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[Gallery] USASOC prende in consegna il primo C-27J

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Il C-27J Spartan ritorna in forza all’U.S. Army.

Lo scorso 18 Marzo la U.S. Army Special Operation Command (USASOC)Flight Company (UFC) ha presentato il “nuovo” aereo nel corso di una piccola cerimonia tenuta in un hangar di Pope Army Airfield, presso la base di Fort Bragg, nel North Carolina. La UFC e’ allo stato attuale la sola unita’ dell’U.S. Army ad aver adottato lo Spartan, velivolo che nei prossimi mesi sostituira’ gli anziani CASA 212 spagnoli.

I C-27J dell’USASOC verranno impiegati principalmente nel corso delle attivita’ aviolancistiche degli uomini delle forze speciali dell’esercito americano. Va infatti ricordato che Fort Bragg e’ sede del 3rd Special Forces Group (Airborne), del 1st SFOD-D (aka Delta Force), del JFK Special Warfare Center and School, nonche’ dell U.S. Army Special Operations Aviation Command (da cui dipende la suddetta UFC) e della 82a Airborne Division.

Qui di seguito potete vedere alcune foto scattate durante la cerimonia

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Spartan nuovamente con le insegne “U.S. Army” nelle fiancate. Questo esemplare porta la matricola 10-27028 (ex I-EASA).

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(U.S. Army photos by Staff Sgt. Thaddius S. Dawkins II)

 


Una rana dalla bocca larga

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Paracadutisti del 1st Squadron (Airborne), 91st Cavalry Regiment, 173rd Airborne Brigade Combat Team in attesa del decollo durante una missione di assalto aereo a Hohelnfels, Germania. (Photo credit: Markus Rauchenberger/US Army)


Face to Face

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Photo credit: U.S. Army Aviation Museum

The Hook and the Frog. In questa immagine, risalente a mezzo secolo fa, vediamo un paio di esemplari di pre-produzione del Chinook (Vertol V-114) e del Sea Knight (Vertol V-107). Entrambi i modelli furono sviluppati da requisiti dell’US Army, sebbene il secondo venne scartato dall’esercito dopo soli tre esemplari consegnati e infine adottato da US Navy e Marine Corps. Il motivo del rigetto e’ presto detto: l’Army considerava il Sea Knight troppo pesante per il trasporto d’assalto e troppo leggero nel ruolo cargo. Saggia ed oculata scelta.

Il Chinook della foto porta la matricola 59-04985, ed era uno degli originali cinque prototipi YHC-1B ordinati dall’esercito nel 1959. Nel dettaglio, si trattava della quarta macchina (c/n B-004) uscita dagli stabilimenti Vertol e fu usata, fra le altre cose, nei rigorosi test artici presso il laboratorio climatico di Eglin AFB (Florida) fra il Giugno e il Settembre 1962.  Per la cronaca, questo e’ l’unico YHC-1B di cui si sono perse le tracce. Proprio cosi’, nessuno sa che fine abbia fatto!

(nota: nel Settembre 1962 tutti gli YHC-1B furono ridesignati YCH-47A)

Il 58-05516 era invece il terzo ed ultimo YHC-1A consegnato all’esercito. L’esemplare in oggetto faceva parte di un’ordine iniziale di dieci macchine (poi appunto ridotte a tre) effettuato nel 1958. All’epoca l’YHC-1A non si chiamava ancora Sea Knight, nomignolo affibbiatogli dal Department of the Navy nei primi anni sessanta. Sulle attivita’ militari del 58-05516 non si sa praticamente nulla. Quello che e’ certo e’ che dopo un periodo sotto le armi, venne smilitarizzato e infine acquistato dalla Mc Allister Engineering Enterprises di Kent, Washington, che lo impiego’ con la matricola N5588K fino alla fine degli anni ottanta o giu’ di li.

