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Horses with No Name (was: I Generali italiani non cambiano mai)

Mentre navigavo alla ricerca di informazioni sullo stato della forza ad ala rotante dell’Esercito Afghano, sono incappato in un piccolo blog/diario gestito da un paio di piloti e istruttori americani che per circa un anno hanno volato assieme ad equipaggi afghani sui Mil-Mi 17 “Hip” a supporto delle forze locali e ISAF. Gli Hip, come molti di voi sapranno, sono un asset molto prezioso da quelle parti e quindi gettonatissimo.

Ecco l’indirizzo: http://seanrodastan.blogspot.it/

La simpatica coppia di istruttori, che faceva parte di un minuscolo distaccamento USAF basato a Herat, ci racconta con grande candore avventure e disavventure in quella terra lontana, fra interminabili missioni di rifornimento, proiettili e RPG che fischiano da tutte le parti ed enigmatici afghani patiti di NASCAR che conoscono l’America solo attraverso i film di Hollywood (sei hai un tatuaggio sei automaticamente gangsta, cioe’ fico!). Quello che pero’ rende la lettura interessante per noi mangiaspaghetti e’ il fatto che gli amici yankees di cui sopra hanno operato per mesi a strettissimo contatto con i  militari italiani. Proprio per questa ragione troverete molti aneddoti e splendide immagine in alta risoluzione dei nostri uomini e delle nostre macchine (come quella in alto).

Il giudizio, vi anticipo subito, e’ generalmente positivo. I militari americani durante il loro tour of duty hanno apprezzato la professionalita’ e la cordialita’ dei nostri soldati e piloti, ed in particolare i servizi di scorta offerti dai piccoli ma letali Mangusta (oltre a tessere le solite lodi sperticate su pizza, caffe’ e cibarie assortite, ovviamente!). Ecco un piccolo stralcio tratto dal post “Spreading Democracy…RPG’s and why the Italians don’t Suck At Fighting“:

“The Italians gunship drivers are good stuff. So, in the last post we joked about the meaning of ISAF. I stand corrected…these guys are the real deal. Their Colonel is the old school kind of warrior that is rare these days. When we  flew up for the mission to Qal-E Now, he flew the CH-47 Chinook, when we all landed (2 Mangustas, 2 Mi-17′s and the Chinook), he climbed into the lead Mangusta and flew as mission commander and flight lead. It has been a pleasure and an honor to fly with these guys. They take care of us, watch over us and are extremely patient and understanding with the Afghan Flying Circus.”

Meno edificante e’ invece il ritratto che fanno dei generali, o meglio del generale italiano allora in comando (parliamo del 2009/2010).

In particolare mi ha infastidito (ma non stupito) il seguente aneddoto:

“Let me say, we’ve met a lot of really good Italian dudes…but the General….uh, not so much.

Every time we get rocketed here on base…it’s by the same bad guys from the same location. There are some folks here, that specialize in ‘fixing’ those kinds of issues. Let’s just say they are not European…they have offered to take care of the problem, permanently. The Italian General said  ‘no’….they don’t want to upset anyone. Their answer? Pay the Taliban not to rocket our base! Nice! Until they raised the price…

This same genius General ordered someone to drive a crane out into the airplane graveyard, which is on Afghan Air Corp land. This is outside the ISAF camp perimeter. With no coordination with the Spanish camp commander and more importantly without asking the Afghans…genius General orders someone to take/steal an old airplane wreck from the Afghans. He wanted to make a monument inside the ISAF camp.

The Afghan Colonel that I mentor and advise told me that if the Italian general did not come to his office to apologize, he was going to hold a press conference and tell media that ISAF was stealing Afghan property. The Italian general did not see why the Afghans would be upset that he was going onto their land without asking and taking whatever he wanted without asking. That’s two and half days I’ll never get back….but I did convince them to send a ‘representative’ with a bottle of whiskey to smooth it out, no press conference.”

