L’elenco delle basi USA in Italia

tuttotuvuoi

Post pubblicato in origine il giorno 18 Aprile 2006

AGGIORNAMENTI

EDIT 2, 14 AGOSTO 2009
Lista aggiornata

Vanno eliminate almeno altre SEI installazioni:

– Capo Frasca [Or]
– Monte Urpino [Ca]
– Torre Grande di Oristano
– Sinis di Cabras [Or]
– Monte Arci [Or]
– San Bernardo [Ud]

(grazie Pappy e Giulio)

EDIT 1, 26 FEBBRAIO 2008

NOTA BENE: LA RISPOSTA AL SIGNOR ALBERTO B. MARIANTONI – COMPRENSIVA DI CORREZIONI E AGGIORNAMENTI – LA TROVATE  QUI

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Leroy Esposito fa le pentole, ma non i coperchi! Murdoch, salvaci tu!

Bene ragazzi, qualcuno di voi sapra’ che da qualche anno circola in rete una lista in cui vengono elencate le basi militari americane presenti all’interno del suolo italiano. Secondo A.B. Mariantoni, autore della suddetta lista, ve ne sarebbero 107! Si, CENTOSETTE, avete letto bene.

Naturalmente i propagandisti non si sono minimamente presi la briga di verificare le fonti, altrimenti avrebbero scoperto che tale elenco e’ pieno di zeppo di errori, omissis e falsita’ assortite, alcune davvero esilaranti e imbarazzanti. Ma l’importante e’ disinformare in nome di questo e quello. Cazzo, quando scrivi che l’aeroporto di Udine-Rivolto, sede del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, meglio noto come Frecce Tricolori, e’ una base USA, beh, hai solo da nasconderti.

Uno dei tanti siti che ospitano la famigerata lista e’ Kalebekler.com, che afferma di aver preso le informazioni da Iraqlibero.at:

http://www.kelebekler.com/occ/busa.htm

“Il meticoloso lavoro di ricerca è di A.B. Mariantoni...blablabla”… divertente, se non altro perche’ questo lavoro, di meticoloso, ha davvero ben poco, anzi, dimostra solo l’ignoranza e il pressapochismo dell’autore.

Il signorino di cui sopra non sembra essere in grado di distinguere fra “basi militari” e “antenne“, fra “base italiana” e “base americana”, fra “USA” e “NATO“. Dico questo anche perche’ non esistono basi di proprieta’ della NATO, ma solo quartiergenerali (come quello di Napoli), radar e strutture particolari come il NATO Defense College di Roma. Ovviamente un paese puo’ mettere a disposizione dell’Alleanza Atlantica le proprie basi, in genere per determinate operazioni e periodi limitati (vedere le campagne aeree nei Balcani negli anni ’90). Chiusa questa parentesi, andrebbe anche fatto notare che Mr. Mariantoni ha deciso di includere nella lista persino installazioni da tempo chiuse ed in disuso! Ma si, perche’ non mettere nella lista anche le garconierre dei blue boys che arrotondano come gigolo’? (uh-uh, ho l’impressione di aver messo la pulce nell’orecchio a qualcuno😉

L’altra settimana ho fatto una veloce ricerca per verificare i dati del Sig. Mariantoni. Queste sono alcune fra le inesattezze da me scoperte


  • Rivolto (UD): Nessuna base USA, Udine-Rivolto è gestito dell’Aeronautica Italiana. Sede fra l’altro del 2° Gruppo e delle Frecce Tricolori

  • Istrana (TV): Base dell’Aeronautica Italiana intitolata a “Vittorio Bragadin”

  • Maniago (PN): base aerea e poligono italiano

  • Monte Urpino [CA]: Depositi munizioni Usa e Nato. – Era la sede del 68° deposito carburanti, controllato dall’Aeronautica Militare Italiana. Già da tempo negli elenchi dei beni militari immediatamente dismissibili. Quindi da considerare ormai chiuso.

  • Torre Grande di Oristano: Non e’ una base della NSA, bensi’ una torre spagnola risalente a qualche secolo fà (spero di non sbagliare) in uso alla Marina Militare Italiana per il servizio fari. Da tempo negli elenchi dei beni dismessi dalla Marina è oggi sede di un museo. Al demanio resterà solo la gestione del faro posto sulla sommità della torre.

  • Sinis di Cabras (OR): Non e’ un centro elaborazione dati della NSA, bensi’ il faro di Capo San Marco. Attualmente in uso alla Marina Militare Italiana per il servizio fari.

  • Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.– Era una postazione probabilmente asservita al sistema ACMI della base di Decimomannu vista la sua vicinanza con il poligono di Capo Frasca. Quindi italiana e comunque in cattivo stato di conservazione. Probabilmente in disuso.

  • Trieste: Non esiste alcuna base navale USA

  • Capo Frasca (OR): Eliporto ed impianto radar Usa. – No: e’ un poligono per operazioni aria-terra dipendente da Decimomannu, quindi italiano e controllato da un distacamento dell’Aeronautica Militare Italiana

  • Lunghezzano (VR): non e’ (era) una base americana, ma una stazione F14. Smantellata nel 1998.

  • Erbazzo (VR): non e’ una base americana, ma una stazione radio HF JCOC della NATO

  • Monte Venda (PD): Non e’ una base, ma un ripetitore automatico.

  • Venezia: Non esiste alcuna base navale USA. Dico ma le controllate le fonti?

  • Sant’Anna di Alfaedo: non e una base statunitense, ma una stazione radio JCOC NATO.

  • Concordia Sagittaria(VE): non e’ una base USA, ma un radar NATO (sistema NADGE – 13° Gruppo Radar)

  • Crotone: non e’ una base USA, ma un radar NATO (Nota: l’installazione radar si trova a Isola Capo Rizzuto, non Crotone)

  • Decimomannu (CA): aeroporto dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Farina”

  • Elmas (CA): aeroporto civile italiano aperto al traffico militare

  • Ghedi (BS): Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Ten. Luigi Olivari”

  • Gioia del Colle(BA): Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Antonio Ramirez”

  • Grazzanise (CE): Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Carlo Romagnoli”

  • Grottaglie (Ta): Stazione Aeromobili Marina Militare Italiana intitolato a “M.Arlotta”

  • Lago di Patria (CE): nessuna base USA

  • Lampedusa: una stazione LORAN della guardia costiera USA

  • Ciampino: Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Battista Pastine”

  • Licola (NA): nessuna base USA, bensi’ una stazione radar NATO (NADGE)

  • S. Bernardo (UD): deposito munizioni US Army – il lettore Pappy mi scrive: “Nell’ elenco figura la caserma ex carristi di S. Bernardo, vicino a Udine. Abito a circa un di Km di distanza, ho amici che hanno fatto il militare di leva lì, e posso confermare che la caserma è chiusa almeno dal 1992 ( ora è stata passata al comune , mi sembra ) e comunque mai visto transitare da là alcun mezzo statunitense e mai visti americani all’ interno della struttura. Perciò ennesima cazzata dell’ elenco. Ci sono stato a lavorare proprio di fronte ieri e ora mi dicono “gli indigeni del luogo” che è stata affittata come deposito di una segheria… ..vedete voi se val la pena lasciarla in elenco…

  • Taranto: non esiste alcuna base navale USA

  • Brindisi: non esiste alcuna base navale USA

  • Cameri (NO): non esiste nessuna base USA. Aeroporto Militare Italiano intitolato a “Natale e Silvio Palli”. Non ospita piu’ reparti di volo, ma un centro manutenzione per i Tornado IDS

  • Montichiari (BS): non esiste nessuna base aerea USA, solo un aeroporto civile, il “Gabriele d’Annunzio”

  • Monte San Damiano(PC): non esiste nessuna base dell’aeronautica USA

  • Parma: nessun deposito USAF (che significa copertura NATO??!!)

  • Bologna: nessuna base USA. Cosa c’entrano le stazioni di telecomunicazioni del dipartimento di stato?

  • Rimini: nessun gruppo logistico e nessun centro di telecomunicazioni USA. Miramare ospita gli elicotteri del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” (EI)

  • Pisa: cosa c’entra? Pisa-San Giusto e’ un aeroporto militare italiano, intitolato ad “Arturo dell’Oro”. Ospita la 46a Brigata Aerea dell’AMI

  • Coltano (Pisa) Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.” —- A questo proposito il lettore Gabriele mi scrive: “mi sembra una grossa stupidaggine. A meno che non si riferisca al fatto che fino agli anni 50 c’era una grossa stazione radiotelegrafica che ora definire dismessa è un eufemismo, visto che è proprio in rovina…

  • Talamone (GR): nessuna base US Navy. Saltuaria non significa niente, o e’ americana o e’ italiana, punto.

  • Salto di Quirra (CA): questo poligono e’ gestito dal Ministero della Difesa Italiano

  • Capo San Lorenzo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta Usa? E cosa c’entra con le basi militari??!

  • Monte Romano (Roma): questo non c’entra niente con gli USA, e’ un poligono gestito dall’Esercito Italiano! Sicuramente parecchi najoni lo ricorderanno…

  • Napoli Capodichino: Aeroporto Militare aperto al traffico civile autorizzato. Aeroporto internazionale (già Aeroporto Militare del Campo di Marte), Il fatto che ospiti un reparto della US Navy non la fa diventare base USA.

  • Nisida (NA): base US Army? E di quale reparto? Sarei proprio curioso di saperlo…

  • Agnano (NA): idem come sopra

  • Comiso (RG): Smantellata? E allora perche’ la contate?

  • Augusta (SR): non esiste nessuna base navale dell’US Navy

  • Trapani: questo e’ un aeroporto militare italiano, intitolato al “Senatore Vittorio Florio”

  • Candelo-Masazza (VC): non mi risulta nessuna base USA

  • Remondò (PV): base USA? Da quando? E’ un Centro Radar dell’Aeronautica MIlitare Italiana

  • Sorico (CO): le antenne della Swisscom sarebbero basi militari?

  • San Bartolomeo (SP): non mi risulta nessuna base navale USA. Vi e’ il centro ricerche sottomarine SACLANT (PS: San Bartolomeo e’ il Viale in cui e’ sita l’installazione, non la localita’, che e’ La Spezia)

  • Monte Limbara (SS): non esiste nessuna base missilistica USA


Gimme a break, mi spiegate cosa diavolo avrebbe di meticoloso il lavoro di A.B. Mariantoni?

Intanto vi consiglio di dare un’occhiata a questa videocarta preparate dall’autorevole rivista Limes

44 Risposte

  1. enzo

    ottimo lavoro, complimenti..non credo sia stato
    cosi’ facile..le basi americane in Italia, sono
    solo 7 : Aviano, Vicenza, Pisa-Livorno, Gaeta,
    Napoli, Sigonella, La Maddalena.Esistono i siti
    governativi e/o ufficiali che riportano altri 30
    installazioni-infrastrutture logistiche in Italia
    ma è chiaro che sono distaccamenti di supporto e
    non ALTRE BASI.sono soddisfatto che qualcuno si
    occupi di informazione seria e corretta.Con stima

    Enzo di Cremona – 392.3545851

    ottobre 7, 2006 alle 1:23 pm

  2. Daniele

    http://www.cpeurasia.org/?read=6655

    febbraio 25, 2008 alle 11:14 am

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      ottobre 9, 2011 alle 12:16 pm

  3. Savitri

    24.02.2008 – Basi americane in Italia: una messa a punto
    Che l’Italia sia una colonia statunitense lo sanno anche i bambini di tre anni. Una colonia da tutti i punti vista: politico, economico, culturale e… militare. Lo status di Repubblica delle Banane trova infatti la sua principale e significativa espressione nella presenza, sul territorio nazionale, di oltre 100 basi militari USA, com’è stato dimostrato da una meticolosa ricerca condotta da Alberto B. Mariantoni, politologo e saggista di fama internazionale, ed autore de “Gli occhi bendati sul Golfo” (Jaca Book, 1991), un testo oggi introvabile e, a suo tempo, frettolosamente fatto sparire dalle librerie…
    La ricerca sulle basi USA in Italia (e nel resto del mondo) risale al 2003, e venne pubblicata su vari siti d’informazione, tra cui questo .
    A distanza di due anni, questa prima ricerca prese le vesti del saggio, su “Eurasia” 3/2005, col titolo “Dal Mare Nostrum al Gallinarium Americanum. Basi USA in Europa, Mediterraneo e Vicino Oriente”.
    Questa ricerca, ripubblicata e citata da veri organi d’informazione non allineati alla propaganda statunitense, ha evidentemente dato fastidio…
    Prova ne è il tentativo, goffo e maldestro, di screditarla avvenuta su questo sito.
    Quale migliore occasione, perciò, di una impietosa e capillare messa a punto da parte dell’Autore della ricerca? Il risultato?
    L’Italia ne esce riconfermata per quello che è: una colonia degli Stati Uniti, una Repubblica delle Banane.

    Egregio Signore (anonimo),

    Francis Bacon (1561–1626) – riprendendo un noto passo di Plutarco (Quomodo adulator ab amico internoscatur, 65d) – sottolineava: ‘Audaciter calomniare semper aliquid haeret’ (De dignitate et argumentis scientiarum, VIII, 2, 34). Ciò che nella lingua di Dante, si potrebbe tradurre con: ‘Calunniate audacemente, ne resterà sempre qualcosa’… E la calunnia, lo si sa, è sempre un seducente ed insinuante “venticello”. Per giunta, inafferrabile ed inarrestabile!