(nota: nel Settembre 1962 gli YHC-1B furono ridesignati CH-46C)

Che altro dire? CH-46 e CH-47 possono essere considerati come gli ultimi sopravvissuti di una “stirpe” che ormai sembra sul viale del tramonto. E con “stirpe” mi riferisco ovviamente agli elicotteri con doppio rotore in tandem. Anzi, a ben pensarci l’unico vero sopravvissuto e’ il Chinook, visto che non solo continua a servire in numerosi eserciti, ma risulta ancora in produzione e con una lunga vita residua davanti a se. Per queste due macchine dobbiamo ringraziare Frank Piasecki (1919-2008), pionere dell’ala rotante e della gia’ detta configurazione in “tandem”, nonche’ fondatore della Piasecki Helicopters (poi acquisita dalla Vertol). Senza la sua visione e la sua determinazione sarebbe stato impossibile ottenere macchine realmente a prova di soldato. Questo discorso vale doppio se pensiamo che fra gli elicotteri  appartenenti a questa categoria si annoverano fior di porcherie e imbarazzanti mediocrita’.

Per quanto riguarda invece il futuro dei “tandem”, sembra che qualcosa si stia muovendo da qualche anno a questa parte:

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Boeing ULOR

Vedremo se questi studi porteranno a qualcosa di concreto o meno.

See ya!


[PIX-VID] 19th Air Cav @ OPPORTUNE JOURNEY 85

Un po’ di foto di elicotteri della E Troop, 19th Cavalry della Hawaii Army National Guard scattate nel corso delle manovre OPPORTUNE JOURNEY ’85, tenute nelle Isole Hawaii nel Giugno 1985.

Il 19th Cavalry fu costituito ufficialmente il 24 Ottobre 1967 nello stato delle Hawaii. Organizzato e riconosciuto a livello federale il 17 Dicembre dello stesso anno, esso consisteva in una Troop di Armored Cavalry, la “E“, equipaggiata con M551 e M113. Nel decennio successivo questo reparto venne riorganizzato come unita’ di Air Cavalry e ridesegnato Troop E (Air) 19th Cavalry. In questa configurazione la E Troop si avvaleva di elicotteri utility, da osservazione/ricognizione e cannoniere (gunship), in seguito rimpiazzate da elicotteri d’attacco veri e propri. Il quartiergenerale si trovava a Schofield Barracks, presso Wahiawa, nella Contea di Honolulu.

Poco altro si sa della oscura E Troop. E’ uno di quei reparti cosi’ distanti dal mainstream, che per trovare qualche informazione dettagliata occorre recarsi presso gli uffici storici federali o di stato. Beh, dai, magari al prossimo giro all’archivio di Fort Rucker, AL… ;-)

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Hunter/Killer: OH-58 Kiowa & AH-1S (Mod) Cobra. I veri Kiowa “cacciatori” si riconoscono dall’assenza dei portelli :-)

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Coppia di OH-58 Kiowa al decollo

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L’inconfondibile silhouette del Snake. L’AH-1S Mod (1976) era la prima versione del “Sierra” ottenuta dalla modifica dei vecchi AH-1G/Q/R. Nella sostanza si trattava di un AH-1G equipaggiato con sistema controcarro filoguidato TOW M65, TSU (Telescopic Sight Unit) piu’ un nuovo corredo avionico. La cellula era la medesima del “Golf”, compresa la canopy dal profilo arrotondato e  la torretta M28 con Minigun e lanciagranate (sebbene aggiornata allo standard A2). Alcuni esemplari ottennero anche un corredo C-NITE che permetteva al cannoniere di designare ed acquisire bersagli di notte e in condimeteo avverse. Nel 1985 questa versione non era piu’ in servizio nell’esercito regolare e di conseguenza gli esemplari di S Mod si trovavano solo presso reparti della National Guard.

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AH-1 TOW Cobra con sottosistema M28

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UH-1H in volo sopra le Hawaii. Sebbene sostituito dal Black Hawk a partire dal 1979, a meta’ degli anni ottanta lo Huey era ancora molto diffuso (e popolare!) nell’esercito americano e in modo particolare nelle unita’ della Guardia Nazionale.

