Articoli con tag “M113

[Video] U.S. Army around the world (1960s)

Anche questo breve filmato di repertorio l’ho ritrovato in un vecchio HD. Le immagini mostrano mezzi e uomini dell’esercito USA in Germania, Alaska, Corea del Sud, Italia, Panama  e Okinawa durante gli anni sessanta. Fra i veicoli ripresi si segnalano carri M60 (prima versione con torretta “turtle”), APC M59 e M113, semoventi M109 e M110, rampe di missili MGM-29 Sergeant e altro ancora.

Nota italica: il Sergeant che vedete faceva parte del 5th Battalion, 30th Field Artillery Regiment, attivato a Fort Sill (Oklahoma) e stanziato a Vicenza dal 1963 al 1972.


Il piu’ veloce mezzo corazzato cingolato

Oh, dopo innumerevoli email  in cui mi veniva chiesto quale fosse il cingolato corazzato piu’ veloce, mi sono finalmente deciso di pubblicare questo post, nella speranza di non venir contattato da quell’atroce spaccacazzi di  skraps ekim (leggere al contrario).

In senso assoluto, il primato di cingolato corazzato piu’ veloce spetta all’M113 HSTD (High Speed Technology Demonstrator), meglio noto come “Hot Rod”, una versione sperimentale e altamente modificata del celeberrimo APC sviluppato dalla Food Machinery Company (FMC) di San Jose, California.

Nel Settembre del 1979 l’Hot Rod raggiunse, presso la base di Fort Knox (Kentucky), una velocita’ di 121,92 kmh (75,76 miglia orarie) su un percorso di 152 metri (500 piedi) a fondo ghiaioso.

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La propulsione di questo mostriciattolo era affidata a due motori a benzina  V8 MOPAR/Chrysler RB 440 da 7200 cc (440 ci) per un totale di 14400 cc (880 ci).

Ecco l’immagine di un RB 440 costruito nel 1977

Prodotto in 700.000 unita’ dal 1966 al 1978, il poderoso RB 440 nacque per le enormi big C-body del gruppo Chrysler (Chrysler, Dodge, Imperial e Plymouth) e poteva erogare in tutta tranquillita’ fino a 400 hp. Tanto per fare un paragone, l’M113A1 standard era mosso da un General Motors 6V53 diesel da appena 215 hp, che poteva spingerlo fino ad una velocita’ massima di 65 kmh.

La trasmissione si basava invece su una coppia di collaudatissime Chrysler TorqueFlite A727 modificate. La A727 era una trasmissione automatica a tre velocita’  per veicoli a trazione posteriore apparsa nella seconda meta’ degli anni cinquanta in sostituzione della A488. Da allora e’ rimasta molto popolare fra i preparatori di  Drag Racing cars e auto ad alte prestazioni per le sue doti di robustezza e flessibilita’. In basso un’immagine della A727 scomposta nelle sue parti principali.


Insomma, come potete vedere era tutto Made in Chrysler!

Date le dimensioni e lo spazio occupato, i due V8 da 440 furono sistemati nello scompartimento truppa, mentre la rampa d’imbarco e sbarco fu asportata e sostituita da una griglia di raffreddamento (vedi foto in basso).

Sopra il tetto venne inoltre installata una grossa presa l’aria posizionata all’altezza dell’apertura del portellone d’accesso superiore; questa permetteva di far confluire l’aria all’interno del mezzo e raffreddare cosi’ i due  potenti motori nel modo piu’ semplice possibile.

Immediatamente dietro la botola del conducente venne infine montato un roll bar di protezione.

Non era la prima volta che gli americani montavano una coppia di motori su un trasporto truppe corazzato. A titolo d’esempio andrebbe ricordato il mediocre  M59 (1953), un complesso APC da quasi 20 tonnellate mosso da due  GMC 302 in grado di spingerlo fino a oltre 50 kmh. Il 302 era un 6 cilindri in linea a benzina da 146 hp progettato in origine per gli autocarri da 2,5t serie M135 e M212 e venne scelto unicamente per risparmiare sui costi d’acquisizione. Questa soluzione si rivelo’ in seguito inadeguata e l’M59 venne sostituito senza rimpianti dall’M113, di gran lunga piu’ semplice ed affidabile.


M59 Armored Personnel Carrier

GMC 302


Fuck Mubarak

Fucking eloquent.


[Video] REFORGER exercises – #1 (1970′s)

Breve filmato che ho realizzato montando alcuni spezzoni  tratti da vecchie bobine  mute del DoD risalenti al periodo delle prime esercitazioni REFORGER (REturn of FORces to GERmany).


Sierra Army Depot


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L’area Long-Term Storage del Sierra Army Depot (SIAD), vicino Herlong, California. Questa installazione dell’US Army copre un’area di oltre 130 km2. Fra gli equipaggiamenti presenti al SIAD ci sono anche 10 mila mezzi corazzati (photo: DoD)


Una brutta fine


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Eglin AFB, 1979 – Questo vecchio M113 sta per essere centrato da una bomba laserguidata tipo Paveway II (DoD photo)


M113 in autobahn

Gennaio 1985 – M113A2 dell’U.S. Army macinano asfalto in un’autostrada nelle vicinanze di Francoforte sul Meno. Esercitazioni REFORGER ’85 (DoD photo).


Dio perdona, Io no!

