola. Dopo la pubblicazione della prima inchiesta sul Mondo il deputato di Forza Italia Franco Frattini aveva annunciato l’ intenzione di coinvolgere l’ organismo che presiede. Di fatti, nella prima riunione ha posto all’ ordine del giorno il problema e ha immediatamente acquisito la documentazione dello Scientific and Technological options assessment, il comitato della direzione generale ricerca del Parlamento di Strasburgo sulla pericolosita’ di Echelon.

Frattini vuole sapere dal governo che cosa sapeva della rete di intercettazione angloamericana, ma soprattutto cosa intende fare per tutelare la sovranita’ italiana. Sulla stessa lunghezza d’ onda e’ anche Valdo Spini, presidente della Commissione Difesa del Senato, per il quale “il governo deve ragionare bene su questa vicenda. Non si tratta di capire soltanto quello che e’ gia’ avvenuto , ma anche quanto potrebbe avvenire in futuro viste le potenzialita’ di sviluppo delle tecnologie informatiche e telematiche . Ci siamo dati delle leggi sulla privacy , che valgono sul nostro territorio . Dobbiamo evitare che vengano vanificate da uno sviluppo tecnologico in grado di aggirare ogni normativa” .

Dossier. Romanzo-Verita’, come lavora il grande origliatore

Questo e’ un brano tratto da Ora Zero, una spy story edita in Italia da Rizzoli, che racconta, con straordinaria veridicita’, come funziona il sistema di intercettazioni che fa perno sul sistema Ukusa-Echelon e sulla Nsa, lo spionaggio elettronico Usa . L’ autore, Joseph Finder, e’ un esperto di Cia e intelligence e collabora con Washington Post e New York Times . Nel suo precedente romanzo, Poteri straordinari , anticipo’ di alcuni mesi l’ esplosiva scoperta di una “talpa” ai vertici della Cia . La piu’ grande organizzazione di spionaggio del mondo e’ anche la piu’ segreta. Si tratta della National Security Agency degli Stati Uniti, la Nsa. La Nsa , che occupa uno spazio immenso, oltre quattrocento ettari, a Fort Meade, nel Maryland, e’ responsabile del SIGINT americano, il servizio informazioni specializzato in segnali . Cio’ comprende il controllo delle comunicazioni , il radar , la telemetria , il laser , le emissioni a infrarossi senza immagine.

E’ stato descritto come un immenso aspirapolvere che preleva tutte le informazioni elettroniche del mondo e, se necessario, le decifra . In parole povere , la Nsa ha molte possibilita’ , tra cui quella di origliare elettronicamente gran parte delle comunicazioni telefoniche in tutto il mondo. Secondo la normativa sancita da due leggi Usa, la Nsa non puo’ intercettare le conversazioni telefoniche dei cittadini americani senza un mandato del procuratore generale degli Stati Uniti motivato dalla probabilita’ che l’ individuo sia un agente di una potenza straniera. In questo caso la parola operativa e’ target. La legge non si applica alle conversazioni che i satelliti della NSA raccolgono casualmente mentre frugano nelle reti delle comunicazioni internazionali.

La legge e’ piena di simili scappatoie e di fraseologia ambigua, inoltre tutte le richieste di target avanzate dalla NSA vengono regolarmente approvate senza discussioni da parte di un consiglio segreto. Comunque, quando i satelliti NSA intercettano una conversazione telefonica tra Londra e Mosca , e’ assolutamente impossibile stabilire se la chiamata e’ fatta da un cittadino degli Stati Uniti . In pratica , la Nsa e’ in grado di captare qualunque comunicazione telefonica in arrivo o in partenza dagli Stati Uniti , come pure ogni telegramma , telex e fax in tutto il mondo mediante l’ intercettazione a microonde. Si calcola che l’ agenzia analizzi milioni di telefonate ogni giorno. Per assicurare la possibilita’ di gestire in qualche misura un’ impresa cosi’ enorme , l’ NSA programma le guide di scansione dei propri supercomputer con liste altamente segrete di un certo numero di parole chiave che comprendono gruppi di vocaboli , nomi e numeri di telefono . Per fare un esempio , una conversazione o messaggio fax che contenga un riferimento ad “armi nucleari” , al “terrorismo” , al “plutonio” , a “Gheddafi” , a nomi di campi d’ addestramento per terroristi o a definizioni in codice di certe armi segrete puo’ essere bloccato per un’ analisi piu’ approfondita .

Le conversazioni telefoniche in cifra oppure scrambled (cioe’ scomposte nei loro elementi e ricostruite in sequenze apparentemente casuali tali da renderle incomprensibili all’ ascoltatore ordinario) suscitano anch’ esse i sospetti della Nsa . Il segnale intercettato viene raccolto dal satellite geostazionario della Nsa che lo trasmette a un altro satellite librato sopra l’ Australia. Da qui viene inoltrato a un sito di smistamento e infine a Fort Meade, dove undici ettari di computer sono installati in un sotterraneo della sede operativa centrale della Nsa . Nel giro di pochi minuti il segnale viene classificato e ricostruito.

Finder Josep

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