Mangusta in azione!

Settembre 24, 2007 at 12:27 am | In afghanistan, elicotteri, mangusta |


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Interrogazione n. 5-01477 Cossiga: Sull’impiego in combattimento nel territorio afgano degli elicotteri A 129.

TESTO DELLA RISPOSTA

L’atto in discussione affronta essenzialmente la vicenda dell’avvenuto impiego, durante il periodo di chiusura della Camera dei Deputati, degli elicotteri A129 inviati in Afghanistan a rafforzamento del Contingente italiano.

L’impiego dei suddetti elicotteri cui fa riferimento l’Onorevole interrogante è, verosimilmente, riconducibile a due diversi episodi verificatisi, rispettivamente, il 10 ed il 22 agosto 2007.

Il primo evento è accaduto nella provincia di Baghdis, nell’area di responsabilità del PRT spagnolo, dove un convoglio misto di mezzi dell’Esercito Afgano (ANA) e ISAF (militari spagnoli), al rientro da un’attività CIMIC, veniva fatto segno di azioni di fuoco da parte di un gruppo di elementi ostili, provocando il ferimento di due militari afghani, il grave danneggiamento di un blindato spagnolo e la presa di tre veicoli del tipo pick-up dell’Esercito Afgano.

Veniva immediatamente inoltrata la richiesta, da parte dei militari spagnoli di un intervento aereo al Comando di ISAF e di elicotteri al Comando italiano della Regione Ovest di Herat.

Sul luogo veniva ridislocato 1 UAV PREDATOR ed inviati 2 elicotteri spagnoli per il trasporto dei feriti (MEDEVAC), 2 A-129 MANGUSTA e 2 CH 47.

Gli elicotteri MANGUSTA A-129, giunti sul posto, svolgevano una azione di fuoco d’intimidazione verso la parte ostile che si defilava rapidamente, abbandonando, nel contempo, i mezzi che venivano neutralizzati.

Nello scontro si registravano otto caduti ed un ferito tra gli aggressori.

Il secondo evento, quello del 22 agosto, ha visto una pattuglia di elicotteri MANGUSTA A-129 del Contingente nazionale in Herat, che è stata impiegata nel distretto di Bala Boluk - provincia di Farah - in un’attività a supporto di un reparto che si trovava in difficoltà a seguito di attacco ed in una situazione con elevata possibilità di reiterazione d’attacco da parte di elementi ostili.

La pattuglia giunta in zona d’operazioni, veniva autorizzata dal Comandante del Contingente ad effettuare una breve azione di fuoco d’intimidazione verso le postazioni delle forze ostili.

Non avendo ricevuto alcun fuoco di risposta, l’area veniva immediatamente dichiarata «non ostile» ed i mezzi potevano portarsi in zona sicura.

Entrambe le azioni appaiono essere connotate da un uso proporzionale della forza, nel rispetto delle Regole d’Ingaggio (ROE) in vigore.

In ordine all’«efficacia dei mezzi schierati», si precisa che riguardo al tema della sicurezza e della protezione del Contingente nazionale in Afghanistan, il Governo, nella piena consapevolezza dei rischi e dei pericoli connessi alla missione in quel Paese, non ha mai trascurato la necessità di dotare i nostri militari di equipaggiamenti, mezzi e materiali adeguati a fronteggiare le minacce e i pericoli legati all’impegno, rinviando le valutazioni sugli stessi agli organi tecnico-operativi.

A questo proposito, infatti, il Governo, in relazione alle nuove esigenze rappresentate dallo Stato Maggiore della Difesa, ha da tempo adottato tutte le iniziative per fornire ai nostri militari gli equipaggiamenti aggiuntivi necessari per ampliare le capacità di muoversi e operare in sicurezza, grazie ad una combinazione di elevata velocità di reazione, elevata mobilità, elevata protezione, ampia disponibilità di sensori di sorveglianza ed identificazione, anche a grande distanza.

Iniziative che il Ministro della Difesa, dopo aver verificato in Teatro le nuove esigenze, ha sottoposto all’attenzione del Parlamento, ottenendone il conforto, in occasione della comunicazione alle Commissioni riunite e congiunte degli Esteri e della Difesa di Camera e Senato il 15 maggio 2007.

In ultimo, per quanto concerne le ROE, si fa notare che l’eventuale uso della forza da parte dei nostri militari avviene unicamente nel pieno rispetto dei criteri di necessità e proporzionalità dell’azione, conformemente ai principi del diritto internazionale ed alle norme ed usi sui conflitti armati, nonché alle leggi e regolamenti nazionali.

In particolare, le regole d’ingaggio, la cui applicazione, nel tempo e in funzione del contesto operativo, risale alla discrezionalità tecnico-operativa della catena di comando che è responsabile dell’assolvimento della missione, devono assicurare sia l’attuazione delle misure più efficaci, ai fini della tutela e della sicurezza del nostro contingente, sia le condizioni per l’adempimento dei compiti ed il conseguimento degli obiettivi assegnati alla forza.

Nota: chi era quel COGLIONE che voleva levare il gatling dal Mangusta? …

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