Al che mi domando: ma certi generali non sarebbe meglio lasciarli a casa? Anzi, facciamo cosi’: le missioni all’estero le facciamo comandare solo ai Colonnelli, come quello cazzuto citato nel penultimo aneddoto :-)

Che ne dite?

E ora il consueto commento musicale.

On the first part of the journey,
I was looking at all the life.
There were plants and birds. and rocks and things,
There was sand and hills and rings.
The first thing I met, was a fly with a buzz,
And the sky, with no clouds.
The heat was hot, and the ground was dry,
But the air was full of sound.

Buon weekend!


Red Bull Machine Gunner (Afghanistan, 2011)

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L’ultima configurazione del mitragliere dall’1-133 Infantry della 34th Infantry Division “Red Bull” (Guardia Nazionale dell’Iowa). L’IRONMAN e’ una figata spaziale :-)

Maggiori info su questo sistema:
http://www.army.mil/article/67318/


Bruce Crandall in Afghanistan

La scorsa settimana il Colonnello a riposo Bruce Crandall ha visitato le truppe USA in Afghanistan ospite di diversi reparti dell’US Army. Per chi non lo sapesse, Crandall e’ un ex ufficiale pilota del 229th Assault Helicopter Battalion (AHB) che si distinse eroicamente nel corso della breve ma aspra Battaglia di Ia Drang (1965) in appoggio all’1-7 Cavalry circondato da regolari dell’Esercito Nordvietnamita.

Nella foto in basso lo vediamo in compagnia di un soldato della 25th Combat Aviation Brigade (clicca per ingrandire).

Per le azioni compiute a Ia Drang il 14 Novembre 1965, Crandall e’ stato insignito dal Presidente George W. Bush della prestigiosa Medal of Honor, la piu’ alta onoreficienza militare statunitense.

Quel giorno l’allora Maggiore Crandall, assieme al suo wingman Capitano Ed Freeman,  evacuarono a bordo di un UH-1D Huey disarmato 75 feriti nel corso di una ventina di audaci voli svolti fra le 6 del mattino e le 10.30 di sera. La decisione di recuperare i feriti fu presa dopo che i piloti degli elicotteri preposti alla evacuazione sanitaria (MEDEVAC) si rifiutarono di alzarsi in volo a causa del persistente fuoco proveniente da terra.

Il 14 Novembre 1965 Crandall non solo contribui’ a salvare molte vite umane, ma durante un paio di voli consegno’ munizioni e rifornimenti al 1° Battaglione del 7° Cavalleria del Tenente Colonnello Harold Moore assediato alla Landing Zone X-Ray. Cio’ permise ai 450 cavalleggeri di Moore di mantenere le posizioni e rispondere colpo su colpo agli attacchi dei determinati Nordvietnamiti, forti di 2000 uomini.

Le gesta di Crandall e Moore sono state in seguito raccontate nell’ottimo We Were Soldiers Once… and Young” (in Italia pubblicato con il titolo “Eravamo Giovani in Vietnam“), minuzioso resoconto scritto a quattro mani da Moore e da Joe Galloway, unico reporter presente quel giorno a Ia Drang.

Il libro successivamente e’ servito da base per il lungometraggio “We Were Soldiers”, diretto da Randall Wallace, ed interpretato da Mel Gibson nei panni del Lt. Col. Harold Moore. Nel film la parte di Crandall e’ affidata all’attore Greg Kinnear.

Bruce Crandall completo’ due turni di servizio in Vietnam partecipando a 900 missioni di combattimento.

E ora un po’ di belle immagini…

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Nella immagine sopra Crandall racconta storie di guerra vissuta agli uomini della 25th CAB (clicca per ingrandire)

L’arzillo Crandall (classe 1933) sorride al fotografo. Al collo indossa
la piu’ che meritata Medal of Honor.

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Crandall posa di fronte a un UH-60 della 1st Air Cavalry Brigade

Crandall fotografato con il comandante della 1st Air Cavalry Brigade Col. John Novalis (a destra) e il Serg. Magg. Glen Vela, consigliere anziano di brigata.

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Il Magg. Gen. Daniel Allyn, comandante della 1st Cavalry Division consegna un presente al Colonnello Bruce Crandall.

