Archive for dicembre, 2011

OTO Melara Gorgona (article + pix)

Dopo il VAT della ARIS, ecco a voi un altro esotico fuoristrada militare Made in Italy: l’OTO Melara Gorgona, che potremmo definire come una sorta di limo anfibia da guerra, oppure Aston Martin Lagonda 4×4 :-)

L’articolo proviene dal numero 12 di Wheels & Tracks (1985).

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Combat Aircraft Monthly (dicembre 2011)

Molto interessante il numero di questo mese. Lo potete scaricare in pdf da QUI


E ora grazie alla Gazzetta Ufficiale…

… sappiamo che in Afghanistan i nostri soldati stanno combattendo una guerra.

Maddai? Mapperdavero? E io che sino ad oggi credevo che l’Esercito Italiano fosse in quel buco sperduto per distribuire caramelle ai bambini e insegnare agli afghani a fare a pizza ca a pummarola n’coppa.

A che mi riferisco? A questo articolo:

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/435880/

Interessante, vero?

Certo che apprendere certe cose attraverso un organo “sterile” come la Gazzetta Ufficiale non e’ propriamente il massimo della vita. Preferirei che la stampa generalista ne parlasse piu’ diffusamente e che l’Esercito Italiano mettesse *davvero* in risalto le azioni dei propri uomini e reparti, come fanno tutti gli eserciti di questo mondo (le forze armate italiane non sembrano aver pienamente abbracciato il web). E che i benpensanti vadano a “benpensare” sulla tazza del cesso.

E visto che questo blog si occupa spesso di elicotteri e aeromobilita’, non ho potuto non apprezzare il risalto dato agli elicotteristi dell’AvEs. Quando dico che in Afghanistan i Mangusta e gli aviatori dell’esercito stanno facendo un ottimo lavoro, mi guardano quasi tutti con un misto di compassione e incredulita’. Invece nell’articolo di cui sopra leggiamo:

Preziosi si rivelano gli elicotteristi. A bordo dei «Mangusta», che sono terribili cannoniere volanti, vengono chiamati a soccorso delle forze di terra. Il colonnello Marco Centritto merita una medaglia d’oro a Bala Murghab. «Alla guida dell’aeromobile, benché colpito dal fuoco avversario, con manifesto rischio della propria vita completava le missioni». E’ il suo continuo supporto di fuoco che permette ai paracadutisti di uscire vivi da quattro giorni ininterrotti di guerriglia, tra il 10 e il 14 giugno 2009. Medaglia d’argento anche al tenente colonnello Andrea Ascani che accorre a salvare un posto di polizia. Questo il freddo resoconto dello Stato maggiore: «Manovrava a bassa quota per identificare con certezza la minaccia, evitando di coinvolgere nell’azione truppe amiche e civili presenti nell’area. A rischio della propria vita, benché fatto segno a fuoco e con il proprio elicottero colpito, proseguiva nell’azione riuscendo a neutralizzare gli elementi ostili». Una medaglia anche al maggiore elicotterista Stefano Salvadori che anch’esso «con sprezzo del pericolo manovrava a bassa quota per identificare la minaccia. Benché l’aeromobile fosse stato colpito, proseguiva con efficacia l’azione». Accade a Tshin e Afghani il 28 agosto 2009.

On your face, miscredenti del menga :-)

E dopo una dura battaglia, fate come il Sergente Abbagnale e il Capitano Handson nella foto in basso: rinfrescatevi il gargarozzo con del gelato e riempitevi la panza di crostata :-)

cya!
A.


Merry Christmas (and Happy New Year!)

Lo scorso anno una ragazza inglese mi fece gentilmente notare che non era molto educato augurare il Buon Natale per non meglio precisate questioni di political correctness (…); quest’anno la cosa mi e’ stata nuovamente ribadita, ma da un tedesco. No, seriamente, quale cazzo è il problema della gente oggi?