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More Hueys

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AH-1S Mod con lanciagranate da 40mm in torretta, lanciarazzi e lanciatori TOW. In configurazione controcarro l’AH-1S Mod veniva privato parzialmente o totalmente dell’armamento in torretta e del relativo munizionamento. L’utilita’ della Minigun e del LG da 40mm era considerata dubbia in quel specifico ruolo e inoltre appesantiva una macchina che gia’ di per se aveva problemi di potenza.

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Armieri si preparano a caricare le razziere con razzi da 70mm HE

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Lock’n’Load!
Razziera a 19 tubi calibro 70mm

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Controllo contatti

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Linea di volo della E Troop

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ah1cobraHawaii, 12 Marzo 1999 – L’ultimo volo degli ultimi Cobra dell’esercito regolare. Queste macchine appartenevano alla 25th Infantry Division “Tropic Lightning” di Schofield Barracks. La Guardia Nazionale continuo’ comunque ad impiegarli fino al Settembre 2001.

Photo credits: National Guard/US Army/DoD


M21/MAMEE Armament Subystem

Oggi vado ad aggiungere una nuova scheda alla sezione armamenti per elicotteri. Questa volta vi parlero’ di un sistema d’arma familiare a molti piloti o ex piloti di Huey dell’Esercito Italiano: l‘M21/MAMEE.

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Negli anni ’60 e ’70 la  Emerson Electric Company di St. Louis (Missouri) fu una delle aziende piu’ attive nel settore degli armamenti per elicotteri. Dopo aver sviluppato per l’UH-1 i sottosistemi d’arma M6 (quattro mitragliatrici M60 binate) e M16 (quattro M60 + lanciarazzi a 7 tubi da 70mm), la Emerson decise di passare alle ben piu’ efficaci gatling. Il primo complesso nato dal nuovo corso fu il sottosistema M21, composto da una coppia di General Electric M134 Minigun su supporti flessibili e due lanciarazzi da 70mm a sette tubi. L’M21 ebbe largo impiego durante la Guerra del Vietnam e venne inoltre esportato in numerosi paesi.

L’M21/MAMEE (Meyer Ammunition Module, Emerson Electric) e’ un derivato dell’M21. L’unica differenza rilevante risiede nel tipo di contenitore delle munizioni. Mentre nell’M21 queste ultime sono alloggiate in un complesso di cassette interconnesse fra loro posizionato dentro la cabina, nel MAMEE i colpi si trovano in una coppia di pod cilindrici esterni montati direttamente sopra i supporti dell’M21 stesso.

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I supporti del sottosistema  M21 sono noti come Mount Multiarmament, XM156 (disegno in basso).

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Qui di seguito sono riportate le caratteristiche del pod:

Lunghezza: 1420 mm
Diametro: 280mm
Capacita': 3000 colpi calibro 7,62 NATO
Peso vuoto: 27.2 kg
Peso carico: 113 kg

Quindi ogni Huey imbarca un totale di 6000 colpi.

L’intero sistema – lanciarazzi esclusi – pesa circa 256 kg a vuoto e 558 carico.

Il supporto flessibile di ogni Minigun assicura un angolo di traversa interno di 12° ed esterno di 70°. L’elevazione e depressione sono invece rispettivamente +15° e -90°. Ecco una tabella esplicativa con gli angoli di fuoco:

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Minigun, lato destro e sinistro. Quest’arma fu sviluppata dalla divisione armamenti della multinazionale General Electric nella prima meta’ degli anni ’60. Pur con le ovvie differenze, si tratta nell’essenza di una versione in scala ridotta calibro 7,62 NATO del cannone aeronautico M61A1 Vulcan da 20mm. La cadenza di tiro e’ disponibile in due modalita': 2000 o 4000 colpi al minuto, anche se potrebbe agevolmente arrivare fino a 6000.  L’arma e’ azionata elettricamente mediante un motore da 28 volt a corrente continua (DC). La portata pratica massima e’ attorno ai 1000 metri.