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Crandall posa con alcuni uomini della 1st Air Cavalry Brigade.


Pubblicita’ Progresso


E ora grazie alla Gazzetta Ufficiale…

… sappiamo che in Afghanistan i nostri soldati stanno combattendo una guerra.

Maddai? Mapperdavero? E io che sino ad oggi credevo che l’Esercito Italiano fosse in quel buco sperduto per distribuire caramelle ai bambini e insegnare agli afghani a fare a pizza ca a pummarola n’coppa.

A che mi riferisco? A questo articolo:

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/435880/

Interessante, vero?

Certo che apprendere certe cose attraverso un organo “sterile” come la Gazzetta Ufficiale non e’ propriamente il massimo della vita. Preferirei che la stampa generalista ne parlasse piu’ diffusamente e che l’Esercito Italiano mettesse *davvero* in risalto le azioni dei propri uomini e reparti, come fanno tutti gli eserciti di questo mondo (le forze armate italiane non sembrano aver pienamente abbracciato il web). E che i benpensanti vadano a “benpensare” sulla tazza del cesso.

E visto che questo blog si occupa spesso di elicotteri e aeromobilita’, non ho potuto non apprezzare il risalto dato agli elicotteristi dell’AvEs. Quando dico che in Afghanistan i Mangusta e gli aviatori dell’esercito stanno facendo un ottimo lavoro, mi guardano quasi tutti con un misto di compassione e incredulita’. Invece nell’articolo di cui sopra leggiamo:

Preziosi si rivelano gli elicotteristi. A bordo dei «Mangusta», che sono terribili cannoniere volanti, vengono chiamati a soccorso delle forze di terra. Il colonnello Marco Centritto merita una medaglia d’oro a Bala Murghab. «Alla guida dell’aeromobile, benché colpito dal fuoco avversario, con manifesto rischio della propria vita completava le missioni». E’ il suo continuo supporto di fuoco che permette ai paracadutisti di uscire vivi da quattro giorni ininterrotti di guerriglia, tra il 10 e il 14 giugno 2009. Medaglia d’argento anche al tenente colonnello Andrea Ascani che accorre a salvare un posto di polizia. Questo il freddo resoconto dello Stato maggiore: «Manovrava a bassa quota per identificare con certezza la minaccia, evitando di coinvolgere nell’azione truppe amiche e civili presenti nell’area. A rischio della propria vita, benché fatto segno a fuoco e con il proprio elicottero colpito, proseguiva nell’azione riuscendo a neutralizzare gli elementi ostili». Una medaglia anche al maggiore elicotterista Stefano Salvadori che anch’esso «con sprezzo del pericolo manovrava a bassa quota per identificare la minaccia. Benché l’aeromobile fosse stato colpito, proseguiva con efficacia l’azione». Accade a Tshin e Afghani il 28 agosto 2009.

On your face, miscredenti del menga :-)

E dopo una dura battaglia, fate come il Sergente Abbagnale e il Capitano Handson nella foto in basso: rinfrescatevi il gargarozzo con del gelato e riempitevi la panza di crostata :-)

cya!
A.


Dustoff: The last line of defense between life and death

Un bellissimo servizio giornalistico di Patrick Barth sugli Angeli della Misecordia: gli equipaggi delle aeroambulanze Dustoff. Gente con le palle d’acciaio  e anche di piu’.

The Best Medal is a Live Man’s Smile.


[Article] Renewed Lifeline for the Kiowa Warrior

Cercasi Kiowa Warrior disperatamente!

In questi ultimi dieci anni non c’e’ stato elicottero che abbia volato complessivamente piu’ ore in combattimento del Kiowa Warrior: il conteggio alla fine del 2010 segnava 750.000. Un record per gli standard moderni (e non solo!). Inutile dire che fra Afghanistan, Iraq, voli di addestramento ed esercitazioni la flotta dell’US Army e’ stata sottoposta ad un attrito senza precedenti.