Comunque sia me ne fotto allegramente e, incurante di tutto e di tutti, gli auguri ve li faccio lo stesso, e a caratteri cubitali, pure:

BUON NATALE!

e in particolare ai militari costretti a passare le feste lontani dai loro cari, magari imbracciando il fucile d’assalto in qualche sperduta FOB dell’Afghanistan dimenticato da Dio. La guerra e’ un inferno, dopotutto, giusto? Certo, ma possono anche esserci momenti piacevoli, come si puo’ vedere dalla bella foto in alto, che dedico all’inglesina e al crucco di prima :-)



Dustoff: The last line of defense between life and death

Un bellissimo servizio giornalistico di Patrick Barth sugli Angeli della Misecordia: gli equipaggi delle aeroambulanze Dustoff. Gente con le palle d’acciaio  e anche di piu’.

The Best Medal is a Live Man’s Smile.


Composizione Squadrone Elicotteri Italhely “Ibis” (Somalia 1992-94)

Nei mesi passati in diversi mi hanno scritto chiedendomi lumi sulla composizione dello squadrone elicotteri che l’Esercito Italiano invio’ in Somalia nell’ambito della missione Restore Hope/UNOSOM, in Italia meglio nota come Operazione Ibis (I&II).

Superata la mia ben nota pigrizia, ho realizzato questo post (+ tabella riassuntiva) che dovrebbe rispondere a molte delle vostre domande. Buona lettura!

:: Composizione dello Squadrone ::


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Il Gruppo Squadroni ITALHELY “Ibis” fu costituito presso l’Aeroporto Tommaso Fabbri in Viterbo, sede del 1° Reggimento Antares, il 7 Dicembre 1992. Esso constava di circa 150 uomini (120 fra piloti e specialisti e una trentina di uomini di supporto) e 13 elicotteri. In totale cinque squadroni (tre di volo e due di comando/supporto) piu’ un nucleo collegamento ai comandi di un Tenente Colonnello:

  • uno squadrone Elicotteri Multiruolo (EM-2/EM-2A) con 6 AB 205A-1;
  • uno squadrone Elicotteri da Trasporto Medio (ETM) con 4 CH-47C;
  • uno squadrone Elicotteri d’Attacco (EA) con 3 A-129 Mangusta;
  • uno squadrone Manutenzione;
  • uno squadrone Comando e Servizio;
  • Nucleo Collegamento (NuC).

Elicotteri e personale giunsero in Somalia attraverso navi salpate a Livorno (Toscana) e dirette a Mogadiscio. Il rischieramento in terra somala richiese nel complesso una ventina di giorni (14 Dicembre 1992 – 3 Gennaio 1993).

Il campo base di ITALHELY venne allestito presso l’aeroporto internazionale di Mogadiscio. In basso la mappa dell’ubicazione del gia’ detto aeroporto.

Le prime macchine iniziarono ad operare il giorno 4 Gennaio, decretando cosi’ la piena operativita’ del contingente Ibis. Ad agosto dello stesso anno il numero degli elicotteri saliva a 15 con l’arrivo di due AB 412.

La manutenzione degli elicotteri e dei turboalberi veniva effettuata interamente all’aperto. In questa foto e’ ritratto un A-129 Mangusta con lanciatori TOW e razziere da 81mm.

Gli specialisti dello squadrone manutenzione provenivano dai seguenti Reparti Riparazioni Aviazione Esercito : 1° R.R.A.E. di Bracciano (AB 205 e A-129) e 4° R.R.A.E. di Viterbo (CH-47).

NOTE E CURIOSITA’

Dei tre Mangusta inizialmente schierati, due provenivano dal Centro Aviazione dell’Esercito di Viterbo e uno dal 49° Gruppo Squadroni “Capricorno” (EA) del 5° Reggimento AvEs “Rigel”, basato a Casarsa della Delizia (Pordenone).

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Gli AB 412 furono dislocati in Somalia nell’Agosto 1993 per prendere il posto degli HH-3F Pelikan dell’Aeronautica Militare. Questi ultimi sino a luglio cooperarono regolarmente e proficuamente con i reparti di terra e di volo dell’Esercito, sopratutto dopo il calare del crepuscolo, nel Combat SAR e in supporto alle forze speciali (Battaglione Incursori  Col Moschin in testa).

Gli AB 412 appartenevano al 39° Gruppo Squadroni “Drago” di Alghero (Sardegna), un reparto da sempre associato alle operazioni speciali. Gli equipaggi del Drago erano equipaggiati con NVG ed addestrati per il volo in ambiente notturno. In Somalia operarono per circa sei mesi, fino a Gennaio 1994.

