50 Anni fa la nascita della prima unita’ elicotteri controcarro

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La Francia e’ stata una delle nazioni che maggiormente hanno contribuito allo sviluppo dell’ala rotante in ambito militare e non. Basti ricordare gli enormi sforzi profusi nella creazione di un’industria elicotteristica moderna e competitiva, oppure, parlando in termini strettamente piu’ tattici, dottrinali e operativi, l’enorme bagaglio di esperienze accumulato durante la Guerra in Algeria da unita’ all’avanguardia come il Groupe d’Hélicoptères No.2 (GH 2), creato nel 1955 per supportare le forze francesi che operavano nel martoriato paese Nordafricano. Dunque non stupisce che l’Aviation Légère de l’Armée de Terre (ALAT) fu la prima army aviation ad organizzare e rendere pienamente operativa un’unita’ di elicotteri armati di missili controcarro.

La storia inizia il 1 Novembre 1961 con la costituzione del 1er Groupe d’Aviation Légère Divisionnaire (GALDIV 1), un’unita’ di aviazione dell’esercito alle dipendenze della 1a Divisione Corazzata francese (1re Division Blindée). All’epoca il GALDIV 1 era stanziato presso l’aeroporto di Trier (Trèves-Euren), nei pressi di Dortmund (Germania Occidentale). Nel 1961-62 la linea di volo si componeva di una ventina di aeromobili in tutto: dieci aerei leggeri biposto da osservazione tipo Nord 3400, cinque elicotteri leggeri  da osservazione Sud-Ouest S.O.1221 Djinn e ulteriori cinque elicotteri multiruolo Sud Aviation Alouette II. I compiti primari del GALDIV 1 erano la ricognizione, la raccolta d’informazioni, l’appoggio di fuoco e il trasporto. Tutto ovviamente a uso e consumo della gia’ menzionata 1re Division Blindée.

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Il salto di qualita’ avviene pero’ nel Gennaio del 1963. Mentre i minuscoli Djinn vengono frettolosamente ritirati dalla linea di volo, il reparto ottiene – primo fra i GALDIV – i piu’ potenti e capaci Alouette III, inquadrati in un plotone di elicotteri d’attacco e ricognizione equipaggiato con 10 macchine (foto in alto). Le nuove Allodole vengono consegnate con un sistema d’armi composto da una coppia di lanciatori binati con missili controcarro Nord Aviation AS.11. L’AS.11 era la versione aviolanciabile dell’SS.11, un missile filoguidato superficie-superficie con guida MCLOS (Manual Command to Line Of Sight) da 3000 metri di portata che veniva condotto fino al bersaglio attraverso l’ausilio di un joystick e un sistema di visione e puntamento ottico. Equipaggiato con testata standard Type 140AC, l’AS.11 era in grado di penetrare fino a 600mm di acciaio omogeneo (RHA).

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L’abbinamento elicottero/missile controcarro non era certo una novita’. Gli stessi francesi negli anni precedenti montarono AS.10 e AS.11 a bordo dei loro Alouette II (SE 3130), passato alla storia come primo elicottero armato di missili Anti-Tank. Tuttavia, nessuno prima del 1963 aveva mai schierato un reparto di volo equipaggiato con questa tipologia di elicotteri in seno ad una grande unita’ di manovra.

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Alla fine del 1963 il GALDIV 1 poteva contare su un totale di 37 aeromobili, cosi’ ripartiti: 14 Nord 3400 nel Plotone d’Osservazione; 6 Alouette II nel Plotone Collegamento7 Sikorsky S-55 nel Plotone di Manovra e i gia’ citati 10 Alouette III SS.11 del Plotone di Attacco e Ricognizione.

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Negli anni successivi il GALDIV 1 avrebbe continuato a cambiare piu’ volte fisionomia, abbandonando la componente ad ala fissa e potenziando quella ad ala rotante grazie all’acquisizione di potenti macchine come l’eccellente “medio” SA 330 Puma, anch’esso di progettazione e produzione completamente francese.

Per quanto riguarda l’Alouette III (89 esemplari acquisiti in tutto), esso rimase per molto tempo la principale piattaforma controcarro ad ala rotante dell’ALAT, almeno fino a quando negli anni ottanta non venne affiancato e infine sostituito dall’Aerospatiale SA 342M Gazelle, armato con i piu’ avanzati ed efficienti missili HOT (Haut subsonique Optiquement Téléguidé Tiré d’un Tube), della franco-tedesca Euromissile. I GALDIV, nel frattempo, erano stati tutti disciolti, e le risorse impiegate per la costituzione di nuove unita’ come i Regiment d’Helicopteres de Combat (RHC) e i Groupe d’Helicopteres Legeres (GHL).

Sempre in quegli anni, Americani e Sovietici erano passati ad una nuova, rivoluzionaria e letale arma, inaugurando una “nuova alba” nell’anti-tank warfare: l’elicottero d’attacco specializzato. Ma questa, come si dice, e’ un’altra storia.

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