In base alla Table of Distribution and Allowance (TDA), l’US Army dovrebbe schierare almeno 368 Kiowa Warrior. In realta’ nel 2010 in servizio ve ne erano appena 331. Dal 2001 al 2010 sono infatti andate perdute 37 macchine: 30 per cause legate all’attivita’ operativa in combattimento, e 7 per altri motivi.

Il problema e’ che il KW e’ uscito fuori produzione negli anni novanta e non e’ dunque possibile rimpiazzare le perdite con esemplari di nuova costruzione. Per ovviare a cio’, in tempi recenti l’Esercito USA si e’ mosso verso due direzioni:

1 – prelevando inizialmente alcuni Kiowa Warrior direttamente dai reparti addestrativi negli Stati Uniti (cfr. Fort Rucker);
2 - finanziando la trasformazione di vecchi OH-58A Kiowa in OH-58D Kiowa Warrior. A questo proposito l’US Army lo scorso anno ha ordinato alla Bell Helicopter la conversione immediata di diversi “Alpha” che al termine delle modifiche saranno noti come OH-58 A2D.

Qui di seguito trovate un articolo dettagliato di Military Insider (Rotor&Wing) in lingua inglese su quest’ultimo programma, che assieme all’OH-58F CASUP e all’OH-58D Block II, portera’ nuova linfa alla logora flotta di Kiowa Warrior.

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[Article] Deadly Lessons – part 2

Parte numero II di Deadly Lessons di Alex Mladenov, pubblicato su Cleared Hot.

QUI la prima parte.


[Article] Deadly Lessons – part 1

Parlando di argomenti un attimino piu’ In-Topic, eccovi la prima parte di Deadly Lessons, un interessante articolo di Alex Mladenov sulle esperienze degli elicotteristi dell’aviazione sovietica durante la guerra in Afghanistan del 1979-89. Suddetto articolo e’ apparso sul primo numero di Cleared Hot, una nuova e promettente rivista dedicata al mondo degli elicotteri militari.

QUI la seconda e ultima parte


Political Wars

RIP

A proposito di JPV, date un’occhiata a questa pagina dedicata alla sua storia perche’ merita davvero:

http://www.historynet.com/john-paul-vann-man-and-legend.htm

fra l’altro nella sezione commenti e’ intervenuta mezza famiglia Vann, oltre a colleghi e conoscenti :-)

Una quote che riassume perfettamente il genio di JPV:

Vann’s key military talent was his ability to see the big picture and establish the priorities necessary to accomplish the objective.


[Video] OH-58D Kiowa Warrior in VCAS (Very Close Air Support)

I was born my papa’s son
A wanderin’ eye and a smokin’ gun


[E-Book] Mountain Warfare and Other Lofty Problems: Foreign Perspectives on High-Altitude Combat

The mission of the Foreign Military Studies Office is to research and present foreign ideas and perspectives for a better understanding of present and future military and security issues. Good ideas are not exclusively found in the English language or even the American military experience. FMSO analysts are foreign area specialists with the language skills, military backgrounds, and the regional experience that enables them to mine foreign sources for insights that uniquely enhance our forces’ understanding of the operational environment. Mountain Warfare and Other Lofty Problems uses Russian, Pakistani, Indian, Argentine, Afghan, and Uzbek sources.

The United States Army has been involved in a mountain war for a decade. After all this time, mountain combat remains a stubbornly difficult mission and technology can offer only modest support to the infantry’s mission of closing with the enemy or the logistician’s mission of getting support forward. Training, equipment, weapons, tactics, and logistics all require significant adjustment for mountain combat. This book covers operations and tactics, artillery, and aviation support, reconnaissance, communications, training, and logistics. It demonstrates that the key to enhancing effectiveness is using the terrain effectively, preparing the soldiers properly, and understanding the environment. This book is not United States Army doctrine. Rather, it is offered as an alternate view that could help our forces successfully adapt to a most-challenging environment and carry out their mission.