    Che ci vuole, infatti, a gettare gratuitamente “ombra”, “fango” e volgare discredito sulla professionalità di qualcuno, con un semplice ‘flatus vocis’?

    Con “l’arte del dire”… – come Lei ben sa – si può tranquillamente seminare il dubbio, anche sulla più evidente e tangibile delle realtà. Ma mi dica: è onestà intellettuale, per sferrare il Suo scurrile e denigrante ‘attacco’ contro la mia ricerca, nascondersi dietro ad un “dito”?

    Io, contrariamente a Lei – come avrà avuto modo di constatare (visto che mi cita…) – posseggo un nome ed un cognome: cioè, delle precise e controllabili generalità che non esito affatto ad esibire, né ad utilizzare, per intero, per rivendicare la paternità delle mie ricerche, con la responsabilità morale, civile e penale che ne consegue.

    Ordinariamente, quindi, non dovrei neanche risponderLe.

    Vista, però, l’inusuale e sfrontata insolenza con la quale tenta di screditarmi, proverò comunque a rispondeLe, considerando le Sue soggettive ed arbitrarie contestazioni, come se fossero una semplice ‘ipotesi di lavoro’. Qualcosa, cioè, che potrà permettermi di approfondire maggiormente il soggetto in discussione e di confutare, punto per punto, l’insieme delle Sue pretese contestazioni.

    Prendiamo, dunque, per cominciare, l’ammesso e non concesso “risultato” delle Sue cosiddette “dimostrazioni di falsità” a proposito della mia ricerca. E cerchiamo di metterlo a nudo.

    1. Da un punto di vista generale

    Se quanto Lei afferma, rispondesse al vero – cioè, che 44 basi o installazioni militari o logistiche USA o NATO/OTAN (North Atlantic Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato Nord Atlantico), controllate dagli USA e presenti in Italia, secondo la mia ricerca, sono false – quante ne resterebbero in totale? Diciamo che, dalle mie 107 elencate (nel 2003 – attualmente, invece, ce n’è qualcuna in più!), ne resterebbero ancora 63 (sessantatre).

    Le sembrano poche? Il Suo innato ed indefesso “patriottismo”, le permette ancora di “digerirle” facilmente, senza provocarLe irrefrenabili conati di vomito e/o angosciosi ed esiziali traumi psico-fisici? Se non Le causano nessun sintomo patologico, potrebbe sempre auto-proporsi al Guinness World Records, categoria “stomachi d’acciaio inossidabile”!

    In tutti i casi – se tengo conto della Sua lista di pretese confutazioni – la totalità delle basi o installazioni militari o logistiche USA o NATO/OTAN controllate dagli USA che restano a bivaccare in Italia, non sarebbero certo 7, come spesso si pretende. Né tanto meno, “7 + 30 istallazioni-infrastrutture logistiche” o “distaccamenti di supporto”, come sostiene, con mal celato compiacimento, il Sig. Enzo di Cremona – 392.3545851 – che è intervenuto, dopo di Lei, a supporto del Suo apparente “scoop”, sul medesimo forum di discussione.

    Allora, per non restare nel vago e dare la possibilità al lettore di entrare nel vivo di questa istruttiva discussione, cercherò di approfondire l’intera problematica.

    2. Da un punto di vista particolare

    Nella ricerca da me effettuata, a suo tempo (2002-2003) – dopo un’iniziale e confidenziale segnalazione di un Alto ufficiale della SETAF (Lei che sa tutto sugli Ameri-cani, saprà senz’altro cosa significa questo acrostico!), e la successiva e scrupolosa verifica delle informazioni ricevute, luogo per luogo (per mesi…) – ho sempre specificato che si trattava di basi e/o di installazioni militari o logistiche USA e/o NATO/OTAN, sotto controllo USA. In altre parole, qualsiasi parcella di territorio italiano che è stata direttamente o indirettamente sottratta alla piena sovranità del nostro Stato nazionale.

    Quella perdita di sovranità possiede questo genere di fondamenti: a) – le clausole segrete della ‘Convenzione d’Armistizio’ del 3 Settembre 1943; b) – le clausole segrete del ‘Trattato di pace’ imposto all’Italia, il 10 Febbraio del 1947 (Parigi); c) – il ‘Trattato NATO’ firmato a Washington il 4 Aprile 1949, ed entrato in vigore il 1 Agosto 1949; d) – ‘l’Accordo segreto USA-Italia’ del 20 ottobre 1954 (Accordo firmato esclusivamente dai rappresentanti del Governo di allora e mai sottoposto alla verifica, né alla ratifica del Parlamento); e) – il ‘Memorandum d’intesa USA-Italia’ (Shell Agreement) del 2 Febbraio 1995.

    Prima di passare ai dettagli, mi permetta questa parentesi.

    Debbo confessare che nella lista originale delle basi e/o delle installazioni militari o logistiche USA e/o NATO/OTAN (sotto controllo USA) da me pubblicata, ci sono effettivamente ‘alcuni errori’.

    La ragione è semplice da spiegare: quegli “errori” sono stati, da me, volontariamente e vistosamente inseriti, per salvaguardare l’anonimato del mio informatore iniziale. E per impedire che Big Brother potesse risalire fino a lui.

    Lo so che la CIA ed il MOSSAD, questo genere di “errori” non li sopportano, ma che vuole – visto che il suddetto personaggio è pure un mio amico – non potevo fare altrimenti.

    Per il resto, come da Lei ammesso nel Suo intervento, anche se alcune delle Basi o Installazioni militari o logistiche NATO/OTAN (che – come Lei ben sa… – sono sotto diretto o indiretto controllo USA) posseggono una denominazione “italiana”, come avrebbe preferito che le definissi? “Basi italiane, a sovranità limitata”? Decida Lei.

    Chiusa parentesi.

    E veniamo all’elenco “pieno zeppo”… di miei cosiddetti “errori”, “omissioni” e “falsità assortite”…

    Per facilitarLe il controllo e l’eventuale contro-replica, mi permetto di riprendere il medesimo ordine che Lei ha voluto impartire alla Sua lista di contestazioni:

    Rivolto (UD): Lei dice, “Nessuna base USA, Rivolto fa parte dell’Aeronautica Italiana. Sede, fra l’altro, delle Frecce Tricolori”. Allora, come spiegare la frequente e reiterata presenza, sul medesimo aeroporto, di F-16C/J Fighting Falcon e di F-117 Nighthawk (USA), nonché di Canberra PR-9 e di Tornado GR1 della NATO/OTAN, alle dirette dipendenze del Comando US.Air-Force di Aviano? Sono “ospiti” obbligatori e regolari del 313° Gruppo di addestramento? Forse Lei non se ne rende conto ma, se così fosse, sarebbe ancora peggio! Questo vorrebbe dire che le strutture militari del nostro Paese, sul suolo italiano, servono da ufficiosa copertura alla perpetuazione dell’occupazione (pardon, “liberazione”…) militare statunitense del nostro territorio, ufficialmente indipendente e sovrano. Qualora ritenesse, però, che certe “presenze” sono da considerarsi del tutto normali (non siamo “Alleati”?), abbia ugualmente la compiacenza di citarmi qualche base o installazione militare o logistica italiana – magari, similmente “ospite” obbligatoria… – sul territorio degli Stati Uniti d’America. Questo sì che sarebbe uno scoop!

    Istrana (TV): Lei sottolinea, “Base dell’Aeronautica Italiana intitolata a “Vittorio Bragadin”. Verissimo, ma – per chiarirmi le idee – potrebbe dirmi, per cortesia, da dove avrebbero decollato, nel 1999, sotto il Comando US-Air-Force di Aviano, 12 Jaguar, 10 Mirage F1 CT, 6 Mirage F1 CR, 3 Mirage IV P, 8 Mirage 2000 C, 15 Mirage 2000 D ed 1 C-160 Gabriel, per andare a portare la “democrazia”, a suon di bombe, alla Serbia ? E, per quale ragione, sulla pista del medesimo aeroporto, fanno regolarmente “scalo” alcuni F-15E Strike Eagle ed A-10 Thunderbolt II dell’US-Air-Force, nonché dei Tornado GR1 della NATO/OTAN ? Una mia illusione ottica?

    Lunghezzano (VR): che Lei chiama un “terminale satellitare NATO” (dimenticando “sbadatamente” di segnalare il fatto che è sotto controllo dell’US Space Command e della NSA); che poi, sul luogo, ci siano anche i Carabinieri, non cambia niente alla problematica che è sollevata dalla mia ricerca!

    Erbazzo (VR): che Lei chiama un “una stazione radio HF JCOC della NATO“, dimenticando, come sopra, di menzionare “chi” la controlla realmente! Tanto per misurare la Sua buona fede, Le dice niente, ad esempio, il Solar Optical Observing Network, una struttura collegata alla NSA (National Security Agency)? Quando parla del JONC, perché non ha ugualmente l’onestà intellettuale o il buon gusto di precisare di che cosa si tratta? JCOC (Joint Combat Operation Center), denominato in codice West Star, l’AOC Air Operation Center e l’ADOC Air Defence Operation Center, alle dirette dipendenze dei comandi USA.

    Monte Venda (PD): che Lei chiama “un ripetitore automatico“ (dimenticando, come al solito, di specificare da “chi” è controllato!); dunque, ancora un’installazione…; inoltre, “ripetitore” di cosa” e per “chi”? Perché non lo rivela? Per il resto, idem come sopra;

    Sant’Anna di Alfaedo: che Lei definisce “una stazione radio JCOC NATO“ (con la solita “innocente dimenticanza”, a proposito di “chi” effettivamente la controlla). Tanto per divertirci un po’, le dicono nulla, per caso, le ‘antenne circolari’ tipo Wullenberg, del sistema Echelon, capaci di ascoltare ogni genere di segnale telecomunicato? Quando parla del JONC, perché non ha il coraggio o la gentilezza di precisare quanto ho già specificato sopra? Oppure, anche in questo caso, si tratta delle ‘antenne della Swisscom’?

    Concordia Sagittaria (VE): che Lei chiama “un radar NATO (sistema NADGE)“ – quindi, ancora una volta, un’Installazione militare o logistica (anche in questo caso, con le “dimenticanze” di rito, per ciò che riguarda il Comando USA da cui effettivamente dipende…). Per quale ragione, infatti, omette ugualmente di specificare che tutte le stazioni radar integrate del sistema NADGE sono alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

    Crotone: che Lei segnala come “un radar NATO“ (ibidem, per le sue “dimenticanze” a proposito di “chi” lo controlla…). In proposito, Le dice niente, per caso, il 6917° ESG (Electronic Security Group) e il 2113° ESS (Electronic Security Squadron) che dipendono dal quartier generale di Ramstein USA-Air Base (Germania)?

    Decimomannu (CA): Lei dice, “aeroporto dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Farina”. Perbacco, e chi potrebbe smentirLa! Ma che dire, però, delle squadriglie dell’US-Air-Force (F-15E Strike Eagle) e della NATO/OTAN (ad esempio, diversi C-160 Transall, Tornado Recce e CF-18A/B Hornet) sotto comando USA che spesso vi stazionano o vi fanno scalo? Lei vorrebbe farmi credere che siano delle semplici “visite di cortesia”?

    Elmas (CA): Lei afferma, “aeroporto civile italiano aperto al traffico militare“. Allora, deve essere proprio stato un “caso” che, quando ci sono passato io, per controllare, c’era una squadriglia di F-16C Fighting Falcon dell’US-Air-Force!

    Ghedi (BS): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Ten. Luigi Olivari”. Allora, mi tolga la curiosità: Le dice niente, per caso, il “Munitions Support Squadron”, per la conservazione di bombe nucleari, a Ghedi Torre (BS) ed a Longare (Vicenza – sede del “Site Pluto”, il principale sito di stoccaggio di armi nucleari in Italia)? Controllato da “chi” indovini ? Forse è meglio domandarlo a qualche responsabile pro tempore di Palazzo Chigi (riferimento: Trattato segreto, ‘Stone Ax’, rinnovato nel 2001);

    Gioia del Colle (BA): Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a Antonio Ramirez”. Allora, mi dica Lei: per quale ragione l’aeroporto in questione è classificato COB (Collocated Operating Bases), cioè una base con possibilità di schierare aerei dotati di armi nucleari, sia della NATO/OTAN che dell’US-Air-Force?

    Grazzanise (CE): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Carlo Romagnoli”. Io l’ho denominata ‘Base saltuaria USAF’, in quanto nel 1999 (durante i bombardamenti USA e NATO sulla Serbia) ed in altre occasioni (ad esempio, nel 2003), vi hanno ripetutamente stazionato ed operato diversi F-117 e F-16C, nonché degli F/A-18D e F-15E Strike Eagle, tutti appartenti alla 16th, 31st e 52nd Air Expeditionary Wing (USA). Dov’è “l’errore”, “l’omissis”, la “falsità”?

