Composizione Squadrone Elicotteri Italhely “Ibis” (Somalia 1992-94)

Nei mesi passati in diversi mi hanno scritto chiedendomi lumi sulla composizione dello squadrone elicotteri che l’Esercito Italiano invio’ in Somalia nell’ambito delle missioni Restore Hope (UNOSOM) e Continue Hope (UNOSOM II), in Italia meglio note come Operazione Ibis I e II.

Superata la mia ben nota pigrizia, ho realizzato questo post (+ tabella riassuntiva) che dovrebbe rispondere a molte delle vostre domande. Buona lettura!

:: Composizione dello Squadrone ::


[ CLICK TO ENLARGE ]

Il Gruppo Squadroni ITALHELY “Ibis” fu costituito presso l’Aeroporto Tommaso Fabbri in Viterbo, sede del 1° Reggimento Antares, il 7 Dicembre 1992. Esso constava di circa 150 uomini (120 fra piloti e specialisti e una trentina di uomini di supporto) e 13 elicotteri. In totale cinque squadroni (tre di volo e due di comando/supporto) piu’ un nucleo collegamento ai comandi di un Tenente Colonnello:

  • uno squadrone Elicotteri Multiruolo (EM-2/EM-2A) con 6 AB 205A-1;
  • uno squadrone Elicotteri da Trasporto Medio (ETM) con 4 CH-47C;
  • uno squadrone Elicotteri d’Attacco (EA) con 3 A-129 Mangusta;
  • uno squadrone Manutenzione;
  • uno squadrone Comando e Servizio;
  • Nucleo Collegamento (NuC).

Elicotteri e personale giunsero in Somalia attraverso navi salpate a Livorno (Toscana) e dirette a Mogadiscio. Il rischieramento in terra somala richiese nel complesso una ventina di giorni (14 Dicembre 1992 – 3 Gennaio 1993).

Il campo base di ITALHELY venne allestito presso l’aeroporto internazionale di Mogadiscio. In basso la mappa dell’ubicazione del gia’ detto aeroporto.

Le prime macchine iniziarono ad operare il giorno 4 Gennaio, decretando cosi’ la piena operativita’ del contingente Ibis. Ad agosto dello stesso anno il numero degli elicotteri saliva a 15 con l’arrivo di due AB 412.

La manutenzione degli elicotteri e dei turboalberi veniva effettuata interamente all’aperto. In questa foto e’ ritratto un A-129 Mangusta con lanciatori TOW e razziere da 81mm.

Gli specialisti dello squadrone manutenzione provenivano dai seguenti Reparti Riparazioni Aviazione Esercito : 1° R.R.A.E. di Bracciano (AB 205 e A-129) e 4° R.R.A.E. di Viterbo (CH-47).

NOTE E CURIOSITA’

Dei tre Mangusta inizialmente schierati, due provenivano dal Centro Aviazione dell’Esercito di Viterbo e uno dal 49° Gruppo Squadroni “Capricorno” (EA) del 5° Reggimento AvEs “Rigel”, basato a Casarsa della Delizia (Pordenone).

**********************************************************************************

Gli AB 412 furono dislocati in Somalia nell’Agosto 1993 per prendere il posto degli HH-3F Pelikan dell’Aeronautica Militare. Questi ultimi sino a luglio cooperarono regolarmente e proficuamente con i reparti di terra e di volo dell’Esercito, sopratutto dopo il calare del crepuscolo, nel Combat SAR e in supporto alle forze speciali (Battaglione Incursori  Col Moschin in testa).

Gli AB 412 appartenevano al 39° Gruppo Squadroni “Drago” di Alghero (Sardegna), un reparto da sempre associato alle operazioni speciali. Gli equipaggi del Drago erano equipaggiati con NVG ed addestrati per il volo in ambiente notturno. In Somalia operarono per circa sei mesi, fino a Gennaio 1994.

**********************************************************************************

Codici e matricole

I codici degli elicotteri ritratti nel disegno in alto appartengono a macchine che realmente hanno partecipato all’Operazione Ibis; tuttavia mi e’ stato impossibile identificare tre mezzi (due AB 205 e un AB 412). Se qualcuno dovesse conoscere i codici di questi elicotteri lasci un commento o mi scriva in e-mail. Grazie in anticipo.

Qui i codici e le relative Matricole Militari che sono riuscito a reperire:

AB 205A-1
1. EI272 – MM80524
2. EI332 – MM80703
3. EI337 – MM80708
4. EI353 – MM80724
5. non identificato
6. non identificato

CH-47C
1.
EI809 – MM80831
2. EI821 – MM80843
3. EI828 – MM81229
4. EI831 – MM81232

A-129
1.
EI907 – MM81320
2. EI917 – MM81330
3. EI919 – MM81332

AB 412
1.
EI463  –  MM81354
2. non identificato

Note: un quarto A-129 fu inviato in Somalia, ma non so dire con esattezza il periodo. Questo esemplare portava i codici EI915 (MM31328) e opero’ dal ponte del Garibaldi nello squadrone ESMAR assieme al gemello EI917 (vedi alla fine della pagina).

