E ora grazie alla Gazzetta Ufficiale…

… sappiamo che in Afghanistan i nostri soldati stanno combattendo una guerra.

Maddai? Mapperdavero? E io che sino ad oggi credevo che l’Esercito Italiano fosse in quel buco sperduto per distribuire caramelle ai bambini e insegnare agli afghani a fare a pizza ca a pummarola n’coppa.

A che mi riferisco? A questo articolo:

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/435880/

Interessante, vero?

Certo che apprendere certe cose attraverso un organo “sterile” come la Gazzetta Ufficiale non e’ propriamente il massimo della vita. Preferirei che la stampa generalista ne parlasse piu’ diffusamente e che l’Esercito Italiano mettesse *davvero* in risalto le azioni dei propri uomini e reparti, come fanno tutti gli eserciti di questo mondo (c’e’ anche da dire che le forze armate italiane non sembrano aver pienamente abbracciato il web). E che i benpensanti vadano a “benpensare” sulla tazza del cesso.

E visto che questo blog si occupa spesso di elicotteri e aeromobilita’, non ho potuto non apprezzare il risalto dato agli elicotteristi dell’AvEs. Quando dico che in Afghanistan i Mangusta e gli aviatori dell’esercito stanno facendo un ottimo lavoro, mi guardano quasi tutti con un misto di compassione e incredulita’. Invece nell’articolo di cui sopra leggiamo:

Preziosi si rivelano gli elicotteristi. A bordo dei «Mangusta», che sono cannoniere volanti, vengono chiamati a soccorso delle forze di terra. Il colonnello Marco Centritto merita una medaglia d’oro a Bala Murghab.

«Alla guida dell’aeromobile, benché colpito dal fuoco avversario, con manifesto rischio della propria vita completava le missioni».

E’ il suo continuo supporto di fuoco che permette ai paracadutisti di uscire vivi da quattro giorni ininterrotti di guerriglia, tra il 10 e il 14 giugno 2009. Medaglia d’argento anche al tenente colonnello Andrea Ascani che accorre a salvare un posto di polizia. Questo il freddo resoconto dello Stato maggiore:

«Manovrava a bassa quota per identificare con certezza la minaccia, evitando di coinvolgere nell’azione truppe amiche e civili presenti nell’area. A rischio della propria vita, benché fatto segno a fuoco e con il proprio elicottero colpito, proseguiva nell’azione riuscendo a neutralizzare gli elementi ostili».

Una medaglia anche al maggiore elicotterista Stefano Salvadori che anch’esso «con sprezzo del pericolo manovrava a bassa quota per identificare la minaccia. Benché l’aeromobile fosse stato colpito, proseguiva con efficacia l’azione». Accade a Tshin e Afghani il 28 agosto 2009.

On your face, dannati miscredenti!🙂

E dopo una dura battaglia, fate come il Sergente Abbagnale e il Capitano Handson nella foto in basso: rinfrescatevi il gargarozzo con del gelato e riempitevi la panza di crostata🙂

cya!
A.

Una Risposta

  1. itto ogami

    come si suole dire, ci sono uomini e ci sono bipedi.
    questi sono uomini.

    dicembre 28, 2011 alle 9:43 pm

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