    Grottaglie (TA): Lei rileva, “Stazione Aeromobili Marina Militare Italiana intitolato a “M. Arlotta”. Che dire, allora, degli Harrier AV-8B (aerei a decollo verticale) della NATO/OTAN (predisposti per il lancio di ordigni nucleari) che vi sono stazionati, sotto Comando USA? E che dire del fatto che questa base, istituita ufficialmente il 4 Settembre 2002, già dall’ottobre del 2002 era diventata sede del comando NATO/OTAN denominato ‘COMITMARFOR’ ? “Chi” comanda il ‘COMITMARFOR’ ? Indovini… Per puro “caso”… il COMSTRIKFORSOUTH (USA)!

    Lago di Patria (CE): Lei, qui, è perentorio: “Nessuna base USA”. Le segnalo che può benissimo trovare l’ubicazione di questa base, sul sito internet ufficiale dell’US-Navy di Napoli http://www.globalsecurity.org/military/facility/naples.htm Questo, naturalmente, senza contare che nelle vicinanze di Lago Patria, esattamente nella località di Giugliano, esiste ugualmente una ‘stazione di comunicazione SATCOM’. Controllata da “chi”? Indovini… Sicuramente da “Cappuccetto rosso”!

    Lampedusa: Lei parla di “una stazione LORAN della guardia costiera USA”. Quindi, conferma? E come la mettiamo, però, con il Centro d’ascolto e di comunicazioni della NSA che a Lei non risulta?

    Ciampino: Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Battista Pastine”. Come darLe torto. Ma come spiegare, però, che fino al 2003/2004 (successivamente no, in quanto buona parte dell’aeroporto è stata riconvertita in ‘base aerea civile’, per Compagnie low-cost), vi erano presenti, a rotazione regolare, alcuni EA-6B Prowler, E-8 JSTARS e C-130 Hercules dell’US-Air-Force? Ecco un altro “mistero”!

    Licola (NA): Lei parla di “una stazione radar NATO (NADGE)”. Che faccio, mi debbo ripetere a proposito del sistema NADGE? E cioè, che è alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

    Taranto: Lei, in questo caso, pretende addirittura che “non esiste nessuna base navale USA”… Allora, mi permetto di rivolgerLe qualche domanda semplice semplice: Le dice nulla, per cominciare, l’HQ High Readiness Force dell’US-Navy? Le ricorda qualcosa, il sistema di spionaggio telematico, denominato “C4i” che è posizionato a Taranto, alle strette dipendenze del Navy Center for Tactical System Interoperability di San Diego in California? Le fa venire in mente niente, sempre a Taranto, la sede del MARIDIPART (Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto), con funzioni logistiche NATO/OTAN (rifornimenti, riparazioni e controlli delle operazioni di combattimento) e con comando misto italiano e statunitense? Le dice niente, la stazione navale sita in ‘Mar Piccolo’ sul prolungamento dell’Arsenale Militare? quella denominata MARISTASOM? E quella, molto più ampia, sita in Mar Grande (località Chiapparo) presso cui possono attraccare “di diritto” (sic!) navi e sommergibili USA e NATO/OTAN? Le dice qualcosa, a Martina Franca di Taranto, la sede del 3° ROC (Regional Operations Centre) della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Visto che ci siamo, perché non aggiungere che presso la sede del 3° ROC, opera il 3° TAOC (Tactical Operation Center) e il 3° SOC (Section Operation Center) ? E che dire, del Static War Headquarters che dipende dalla 5th ATAF (Allied Tactical Air Force), forza aerea tattica alleata della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Il tutto, naturalmente, senza parlare della probabile e futura Base US-Navy che dovrebbe sorgere (al posto di quella di Gaeta) nell’area del ‘Molo polisettoriale’ (i pourparlers tra autorità USA ed Italiane, sembra, siano tuttora in corso…) e che l’On. Massimo Ostillio, ex-vicepresidente della Commissione Difesa, considera che “sarebbe una fortuna per l’economia tarantina”…

    Brindisi: Lei pretende che non ci sia nessuna Base? E allora, come la mettiamo con questo indirizzo: United Nation Logistics – V. Maddalena – 72100 Brindisi? Visto che sicuramente andrà a controllare, domandi pure da “chi” dipende militarmente quella Base?

    Cameri (NO): Lei dice, “non esiste nessuna base USA. Aeroporto Militare Italiano intitolato a “Natale e Silvio Palli”. Non ospita piu’ reparti di volo, ma un centro manutenzione per i Tornado IDS”. E per quale ragione, omette di precisare che si tratta di velivoli NATO/OTAN, sotto controllo USA? La capisco: io ho detto: ‘Base aerea USA con copertura NATO’. Lei, invece, ne sono sicuro, avrebbe senz’altro preferito che dicessi, ‘Base NATO per copertura USA’… Come dicono i francesi: bonnet blanc et blanc bonnet!

    Montichiari (BS): Lei afferma, “non esiste nessuna base aerea USA, solo un aeroporto civile, il “Gabriele d’Annunzio”. Bene. Allora, mi dica Lei: chi controlla le testate nucleari per i missili antiaerei bivalenti Nike-Hercules di Montichiari, Bovolone, Ceggia, Conselve, Chioggia, Cordovado, Monte Calvarina e Zelo?

    Monte San Damiano (PC): Lei dice, “non esiste nessuna base dell’aeronautica USA”. In questo caso, il mio “errore” è esclusivamente nella denominazione, e me ne scuso con i lettori. Diciamo che, in realtà, la base non si chiama ‘Monte San Damiano’, ma semplicemente ‘San Damiano’. Pur essendo ufficialmente un aeroporto italiano, infatti, ospita, dal 1991, uomini e mezzi NATO/OTAN, sotto comando USA; infatti, insieme agli aerei del 50° Stormo ‘Giorgio Graffer’ e del 155° Gruppo (equipaggiato con Tornado), vi stazionano ugualmente diversi Harrier e Canberra della NATO/OTAN (sotto comando USA).

    Parma: Lei sostiene, “nessun deposito USAF (che significa copertura NATO??!!)”. Confermo: ‘deposito USAF’. “Copertura NATO”, significa che, ufficialmente, il deposito appartiene alla NATO/OTAN, ma è realmente controllato da militari statunitensi. E visto che ci siamo, mi permetto di segnalarLe che a Pieveottoville (frazione di Zibello di Parma), c’è anche un ‘sito missilistico contraereo Hawk’, della NATO/OTAN Ftase. Controllato da “Chi“? Se preferisce, in questo caso, possiamo dire, da “Babbo Natale”… in uniforme USA!

    Bologna: Lei dice, “nessuna base USA”… Vero, ma chi ha mai parlato, in questo caso, di “Base militare”? Mi sembra di avere precisato: ‘Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato Americano’. Lei rincara: “Cosa c’entrano le stazioni di telecomunicazioni del dipartimento di stato?”. Per capire che cosa c’entrano, si ponga questa domanda: quante “Stazioni di telecomunicazioni di un qualunque Ministero della Repubblica italiana” esistono negli Stati Uniti d’America?

    Rimini: Lei sottolinea, “nessun gruppo logistico e nessun centro di telecomunicazioni USA. Miramare ospita gli elicotteri del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” (EI)”. Allora, visto che continua a tentare di fare il furbo, cercherò di essere più preciso: nella località Pisignano (Ravenna), al confine tra il Comune di San Giorgio (Cesena) e quello di Cervia (Ravenna) c’è un aeroporto militare (denominato Cervia-San Giorgio), ufficialmente NATO/OTAN dove sono basati, guarda caso, il 48° e il 52° Air Expeditionary Wing (USA), con F-15 e A-10. Nell’entroterra di Rimini, confermo che vi è acquartierato un Gruppo logistico USA per l’attivazione di bombe nucleari (“Munitions Support Squadron”) ed a Rimini-Miramare, un ‘Centro telecomunicazioni USA’, distaccato presso le medesime installazioni del Comando del 7° Reggimento Aviazione (elicotteri) dell’Esercito “Vega”.

    Pisa: Lei mi controbatte, “cosa c’entra? Pisa-San Giusto e’ un aeroporto militare italiano, intitolato ad “Arturo dell’Oro”. Ospita la 46a Brigata Aerea dell’AMI”. Oltre alla 46a Brigata Aerea dell’AMI che Lei cita, potrebbe dirmi che cosa ci stanno a fare, nel medesimo aeroporto, diverse volte all’anno, alcuni F-15C Eagle, F-16C Fighting Falcon, EA-6B Prowler, EC-130 ABCC, EC-130H Compass Call, C-130 Hercules, ecc.? Trasportano i loro equipaggi, a visitare la Torre di Pisa, in scampagnata premio, oppure?

    Talamone (GR): Lei scrive, “nessuna base US Navy. Saltuaria non significa niente, o e’ americana o e’ italiana, punto”. Se mi sono permesso di sottolineare ‘saltuariamente una Base Usa’, è per la semplice ragione che ospita – molto spesso, anche se in maniera irregolare – alcune unità della US-Navy. In particolare, unità della classe ‘Austin’, della classe ‘Stalwart’, della Classe ‘Pegasus’, della classe ‘Arleigh Burke’, ecc.

    Salto di Quirra (CA) – (cioè, un “modesto” ed “innocuo” terreno di esercitazioni di all’incirca 12.000 ettari che si estende da Salto di Quirra, fino alla baia di San Lorenzo): Lei afferma, “questo poligono e’ gestito dal Ministero della Difesa Italiano”. Questa Sua affermazione mi fa ricordare una frase che era incisa su una di quelle mattonelle da appendere al muro che in generale si vendono alle fiere paesane: “Il padrone di casa sono io, ma chi comanda è mia moglie”! E’ verissimo, dunque, che quel poligono è “gestito” dal Ministero della Difesa Italiano, ma “chi” comanda effettivamente sul posto? Questo – come al solito – non lo dice! “Chi” è, inoltre, che vi sperimenta gli armamenti dell’Alenia, dell’Aérospatiale, della Thomson, ecc.? “Chi” controlla, a Capo Frasca, le istallazioni radar, l’eliporto ed i depositi logistici? Il suddetto Ministero della Difesa? E che dire, per completare l’informazione, della vistosa e sgraziata istallazione di spionaggio della NSA statunitense (una specie di torre) che, nel frattempo, è “miracolosamente” spuntata in mare, nel pieno del Parco naturale di Sinis-Malu Bentu? Chissà con quale autorizzazione… Potrebbe dirmelo?

    Capo San Lorenzo (CA): Lei dice, “zona di addestramento per la Sesta flotta Usa? E cosa c’entra con le basi militari??!”. C’entra a tal punto – mio Caro Signore – che la zona, a causa delle sempre più frequenti “esercitazioni” US-Navy, è praticamente quasi sempre interdetta ad ogni tipo di navigazione, marittima ed aerea, militare e civile, perfino della Marina e dell’Aviazione italiane…; insomma, è come se gli aspiranti “padroni del mondo” (leggi, USA), stessero a casa loro! Tutto “dovuto”, naturalmente: non ci hanno “liberato”? Ma dico, se lo immagina un medesimo caso di figura, gestito dalla Marina italiana, a ridosso delle coste statunitensi?

    Monte Romano (Roma): Lei sottolinea, “questo non c’entra niente con gli USA, e’ un poligono gestito dall’Esercito Italiano! Sicuramente parecchi najoni lo ricorderanno”… Tanto per scambiarci qualche informazione: non Le dice proprio niente, ad esempio, il SOCOM (Special Operation COMmand), il Comando Operazioni Speciali delle Forze Armate USA? Quando si sarà bene informato, potrà constatare che Monte Romano non è soltanto un ‘poligono di tiro’ dell’Esercito Italiano…

    Napoli Capodichino: Lei dice, “Aeroporto Militare aperto al traffico civile autorizzato intitolato a “Ugo Niutta”. Il fatto che ospiti un reparto della US Navy non la fa diventare base USA”. Ora, contrariamente alle sue goliardiche boutades, Le faccio notare che la base USA situata presso l’aeroporto (che ha sostituito, di recente, quella che era dislocata presso Bagnoli), a mia conoscenza, in questo momento, ospita all’incirca 3500/4000 uomini e si estende fino al sobborgo-satellite di Cirigliano (MT), dove c’è il Commander-in-Chief Allied Forces Southern Europe (CINCSOUTH) ed il CINCUSNAVEUR. L’aeroporto di Capodichino, inoltre, viene regolarmente utilizzato sia dagli aerei dell’USAF che da quelli dell’US Navy.

    Nisida (NA): Lei mi chiede, “base US Army? Quale reparto?”. Ed io Le fornisco i riferimenti: fino al 2003, nel circondario di Nisida, c’era un piccolo distaccamento della 173rd Airborne Brigade, di stanza ordinariamente presso la Caserma Ederle di Vicenza (a partire dall’11 Ottobre 2006, la 173rd Airborne Brigade è stata riqualificata con il nome di 173rd Airborne Brigade Combat Team – ABCT). Dopo il riordino delle Basi USA in Campania e l’inizio della Guerra in Iraq (Marzo 2003), l’installazione è stata chiusa.