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Codici e matricole

I codici degli elicotteri ritratti nel disegno in alto appartengono a macchine che realmente hanno partecipato all’Operazione Ibis; tuttavia mi e’ stato impossibile identificare tre mezzi (due AB 205 e un AB 412). Se qualcuno dovesse conoscere i codici di questi elicotteri lasci un commento o mi scriva in e-mail. Grazie in anticipo.

Qui i codici e le relative Matricole Militari che sono riuscito a reperire:

AB 205A-1
1. EI272 – MM80524
2. EI332 – MM80703
3. EI337 – MM80708
4. EI353 – MM80724
5. non identificato
6. non identificato

CH-47C
1.
EI809 – MM80831
2. EI821 – MM80843
3. EI828 – MM81229
4. EI831 – MM81232

A-129
1.
EI907 – MM81320
2. EI917 – MM81330
3. EI919 – MM81332

AB 412
1.
EI463  -  MM81354
2. non identificato

Note: un quarto A-129 fu inviato in Somalia, ma non so dire con esattezza il periodo. Questo esemplare portava i codici EI915 (MM31328) e opero’ dal ponte del Garibaldi nello squadrone ESMAR assieme al gemello EI917 (vedi alla fine della pagina).

Codici, insegne e schemi di colorazione

I sei AB 205 sbarcarono in Somalia con i codici di colore bianco ad alta visibilita’ (compresa la scritta”ESERCITO” su entrambi i portelloni scorrevoli). Tuttavia dopo qualche tempo lo squadrone decise di ridipingerli di nero, eliminando nel contempo il nome della forza armata dai gia’ menzionati portelloni. I CH-47 Chinook, al contrario, operarono sempre con i codici ad alta visibilita’ e il vistoso emblema del Rgt. Antares sulla coda e sul muso, mentre i due AB 412 del 39° Drago ebbero i codici in nero sin dall’inizio del loro dispiegamento in terra somala. In ogni caso tutti e tre i modelli mantennero l’originale coccarda di nazionalita’ hi-viz.

Per quanto riguarda invece gli A-129, essi avevano gia’ codici e stencils a bassa visibilita’, con coccarda full color di ridotte dimensioni.

Tutti gli elicotteri conservarono lo schema mimetico originale, ossia livrea grigio-verde per AB 205/412 e CH-47 e verde oliva per gli A-129.

Armamento

Tutti gli elicotteri dello squadrone ITALHELY volavano armati, con armamento difensivo o offensivo, a seconda del modello di elicottero e/o del tipo di missione.

AB 205

 In funzione trasporto truppe i 205 montavano il sottosistema difensivo M23 (2 MG42/59 brandeggiabili con 550 colpi per arma), mentre per il ruolo d’appoggio armato (gunship) era disponibile il piu’ potente M21/MAMEE (Meyer Ammunition Module, Emerson Electrical) della Emerson. Quest’ultimo si componeva di due General Electric M134 Minigun puntate in caccia (ma su supporti flessibili); una coppia di lanciarazzi M158A1 da 70mm (di norma smontati) e due contenitori cilindrici esterni contenenti cadauno 3000 colpi calibro 7,62 per la Minigun.

In configurazione gunship l’AB 205 assumeva la designazione di EM-2A.

AB 412

Gli AB 412 volavano unicamente con il sottosistema M23. Il mezzo era comunue compatibile con i lanciarazzi Medusa da 81mm.

CH-47

Il CH-47 montava due sottosistemi d’arma, entrambi difensivi: M24 e M41. L’M24 e’ basato su due mitragliatrici brandeggiabili MG42/59, in altrettante postazioni sistemate immediatamente dietro il cockpit ed azionate da una coppia di mitraglieri. L’M41 e’ invece basato su una sola MG brandeggiabile, installata nella rampa posteriore di carico/scarico con la funzione di coprire l’arco posteriore. Maggiori info QUI.

A-129

L’A129 era armato con due lanciatori quadrinati per missili controcarro TOW-2A e una coppia di lanciarazzi Medusa da 81mm a 7 colpi. Ovviamente i Mangusta non si alzavano in volo con l’armamento completo. Per esempio nel lanciatore TOW venivano caricati non piu’ di due missili BGM-71A (dopotutto, non si puo’ dire che lo scenario somalo pullulasse di bersagli per quest’arma ;-) )

Aviazione Leggera dell’Esercito o Aviazione dell’Esercito?