Qui di seguito le dimensioni e i pesi:

- Lunghezza: 801mm
- Lunghezza canna : 559mm
- Peso dell’arma completa di motore e feeder/delinker: 30 kg

Nell’US Army la Minigun e’ designata M134, mentre nell’US Air Force GAU-2/A. La General Electric ha cessato di produrre quest’arma nella prima meta’ degli anni Settanta dopo averne costruite oltre 10 mila.

La Minigun oggi viene prodotta dalla Dillon Aero, una societa’ dell’Arizona che commercializza una variante rivista e migliorata nota come M134D. Entrambi i modelli sono attualmente in uso nell’Esercito Italiano a bordo degli elicotteri AB 205, AB 206 (GE) e NH90 (Dillon Aero).

LANCIARAZZI

L’M21/MAMEE e’ compatibile con vari modelli di lanciarazzi: l’M157, L’M158 e l’M260, tutti e tre a sette tubi, e l’M200 e l’M261 a 19 tubi (questi ultimi raramente  montati assieme alle Minigun per ragioni di peso).

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Nella tabella in alto potete vedere tre tipi di lanciarazzi diffusi fra gli anni ’60 e gli anni ’80. Da notare che i tipi M157 e M200 sono stati in seguito sostituiti dai modelli M260 e M261 (esteriormente identici ai predecessori, ma con alcune differenze in termini di peso, costruzione e caratteristiche).

Gli M157, M158 e M200 sono nati per sparare razzi tipo Mk. 4/40 FFAR (Folding-Fin Aerial Rocket) da 2,75 pollici (70mm), nell’USAF conosciuti anche come Mighty Mouse. Il Mk 4 nacque in origine come arma aria-aria, ma a partire dalla seconda meta’ degli anni cinquanta esso fu gradualmente abbandonato a favore dei missili come il Falcon e il Sidewinder. In seguito la Marina e l’Esercito USA lo rielaborarono come arma aria-superficie, sviluppando un gran numero di testate e spolette.

Ogni razzo si compone da tre parti principali: il motore Mark 40,  la testata e la spoletta. Al motore a razzo possono essere abbinate testate di vario tipo: ad alto esplosivo (M151), HEAT/HEDP (M247), al fosforo bianco (M156), con flechettes (WDU-4/A), submunizioni (XM80 e 99), illuminanti (M257) e cosi’ via. Ad ogni testata e’ associata una spoletta, che puo’ essere “ad impatto” (es. M423), oppure “airburst” (M442) o “proximity airburst” (M429).

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Data la varieta’ di testate, ogni razzo ha peso e dimensioni lievemente differenti. Un Mk 4 con testata M151, per fare un esempio, ha una lunghezza di 138 cm e un peso di 10,4 kg.

I razzi da 70mm hanno una portata massima teorica attorno agli 8 km, ma nei fatti quella pratica non oltrepassa i 2-3 km, che possono scendere fino a 500/1000 m in caso di pinpoint target o piu’ in generale se si vuole ottenere un apprezzabile grado di precisione. Essendo armi a traettoria balistica, i razzi Mk 4 sono privi di qualsivoglia sistema di guida e di conseguenza la precisione diminuisce con la distanza (e nemmeno di poco). Quest’ultimo fattore va tenuto in considerazione sopratutto quando si opera in presenza di truppe amiche nell’area di operazioni al fine di evitare spiacevoli casi di blue on blue (fuoco amico).

L’area d’impatto della salva di razzi e’ subordinata alla distanza e alla ripidita’ dell’angolo d’attacco. Tanto maggiore sara’ quest’ultimo, tanto piu’ i razzi raggiungeranno terra in modo raggruppato e preciso. Il gunner solitamente lancia due razzi per volta (uno per lanciatore), ma se necessario e’ possibile scaricare l’intera dotazione razzi (14 nel caso del’M21) in un’unica salva.

Per quanto riguarda invece la letalita’, una tipica testata HE a frammentazione ha un casualty radius attorno ai 50/60 metri.