    Agnano (NA): Lei dice, “idem come sopra”. E come sopra, io Le preciso: la ‘Base militare’ vera e propria è stata chiusa nel 2003, ma cosa potrebbe dirmi, invece, Lei, dell’ADP Center N.S.A. di Agnano (non lontano dal celebre ippodromo), dove è pure acquartierato un distaccamento amministrativo della U.S. NAVY?

    Comiso (RG): Lei proferisce, “Smantellata? E allora perche’ la contate?”. E’ da contarsi, per il semplice fatto che ci sono tuttora alcuni depositi dell’US-Air-Force che continuano ad essere sotto controllo statunitense.

    Augusta (SR): Lei soggiunge “non esiste nessuna base navale dell’US Navy”. Benissimo, ma allora che ci fa, sul posto, il personale dell’US Navy Element, AFSOUTH, un distaccamento del Naval Support Activity? Chissà, forse si diletta a prendere dei “bagni di sole”?

    Trapani: Lei precisa, “questo e’ un aeroporto militare italiano, intitolato al “Senatore Vittorio Florio”. D’accordo, ma per quale ragione, allora, anche in questo aeroporto è spesso segnalata la presenza di aerei dell’US-Air-Force e di quelli della NATO/OTAN? Lei come lo spiega? Con uno scambio di ‘buone procedure’, tra colonizzatori e colonizzati?

    Candela-Masazza (Vercelli): Lei sottolinea, “non mi risulta nessuna base USA Air”. Allora, mi spieghi Lei: come mai la presenza, sul luogo, di un Education & Training Command (AETC) dell’US-Air-Force (USAF) e di un distaccamento dell’US-Army?

    Remondò (PV): Lei dice: “Base USA? Da quando? E’ un Centro Radar dell’Aeronautica Militare Italiana”… Debbo ripetere quando ho gia spiegato per altre stazioni radar (NATO/OTAN) citate in questa lista? Per metterla sulla buona “pista”, Le dice niente, per caso, il ‘progetto P415’ della Lockeed Martin?

    Sorico (CO): Lei precisa, con ironia : “Le antenne della Swisscom sarebbero basi militari?” Certo che no! Ma quelle controllate dalla NSA e dal GCHQ (Government Communications Head Quarters) – sto parlando dei servizi di sorveglianza elettronici del tipo Totalizer, Troutman, Silverweed, Ruckus, Moonpenny, Ultrapure – a cosa servirebbero? Mi dica Lei: forse a spaventare i “passeri” della regione, all’epoca della raccolta del grano?

    San Bartolomeo (SP): giusta osservazione da parte Sua: “San Bartolomeo e’ il Viale in cui e’ sita l’installazione”… All’epoca, non sapendo come situarla con precisione, la chiamai con il nome della strada dove è realmente ubicata e mettendo tra parentesi “SP” che, fino a prova del contrario, significa La Spezia. Davvero un imperdonabile qui pro quo! Allora chiamiamola semplicemente con il nome di La Spezia che – come Lei mi conferma – è comunque sede del Centro ricerca NATO/OTAN per la guerra sottomarina, il Centro antisommergibile SACLANT. Quando fa certe affermazioni, però, perché non le completa? Per quale ragione, infatti, non cita ugualmente il MARICOCESCO (Centro per la fornitura di pezzi di ricambio per navi e sommergibili) ed il MARIPERMAN (Centro per gli esperimenti sui materiali da guerra) ivi acquartierati? Da “chi” sono controllati militarmente questi Centri? Naturalmente, come d’abitudine, non lo dice. Allora che provocatore sarebbe? E quello che parimenti preferisce non dire (menzogna per omissione? cattiva informazione?), è l’intenso e regolare “traffico” di sottomarini nucleari USA che si svolge nel porto di La Spezia, con un altissimo rischio per la salute e l’incolumità fisica delle popolazioni civili residenti nella regione. Il tutto, nel segreto più assoluto, e con la complicità delle Autorità militari e politiche italiane. Come quella volta, nel Luglio 2000, quando un sommergibile USA subì un’importante avaria nel medesimo porto e non si riuscì mai a saperne nulla di preciso (ed ancora oggi, non se ne sa un granché…), nonostante la gravità dell’incidente e l’allora pubblica denuncia dell’accaduto, da parte del quotidiano ‘Il Secolo XIX’, Che dire? Sudditanza, nei confronti degli USA, oblige!

    Monte Limbara (SS): qui, Lei, è di nuovo perentorio: “Non esiste nessuna base missilistica USA”… Mi dica Lei, allora: come le definirebbe, Lei, le istallazioni militari che esistono, nella zona Off-Limits, tra Oschiri e Tempio (Sassari)?

    E qui chiudo con la mia replica. ‘Entia non sunt moltiplicanda sine necessitate’… (Guillaume d’Occam).

    Chi è, dunque, tra noi due, colui che non è meticoloso nelle sue inchieste? Anche in questo caso, decida Lei !

    Con i miei più cordiali saluti,

    Alberto B. Mariantoni

    23 Febbraio 2008

    febbraio 25, 2008 alle 7:16 pm

  4. Lupardo da Vinci

    Se la disinformazione che il coordinamento progetto eurasia non fosse tanto falsa e tendenziosa da mettere tristezza e persino timore, direi che ci sarebbe da pisciarsi sotto dalle risate.

    I cordiali saluti se li tenga sig. Mariantoni, torni a scuola, torni dalla mamma, riprenda a imparare a vivere e a non dire le bugie dove ha lasciato tanto, troppo tempo fa.
    🙂

    febbraio 26, 2008 alle 12:11 am

  5. Salve Sig. Mariantoni.

    Bando ai preamboli e arriviamo al sodo. Non rispondero’ a tutti i punti, perche’ in alcuni c’e’ da mettersi davvero le mani nei capelli. Non solo non sembra ancora aver compreso la differenza fra base italiana, base NATO e base USA, ma continua ad annaspare fra sigle, reparti, enti e funzioni di questi ultimi. Ed io francamente sono stufo, anche perche’ continuo a ricevere questa fottutissima lista in email da ANNI ormai. In ogni caso, procediamo!

    Rivolto (UD): Lei dice, “Nessuna base USA, Rivolto fa parte dell’Aeronautica Italiana. Sede, fra l’altro, delle Frecce Tricolori”. Allora, come spiegare la frequente e reiterata presenza, sul medesimo aeroporto, di F-16C/J Fighting Falcon e di F-117 Nighthawk (USA), nonché di Canberra PR-9 e di Tornado GR1 della NATO/OTAN, alle dirette dipendenze del Comando US.Air-Force di Aviano? Sono “ospiti” obbligatori e regolari del 313° Gruppo di addestramento? Forse Lei non se ne rende conto ma, se così fosse, sarebbe ancora peggio! Questo vorrebbe dire che le strutture militari del nostro Paese, sul suolo italiano, servono da ufficiosa copertura alla perpetuazione dell’occupazione (pardon, “liberazione”…) militare statunitense del nostro territorio, ufficialmente indipendente e sovrano. Qualora ritenesse, però, che certe “presenze” sono da considerarsi del tutto normali (non siamo “Alleati”?), abbia ugualmente la compiacenza di citarmi qualche base o installazione militare o logistica italiana – magari, similmente “ospite” obbligatoria… – sul territorio degli Stati Uniti d’America. Questo sì che sarebbe uno scoop!

    *** La base di Rivolto e’ di proprieta’ del governo italiano, e’ a comando italiano e non ospita permanentemente alcun reparto di volo straniero. Naturalmente e’ possibile incontrare di tanto in tanto aeromobili di altre forze aeree, ma sinceramente non capisco dove sia il problema, visto che cio’ avviene regolarmente anche in altre basi fuori dal territorio italiano.

    Per esempio nel Regno Unito, in Spagna o addirittura negli Stati Uniti. La Luftwaffe, tanto per dire, ha aerei e uomini permanentemente stanziati alla base aerea di Holloman, nel Nevada. Luke Air Force Base (Arizona) ha per decenni ospitato uomini e aerei della ex-Repubblica Federale Tedesca. Il cielo del Sud-Ovest degli USA e’ continuamente solcato da aerei militari di numerose nazionalita’ che si recano fin laggiu’ per addestrarsi (condimeteo eccellenti, cielo sempre terso, immense aree addestrative… il paradiso dei piloti in due parole). A dispetto di cio’ le basi americane rimangono americane, fine.

    Inoltre le segnalo che gli F-117, durante Allied Force, operavano dalla base aerea di Aviano, e li sono rimasti fino alla fine delle ostilita’, quando sono rientrati in patria. I Tornado GR transitati da Rivolto erano probabilmente della Royal Air Force britannica, come anche i Camberra PR-9 (ammesso che ci fossero sul serio). Da Rivolto passarono anche i Jaguar dell’Armee de l’Air francese, prima di essere ridislocati ad Istrana-Treviso.

    Basi aeree italiane negli USA? A quale scopo? Abbiamo dichiarato guerra al Messico o al Canada?😉

    Istrana (TV): Lei sottolinea, “Base dell’Aeronautica Italiana intitolata a “Vittorio Bragadin”. Verissimo, ma – per chiarirmi le idee – potrebbe dirmi, per cortesia, da dove avrebbero decollato, nel 1999, sotto il Comando US-Air-Force di Aviano, 12 Jaguar, 10 Mirage F1 CT, 6 Mirage F1 CR, 3 Mirage IV P, 8 Mirage 2000 C, 15 Mirage 2000 D ed 1 C-160 Gabriel, per andare a portare la “democrazia”, a suon di bombe, alla Serbia ?

    *** Non capisco il senso di questo elenco. Gli aerei che mi ha citato appartengono a forze aeree britanniche e francesi. Ed era il 1999, nove anni fa. Nel frattempo la base di Istrana e’ sempre rimasta di proprieta’ del governo italiano. E’ in grado di dimostrare il contrario? Dimentica poi il dislocamento quasi decennale dei francesi, sempre a Istrana, iniziato nell’Aprile 1993 con l’arrivo di Mirage F.1 e C-130. La base e’ forse diventata come per magia francese? Di esempi cosi’ gliene potrei fare a decine.

    E, per quale ragione, sulla pista del medesimo aeroporto, fanno regolarmente “scalo” alcuni F-15E Strike Eagle ed A-10 Thunderbolt II dell’US-Air-Force, nonché dei Tornado GR1 della NATO/OTAN ? Una mia illusione ottica?

    *** Nessuna illusione ottica. Mi scusi, all’aeroporto De Gaulle di Parigi fanno regolarmente scalo aerei militari inglesi, tedeschi, americani, spagnoli… e allora? Dovrei automaticamente classificare per questo il De Gaulle “aeroporto NATO, britannico o americano”?

    Lunghezzano (VR): che Lei chiama un “terminale satellitare NATO” (dimenticando “sbadatamente” di segnalare il fatto che è sotto controllo dell’US Space Command e della NSA); che poi, sul luogo, ci siano anche i Carabinieri, non cambia niente alla problematica che è sollevata dalla mia ricerca!

    La stazione radar F14 e’ stata nazionalizzata nel 2004, come riporta questo documento:
    http://www.difesa.it/backoffice/upload/allegati/2008/%7B0B5BAB24-408A-479F-B803-6266F4E0734A%7D.pdf

    Erbazzo (VR): che Lei chiama un “una stazione radio HF JCOC della NATO“, dimenticando, come sopra, di menzionare “chi” la controlla realmente! Tanto per misurare la Sua buona fede, Le dice niente, ad esempio, il Solar Optical Observing Network, una struttura collegata alla NSA (National Security Agency)? Quando parla del JONC, perché non ha ugualmente l’onestà intellettuale o il buon gusto di precisare di che cosa si tratta? JCOC (Joint Combat Operation Center), denominato in codice West Star, l’AOC Air Operation Center e l’ADOC Air Defence Operation Center, alle dirette dipendenze dei comandi USA.

    *** Si tratta di struttura NATO e cmq:

    Punto 1) West Star non esiste piu’, visto che il comando NATO, sito sotto il Monte Moscal e’ stato smantellato lo scorso anno;
    Punto 2) West Star era NATO al servizio della NATO e gestito da personale della NATO proveniente da tutti i paesi dell’Alleanza Atlantica;
    Punto 3) Ha detto bene: JCOC significa Joint Combat Operation Center. JOINT, appunto. Congiunto, per chi non dovesse conoscere l’inglese.
    Punto 4) West Star fino al 1999 e’ stato sotto il LANDSOUTH, il comando forze terrestri alleate sud europa. Dal 1999 al 2004 era sotto il JCSOUTH (Comando alleato interforze del sud), mentre dal 2004 fino alla chiusura dipendeva dall’AFSOUTH, ossia Allied Joint Force Command Naples. Tutte le strutture da me citate sono/erano NATO e quindi a composizione multinazionale.

    Voglio citare a questo proposito il Ten. Col. Gerardo De Meo, ex-comandante del distaccamento militare responsabile della base:

    …Monte Moscal, che ora è in via di smantellamento perchè untro fine anno la Nato la restituirà all’Italia

    sottolineo: “La NATO la restituira’ all’Italia”

    (fonte: l’Arena di Verona, Domenica 22 Luglio 2007)

    Monte Venda (PD): che Lei chiama “un ripetitore automatico“ (dimenticando, come al solito, di specificare da “chi” è controllato!); dunque, ancora un’installazione…; inoltre, “ripetitore” di cosa” e per “chi”? Perché non lo rivela? Per il resto, idem come sopra;

    *** E da chi sarebbe controllato, sentiamo! O meglio, da chi ERA controllato!

    Punto 1) E’ stata chiusa 10 anni fa;
    Punto 2) era denominata 1° ROC (Regional Operations Centre) ed era inserito nel sistema NADGE (Nato Air Defence Ground Environment), alle dipendenze della V ATAF (Allied Tactical Air Force) della NATO (sede Vicenza).