Fra gli anni novanta e duemila l’Esercito Italiano cambio’ e ricambio’ piu’ volte il nome alla propria aviazione. Dalla nascita (1951) al 1992 era conosciuta come Aviazione Leggera dell’Esercito (ALE), ma dal 1993 muto’ il nome in Aviazione dell’Esercito (AvEs), in quanto decaddero ufficialmente i limiti di peso imposti dall’Aeronautica Militare eoni addietro (vai dove vai, le air forces sono di una pedanteria unica!). Non sapevo dunque se scrivere ALE o AvEs, ma alla fine ho optato per quest’ultima denominazione, che e’ poi anche quella attuale (Dal 1999 al 2003 l’aviazione porto’ il nome di Cavalleria dell’Aria, ma questa e’ un’altra storia).

Da ITALHELY a ESMAR: note finali

Da un punto di vista strettamente operativo l’intervento italiano in Somalia termino’ nel marzo del 1994. Il ripiegamento richiese due mesi esatti (10 gennaio10 marzo). Una volta smantellato il campo ITALHELY a Mogadiscio, alcuni elicotteri furono rischierati a bordo dell’incrociatore Portaeromobili Giuseppe Garibaldi ed inquadrati in un gruppo di volo misto detto ESMAR (ESercito MARina), forse primo esempio di cooperazione fra i reparti di volo delle due forze armate in condizioni operative reali. Gli elicotteri dell’AvEs operarono ininterrottamente con equipaggi misti Esercito-Marina dal ponte di volo del Garibaldi fino all’evacuazione completa del contingente Ibis, terminata il 23 Marzo 1994.

Ecco la composizione del gruppo di volo ESMAR:

- 5 AB 205A-1 (esercito)
- 3 CH-47C (esercito)
- 2 A-129 (esercito)
- 7 SH-3D Sea King (marina)
- 4 AB 212 (marina)

Note: gli A-129 dispiegati a bordo della Garibaldi erano il 915 e – ultimo arrivato in teatro -  il 917.

In totale l’Aviazione dell’Esercito volo’ in Somalia 3.934 ore per un totale di 4.730 sortite e 2.082 missioni.

CH-47C del 1° Reggimento Antares recupera un UH-60 Black Hawk dell’US Army


[Article] A Short Sharp War (Russian Helos in the Russo-Georgian War)

Non molto tempo fa pubblicai un interessante articolo in due parti sulle operazioni degli elicotteri Sovietici durante la Guerra in Afghanistan del 1979-89. Nel seguente articolo,  ritorniamo nuovamente in compagnia di Hip e Hind, ma questa volta ci spostiamo in Georgia, durante il fulmineo conflitto nell’Ossezia Meridionale dell’Agosto 2008.

A Short Sharp War
by Alex Mladenov
Published on Cleared Hot, Issue 3

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Addio Kim!

Ci lascia un grande dalla classe inarrivabile che amava l’alcool, il cinema, il porco e (si spera) la fregna. Ciao Kim!

Quoto per intero il discorso d’addio di Alby:

Se ne è andato il più grande troll di questi tempi. Una persona che sapeva come movimentare la scena internazionale senza essere invadente. Non lo vedevi mandare proclami in giro come a Osama Bin Laden, non lo vedevi lanciarsi in discorsi deliranti come Gheddafi o interminabili come Castro. Era modesto nel vestirsi, riservato, amante della cucina e del cinema. Ma quando doveva trollare lo faceva big time. Un razzetto qua, una salva di artiglieria la e zac teneva tutti in scacco. Un grande, un vero grande.

E per concludere in bellezza, non mi rimane che rimandarvi alla straordinaria gallery fotografica dedicata dal Boston Globe al Caro Leader:

http://www.boston.com/bigpicture/2010/03/on_the_spot_with_kim_jong-il.html

Un saluto commosso.
Aleks

PS: Baroon: in questo triste momento ti siamo tutti vicini!


[Article] Renewed Lifeline for the Kiowa Warrior

Cercasi Kiowa Warrior disperatamente!