Cambogia, 2 Maggio 1970. Un soldato dell’11th ACR (Armored Cavalry Regiment) riposa sul tetto di un M113 ACAV (Armored Cavalry Assault Vehicle) durante l’operazione Fishhook. photo: John Cody/Stars and Stripes


Raindrops Keep Fallin’ on My Head


A US soldier from 8th Regiment, riding atop a 9th Division M113 ACAV, shelters beneath a pink umbrella in Saigon during the mini-Tet offensive, Vietnam, 1969. Helmets were often used to express feelings and this soldier has written the word “HIPPIE” on his, in large letters. (Pic by Tim Page – Source)


U.S. Army Soldiers from Delta Company, 1st Battalion, 501st Infantry Regiment, 4th Brigade, 25th Infantry Division provide security for a route clearance patrol through the Sabari District of Afghanistan, Jan. 28, 2010. (US Army photo)

E, la vita la vita
e la vita l’è bella, l’è bella
basta avere un’ombrella, l’ombrella…


[Docs] T6A Infrared Driving Binocular (FSN 6650-051-3673)

Mesi fa in un post avevo accennato al primo moderno “lightweight set” per il combattimento notturno dedicato alla fanteria. Durante la guerra del Vietnam l’Army Concept Team valuto’, tuttavia, altri apparati per la visione notturna. Fra questi vanno segnalati: il Small Starlight Scope (SSS o AN/PVS-1/2/3), abbinato sopratutto ai fucili M14 e M16; il Night Observation Device (NOD o AN/TVS-4), concepito come apparato su treppiede per postazioni fisse (ma come sappiamo impiegato anche a bordo di aeromobili) ed infine l’oggetto di questo post: il T6A Infrared Driving Binocular (IDB), destinato ai conducenti di automezzi.

Ecco l’IDB in tutto il suo splendore

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La cosa sorprendente dell’IDB e’ data, in primis, dalla eccezionale somiglianza con i moderni sistemi NVG usati oggigiorno dagli eserciti piu’ evoluti. Dobbiamo infatti tenere presente che questo dispositivo fu spedito – in quantita’ limitate – alle truppe in Vietnam gia’ nel 1967.

Da notare che il predecessore dell’IDB fu presentato ufficialmente per la prima volta al meeting dell’AUSA (Association  of the US Army) del 1959 nell’ambito di un progetto di ricerca sugli equipaggiamenti avanzati del soldato del futuro. Il sistema di allora – sviluppato dall’US Army Combat Development Experimentation Center (CDEC) di Fort Ord – era allestito per il fuciliere e comprendeva un illuminatore IR simile a quello montato sulle carabine Winchester “Snooper Scope” viste nella 2a Guerra Mondiale e in Corea (vedere Science News Letter del 15 Agosto 1959).

Sempre in quel periodo l’IDB fu sperimentato anche a bordo di elicotteri (cfr. “Development of an Aviator’s Night Vision Imaging System (ANVIS),” di Albert Efkeman e Donald Jenkins, presentato allo SPIE  symposium del 1980 a San Diego, California)

Naturalmente, essendo un visore di generazione zero, non puo’ assolutamente competere con i modelli attuali in termini di qualita’ d’immagine. Cio’ che pero’ colpisce e’  l’aspetto moderno e la straordinaria compattezza, superiore, tanto per fare un esempio, al successivo SU50.

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Tuttavia, è necessario aggiungere che l’IDB era un sistema privo di illuminatore, ovvero dipendeva da una sorgente esterna di luce IR per il suo corretto funzionamento. Fortunatamente molti veicoli statunitensi erano gia’ forniti con piccoli fari infrarossi da accoppiare al periscopio destinato al conducente (in genere del tipo M19).

Il modello piu’ comune di faro IR durante l’epoca del Vietnam era del tipo illustrato nella foto sottostante. La portata utile massima si aggirava  attorno ai 40-50 metri.

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Fari di questo tipo, oltre ad essere presenti su praticamente ogni tipo di veicolo corazzato, potevano essere facilmente applicati a qualunque altro mezzo, anche se non predisposto. Tutto quello che occorreva era qualche metro di cavo elettrico e un paio d’interruttori di accensione.

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L’IDB poteva inoltre essere accoppiato anche a sorgenti di potenza maggiore, come i proiettori di ricerca allo Xenon installati sui carri M48, M60 e M551 (AN/VSS-1 da 2.2 kW e AN/VSS-3 da 1 kW) o su jeep M151 (AN/VSS-1) che permettevano l”impiego dell’IDB a distanze superiori. Gli apparati AN/VSS potevano proiettare sia normale luce bianca, che infrarossa.

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Volete saperne di piu’ sull’Infrared Driving Binocular? Non vi resta che scaricare il rapporto originale dell’Army Concept Team in Vietnam. All’interno di esso troverete dettagli tecnici, valutazioni sul campo, disegni e altro ancora.

Il documento in pdf e’ composto da 34 pagine e’ pesa circa 2,5 mb

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[ DOWNLOAD ]


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Gli effetti di una serie di raffiche di proiettili provenienti da un A-10 Thunderbolt II (GAU-8/A) sullo scafo di un APC M113. Poligono di Cannon, Fort Leonard Wood, Missouri, USA.

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click to enlarge (2000 x 1330 px) – Credit: Maj. David Kurle, US Air Force


The Perpetual Peace Machine

M113, 1/5th Infantry. Vietnam.


Connie, the Pink Pussycat


click to enlarge – (photo: US Army)

M113A1 del HQ del 47th Infantry armato con cannone senza rinculo e calibro 50. Offensiva del Tet, 1968.


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