Tom Wilhelm
Director, Foreign Military Studies Office
Fort Leavenworth, Kansas

EBook | PDF | 211 pages | FMSO, Ft. Leavenworth, Kansas | 15 mb

[ DOWNLOAD ]


An Inevitable Casualty of War

Andrew Drweiga, fra riflessioni ed analogie con il passato, ci spiega il suo (interessante) punto di vista sulla tragedia del Chinook del 6 Agosto sull’ultimo numero di Rotor&Wing.


[Stats] L’efficacia degli attacchi mediante IED

E’ una delle domande che mi vengono poste piu’ di frequente: qual’e’ l’efficacia degli IED?

Sul numero di aprile della rivista Signal ho trovato un paio di grafici che dovrebbero rispondere (almeno parzialmente) alle vostre curiosita’. Essi si riferiscono al semestre che va da Agosto 2010 a Gennaio 2011. I teatri presi in esami sono quelli di Afghanistan e Iraq.

Afghanistan
Aug 2010-Jan 2011

Iraq
Aug 2010-Jan 2011

A titolo di paragone, nel 2006 in Iraq avvenivano una media di 3500 attacchi mensili.

KIA: Killed In Action (ucciso in azione)
WIA: Wounded In Action (ferito in azione)

Tratto da Neutralizing the Network to Defeat IEDs, di Robert K. Ackerman. Articolo apparso sul numero di aprile 2011 di Signal.


Tiger tedeschi pronti per l’Afghanistan

Da Defense Technology International di Giugno 2011


La “Bestia di Kandahar” usata nel blitz contro bin Laden?

Cosi’ riporta Flight Global:

The National Journal’s Marc Ambinder got the scoop about 1am this morning, when he tweeted: “US Joint Special Operations Command SMU — from DEVGRU (Navy SEALs), did the shooting. RQ-170 drone overhead. JSOC spotters on ground.”

In confirmed, this would be the first operation directly linked to the secretive RQ-170. Although the USAF has acknowledged its existence, it has never released an official photo. The UAS has been glimpsed only through a series of photos released by spotters around the US airfield at Kandahar, Afghanistan.

SOURCE


Osama Bin laden is dead

Ogni tanto una buona notizia. Well done! Certo, dopo dieci anni di lacrime e sangue, ma sempre well done!

Finalmente i mainstream media la finiranno di ammorbarci con quelle cazzo di nozze reali :-D

E ora tutti a fare bunga bunga nudi come vermi!

PS: dite che la famiglia Bush sara’ presente al funerale? ghgh


Afghanistan, carburanti, costi e consumi: qualche cifra

Su un articolo pubblicato su National Defense (Army’s Energy Battle Plan: Attack Fuel Demand  di Sandra Erwin) di questo mese ho appreso tre cose:

1. Le FF.AA. USA in Afghanistan consumano dai 60 ai 70 milioni di galloni di carburante al mese. Tradotto in litri: 227-265 milioni;

2. La War Fuel Bill ammonta  a 2 miliardi di dollari l’anno.

3. Il carburante bruciato dai generatori e’ responsabile del 35-45 percento dei costi sostenuti dal DoD

Attenzione pero’, non e’ solo un problema di $$$ e consumi:

The message is that energy efficiency is not an academic debate, but rather a key component of military strategy, Vane said. Overdependence on energy can undermine “operational effectiveness,” he said. “If I can reduce the [battery] weight on the soldier, that soldier can perform at a higher level. If I have fewer transports for fuel, it could mean fewer people are needed to operate trucks and people can do other missions … and fewer resources are diverted for protection of convoys or airlift.”

e ancora:

Richard G. Kidd IV, deputy assistant secretary of the Army for energy and sustainability, said energy considerations will “affect our tactics, our strategy, what we buy, how we train our soldiers, how we train our leaders, how we rate their performance.”

Il resto QUI


The RAF in Afghanistan and Beyond

Articolo di Richard Gardner apparso sul numero di febbraio di Asia-Pacific Defense Reporter.