In questi ultimi dieci anni non c’e’ stato elicottero che abbia volato complessivamente piu’ ore in combattimento del Kiowa Warrior: il conteggio alla fine del 2010 segnava 750.000. Un record per gli standard moderni (e non solo!). Inutile dire che fra Afghanistan, Iraq, voli di addestramento ed esercitazioni la flotta dell’US Army e’ stata sottoposta ad un attrito senza precedenti.

In base alla Table of Distribution and Allowance (TDA), l’US Army dovrebbe schierare almeno 368 Kiowa Warrior. In realta’ nel 2010 in servizio ve ne erano appena 331. Dal 2001 al 2010 sono infatti andate perdute 37 macchine: 30 per cause legate all’attivita’ operativa in combattimento, e 7 per altri motivi.

Il problema e’ che il KW e’ uscito fuori produzione negli anni novanta e non e’ dunque possibile rimpiazzare le perdite con esemplari di nuova costruzione. Per ovviare a cio’, in tempi recenti l’Esercito USA si e’ mosso verso due direzioni:

1 – prelevando inizialmente alcuni Kiowa Warrior direttamente dai reparti addestrativi negli Stati Uniti (cfr. Fort Rucker);
2 - finanziando la trasformazione di vecchi OH-58A Kiowa in OH-58D Kiowa Warrior. A questo proposito l’US Army lo scorso anno ha ordinato alla Bell Helicopter la conversione immediata di diversi “Alpha” che al termine delle modifiche saranno noti come OH-58 A2D.

Qui di seguito trovate un articolo dettagliato di Military Insider (Rotor&Wing) in lingua inglese su quest’ultimo programma, che assieme all’OH-58F CASUP e all’OH-58D Block II, portera’ nuova linfa alla logora flotta di Kiowa Warrior.

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[Article] Can a twin ever have a too much emergency engine power?

Qualche giorno fa su It.Cultura.Militare facevo notare le complicazioni dovute alla installazione di un terzo turboalbero in un elicottero (cfr. CH-53E, AW101 etc). C’e’ pero’ chi pensa che anche un secondo motore non sia proprio l’optimum. Vediamo perche’.

Articolo di Nick Lappos (pilota, collaudatore e veterano del Vietnam) pubblicato sul Numero 3 di Cleared Hot.

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B-1 munitions capability layout

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Il poderoso carico bellico del B-1B. Dyess AFB, Texas, Aprile 2011 (US Air Force photo)


Helicopters and Comparable Vehicles (1956)

Per la serie “vehicles for dummies”. Dall’alto verso il basso:

- Sikorsky H-34 & autocarro GMC M135 da 2 1/2 ton (deuce-and-half)
- Sikorsky H-19 & autocarro leggero Dodge M37 da 3/4 ton
- Bell H-13 & Jeep M38 (MC) da 1/4 ton

 


[PDF] Drones, Irregular Warfare and Vulnerabilities: a new US Air Force study

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3,6MB – PDF – 110 pages

Abstract

The United States Air Force has long envisioned a strategic role for remotely piloted and autonomous aircraft. As early as May 1896, Samuel Pierpont Langley developed an unpiloted heavier-than-air vehicle which flew over the Potomac River. On V-J Day in August 1945, General Hap Arnold, US Army Air Forces, observed1:

We have just won a war with a lot of heroes flying around in planes. The next war may be fought by airplanes with no men in them at all … Take everything you’ve learned about aviation in war, throw it out of the window, and let’s go to work on tomorrow’s aviation. It will be different from anything the world has ever seen.

Since these early days, extended range, persistence, precision, and stealth have characterized remotely piloted aircraft (RPA) advancements. RPAs have been employed in multiple combat roles and increasingly contested environments. This year, for the first time in history, the President’s budget proposed a larger investment in RPAs than manned aircraft. A seemingly insatiable operational appetite for RPAs, however, has led to an Air Force manning bottleneck. This is exacerbated by a lack of common ground stations, unsatisfactory integration with civilian and international airspace, and vulnerabilities in communications and command and control links. Further complicating
efforts, yet essential in irregular warfare, are directives to minimize civilian casualties. General David Petraeus sees this need as a direct way to support a key center of gravity:

…We must fight the insurgents, and will use the tools at our disposal to both defeat the enemy and protect our forces. But we will not win based on the number of Taliban we kill, but instead on our ability to separate insurgents from the center of gravity – the people …2

Our Panel conducted an extensive set of visits and received numerous briefings from a wide range of key stakeholders in government, industry, and academia. Taking a human-centered, evidence-based approach, our study seeks to address operational challenges as well as point to new opportunities for future RPAs. That RPAs will be a foundational element of the Air Force’s force structure is no longer debatable. The real question is how to maximize their current and future potential. Our intention is that this study will help provide both vector and thrust in how to do so in the irregular warfare context, as well as other applications.

The undersigned express our sincerest appreciation to all the talented and dedicated study members and to the support of Lt Gen David Deptula and Lt Gen Phillip Breedlove. We also acknowledge the support of Executive Officers and the Air Force Scientific Advisory Board Secretariat for their excellent support to this effort.

Dr. Greg Zacharias Dr. Mark Maybury
UIW Study Chair UIW Study Vice Chair

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3.3.4 Encryption and Potential C2 Link Vulnerabilities

Historically, sensor/data downlinks for some RPAs have not been encrypted or obfuscated. Unencrypted sensor data (e.g., FMV) is beneficial because the downlink is used to feed ROVER systems used by Joint Terminal Attack Controllers (JTAC) and other ground personnel, including uncleared coalition members and contractors. This is a life-saving capability. Nevertheless, not protecting against interception of sensor data has been criticized. “Fixing” this security issue by mandating NSA Type 1 encryption is likely to lead to an unacceptable key management burden because of the large number of users of RPA data that have a wide variety of access rights. However, commercial-grade, NSA-approved cryptography is available (“Suite B”). Commercial cryptography of this kind does not require the same degree of rigor in handling key material and encryption devices, and is not limited in operation to cleared personnel. There is relevant Department of Defense (DOD) activity in this general area.

Encryption has generally been used on C2 messages because the risks associated with compromise are higher (loss of the vehicle), and there is a greatly reduced need for sharing of the C2 data as compared with sensor data. However, crypto issues will likely be exacerbated when doing coalition/joint swarming across platforms that require shared C2 across security domains – a capability that is desired to fully exploit the potential of networked RPA operations.


[Video] Hot Rod vs. US Army Staff Car (IJ4)

Ecco il divertente incipit di Indiana Jones and the Crystal Skull, che sembra fatto apposta per i fan dei veicoli militari e degli anni cinquanta.

Per i curiosi: la hot rod e’ basata sulla Ford Model A (o B) del 1931, mentre la staff car dell’esercito e’ una Ford Deluxe Fordor del 1950. L’autocarro che procede nel senso inverso a quello della colonna militare e’ un Chevrolet 4100.

Gli altri mezzi della colonna sono: una Jeep M38A1 da 1/4 di ton, un autocarro leggero Dodge M37 da 3/4 di ton e tre autocarri REO M35 da 2 ton 1/2 (i mitici deuce-and-half!).

Completano il tutto chepì d’ordinanza e armamento leggero che piu’ vintage non si puo’: mitra Thompson e carabine Winchester!


U.S. Military Mini Gizmos in the Rock’N'Roll Era

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Questa e’ la prima di una serie di tavole a colori che ho dedicato ai micro-veicoli militari americani apparsi durante gli anni cinquanta. Ovviamente non potevano mancare i richiami alla cultura pop dell’epoca  :-)


Uncommon Valor

Un paio di bei scatti dal set di “Uncommon Valor” (Fratelli nella Notte) di Ted Kotcheff

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Da sx a dx: Fred Ward (Wilkes); Randall “Tex” Cobb (Sailor); Patrick Swayze (Kevin Scott);; Reb Brown (Blaster); Gene Hackman (Col. Cal Rhodes); Harold Sylvester (Johnson); Tim Thomerson (Charts).


Patrick Swayze with a BAR

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(Uncommon Valor, 1983)


- SCOOP! – Ecco svelato il mistero dell’RQ-170 “catturato” dagli iraniani

SOLD AT


[Article] Missing Clues and Cracking Codes in the Pacific War – Did Joe Rochefort Unwittingly Mislead Admiral Kimmel about Pearl Harbor?