    Concordia Sagittaria (VE): che Lei chiama “un radar NATO (sistema NADGE)“ – quindi, ancora una volta, un’Installazione militare o logistica (anche in questo caso, con le “dimenticanze” di rito, per ciò che riguarda il Comando USA da cui effettivamente dipende…). Per quale ragione, infatti, omette ugualmente di specificare che tutte le stazioni radar integrate del sistema NADGE sono alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

    *** Vedere punto 2 su Monte Venda. Inoltre il SETAF – Southern European Task Force – e’ un comando dell’United States Army Europe, Esercito degli Stati Uniti in Europa, ovvero forze terrestri. Che c’azzecca col NADGE? E l’US Space Command?

    Crotone: che Lei segnala come “un radar NATO“ (ibidem, per le sue “dimenticanze” a proposito di “chi” lo controlla…). In proposito, Le dice niente, per caso, il 6917° ESG (Electronic Security Group)

    *** Si, che il 6917th ESG (disattivato nel 1991) operava a San Vito Dei Normanni, presso una base smantellata negli anni novanta.

    e il 2113° ESS (Electronic Security Squadron) che dipendono dal quartier generale di Ramstein USA-Air Base (Germania)?

    *** L’unico squadron numero 2113 che conosco fa parte della Fuerza Aérea Ecuatoriana, dislocato nella base aerea di Taura, in Ecuador. Vola su caccia israeliani tipo Kfir.

    Mi piacerebbe invece saperne di piu’ sul 2113rd da lei citato, visto che non ho trovato alcun riferimento in relazione agli Electronic Security Squadron.

    Decimomannu (CA): Lei dice, “aeroporto dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Farina”. Perbacco, e chi potrebbe smentirLa! Ma che dire, però, delle squadriglie dell’US-Air-Force (F-15E Strike Eagle) e della NATO/OTAN (ad esempio, diversi C-160 Transall, Tornado Recce e CF-18A/B Hornet) sotto comando USA che spesso vi stazionano o vi fanno scalo? Lei vorrebbe farmi credere che siano delle semplici “visite di cortesia”?

    *** I-T-A-L-I-A-N-A. Le consiglio di visitare i seguenti siti: http://www.awtideci.com/aeroporto.asp?lang=it
    http://www.aeronautica.difesa.it/CSA/CI/RSSTA/Default.asp

    Elmas (CA): Lei afferma, “aeroporto civile italiano aperto al traffico militare“. Allora, deve essere proprio stato un “caso” che, quando ci sono passato io, per controllare, c’era una squadriglia di F-16C Fighting Falcon dell’US-Air-Force!

    *** Beh, potrebbero aver fatto scalo, ma Cagliari-Elmas e’ un aeroporto civile, gestito per la precisione dalla So.G.Aer. S.p.A. (www.sogaer.it). Domandi a loro.

    Nel 2007, tanto per farle capire di che struttura stiamo parlando, dal Cagliari-Elmas sono transitati oltre 2 milioni e 600 mila passeggeri. Non male. Speriamo di arrivare ai tre milioni quest’anno!


    Ghedi (BS): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Ten. Luigi Olivari”. Allora, mi tolga la curiosità: Le dice niente, per caso, il “Munitions Support Squadron”, per la conservazione di bombe nucleari, a Ghedi Torre (BS) ed a Longare (Vicenza – sede del “Site Pluto”, il principale sito di stoccaggio di armi nucleari in Italia)?

    *** Il 704th Munitions Support Squadron dell’USAF e’ si dentro la base di Ghedi, ma quest’ultima rimane a comando italiano. Non fa parte dell’Aeronautica USA, non appartiene al governo USA… sfido a provare il contrario.

    Al Site Pluto non vengono piu’ stoccate armi nucleari da un bel pezzo.

    Gioia del Colle (BA): Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a Antonio Ramirez”. Allora, mi dica Lei: per quale ragione l’aeroporto in questione è classificato COB (Collocated Operating Bases), cioè una base con possibilità di schierare aerei dotati di armi nucleari, sia della NATO/OTAN che dell’US-Air-Force?

    *** Significa che, in caso di necessita’, resta a disposizione delle forze NATO. A dispetto di cio’ rimane comunque base italiana, a comando italiano. Non e’ la sola base del mondo ad essere classificata COB. Ergo resta base italiana.

    Grazzanise (CE): Lei dice, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Carlo Romagnoli”. Io l’ho denominata ‘Base saltuaria USAF’, in quanto nel 1999 (durante i bombardamenti USA e NATO sulla Serbia) ed in altre occasioni (ad esempio, nel 2003), vi hanno ripetutamente stazionato ed operato diversi F-117 e F-16C, nonché degli F/A-18D e F-15E Strike Eagle, tutti appartenti alla 16th, 31st e 52nd Air Expeditionary Wing (USA). Dov’è “l’errore”, “l’omissis”, la “falsità”?

    *** Saro’ breve: la lista dovrebbe elencare solamente le basi e le installazioni appartenenti al Department of Defense. L’aeroporto militare “Carlo Romagnoli” appartiene al governo USA si o no? Governo USA e contribuenti USA hanno pagato per la costruzione? E’ comandata da un ufficiale americano? La risposta a tutte le domande e’ NO.

    Durante Allied Force a Grazzanise hanno operato F-16 danesi e norvegesi. La base e’ forse diventata di proprieta’ della Danimarca o della Norvegia per questo motivo?

    Faccio inoltre gentilmente notare che l’F/A-18 negli USA e’ in dotazione unicamente alla Marina (US Navy) e al Corpo dei Marines (US Marine Corps) e non ha mai prestato servizio in alcun reparto dell’Aeronautica (US Air Force), ne tanto meno in uno dei tre A.E.W. da lei citati.

    Grottaglie (TA): Lei rileva, “Stazione Aeromobili Marina Militare Italiana intitolato a “M. Arlotta”. Che dire, allora, degli Harrier AV-8B (aerei a decollo verticale) della NATO/OTAN (predisposti per il lancio di ordigni nucleari) che vi sono stazionati, sotto Comando USA? E che dire del fatto che questa base, istituita ufficialmente il 4 Settembre 2002, già dall’ottobre del 2002 era diventata sede del comando NATO/OTAN denominato ‘COMITMARFOR’ ? “Chi” comanda il ‘COMITMARFOR’ ? Indovini… Per puro “caso”… il COMSTRIKFORSOUTH (USA)!

    *** Ho come l’impressione che lei si riempia la bocca di sigle di cui non conosce il significato.

    Dunque, prima di tutto gli AV-8B li stanziati sono in dotazione alla nostra Marina Militare e sono sotto comando italiano.

    L’ente esercente dell’aeroporto Marcello Arlotta (Taranto-Grottaglie) e’ invece la Aeroporti di Puglia SPA (www.aeroportidipuglia.it)

    Il COMITMARFOR – comando ITALIANO delle forze marittime – e’, appunto, ITALIANO e comandato da un Ammiraglio, guardi un po’, italiano

    Lago di Patria (CE): Lei, qui, è perentorio: “Nessuna base USA”. Le segnalo che può benissimo trovare l’ubicazione di questa base, sul sito internet ufficiale dell’US-Navy di Napoli http://www.globalsecurity.org/military/facility/naples.htm Questo, naturalmente, senza contare che nelle vicinanze di Lago Patria, esattamente nella località di Giugliano, esiste ugualmente una ‘stazione di comunicazione SATCOM’. Controllata da “chi”? Indovini… Sicuramente da “Cappuccetto rosso”!

    *** Qui evidentemente ho commesso un errore.
    Vedere anche qua: https://www.ncts.naples.navy.mil/n9/N9%20index.html

    Lampedusa: Lei parla di “una stazione LORAN della guardia costiera USA”. Quindi, conferma? E come la mettiamo, però, con il Centro d’ascolto e di comunicazioni della NSA che a Lei non risulta?

    ***Confermo la presenza di un trasmettitore LORAN… peccato che oggi risulti inattivo, come tutti i trasmettitori nel Mar Mediterraneo (GRI 7990) d’altro canto.

    Non posso invece confermare le stazioni d’ascolto, essendo privo di dati, documenti, immagini etc.

    Ciampino: Lei sottolinea, “Aeroporto militare dell’Aeronautica Italiana intitolato a “Giovanni Battista Pastine”. Come darLe torto. Ma come spiegare, però, che fino al 2003/2004 (successivamente no, in quanto buona parte dell’aeroporto è stata riconvertita in ‘base aerea civile’, per Compagnie low-cost), vi erano presenti, a rotazione regolare, alcuni EA-6B Prowler, E-8 JSTARS e C-130 Hercules dell’US-Air-Force? Ecco un altro “mistero”!

    *** Daje, siamo punto e a capo: Ciampino e’ italiano, gestito da due enti esercenti: Aeroporti di Roma SPA, per la parte civile, e dall’Aeronautica Militare Italiana, per quella militare. Dove ha letto che e’ una base USA?

    Inoltre non posso nemmeno confermare quanto da lei detto sulla rotazione dei velivoli.

    Licola (NA): Lei parla di “una stazione radar NATO (NADGE)”. Che faccio, mi debbo ripetere a proposito del sistema NADGE? E cioè, che è alle dirette dipendenze dell’US Space Command e del centro SETAF (South Europe Task Force) di addestramento alla guerra elettronica EW (Electronic Warfare)?

    *** 22° Gruppo Radar Aeronautica Militare Italiana.

    http://www.aeronautica.difesa.it/SitoAM/Default.asp?idsez=626&idarg=635&idente=455

    Ma quale US Space Command…

    Taranto: Lei, in questo caso, pretende addirittura che “non esiste nessuna base navale USA”… Allora, mi permetto di rivolgerLe qualche domanda semplice semplice: Le dice nulla, per cominciare, l’HQ High Readiness Force dell’US-Navy? Le ricorda qualcosa, il sistema di spionaggio telematico, denominato “C4i” che è posizionato a Taranto, alle strette dipendenze del Navy Center for Tactical System Interoperability di San Diego in California? Le fa venire in mente niente, sempre a Taranto, la sede del MARIDIPART (Dipartimento Militare Marittimo dello Ionio e del Canale d’Otranto), con funzioni logistiche NATO/OTAN (rifornimenti, riparazioni e controlli delle operazioni di combattimento) e con comando misto italiano e statunitense? Le dice niente, la stazione navale sita in ‘Mar Piccolo’ sul prolungamento dell’Arsenale Militare? quella denominata MARISTASOM? E quella, molto più ampia, sita in Mar Grande (località Chiapparo) presso cui possono attraccare “di diritto” (sic!) navi e sommergibili USA e NATO/OTAN? Le dice qualcosa, a Martina Franca di Taranto, la sede del 3° ROC (Regional Operations Centre) della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Visto che ci siamo, perché non aggiungere che presso la sede del 3° ROC, opera il 3° TAOC (Tactical Operation Center) e il 3° SOC (Section Operation Center) ? E che dire, del Static War Headquarters che dipende dalla 5th ATAF (Allied Tactical Air Force), forza aerea tattica alleata della NATO/OTAN, sotto controllo USA? Il tutto, naturalmente, senza parlare della probabile e futura Base US-Navy che dovrebbe sorgere (al posto di quella di Gaeta) nell’area del ‘Molo polisettoriale’ (i pourparlers tra autorità USA ed Italiane, sembra, siano tuttora in corso…) e che l’On. Massimo Ostillio, ex-vicepresidente della Commissione Difesa, considera che “sarebbe una fortuna per l’economia tarantina”…

    *** Il High Readiness Force non e’ una base navale, ma appunto un quartiergenerale della US Navy. A Taranto semmai c’e’ il COMITMARFOR, che come riporta il sito della Marina Militare Italiana:

    si avvale di uno Staff Multinazionale dei Paesi NATO, a guida italiana, composto da 80 tra uomini e donne in situazione di allertamento normale e 110 in caso di elevato allertamento, per fronteggiare situazioni di crisi.

    ***Il 3° ROC fa parte di un sistema NATO. MARIDIPART e’ italiano, come lo e’ MARISTASOM… come lo e’…

    Brindisi: Lei pretende che non ci sia nessuna Base? E allora, come la mettiamo con questo indirizzo: United Nation Logistics – V. Maddalena – 72100 Brindisi? Visto che sicuramente andrà a controllare, domandi pure da “chi” dipende militarmente quella Base?

    *** Lei sta scherzando? E’ una base logistica delle Nazioni Unite, come diavolo fa ad includerla nell’elenco delle installazioni militari americane? Ma si rende conto di cio’ che scrive?

    Il sito di ONU Italia ci dice:

    Brindisi ospita il deposito di aiuti umanitari U.N.H.R.D. (United Nations Humanitarian Response Depot) e la Base Logistica delle Nazioni Unite a sostegno delle operazioni di pace.