Codici, insegne e schemi di colorazione

I sei AB 205 sbarcarono in Somalia con i codici di colore bianco ad alta visibilita’ (compresa la scritta”ESERCITO” su entrambi i portelloni scorrevoli). Tuttavia dopo qualche tempo lo squadrone decise di ridipingerli di nero, eliminando nel contempo il nome della forza armata dai gia’ menzionati portelloni. I CH-47 Chinook, al contrario, operarono sempre con i codici ad alta visibilita’ e il vistoso emblema del Rgt. Antares sulla coda e sul muso, mentre i due AB 412 del 39° Drago ebbero i codici in nero sin dall’inizio del loro dispiegamento in terra somala. In ogni caso tutti e tre i modelli mantennero l’originale coccarda di nazionalita’ hi-viz.

Per quanto riguarda invece gli A-129, essi avevano gia’ codici e stencils a bassa visibilita’, con coccarda full color di ridotte dimensioni.

Tutti gli elicotteri conservarono lo schema mimetico originale, ossia livrea grigio-verde per AB 205/412 e CH-47 e verde oliva per gli A-129.

Armamento

Tutti gli elicotteri dello squadrone ITALHELY volavano armati, con armamento difensivo o offensivo, a seconda del modello di elicottero e/o del tipo di missione.

AB 205

 In funzione trasporto truppe i 205 montavano il sottosistema difensivo M23 (2 MG42/59 brandeggiabili con 550 colpi per arma), mentre per il ruolo d’appoggio armato (gunship) era disponibile il piu’ potente M21/MAMEE (Meyer Ammunition Module, Emerson Electrical) della Emerson. Quest’ultimo si componeva di due General Electric M134 Minigun puntate in caccia (ma su supporti flessibili); una coppia di lanciarazzi M158A1 da 70mm (di norma smontati) e due contenitori cilindrici esterni contenenti cadauno 3000 colpi calibro 7,62 per la Minigun.

In configurazione gunship l’AB 205 assumeva la designazione di EM-2A.

AB 412

Gli AB 412 volavano unicamente con il sottosistema M23. Il mezzo era comunue compatibile con i lanciarazzi Medusa da 81mm.

CH-47

Il CH-47 montava due sottosistemi d’arma, entrambi difensivi: M24 e M41. L’M24 e’ basato su due mitragliatrici brandeggiabili MG42/59, in altrettante postazioni sistemate immediatamente dietro il cockpit ed azionate da una coppia di mitraglieri. L’M41 e’ invece basato su una sola MG brandeggiabile, installata nella rampa posteriore di carico/scarico con la funzione di coprire l’arco posteriore. Maggiori info QUI.

A-129

L’A129 era armato con due lanciatori quadrinati per missili controcarro TOW-2A e una coppia di lanciarazzi Medusa da 81mm a 7 colpi. Ovviamente i Mangusta non si alzavano in volo con l’armamento completo. Per esempio nel lanciatore TOW venivano caricati non piu’ di due missili BGM-71A (dopotutto, non si puo’ dire che lo scenario somalo pullulasse di bersagli per quest’arma ;-))

Aviazione Leggera dell’Esercito o Aviazione dell’Esercito?

Fra gli anni novanta e duemila l’Esercito Italiano cambio’ e ricambio’ piu’ volte il nome alla propria aviazione. Dalla nascita (1951) al 1992 era conosciuta come Aviazione Leggera dell’Esercito (ALE), ma dal 1993 muto’ il nome in Aviazione dell’Esercito (AvEs), in quanto decaddero ufficialmente i limiti di peso imposti dall’Aeronautica Militare eoni addietro (vai dove vai, le air forces sono di una pedanteria unica!). Non sapevo dunque se scrivere ALE o AvEs, ma alla fine ho optato per quest’ultima denominazione, che e’ poi anche quella attuale (Dal 1999 al 2003 l’aviazione porto’ il nome di Cavalleria dell’Aria, ma questa e’ un’altra storia).

Da ITALHELY a ESMAR: note finali

Da un punto di vista strettamente operativo l’intervento italiano in Somalia termino’ nel marzo del 1994. Il ripiegamento richiese due mesi esatti (10 gennaio10 marzo). Una volta smantellato il campo ITALHELY a Mogadiscio, alcuni elicotteri furono rischierati a bordo dell’incrociatore Portaeromobili Giuseppe Garibaldi ed inquadrati in un gruppo di volo misto detto ESMAR (ESercito MARina), forse primo esempio di cooperazione fra i reparti di volo delle due forze armate in condizioni operative reali. Gli elicotteri dell’AvEs operarono ininterrottamente con equipaggi misti Esercito-Marina dal ponte di volo del Garibaldi fino all’evacuazione completa del contingente Ibis, terminata il 23 Marzo 1994.

Ecco la composizione del gruppo di volo ESMAR:

– 5 AB 205A-1 (esercito)
– 3 CH-47C (esercito)
– 2 A-129 (esercito)
– 7 SH-3D Sea King (marina)
– 4 AB 212 (marina)

Note: gli A-129 dispiegati a bordo della Garibaldi erano il 915 e – ultimo arrivato in teatro –  il 917.

esmar24

In totale l’Aviazione dell’Esercito volo’ in Somalia 3.934 ore per un totale di 4.730 sortite e 2.082 missioni. Nella foto in alto: un CH-47 mentre trasporta al gancio un container sopra il ponte del Garibaldi.

CH-47C del 1° Reggimento Antares recupera un UH-60 Black Hawk dell’US Army

esmar22

esmar23

Una Risposta

  1. Pingback: [VIDEO] Somalia Vent’anni Dopo | SOBCHAK SECURITY - est. 2005

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...