Domande su Desert Storm

A seguito del mio post sul servizio di Rai News 24 mi sono giunte alcuni quesiti concernenti l’operazione Desert Storm. Un paio di questi contenevano argomenti di interesse generale, che ho pensato potessero interessare anche i lettori.

Franco di Treviso mi domanda quali erano i reparti di volo equipaggiati con gli A-10 che presero parte a Tempesta nel Deserto, mentre Giuseppe vuole sapere se l’F-16 abbia mai montato pod con cannoncini in situazioni belliche.

Dunque, gli squadron di A-10 che presero parte a ODS erano i seguenti:

– 74th TFS del 23rd TFW basato a England AFB, Louisiana (tail code EL)
– 76th TFS del 23rd TFW basato a England AFB, Louisiana (tail code EL)
353rd TFS del 354th TFW basato a Myrtle Beach, South Carolina (tail code MB)
355rd TFS del 354th TFW basato a Myrtle Beach, South Carolina (tail code MB)
511th TFS del 10th TFW basato a RAF Alconbury, Regno Unito (tail code AR)
706th TFS del 926th TFG basato a New Orleans NAS, Louisiana (tail code NO)
– 23rd TASS del 602nd TACW basato a Davis-Monthan AFB, Arizona (tail code NF)

Sigle:

TFS: Tactical Fighter Squadron
TFW: Tactical Fighter Wing
TASS: Tactical Air Support Squadron
TACW: Tactical Air Control Wing
AFB: Air Force Base
NAS: Naval Air Station
RAF: Royal Air Force

Ora veniamo alla domanda di Giuseppe. Dunque, a quanto mi risulta solo gli F-16 della New York Air National Guard (basati a Syracuse -.-) hanno impiegato operativamente gunpod esterni, sebbene per un paio di giorni soltanto. Cio’ avvenne durante l’operazione Tempesta del Deserto, nel gennaio 1991.

L’arma in questione era un cannone gatling GAU-13/A a 4 canne da 30mm (versione “light” del ben piu’ potente GAU-8 dell’A-10) installato in pod tipo GPU-5/A, montato nel punto d’attacco ventrale. Il GAU-13 aveva una cadenza di tiro pari a 2400 colpi al minuto, mentre il complesso pod-arma pesava circa 850 chilogrammi inclusa la riserva munizioni (353 colpi tipo API/HEI).

Il sistema era noto nell’USAF come Pave Claw ed equipaggio’ 24 General Dynamics F-16A Block 10 del 174th Fighter Wing dellaNY ANG a partire dal Novembre 1988.

p0311

Purtroppo alla prova dei fatti tale soluzione si rivelo’ insoddisfacente per via della scarsa precisione di tiro, imputabile in parte al fatto che il Pave Claw non era asservito ad alcun sistema computerizzato di calcolo balistico (come il Continuously Computed Impact Point o CCIP) e in parte alle violente vibrazioni che compromettevano la stabilita’ del gunpod ogni qualvolta il pilota faceva fuoco (il pilone ventrale, in sostanza, non venne giudicato idoneo a montare armi potenti come il GAU-13/A).

Oltre ai problemi sopra elencati, i piloti si resero immediatamente conto che le missioni di supporto tattico ravvicinato svolte a bassa quota e ad elevate velocita’ rendevano estremamente difficoltosi – se non impossibili – l’acquisizione e l’ingaggio dei bersagli con il pod, senza contare il fatto che le probabilita’ di finire sotto i colpi della contraerea irachena aumentavano in modo esponenziale.

Il sito f-16.net conclude:

Pilots ended up using the gun as an area effect weapon, spraying multiple targets with ammunition, producing an effect rather like a cluster bomb. It took only a couple of days of this before they gave up, unbolted the gun pods, and went back to dropping real cluster bombs – which did the job more effectively.

Ecco perche’ i guardsmen newyorkesi se ne sbarazzarono in tutta fretta, ritornando alle consuete missioni di bombardamento da quote medie.

Durante i due giorni d’impiego, gli esemplari di F-16 equipaggiati con il pod GPU-5/A erano cosi’ configurati:

– Gunpod ventrale con GPU-5/A
– Due serbatoi supplementari nei piloni subalari interni
– Un pod ECM AN/ALQ-131 nel primo pilone subalare esterno
– Un missile AGM-65 Maverick nel secondo pilone subalare esterno (per controbilanciare il peso del pod ECM)

GPU-5 in posizione ventrale

Dettaglio del pod GPU-5/A montato in posizione subalare a bordo di un A-7 Corsair II

Walkaround: www.primeportal.net/hangar/bill_spidle/gpu-5_avenger_walk.htm

4 Risposte

  1. Perche’ dici “Purtroppo alla prova dei fatti tale soluzione si rivelo’ insoddisfacente”? Io dico meno male! Lo scopo dell’operazione era pensionare gli A-10 e sostituirli con A/F-16, la classica mossa assurda ispirata dalla Fighter Mafia.

    ottobre 15, 2008 alle 11:44 am

  2. crowhead

    Beh, non era disappunto il mio. Ho scritto “purtroppo” perche’ i piloti del 174th si erano a lungo addestrati per missioni di CAS con il Viper, e alla fine furono impiegati per lanciare semplici ordigni a caduta libera. Il GPU-5/A era il “core” di tutto il sistema e aveva clamorosamente fallito. Il 174th all’epoca era l’unico reparto di Falcon a vocazione CAS, tanto che i loro aerei vennero ridesignati F/A-16.

    All’USAF e’ fregato sempre molto poco dei “mud movers” e tutte (o quasi) le iniziative proposte per venire incontro alle esigenze dell’ esercito scaturirono piu’ dalla paura di perdere fondi e leadership (potere), che per reale interesse. Il Thunderbolt II venne acquisito perche’ l’aviazione c’aveva la strizza dell’Army, specie dopo i successi conseguiti in Vietnam dagli elicotteri armati, non certo perche’ gli stava a cuore il CAS. Non per niente uno dei principali motivi che portarono al concepimento del programma A-X fu l’ambizioso Lockheed Cheyenne, le cui capacita’ fecero tremare le chiappe di parecchi ufficiali dell’Air Force. Per non parlare delle eventuali ripercussioni dottrinali derivanti dall’adozione di un simile mezzo da parte dell’esercito.

    ottobre 15, 2008 alle 12:55 pm

  3. Joe Donati (Giuseppe)

    Grazie Aleks. Sempre preciso ed esauriente.

    ottobre 16, 2008 alle 7:20 am

  4. Pingback: I Jet dell’U.S. Army (1956-1961) e la battaglia Army-USAF sul Close Air Support | SOBCHAK SECURITY - est. 2005

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