    La Base operativa di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite, è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore. UNHRD è gestita dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

    UNHRD è gestita dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

    da: http://www.onuitalia.it/brindisi.php

    Cioe’ lei si scaglia contro chi distribuisce cibo e aiuti di prima necessita’ ai paesi bisognosi?

    NB: due strutture sopra citate sono stanziate all’aeroporto dell’AMI “Orazio Pierozzi” (gestito da italiani, ovviamente).

    Cameri (NO): Lei dice, “non esiste nessuna base USA. Aeroporto Militare Italiano intitolato a “Natale e Silvio Palli”. Non ospita piu’ reparti di volo, ma un centro manutenzione per i Tornado IDS”. E per quale ragione, omette di precisare che si tratta di velivoli NATO/OTAN, sotto controllo USA? La capisco: io ho detto: ‘Base aerea USA con copertura NATO’. Lei, invece, ne sono sicuro, avrebbe senz’altro preferito che dicessi, ‘Base NATO per copertura USA’… Come dicono i francesi: bonnet blanc et blanc bonnet!

    ***Cameri non e’ ne NATO, ne USA: e’ una struttura italiana. Fine.

    Montichiari (BS): Lei afferma, “non esiste nessuna base aerea USA, solo un aeroporto civile, il “Gabriele d’Annunzio”. Bene. Allora, mi dica Lei: chi controlla le testate nucleari per i missili antiaerei bivalenti Nike-Hercules di Montichiari, Bovolone, Ceggia, Conselve, Chioggia, Cordovado, Monte Calvarina e Zelo?

    *** Guardi, i missili Nike-Hercules dell’Aeronautica Militare Italiana sono ormai dei relitti praticamente inutilizzabili che avrebbero dovuto essere sostituiti dai Patriot negli anni novanta (e gia’ allora erano superati). Inoltre, le testate nucleari per tali missili sono state smantellate tempo fa perche’ fondamentalmente inutili. I Nike-Hercules nacquero durante la guerra fredda per abbattere i bombardieri sovietici ad alta quota mediante una grossa testata convenzionale. Le testate nucleari servivano invece a colpire e scompaginare eventuali formazioni di questi aerei. I N-H restano in linea presso l’AMI con il solo scopo di mantenere la specialita’ attiva, ma vi sono seri dubbi sulle reali condizioni (e dunque sulla operativita’) di queste armi. Sa che questo missile e’ entrato in servizio nel 1958? Mezzo secolo fa?

    Detto cio’, il D’Annunzio resta un aeroporto italiano gestito dalla “Aeroporto Gabriele D’Annunzio SPA” (www.aeroportobrescia.it)

    Monte San Damiano (PC): Lei dice, “non esiste nessuna base dell’aeronautica USA”. In questo caso, il mio “errore” è esclusivamente nella denominazione, e me ne scuso con i lettori. Diciamo che, in realtà, la base non si chiama ‘Monte San Damiano’, ma semplicemente ‘San Damiano’. Pur essendo ufficialmente un aeroporto italiano, infatti, ospita, dal 1991, uomini e mezzi NATO/OTAN, sotto comando USA; infatti, insieme agli aerei del 50° Stormo ‘Giorgio Graffer’ e del 155° Gruppo (equipaggiato con Tornado), vi stazionano ugualmente diversi Harrier e Canberra della NATO/OTAN (sotto comando USA).

    *** La base “Gaetano Meazza” di San Damiano appartiene all’Aeronautica Militare Italiana.

    Non basta la presenza saltuaria di aerei militari stranieri a cambiare automaticamente il proprietario/gestore della base. Quante volte devo ripeterlo?

    Ma poi Harrier e Canberra nella NATO a comando USA? Ma se appartengono alla Royal Air Force!

    Parma: Lei sostiene, “nessun deposito USAF (che significa copertura NATO??!!)”. Confermo: ‘deposito USAF’. “Copertura NATO”, significa che, ufficialmente, il deposito appartiene alla NATO/OTAN, ma è realmente controllato da militari statunitensi. E visto che ci siamo, mi permetto di segnalarLe che a Pieveottoville (frazione di Zibello di Parma), c’è anche un ‘sito missilistico contraereo Hawk’, della NATO/OTAN Ftase. Controllato da “Chi“? Se preferisce, in questo caso, possiamo dire, da “Babbo Natale”… in uniforme USA!

    *** Ma se appartiene alla NATO, perche’ lo cita’ fra le strutture americane? Inoltre e’ in grado di dirmi a quale unita’ appartiene questo fantomatico “sito Hawk NATO/OTAN “(…)

    Bologna: Lei dice, “nessuna base USA”… Vero, ma chi ha mai parlato, in questo caso, di “Base militare”? Mi sembra di avere precisato: ‘Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato Americano’. Lei rincara: “Cosa c’entrano le stazioni di telecomunicazioni del dipartimento di stato?”. Per capire che cosa c’entrano, si ponga questa domanda: quante “Stazioni di telecomunicazioni di un qualunque Ministero della Repubblica italiana” esistono negli Stati Uniti d’America?

    *** Capisco, ma non ha niente a che fare con il dipartimento della difesa e non e’ un’installazione militare. Inoltre dove si troverebbe siffatta stazione?

    Rimini: Lei sottolinea, “nessun gruppo logistico e nessun centro di telecomunicazioni USA. Miramare ospita gli elicotteri del 7° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Vega” (EI)”. Allora, visto che continua a tentare di fare il furbo, cercherò di essere più preciso: nella località Pisignano (Ravenna), al confine tra il Comune di San Giorgio (Cesena) e quello di Cervia (Ravenna) c’è un aeroporto militare (denominato Cervia-San Giorgio), ufficialmente NATO/OTAN dove sono basati, guarda caso, il 48° e il 52° Air Expeditionary Wing (USA), con F-15 e A-10.

    *** Pisignano e’ una base italiana ed ospita attualmente F-16, che nel 2010 verranno rimpiazzati da elicotteri da ricerca e soccorso HH-3F, ovviamente dell’AMI. La presenza saltuaria di aerei militari stranieri non la trasforma automaticamente in base NATO, americana o turca.

    Nell’entroterra di Rimini, confermo che vi è acquartierato un Gruppo logistico USA per l’attivazione di bombe nucleari (“Munitions Support Squadron”)

    *** Mi puo’ dire esattamente di quale gruppo si tratta?

    ed a Rimini-Miramare, un ‘Centro telecomunicazioni USA’, distaccato presso le medesime installazioni del Comando del 7° Reggimento Aviazione (elicotteri) dell’Esercito “Vega”.

    *** Centro telecomunicazioni USA… gestito da? Voglio dire unita’ e forza armata.

    Pisa: Lei mi controbatte, “cosa c’entra? Pisa-San Giusto e’ un aeroporto militare italiano, intitolato ad “Arturo dell’Oro”. Ospita la 46a Brigata Aerea dell’AMI”. Oltre alla 46a Brigata Aerea dell’AMI che Lei cita, potrebbe dirmi che cosa ci stanno a fare, nel medesimo aeroporto, diverse volte all’anno, alcuni F-15C Eagle, F-16C Fighting Falcon, EA-6B Prowler, EC-130 ABCC, EC-130H Compass Call, C-130 Hercules, ecc.? Trasportano i loro equipaggi, a visitare la Torre di Pisa, in scampagnata premio, oppure?

    *** Ente esercente: Aeronautica Militare Italiana e Società Aeroporto Toscano SPA, ergo e’ italiana.

    Talamone (GR): Lei scrive, “nessuna base US Navy. Saltuaria non significa niente, o e’ americana o e’ italiana, punto”. Se mi sono permesso di sottolineare ‘saltuariamente una Base Usa’, è per la semplice ragione che ospita – molto spesso, anche se in maniera irregolare – alcune unità della US-Navy. In particolare, unità della classe ‘Austin’, della classe ‘Stalwart’, della Classe ‘Pegasus’, della classe ‘Arleigh Burke’, ecc.

    *** Il problema e’ che non esiste alcuna base. Talamone e’ un porto turistico.

    Salto di Quirra (CA) – (cioè, un “modesto” ed “innocuo” terreno di esercitazioni di all’incirca 12.000 ettari che si estende da Salto di Quirra, fino alla baia di San Lorenzo): Lei afferma, “questo poligono e’ gestito dal Ministero della Difesa Italiano”. Questa Sua affermazione mi fa ricordare una frase che era incisa su una di quelle mattonelle da appendere al muro che in generale si vendono alle fiere paesane: “Il padrone di casa sono io, ma chi comanda è mia moglie”! E’ verissimo, dunque, che quel poligono è “gestito” dal Ministero della Difesa Italiano, ma “chi” comanda effettivamente sul posto? Questo – come al solito – non lo dice! “Chi” è, inoltre, che vi sperimenta gli armamenti dell’Alenia, dell’Aérospatiale, della Thomson, ecc.? “Chi” controlla, a Capo Frasca, le istallazioni radar, l’eliporto ed i depositi logistici? Il suddetto Ministero della Difesa? E che dire, per completare l’informazione, della vistosa e sgraziata istallazione di spionaggio della NSA statunitense (una specie di torre) che, nel frattempo, è “miracolosamente” spuntata in mare, nel pieno del Parco naturale di Sinis-Malu Bentu? Chissà con quale autorizzazione… Potrebbe dirmelo?

    *** Lo comanda effettivamente il Ministero della Difesa, dunque il governo italiano. Cito da awtideci.com:

    Il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze del Salto di Quirra, comunemente noto come PISQ, e’ una unità composta da personale delle quattro FF.AA.: Esercito Italiano, Marina Militare, Aeronautica Militare e Arma dei Carabinieri, che opera, sia nel settore della sperimentazione a terra ed in volo di sistemi d’arma complessi, sia in quello dell’addestramento all’impiego di ogni tipologia di armamento per l’uso aereo, navale e terrestre.

    L’Alenia e’ italiana, la Aerospatiale francese, la Thomson pure… uff, incomincio ad essere stufo.

    Capo San Lorenzo (CA): Lei dice, “zona di addestramento per la Sesta flotta Usa? E cosa c’entra con le basi militari??!”. C’entra a tal punto – mio Caro Signore – che la zona, a causa delle sempre più frequenti “esercitazioni” US-Navy, è praticamente quasi sempre interdetta ad ogni tipo di navigazione, marittima ed aerea, militare e civile, perfino della Marina e dell’Aviazione italiane…; insomma, è come se gli aspiranti “padroni del mondo” (leggi, USA), stessero a casa loro! Tutto “dovuto”, naturalmente: non ci hanno “liberato”? Ma dico, se lo immagina un medesimo caso di figura, gestito dalla Marina italiana, a ridosso delle coste statunitensi?

    *** Il poligono a mare di Capo San Lorenzo e’ italiano, gestito da italiani ed e’ a disposizione delle forze armate NATO. Fine del discorso.

    Monte Romano (Roma): Lei sottolinea, “questo non c’entra niente con gli USA, e’ un poligono gestito dall’Esercito Italiano! Sicuramente parecchi najoni lo ricorderanno”… Tanto per scambiarci qualche informazione: non Le dice proprio niente, ad esempio, il SOCOM (Special Operation COMmand), il Comando Operazioni Speciali delle Forze Armate USA? Quando si sarà bene informato, potrà constatare che Monte Romano non è soltanto un ‘poligono di tiro’ dell’Esercito Italiano…

    *** IL SOCOM? Ma allora lo dica chiaramente che vuole prendermi per il culo! Il SOCOM ha sede nella base aerea di MacDill, a Tampa, in Florida!

    Napoli Capodichino: Lei dice, “Aeroporto Militare aperto al traffico civile autorizzato intitolato a “Ugo Niutta”. Il fatto che ospiti un reparto della US Navy non la fa diventare base USA”. Ora, contrariamente alle sue goliardiche boutades, Le faccio notare che la base USA situata presso l’aeroporto (che ha sostituito, di recente, quella che era dislocata presso Bagnoli), a mia conoscenza, in questo momento, ospita all’incirca 3500/4000 uomini e si estende fino al sobborgo-satellite di Cirigliano (MT), dove c’è il Commander-in-Chief Allied Forces Southern Europe (CINCSOUTH) ed il CINCUSNAVEUR. L’aeroporto di Capodichino, inoltre, viene regolarmente utilizzato sia dagli aerei dell’USAF che da quelli dell’US Navy.

    *** Ma quali boutades! Napoli-Capodichino e’ un aereoporto civile aperto al traffico militare!! All’interno ci sono ANCHE strutture della US Navy e dell’Aeronautica MIlitare Italiana, ma resta un aeroporto civile, il piu’ grande del sud fra l’altro.. L’esercente e’ Gestione Servizi Aeroporti Campani SPA. E’ tanto difficile per lei comprendere cio’?

    Nisida (NA): Lei mi chiede, “base US Army? Quale reparto?”. Ed io Le fornisco i riferimenti: fino al 2003, nel circondario di Nisida, c’era un piccolo distaccamento della 173rd Airborne Brigade, di stanza ordinariamente presso la Caserma Ederle di Vicenza (a partire dall’11 Ottobre 2006, la 173rd Airborne Brigade è stata riqualificata con il nome di 173rd Airborne Brigade Combat Team – ABCT). Dopo il riordino delle Basi USA in Campania e l’inizio della Guerra in Iraq (Marzo 2003), l’installazione è stata chiusa.