A partire dagli anni ottanta questa generazione di razzi e’ stata progressivamente soppiantata dalla serie Hydra 70, basata sul piu’ performante motore a razzo Mk 66. La compatibilita’ con le precedenti testate resta in ogni caso garantita.

CONGEGNI DI MIRA

I congegni di mira dell’M21/MAMEE sono gli stessi dell’M21 base, ossia un mirino reflex tipo M60 per i lanciarazzi, piu’ una sighting station M6 per il puntamento e il controllo delle due Minigun.

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Nella tabella
A sinistra, il mirino reflex M60; a destra, la sighting station M6.

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Un’immagine della sighting station M6 in posizione estesa.

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Ecco come si presentano i due congegni di mira M6 e M60 nel cockpit di un UH-1. L’M60 e’ qui in posizione ripiegata.
(Art by Steve Noon/Osprey Publishing)

panelcockpitweapIntervallometro, Pannello Armamenti e maniglia per lo sgancio manuale d’emergenza dei carichi bellici (jettison handle)

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M21/MAMEE dell’Aviazione dell’Esercito Italiano (Aves) a bordo di un AB 205. Questa Minigun monta il cosiddetto bullet trap, una sorta di cappuccio di sicurezza blindato che viene applicato durante le operazioni di manutenzione, hot-gun clearing, o in tutte quelle occasioni in cui la mitragliatrice potrebbe essere armata, ma non in uso. Il lanciarazzi e’ l’anziano M158A1, sviluppato nei primi anni Sessanta e impiegato nel lungo conflitto in Vietnam. L’Esercito Italiano e’ uno degli ultimi utenti ad usare l’M21/MAMEE e l’unico a montarlo nei Model 205. Le forze armate USA hanno radiato l’M21 negli anni ottanta (all’epoca era in servizio nella sola Guardia Nazionale).

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M21 MAMEE: complesso dx su carrello
(SOURCE)

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m21mogAB 205 dell’Aves con M21/MAMEE in volo sopra Mogadiscio, in Somalia.

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In questa foto, scattata in Vietnam, e’ possibile vedere il sottosistema M21 originale, privo dunque del pod cilindrico e con il nastro munizioni che porta al contenitore dentro la cabina.


[VIDEO] Cose che non capisco

Certi programmi sperimentali non li capisco proprio. Posto di comando mobile wireless. Ma che minchia significa? E sopratutto, perche’ sto guardando a ripetizione questo video ridendo come un cretino? :-)


[Vid+Pix] Ricordando Brass Key II

Brass Key II era il nome in codice di una serie di dimostrazioni militari avvenute il 19 Ottobre 1973 a Fort Bragg (North Carolina) e nella adiacente Pope AFB. Lo scopo di tali manovre era quello di mostrare all’allora Segretario alla Difesa James R. Schlesinger e a numerosi VIP politici e militari, il livello di prontezza, cooperazione e coordinazione raggiunto fra aeronautica ed esercito, ed in particolare attraverso l’impiego di forze aeromobili, aviotrasportate e speciali (non per niente fu scelta Fort Bragg, sede della 82a Divisione Paracadutisti e del JFK Special Warfare Center and School). L’evento in oggetto fu organizzato dal United States Readiness Command (USREDCOM) in collaborazione con il Tactical Air Command (TAC), il Military Air Command (MAC), il XVIII Airborne Corps e la gia’ citata 82nd Airborne Division. Massiccio fu il dispiegamento di uomini e mezzi: elicotteri Huey, Cobra, Kiowa, Cayuse e Chinook appoggiati da aerei da combattimento Phantom II, Corsair II e F-111. Furono inoltre eseguiti lanci di paracadutisti e veicoli con Hercules e Galaxy.

Il seguente video l’avevo caricato su YouTube tempo fa, ma ho deciso di riproporlo assieme ad alcune immagini.


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Qui invece potete vedere una serie di foto scattate da David Casteel e distribuite sotto licenza Creative Commons  (CC BY-NC-ND 2.0).

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