E visto che oggi cadono i 70 anni da Pearl Harbor, allego qui un articolo su codici,  crittografia e intelligence nel Pacifico apparso sul corrente numero di Proceedings, la rivista ufficiale dell’US Naval Institute

Per vedere le scansioni a grandezza naturale cliccate sulle miniature e poi su “PERMALINK”


Flags – then and after

Oggi fanno 70 anni esatti dall’attacco Giapponese a Pearl Harbor. Ognuno ha il proprio punto di vista su quanto accaduto quella domenica mattina del 7 dicembre 1941. Questo e’ il mio.

7 December 1941

15 August 1945


AG.222C Porciglione e G.222 COIN

E niente, partendo da un profilo incompleto di G.222 fatto da un amico (Grazie Santino!) ho partorito la pazzia che vedete in basso:

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Il “Porciglione” e’ stato ispirato dal grandissimo disegnatore Enzo Maio, che nel 1985, anticipando i tempi, realizzo’ questo splendido disegno (che ho avuto appeso al muro per anni!):

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Ora scommetto che qualcuno si stara’ domandando: “checazz’e’ il porciglione?” :-)

Presto detto: http://www.ebnitalia.it/Qb/QB003/porciglione.htm


[Short] The German

 

Spettacolare corto!


Patches: 146th Avn Co (RR); D-3-5 CAV & Avn Oregon ARNG

Sto realizzando un foglio decals con insegne e patches storiche dei reparti di aviazione dell’US Army e Army National Guard. Qui ci sono tre esempi di insegne d’antan :-)

146th Aviation Company (Radio Research)
“The Snoopers”

Assegnata al 224th Aviation Battaglion “Lonely Ringer”
United States Army
Aeromobili: RU-8D Seminole; RU-21D Guardrail; U-6A Beaver
Repubblica del Vietnam, 1 Giugno 1966 – 23 Febbraio 1973

La simpatica patch della 146a Compagnia d’Aviazione (Ricerche Radio) dell’Esercito degli Stati Uniti. Questa unita’ effettuava missioni ELINT (spionaggio elettronico) durante la guerra del Vietnam. La patch raffigura un agguerrito Snoopy mentre pilota la sua fida cuccia, munita di ali, motori e antenne verticali dell’RU-21D.

Immagine di un RU-21D dell’US Army.

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D Troop, 3rd Squadron, 5th Cavalry Regiment
Aero Scout platoon “War Wagons”

9th Infantry Division; 101st Airborne Division; 1st Aviation Brigade (come C/3/17th Cav)
United States Army
Aeromobili: OH-6A LOacH; AH-1G HueyCobra; UH-1D/H Huey
Repubblica del Vietnam

La patch del plotone Aero Scout della D Troop, 3° Squadrone, 5° Reggimento di Cavalleria “The War Wagons”. Essa veniva applicata nel taschino sinistro dell’uniforme da fatica, come si puo’ vedere nella foto in basso.

Image courtesy of Ziemiecki family via Joe Stone (www.vhpamuseum.org)


Un OH-6A Cayuse, meglio conosciuto come LOacH (da LOH=Light Observation Helicopter). Il RE della Cavalleria Aerea in Vietnam. Ho sempre amato questo piccolo, buffo e agile elicottero. Colpa dell’Air Cav, di Apocalypse Now… e di Magnum PI! (ok ok, l’helo di T.C. era un 500D, ma sono sempre imparentati, no? :-)

Un War Wagon… dov’e’ finito John Wayne?

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Oregon Army National Guard
Aviation Units

Oregon Army National Guard
US Army National Guard

Questa era la patch dei reparti di aviazione della Guardia Nazionale dell’Oregon durante gli anni sessanta. Sostanzialmente si tratta di un castoro volante a forma di Bell H-13 Sioux o H-23 Raven (non e’ ben chiaro!)

OH-13 Sioux ai giorni nostri.


Fix the Teeth

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3 Aprile 1968, Bien Hoa Air Base (22 km NE Saigon) – Squadra di manutenzione lavora indaffarata attorno ad un AH-1G Huey Cobra della 334th AHC, 145th CAB, 12th CAG, 1st Aviation Brigade. (Photo: US Army/SSG A. Batungbacal)


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