    *** Ok, quindi va eliminata dalla lista.

    Agnano (NA): Lei dice, “idem come sopra”. E come sopra, io Le preciso: la ‘Base militare’ vera e propria è stata chiusa nel 2003, ma cosa potrebbe dirmi, invece, Lei, dell’ADP Center N.S.A. di Agnano (non lontano dal celebre ippodromo), dove è pure acquartierato un distaccamento amministrativo della U.S. NAVY?

    *** Ok, eliminata anche questa.

    Comiso (RG): Lei proferisce, “Smantellata? E allora perche’ la contate?”. E’ da contarsi, per il semplice fatto che ci sono tuttora alcuni depositi dell’US-Air-Force che continuano ad essere sotto controllo statunitense.

    *** Depositi di chi? La ex-base e’ stata ceduta al governo italiano. Ricordo che nel 1999 ospito’ pure migliaia di profughi kosovari.

    Augusta (SR): Lei soggiunge “non esiste nessuna base navale dell’US Navy”. Benissimo, ma allora che ci fa, sul posto, il personale dell’US Navy Element, AFSOUTH, un distaccamento del Naval Support Activity? Chissà, forse si diletta a prendere dei “bagni di sole”?

    *** Ci sara’ un distaccamento della US Navy, ma la base di Augusta appartiene alla Marina Militare, e dunque all’Italia.
    Qui puo’ leggere la storia di questa base: http://www.augusta-framacamo.net/insert24.htm

    Trapani: Lei precisa, “questo e’ un aeroporto militare italiano, intitolato al “Senatore Vittorio Florio”. D’accordo, ma per quale ragione, allora, anche in questo aeroporto è spesso segnalata la presenza di aerei dell’US-Air-Force e di quelli della NATO/OTAN? Lei come lo spiega? Con uno scambio di ‘buone procedure’, tra colonizzatori e colonizzati?

    *** Siamo alle solite, non ha capito nulla😦

    Candela-Masazza (Vercelli): Lei sottolinea, “non mi risulta nessuna base USA Air”. Allora, mi spieghi Lei: come mai la presenza, sul luogo, di un Education & Training Command (AETC) dell’US-Air-Force (USAF) e di un distaccamento dell’US-Army?

    *** Questa mi giunge nuova, l’US Army in Piemonte? Da quando? Di che reparti si parla?

    Remondò (PV): Lei dice: “Base USA? Da quando? E’ un Centro Radar dell’Aeronautica Militare Italiana”… Debbo ripetere quando ho gia spiegato per altre stazioni radar (NATO/OTAN) citate in questa lista? Per metterla sulla buona “pista”, Le dice niente, per caso, il ‘progetto P415’ della Lockeed Martin?

    Sorico (CO): Lei precisa, con ironia : “Le antenne della Swisscom sarebbero basi militari?” Certo che no! Ma quelle controllate dalla NSA e dal GCHQ (Government Communications Head Quarters) – sto parlando dei servizi di sorveglianza elettronici del tipo Totalizer, Troutman, Silverweed, Ruckus, Moonpenny, Ultrapure – a cosa servirebbero? Mi dica Lei: forse a spaventare i “passeri” della regione, all’epoca della raccolta del grano?

    *** Ribadisco: Swisscom. Se sono controllate dall’NSA deve dimostrarmelo, documenti alla mano. Questa e’ la prassi quando si trattano argomenti controversi

    San Bartolomeo (SP): giusta osservazione da parte Sua: “San Bartolomeo e’ il Viale in cui e’ sita l’installazione”… All’epoca, non sapendo come situarla con precisione, la chiamai con il nome della strada dove è realmente ubicata e mettendo tra parentesi “SP” che, fino a prova del contrario, significa La Spezia. Davvero un imperdonabile qui pro quo! Allora chiamiamola semplicemente con il nome di La Spezia che – come Lei mi conferma – è comunque sede del Centro ricerca NATO/OTAN per la guerra sottomarina, il Centro antisommergibile SACLANT. Quando fa certe affermazioni, però, perché non le completa? Per quale ragione, infatti, non cita ugualmente il MARICOCESCO (Centro per la fornitura di pezzi di ricambio per navi e sommergibili) ed il MARIPERMAN (Centro per gli esperimenti sui materiali da guerra) ivi acquartierati? Da “chi” sono controllati militarmente questi Centri? Naturalmente, come d’abitudine, non lo dice. Allora che provocatore sarebbe? E quello che parimenti preferisce non dire (menzogna per omissione? cattiva informazione?), è l’intenso e regolare “traffico” di sottomarini nucleari USA che si svolge nel porto di La Spezia, con un altissimo rischio per la salute e l’incolumità fisica delle popolazioni civili residenti nella regione. Il tutto, nel segreto più assoluto, e con la complicità delle Autorità militari e politiche italiane. Come quella volta, nel Luglio 2000, quando un sommergibile USA subì un’importante avaria nel medesimo porto e non si riuscì mai a saperne nulla di preciso (ed ancora oggi, non se ne sa un granché…), nonostante la gravità dell’incidente e l’allora pubblica denuncia dell’accaduto, da parte del quotidiano ‘Il Secolo XIX’, Che dire? Sudditanza, nei confronti degli USA, oblige!

    *** Oggesu’. Ma qui si sta parlando di presunte basi americane, lei mi ha citato solo strutture italiane (MARIPERMAN, MARICOCESCO) e NATO (centri vari, SACLANT…).

    Monte Limbara (SS): qui, Lei, è di nuovo perentorio: “Non esiste nessuna base missilistica USA”… Mi dica Lei, allora: come le definirebbe, Lei, le istallazioni militari che esistono, nella zona Off-Limits, tra Oschiri e Tempio (Sassari)?

    *** E certo che sono perentorio: non esiste alcuna base missilistica americana! Il sito ufficiale di Monte Limbara (www.montelimbara.com) peraltro ci dice:

    “Per anni la cima del Limbara è stata sede di una base comunicazioni NATO e di una base dell’Aeronautica Militare. Attualmente vi ha sede di una stazione di carabinieri e l’eliporto del Servizio Antincendio.”

    Nessun cenno a basi americane o missilistiche. Strano.

    Insomma, sono necessari maggiori dettagli: nomi delle installazioni, i reparti, tipo di missili etc…


    Alberto B. Mariantoni

    *** Cordiali saluti a lei! Aleks

    febbraio 26, 2008 alle 8:12 am

  6. Marco

    dovrebbero farti una statua solo per la pazienza, aleks.

    febbraio 26, 2008 alle 1:41 pm

  7. claudio

    certo che essere invasi dagli americani servi di loro stessi e pure essere beati…questa non é piu’ alleanza é servilismo, siamo i schiavetti degli americani e c’è pure chi é beato…ma

    marzo 9, 2008 alle 8:41 am

  8. Alessio Boschi

    Non ricordo alcuna unità americana ad Augusta.

    marzo 9, 2008 alle 10:03 am

  9. Alessio Boschi

    Non ricordo alcuna unità americana ad Augusta.

    marzo 9, 2008 alle 10:05 am

  10. Pingback: Basi Americane in Italia: Una messa a punto

  11. ciccio

    Scusatemi, non sono un tecnico, ma da semplice cittadino mi chiedo, se è vero che sulle basi vige la sovranità italiana, perché chi ha commesso la strage sul Cermis non è stato giudicato e nè condannato dall’autorità Giudiziaria italiana?
    Provate a pensare ad una situazione inversa, dove il pilota di un aereo italiano provoca una strage in territorio americano, pensate davvero che il risultato sarebbe stato lo stesso?
    Grazie per la eventuale risposta.

    marzo 10, 2008 alle 1:37 pm

  12. Albion of Avalon

    Si Ciccio, la stessa identica cosa. Ramstein per essere precisi. I magistrati tedeschi volevano fare qualche domandina ed eventualmente processare varie persone delle Frecce Tricolori per la strage avvenuta. L’Italia fece appello alla stessa clausola Nato a cui si sono appellati gli Americani.

    marzo 11, 2008 alle 7:43 am

  13. Plasmon5

    Silos ICBM in Italia dal in servizio da 1976:7

    3 in Puglia
    2 in Piemonte
    1 in Sicilia

    marzo 12, 2008 alle 12:33 am

  14. Albion of Avalon

    Plasmon5 una sola risposta:
    ROTFL

    Almeno il significato delle sigle Santo Dio.

    marzo 12, 2008 alle 11:13 am

  15. Beh, mal che vada me li gioco al lotto. Nota: 3+2+1 fa 6, non 7. Cmq sono golosissimo dei biscotti Plasmon, sopratutto quelli da biberon ad alta solubilita’.

    marzo 12, 2008 alle 12:57 pm

  16. rendy56

    A proposito dei siti missilisti Italiani ospitanti NIKE HERCULES.Delle dodici Squadriglie I.T. (56ª, 57ª, 58ª, 59ª, 64ª, 65ª, 66ª, 67ª, 72ª, 79ª, 80ª e 81ª), quattro per ogni Gruppo I.T., dislocate tra la Lombardia, il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia. di questi siti sonlo 3 risultano ancora operativi e precisamente 80°gruppo a BAGNOLI DI SOPRA il 72°a BOVOLONE il 58°
    a CORDOVADO con comando presso l’aereoporto “GINO ALLEGRI” di PADOVA

    aprile 27, 2008 alle 4:56 pm

  17. Grazie del contributo, Rendy!

    maggio 5, 2008 alle 6:03 am

  18. Francesco

    ma dove ha preso quella foto del Caro Leader ? Fantastica !!!

    novembre 17, 2008 alle 9:50 pm

  19. Ciao Francesco, eh niente e’ una delle mie tante cazzate che infestano la rete🙂

    qui ne trovi altre:



    novembre 17, 2008 alle 10:11 pm

  20. Pappy

    Nell’ elenco figura la caserma ex carristi di S. Bernardo, vicino a Udine.
    Abito a circa un di Km di distanza, ho amici che hanno fatto il militare di leva lì, e posso confermare che la caserma è chiusa almeno dal 1992 ( ora è stata passata al comune , mi sembra )
    e comunque mai visto transitare da là alcun mezzo statunitense e mai visti americani all’ interno della struttura.
    perciò ennesima cazzata dell’ elenco .
    ci sono stato a lavorare proprio di fronte ieri e ora mi dicono “gli indigeni del luogo” che è stata affittata come deposito di una segheria…
    ..vedete voi se val la pena lasciarla in elenco…

    giugno 27, 2009 alle 1:35 pm

  21. Giulio

    Dall’elenco andrebbero tolte anche:

    — Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa. —
    E’ un poligono per operazioni aria-terra dipendente da Decimomannu, quindi italiano e controllato da un distacamento dell’Aeronautica Militare Italiana.

    — Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato. —
    Era la sede del 68° deposito carburanti, controllato dall’Aeronautica Militare Italiana. Già da tempo negli elenchi dei beni militari immediatamente dismissibili. Quindi da considerare ormai chiuso.

    — Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa. —
    Torre spagnola risalente a qualche secolo fà (spero di non sbagliare) in uso alla Marina Militare Italiana per il servizio fari. Da tempo negli elenchi dei beni dismessi dalla Marina è oggi sede di un museo. Al demanio resterà solo la gestione del faro posto sulla sommità della torre.

    — Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa]. —
    Faro di capo San Marco. Attualmente in uso alla Marina Militare Italiana per il servizio fari.

    — Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.–
    Era una postazione probabilmente asservita al sistema ACMI della base di Decimomannu vista la sua vicinanza con il poligono di Capo Frasca. Quindi italiana e comunque in cattivo stato di conservazione. Probabilmente in disuso.

    agosto 14, 2009 alle 5:19 pm

  22. Pingback: Aggiornamento elenco basi USA in Italia « Sobchak Security

  23. Pappy e Giulio: grazie! Ho molto apprezzato🙂

    Cya
    Aleks

    agosto 14, 2009 alle 8:39 pm

  24. *c’è qualche esperto che sappia darmi una dritta-email su come inoltrare domanda d’impiego presso la neo base nato di lago patria na, grazie

    dicembre 28, 2009 alle 10:10 am

  25. umberto

    Maniago è in provincia di pordenone (PN), non di udine (UD)!!!!!!!!!!!!

    gennaio 31, 2011 alle 8:58 am

    • Aleks

      Corretto, grazie🙂 riportava UD anche la famigerata lista e avevo preso il dato per buono senza controllare. Ciao!

      gennaio 31, 2011 alle 10:00 am

  26. gabriele

    Ciao, pure:

    Coltano (Pisa) “Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa. ”

    mi sembra una grossa stupidaggine. A meno che non si riferisca al fatto che fino agli anni 50 c’era una grossa stazione radiotelegrafica che ora definire dismessa è un eufemismo, visto che è proprio in rovina…

    gennaio 31, 2011 alle 11:11 am

  27. Per qualcuno, in qualsiasi posto atterri un aereo USA, diviene automaticamente territorio americano…

    Quanto male ha fatto il Basaglia a questa nazione?

