Il pungiglione dell’Hustler

b-58sting

Progettato nella prima meta’ degli anni ’50, il B-58 Hustler fu contemporaneamente il primo bombardiere con capacita’ supersoniche e il primo a raggiungere Mach 2, prestazioni che allora erano appannaggio solo di una ristretta cerchia di caccia. Intercettarlo non era esattamente uno scherzo e inoltre chiunque si fosse posizionato in coda avrebbe dovuto fare i conti con un poco igienico M61 Vulcan, un’arma da 20mm tipo gatling capace di sparare da 4000 a 6000 colpi al minuto.

Dopo aver valutato varie proposte, inclusi missili aria-aria puntati a ore 6 e un’inedita torretta binata da 30mm, nel 1954 la Convair seleziono’ il General Electric T171E3, che era la designazione del prototipo finale dell’M61 Vulcan, standardizzato nel Dicembre 1957. Il Vulcan, sebbene pesante e complesso, fu scelto per l’eccezionale volume di fuoco e l’ottima affidabilita’. Ad esempio se una cartuccia faceva cilecca, questa veniva estratta ed espulsa fuori dall’arma senza tuttavia interrompere il ciclo di funzionamento.

Il cono di coda che conteneva il Vulcan era un tipico prodotto dell’american ingenuity. Esso era composto da una serie di anelli concentrici di alluminio annidati fra loro e caricati a molla l’uno contro l’altro in modo da formare un guscio aerodinamico flessibile e nel contempo robusto e impermeabile. Il “cono” era strutturato come un modulo a se stante che poteva essere staccato dalla fusoliera per le operazioni di manutenzione e caricamento dei colpi. Il B-58 fu il primo aereo di serie ad essere equipaggiato con un Fire Control System difensivo completamente automatizzato che si avvaleva di un calcolatore balistico con tecnologia a stato solido e di una piattaforma inerziale giroscopica a tre assi stabilizzata per incrementare al massimo la precisione dell’armamento.

Il puntamento avveniva attraverso un radar a banda Ku tipo Emerson MD-7  posizionato in una grossa carenatura sopra il Vulcan stesso. Il calcolatore balistico si trovava invece appena dietro il cannone ed era collegato all’air data computer che raccoglieva i dati sulla velocita’ e la densita’ dell’aria. Il sistema funzionava in due modalita’: automatica e manuale. Nel primo caso il FCS si occupava in modo autonomo di tutte le procedure di difesa, compresa l’eventuale distruzione della minaccia. Nel secondo caso, tutto l’ambaradan era invece gestito dal DSO (Defensive System Operator), che era in pratica un ufficiale addetto alle contromisure (elettroniche e non) che fungeva anche da mitragliere di coda remoto. Insomma, in modalita’ manuale era il DSO a premere il grilletto.

In basso potete vedere il cockpit del DSO, con ben evidenziato al centro il pannello del Fire Control System, dominato dal piccolo schermo radar circolare.

HUSTFCS

Nel B-58 l’angolo di tiro del Vulcan era di 30°, mentre la dotazione complessiva dei colpi era pari a 1200 munizioni calibro 20x102mm. L’espulsione dei bossoli avveniva tramite una piccola apertura ventrale.

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Il cono di coda dell’Hustler
(Photo: Convair)

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M61 Vulcan nudo e crudo
(Photo: General Dynamics)

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Immagine che ritrae il B-58 assieme ad equipaggio, pod ed armamento. Notare il modulo Vulcan sotto il muso.

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20 Ottobre 1958 – Tecnici dell’arsenale di Springfield esaminano uno dei primi cannoni Vulcan da 20mm
(Photo: Springfield Armory)

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B-58 Hustler a Carswell AFB, Texas, allora sede del  43d Bombardment Wing del Strategic Air Command.

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Vista frontale che mette in evidenza i quattro potenti turbogetti General Electric J79. Questo esemplare e’ temporaneamente privo del caratteristico e ingombrante pod ventrale.

3 Risposte

  1. Splendido articolo, complimenti !

    giugno 20, 2013 alle 9:55 pm

  2. Tobe Bofh

    Assieme all’A5 Vigilante uno degli aerei più belli, secondo me.

    giugno 21, 2013 alle 12:04 am

  3. Bellissimo velivolo… e ottimo articolo!

    giugno 21, 2013 alle 4:35 pm

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