[Video] Un abbonato TF1 ha sempre un posto in prima linea

Quali sono le ragioni che hanno portato il tg di un canale televisivo popolare (24% di share) e d’intrattenimento come TF1 a mandare in onda alle 8 di sera un reportage di dieci minuti su una piccola unita’ americana dislocata in Afghanistan? Potrei avanzare una serie di ipotesi, ma una cosa e’ certa: e’ piuttosto inusuale mostrare un soldato, per di piu’ occidentale, che salta su una mina APERS a pochi metri dall’obiettivo della telecamera, quando di fronte alla tv ci sono milioni di persone.

Sicuro, episodi simili ne sono capitati a bizzeffe in questi oramai dieci anni di Enduring Freedom, pero’  e’ altrettanto vero che e’ piuttosto RARO vederli immortalati e infine trasmessi dalle reti cosidette generaliste.

Comunque sia, il reportage in questione e’ stato realizzato da due reporter francesi  (Michel Scott e Gilles Parrot) embedded con elementi della Charlie Co., 1st Squadron, 75th Cavalry Regiment stanziata presso la Combat Outpost Base Kosk, un avamposto di recente costruzione posizionato a ovest di Kandahar.

L’1-75 e’ un reparto RSTA (Reconnaissance, Surveillance and Target Acquisition Squadron) attivato nel settembre 2004 e appartenente alla 101st Airborne Division. Prima del dispiegamento in Afghanistan aveva gia’ partecipato a due turni in Iraq (nel 2005 e 2007).

P.S. 1: il sergente Charles Allen III e’ sopravvissuto pur avendo perso parzialmente gli arti inferiori. Recentemente e’ stata organizzata una raccolta fondi per aiutare la sua famiglia. Qui c’e’ la pagina Facebook dell’iniziativa: http://www.facebook.com/GoTeamAllen – ci sono anche diverse immagini scattate all’ospedale militare di Walter Reed, come quella che vedete qui sotto:


Il reporter Michel Scott con il Staff Sergeant Charles “Chaz” Allen al Walter Reed una settimana fa

P.S. 2: avete notato l’XM25? Bene, quello e’ uno dei cinque attualmente in circolazione.

P.S. 3: non so quanto il filmato rimarra’ visibile online, visto che la dirigenza TF1 si tirava le seghe sulla legge Hadopi (poi fortunatamente finita nel cesso). A buon intenditor…

P.S. 4: il commento del Lupardo:


[Video] The Battle for Bomb Valley

Aired: 31st Jan

Description: For four years, thousands of British servicemen fought with the Taliban for the district of Sangin – the most violent part of Afghanistan. The fighting cost 106 British lives, including Staff-Sergeant Olaf Schmidt, who won the George Cross there.

Last year, the British withdrew – handing the area over to the US Marines. Ben Anderson, who was with the British forces in 2007, returns to see if the Americans are faring any better. His remarkable film follows Lima Company, a unit of the US Marines, as they dodge improvised bombs and struggle to reclaim the same territory the British previously occupied.

As the war enters its tenth year, with Sangin still far from secure, real questions remain as to what so many British men died there for.


XM25 “Punisher”: le ultime dal fronte

E’ ancora presto per fare bilanci, ma secondo le ultime notizie provenienti dal fronte afghano, l’arma sembra funzionare egregiamente:

http://kitup.military.com/2011/02/inside-the-xm-25-after-action-reports-from-afghanistan.html

Purtroppo al momento ve ne sarebbero solo CINQUE esemplari in servizio e la truppa, comprensibilmente, ne vorrebbe di piu’:

www.army.mil/-news/2011/02/08/51518-army-wants-36-more-punisher-weapons-in-2012/


Oshkosh M-ATV Phalanx Gun Truck

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Nuovo Gun Truck. Guardate che gioiello. Adesso vado a proporlo a Fort Sill :-D


Analysis of Soldier Effectiveness in a MRAP

Adoro gli articoli scientifici sul rapporto ambiente-uomo-macchina! Nel seguente pezzo, estratto dal numero di gennaio 2011 di Emerging Defense Technologies, si parla dell’efficacia dei soldati che operano in ambienti caldi a bordo dei veicoli tattici protetti classe MRAP.

Buona lettura!


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