    Cordialità

    Attila

    gennaio 31, 2011 alle 5:37 pm

    • Albion of Avalon

      Tanto. Ma ha fatto anche tanto bene. Altrimenti certe cazzate dove le leggeremmo?
      Le coglionate scritte da Blondet sono impagabili.

      gennaio 31, 2011 alle 8:55 pm

  28. E’ evidente che l’attività di debunker compiuta da certi personaggi è visibile a tutti, come dar loro torto, vuoi che non si guadagnino la pagnottella quotidiana?
    Ma al di là degli elenchi sterili di basi o impianti o altre amenità da guerra, il punto saliente che è stato sapientemente manipolato dai debunkers, sta che un territorio è comunque soggetto all’invasiva ed oggettiva presenza di forze straniere che agiscono in funzione dell’extraterritorialità in barba alle norme civili e penali del territorio che forzatamente le ospita.
    Che si tratti di francesi, inglesi o forse Usa la cosa ha poca importanza.
    Vorrei ricordare a quel tzio che parlava delle basi che vengono usate per portare cibo alle popolazioni che anche durante la IIa guerra c’erano basi in Francia e nel Sud Italia dove aerei inglesi e americani portavano cibo alle popolazioni del centro e nord italia, peccato che spesse volte misto al cibo si usava lanciare anche i giocattoli esplosivi per far felici i bambinetti che mentre potevano mangiare nel frattempo venivano mutilati dagli esplosivi mascherati da giocattoli. Cultura anglosassone molto profonda, no c’è che dire.

    luglio 5, 2011 alle 9:36 am

  29. Piccolo appunto: Limes è controllata dal gruppo de benedetti, non ha molto di autorevole in uno che s’è mangiato le migliori aziende di stato ad un prezzo di favore, mettendo sul lastrico migliai di persone e svuotando il valore dei migliori gioiellini di stato.
    Inoltre ricordiamocelo: chi controlla l’Italia controlla l’intero medioriente e occidente e fintanto che quei servi che stanno in parlamento non avranno capito questo punto fondamentale, l’Italia sarà sempre terrà di conquista.

    luglio 5, 2011 alle 9:46 am

    • ramjet

      Aridaje, si ricomincia; un post del 2008…

      C’è gente che non demorde. Sti americani! Sembra che stiano trattando con i ribelli per riaprire la base di Wheelus che essendo stata costruita dagli italiani negli anni 20 è un altra prova della nostra sottomissione agli USA.

      Davvero, Pitocco, cosi potrebbero controllare Al Quaida dal Mali al Sudan; sembra che vogliano pure trasferici uno squadron di Reapers e il comando AFRICOM.

      Ah, piccolo appunto Pitocco, Limes sarà pure di De Benedetti, il quale può avere fatto tutte le porcate del mondo, ma non è detto che spari cazzate; forse approfondendo un po’ di più, magari avendola letta una volta, si saprebbe che non è proprio filo americana, ma sempre molto critica nei confronti della politica USA, quindi, ragionando a tuo modo potrebbe avere anche motivi per dimostrare certe tesi. Dato però che non è un giornaletto ma una rivista abbastanza seria, le cui analisi seppur con una certa tendenza d’opinione sono sempre molto approfondite, riporta semplicemente i fatti. Per una disputa così stupida poi…
      E’ po’come con le basi italiane che diventano USA perché c’e atterrato un F-15; stesso ragionamento, stessa testa.

      Altro piccolo punto, ripeto che De Benedetti può aver fatto fallire mezza Italia ma ricordo che possiede il gruppo l’Espresso che comprende anche la Repubblica nei confronti del quale si può essere di parte fin che si vuole… ma sul quale, che io sappia, non ci scrive il sig. Mariantoni.
      Per il resto ha già risposto Albion.

      RJ

      luglio 6, 2011 alle 3:31 am

  30. albion of avalon

    Pitocco come dire in maniera educata, stronzate al cubo. Io la sfido a far vedere uno solo di questi giocattoli esplosivi lanciato dagli Alleati. Uno solo.
    Passiamo al resto. L’Italia entra nella NATO e entrandoci deve rispettarne le regole. A Ramnstein, cosa che in Italia si tende a scordare, l’Italia si appellò alle stesse leggi che gli americani usarono sul Cermis.
    Passiamo al controllo dell’Italia. Chi controlla l’Italia non controlla una ceppa. Chi controlla la Sicilia controlla le vie di comunicazioni del Mediterraneo e basta. Vorrei fare un piccolo appunto. L’Italia spende per la propria difesa una somma irrisoria. Lo 0,8% del PIL. DI questa somma il 90% va in salari. Perché l’italia spende così poco? Per un motivo molto semplice. Sa che ci sono gli USA che la proteggono. Si vuole cacciare gli USA? Ok, nessun problema. Ma la spesa per le FFAA (escludendo carabinieri, guardia costiera ed amenità varie) deve salire al 3% del PIL almeno. Questo per avere una difesa credibile e riuscire a proiettare forza in qualche angolo del mondo per proteggere gli interessi italici.
    Infine sui debunker. Se si dicono cazzate a nastro non bisogna lamentarsi che qualcuno le smonti. O forse sei uno di quelli che quando prendeva 2 o veniva bocciato diceva che era il prof che lo aveva in antipatia?

    luglio 5, 2011 alle 4:30 pm

  31. Aleks

    @Pitocco: Io non faccio alcun debunking, il mio blog si occupa prevalentemente di tecnologia aeronautica e militare. Con quel post volevo semplicemente rispondere, in maniera sfacciatamente informale, a coloro che per anni mi hanno martellato le palle con quella lista. Vedi, quando le persone si prendono troppo sul serio, continuando a commettere errori e atteggiandosi a depositari della verita’, io mi metto naso, baffi finti e un sigaro in bocca🙂

    Quando Mariantoni ha compilato quell’elenco, me lo sono immaginato vestito da ballerina brasiliana, con un cesto di frutta in testa e l’immancabile Disco Samba in sottofondo🙂

    Bischerate a parte, voi altri potete manifestare come e quando volete (e ci mancherebbe…), ma ricordate che la precisione e l’accuratezza delle informazioni divulgate stanno alla base della credibilita’. Per quanto mi riguarda le basi americane e NATO potrebbero chiudere anche domani, non me ne cala. E’ una vita che ripeto ad nauseam che l’Europa dovrebbe investire maggiormente nella difesa, e invece vedo che l’opera di disarmo continua con tagli da tutti le parti (oggi, peraltro, dolorosamente necessari visto il clima di crisi ed instabilita’ economica).

    Limes, DeBenedetti o no, e’ anche nota per le critiche nei confronti della politica estera e dell’interventismo americano. Il direttore Lucio Caracciolo, per dire, non e’ mai stato tenero con le “avventure militari” USA/NATO post 11/9, vedi ad esempio le sue posizioni su Iraq e Afghanistan. In quest’ultimo caso e’ da anni che auspica il ritiro delle truppe occidentali. Gianandrea Gaiani (Analisi Difesa), per fare un altro esempio, e’ smaccatamente piu’ filoamericano e “hawkish” di Caracciolo (che, voglio ricordarlo, e’ uno dei fondatori di Heartland).

    @Ramjet: seh, altro che 2008, e’ dal 2006! Cinque anni… and counting!

    luglio 6, 2011 alle 8:23 am

  32. ramjet

    Però, la canzone mi riporta alle vacanze d’estate. In discoteca dopo una certa ora era d’obbligo, con conseguente trenino.
    Le toccatine e le palpatine si sprecavano…

    Ricordo un gruppo di ragazze americane di una base segreta vicino a Finale Ligure…
    Lasciamo a qualcuno indovinare che cosa conteneva; ICBM IRBM, chissà…

    Ah! Bei tempi, bei ricordi…

    Grazie Aleks!

    RJ

    luglio 6, 2011 alle 11:52 am

    • Aleks

      Si e non ti dimenticare di quelle deliziose israeliane del mossad e dell’intelligence dell’Heyl Ha’Avir che facevano su e giu’ all’Area 69 nei pressi di Guastalla AFB…

      bei tempi davvero… let the good times roll

      luglio 6, 2011 alle 1:49 pm

      • ramjet

        Peccato, non ho informazioni sull’Area 69 di Guastalla anche perchè anche le soldatesse di Tzahal dicono molto…

        Ma sei sicuro che fossero dell’intelligence dell’aeronautica o non fosse personale sotto copertura del Mossad assegnato come collegamento al sito di ascolto radar gestito dal 2551st Group dello Space Command e posto nelle campagne della amena località?
        Su area extraterroriale affidata alla NATO ma di proprietà USA 😉

        Purtroppo di Guastalla più che delle gnocche, ho informazioni sul il gnocco fritto…

        RJ

        luglio 6, 2011 alle 2:29 pm

  33. ShadowRider

    Ciao a tutti, ho scoperto di recente questo blog e, da buon appassionato di tecnologia aerea e militare nonchè lettore compulsivo, sto leggendomi gli articoli ‘vecchi’. Sono inciampato su questo post e relativi commenti e non ho potuto fare a meno di notare un punto che mi pare sia rimasto sospeso e su cui ho info di prima mano…per cui, con poco senso del ridicolo, commento un articolo vecchio di 7 anni…

    <>

    Non so se esista ancora oggi e chi lo gestisca, ma di sicuro fino a fine 2001 il sito di missili contraerei Hawk a Pieveottoville era gestito dall’Esercito Italiano. Per la precisione 4° Rgt. Artiglieria C/A “Peschiera”, 2° Gruppo (Cremona), 2° Batteria. E di americano c’erano giusto i missili e relativi apparati, nonchè alcuni snack nel distributore automatico.

    Come lo so? Ho fatto il militare nella 2° batteria del 4° reggimento. Operatore ai missili (incarico 121L), sono andato su quel sito quasi ogni mattina per un anno. Oltre ovviamente a farci i turni di guardia ogni tanto (una settimana in quel buco in mezzo ai campi…non vi dico che spettacolo quando i contadini della zona avevan concimato…). Mai visti americani lì, neanche in foto. Da quel che so la caserma dove aveva sede il 2° Gruppo (caserma Manfredini, via Bissolati, Cremona) è stata dismessa e ceduta al Comune, non so se il sito di Pieveottoville sia ancora operativo.

    Spero che queste informazioni possano essere interessanti.

    Ciao!

    ottobre 25, 2013 alle 4:31 pm

    • Aleks

      Ciao Shadowrider,
      qui non ci sono limiti di tempo per commentare e in ogni caso ho apprezzato il tuo documentato e circostanziato contributo, ancor piu’ perche’ proviene da esperienza diretta.

      grazie
      A.

      ottobre 25, 2013 alle 11:17 pm

      • Venus

        Caro Alex
        Ho alcune informazioni da chiederti.
        Saresti così cortese da descrivermi:
        la differenza tra base nato e base usa?
        Le fonti giuridiche su cui si basano?
        Grazie infinite
        Venus

        novembre 17, 2014 alle 12:58 pm

        • Aleks

          Ciao Venus

          Mi autocito:

          “non esistono basi di proprieta’ della NATO, ma solo quartiergenerali (come quello di Napoli), radar e strutture particolari come il NATO Defense College di Roma. Ovviamente un paese puo’ mettere a disposizione dell’Alleanza Atlantica le proprie basi, in genere per determinate operazioni e periodi limitati (vedere le campagne aeree nei Balcani negli anni ’90).”

          Per le fonti giuridiche ti rimando ai soliti trattati e accordi, come quello del nord atlantico (4 apr 49), quello di Londra (anche detto SOFA, Status of Force Agreement, del giugno 1951), piu’ i vari accordi bilaterali italo-americani (BIA) del 1950, 1952 e 1954. Poi esisterebbero anche i vari memorandum d’intesa (l’ultimo dei quali credo sia del 1995, ma dovrei verificare).

          novembre 18, 2014 alle 3:28 pm

  34. ierioggiedomani

    Buongiorno.
    Rileggendo i vecchi post non ho potuto fare a meno di constatare quante inesattezze (e grossolanità) vi fossero riportate. Ma questo fa parte di un certo tipo propaganda vetero-comunista e anarcoide (che va tanto moda in certi ambienti).
    Giusto comunque per precisare qualcosa, l’aeroporto di Napoli Capodichino (come correttamente detto sopra “aeroporto civile aperto al traffico militare”) ospita un comando dell’U.S. Navy, una Naval Support Activity (cioè un Comando di Supporto logistico della Marina) e dispone come risorse unicamente di 2 aerei da trasporto passeggeri a turboelica C-26D Metroliner e (occasionalmente, perchè in genere è imbarcato sulla USS Mount Whitney) di un elicottero MH-60S Seahawk (del Det. 1 dell’HSC-28).
    Per il resto ospitando Napoli un comando di supporto logistico (la predetta NSA, che non ha niente a che fare con l’NSA – agenzia federale National Security Agency) non è infrequente vedervi di passaggio qualche C-17, C-130 o C-5 dell’USAF piuttosto che qualche C-130 e C-40 dell’US Navy (per i non addetti ai lavori questi sono tutti aerei da trasporto).
    Giusto per la precisione…
    Saluti a tutti

    gennaio 3, 2016 alle 12:17 pm

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